Memorie russe pt. VI e ultima: il quaderno.

“Lenin era raffigurato nella sua nota posa di turista che fa l’autostop. La sua mano destra indicava la via verso il futuro, la sinistra la teneva nella tasca del cappotto sbottonato”. Il quaderno che avevo trovato diceva di raggiungere il giorno 7/7 alle 7 il 7imo ponte di San Pietroburgo da dove si vedono 7... Continue Reading →

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Memorie russe pt. V: il Salice

Andrej oggi è andato via. Era in cucina seduto sul davanzale coi piedi penzoloni ad ascoltare un canzone di Drake, mia ossessione da almeno due giorni, quella che ha il ritornello di una vecchia hit di Jlo – che fa: If you had my love, sul tavolo aveva messo una torta di ciliegie e l’aveva divisa... Continue Reading →

Memorie russe pt.IV: a che ti serve il Sole?

Michail beve un sorso di birra scura dopo aver declamato i versi della poesia che gli ho fatto conoscere io quando ci siamo conosciuti, gli ricorda un pezzo rap, gli piace così tanto che vorrebbe declamarla di nuovo, ma Vika glielo impedisce perché ha gli occhi lucidi, dice: Chvatit… Basta così. Era una sera di... Continue Reading →

Memorie russe pt. III: Piter il matto.

"Sono convinto che a Pietroburgo molta gente, camminando, parla da sola. È una città di mezzo matti. Se da noi esistessero le scienze, medici, giuristi e filosofi potrebbero fare preziosissime ricerche su Pietroburgo, ciascuno secondo la sua specialità. È raro trovare tanti oscuri, aspri e strani influssi sull'animo umano come a Pietroburgo. Pensi solo agli... Continue Reading →

Memorie russe pt.II: Mosca la Prepotente.

Sul mio quaderno in cui annoto tutto, una pagina è interamente dedicata alle parole imparate la prima sera che sono stata a Mosca. Più della metà di queste ha a che fare con l'alcool. Sono parole come: bere insieme, ubriacarsi, essere alcolizzato, continuare a bere. Sono tutti verbi composti dal verbo "bere" a cui, aggiungendo... Continue Reading →

Memorie russe: su Nižnij Novgorod

Di sicuro questa  Nižnij Novgorod non mi ha accolta benissimo. Perlomeno non mi ha attaccata con la neve - che ha invece invaso Mosca. Sono qualcosa come 4 gradi, ma il vento è fortissimo e ne sento 0, meno di 0, nullo, meno di nullo. Chi lo andava a pensare che qui invece di maggio... Continue Reading →

Gli anni

Di primo acchito non sapevo bene cosa provare. La scrittura e il contenuto di “Gli anni” di Annie Ernaux mi infastidiva e mi attraeva allo stesso tempo. Mi sembrava soprattutto un elenco. Un elenco di ricordi sparsi e fulminei che non mi appartenevano e che però sentivo miei, era una sorta di violenza che le... Continue Reading →

Appunti su una Bologna in fiera.

3 aprile 2017 - giorno 1 La mia prima volta al "Bologna Children's Book Fair" non poteva non essere un continuo strabuzzare gli occhi da ogni parte, una costante bocca spalancata offerta come ingresso gratuito a eventuali mosche interessate a farsi un giro alla mostra. Appena si entra nella Fiera si ha subito la sensazione... Continue Reading →

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