Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Quando siete felici, fateci caso

11401049_10153424120332022_1483741841763439236_n“Se qualcuno dice che vi ama, controllate bene”.

 

 

PERCHE’  LEG – GER – LO? (scandito bene, con tono di voce leggermente sopra le righe).

Perché è bello, profondamente leggero, breve, interessante, intelligente, arguto, caustico, umoristico.

Perché la copertina è stratosferica, ché il gelato pistacchio, cioccolato e fragola riunisce frutta e creme in quel bel mix culturale che fa tanto America e apertura mentale.

Perché nella mia copia ci sono talmente tanti post-it nei punti che mi hanno divertita, commossa, fatta riflettere che se li trascrivessi tutti violerei le norme sul copyright.

Perché anch’io ho incontrato pochi insegnanti che mi hanno trasmesso la gioia di imparare e, se avesse insegnato in una piccola cittadina del nord Italia, Kurt – lo annovero già nella lista degli amici per la pelle – sarebbe stato uno di questi.

«Quanti di voi hanno avuto un insegnante, in qualunque grado di istruzione, che vi ha resi più entusiasti di essere al mondo, più fieri di essere al mondo, di quanto credevate possibile fino a quel momento?
Alzate le mani, per favore.
Adesso riabbassatele e dite il nome di quell’insegnante a un vostro vicino, e spiegategli che cosa ha fatto per voi.
Ci siamo?
Cosa c’è di più bello di questo?»

Perché parla dell’insegnamento come della «professione più nobile di tutte in una democrazia». Insegnanti, ricordatevelo.

Perché aveva uno zio speciale, e Dio sa quanto servano gli zii nella nostra formazione.

Ma tornando a mio zio Alex, che ormai è in paradiso. Una delle cose che trovava deplorevole negli esseri umani era che si rendevano conto troppo raramente della loro stessa felicità. Lui invece faceva del suo meglio per riconoscere apertamente i momenti di benessere. Capitava che d’estate ce ne stessimo seduti all’ombra di un melo a bere limonata, e zio Alex interrompeva la conversazione per dire: «Cosa c’è di più bello di questo?»

Perché se ti accorgi che tuo marito/tua moglie non ti basta non sei strano. Semplicemente in due si è in pochi. Abbiamo bisogno di relazioni di gruppo. Dobbiamo essere tanti.

«Un marito, una moglie e qualche figlio non fanno una famiglia, così come una Diet Pepsi e tre Oreo non fanno una colazione. Venti, trenta, quaranta persone: quella sì che è una famiglia. I matrimoni vanno tutti a gambe all’aria. Perché? Perché i coniugi si dicono reciprocamente, essendo umani: Da solo non mi basti».

Perché parla del suo essere ateo, umanista e pacifista.

«Qualche tempo fa abbiamo organizzato una cerimonia commemorativa per Asimov, e a un certo punto io ho detto: Adesso Isaac è lassù in cielo. Era la battuta più esilarante che potessi fare di fronte a una platea di umanisti. Li ho fatti rotolare fra le poltrone per le risate. Ci sono voluti parecchi minuti per riportarli all’ordine».

«Invece mi piace la scienza. Come a tutti gli umanisti, del resto. Sono particolarmente affezionato alla teoria del big bang. […] Sapete cosa dovrebbero scrivere sopra l’ingresso del dipartimento di Fisica? Solo quell’unica parola:
BANG!»

Perché ti dice di amare i libri.

«Non abbandonate mai i libri. È così piacevole tenerli in mano, col loro peso cordiale. La dolce riluttanza delle pagine quando le sfogliate coi vostri polpastrelli sensibili. Gran parte del nostro cervello si dedica a decidere se quello che tocchiamo con le mani ci fa bene o male. Anche un cervello da quattro soldi sa che i libri ci fanno bene».

Perché tutto ciò che dice non lo fa con il tono dell’adulto distaccato, ma lo dice con passione, con la capacità di mettersi in relazione con chi gli sta davanti, in questo caso i giovani neolaureati.

Perché ci dice che sì, la vita è un gran casino, ma bisogna viverla con un po’ di leggerezza. Non prendiamoci troppo sul serio.

Perché se fosse qui con me, mi direbbe “stai scialla, tutto passa”. 

E, come diceva ai suoi nipoti:

«Non guardate me. Io qui ci sono appena arrivato».

Titolo: Quando siete felici, fateci caso (If this isn’t nice, what is?)
Autore: Kurt Vonnegut
Editore: Minimum Fax
Pag.: 107
Prezzo: 13 euro (ed. cartacea), 6,99 (ebook)
ISBN: 9788875216320

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

9 commenti su “Quando siete felici, fateci caso

  1. Agata (e la tempesta)
    19/06/2015

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Leggetelo. E’ un ordine 😀

    Mi piace

  2. Luisella Pacco
    19/06/2015

    Che bella recensione, mi incuriosisce moltissimo. Se leggerlo è un ordine, mi sa che obbedirò! 🙂

    Liked by 1 persona

  3. leduenellie
    20/06/2015

    Oh, è la mia prossima lettura è proprio non vedo l’ora di iniziarlo!

    Liked by 1 persona

  4. speranza
    23/06/2015

    mi sembra bellissimo.
    lo voglio!
    grazie Agata

    Liked by 1 persona

  5. speranza
    23/07/2015

    iniziato ieri sera.

    Liked by 1 persona

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