Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

AR.co.l

Agenzia Russa Consiglio Libri

In puro stile sovietico, ecco a voi la nostra Agenzia Russa  per il Consiglio Libri.
Volete leggere un giallo storico?
Avete voglia di un libro ironico, appassionante e commovente al tempo stesso?
Preferite un diario di viaggio? Una graphic novel?
Desiderate un libro ambientato alle Isole Faroe?
Non sapete che cosa regalare alla zia Erminia?

CHIEDETE e qualcuno di noi russi risponderà.
Basta lasciare un messaggio qua sotto

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19 commenti su “AR.co.l

  1. speranza
    20/07/2015

    bellissimo!

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  2. August
    21/07/2015

    Un libro ambientato alle isole Faroe?

    Liked by 1 persona

  3. uriello
    15/09/2015

    I decenni antecedenti alla seconda guerra mondiale sono stati l’epoca d’oro della fantascienza russa, fase mai conclusa. Bisogna però specificare che durante l’USSR erano censurati i testi di letteratura che trattavano tematiche fantastiche e sovrannaturali; se la fantascienza era uno dei generi prediletti al pari del realismo era impossibile trovare romanzi horror o fantastici prima degli anni ’80 all’infuori della letteratura per l’infanzia…basta pensare che Vladimir Nabokov iniziò a pubblicare romanzi di fantastika solamente dopo l’emigrazione, “Il Maestro e Margherita” di Bulgakov venne pubblicato postumo così come i testi surrealistici di Daniil Kharms e Sigizmund Krzhizhanovsky, Aleksandr Grin venne ostracizzato, la letteratura dell’orrore e del gotico è antecedente alla rivoluzione d’ottobre come i testi di Helena Blavatsky, Vladimir Odoyevski e Alexander Amfiteatrov o posteriore agli anni ’80 (“Danilov the Violist” di Orlov, “Night Watch” di Lukyanenko, “The Pentacle” scritto a sei mani da Valentinov-Oldie-Dyachenko”).
    I fratelli Strugatsky negli anni ’60 pubblicarono solo fantascienza ad eccezione di un dittico di romanzi brevi “Monday Begins on Saturday” e “Tale of the Troika” che criticano rispettivamente il sistema scientifico e burocratico russo utilizzando elementi dell’occultismo.
    La domanda è: E’ stava veramente così efficiente la censura sovietica oppure è stata pubblicata letteratura di fantasy e horror tra il 1920 e il 1980 negli stati sovietici?

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    • Tatiana Larina
      17/09/2015

      Uriello, benvenuto tra i russi retroilluminati!
      Abbiamo fatto una consultazione lunga tra di noi e non abbiamo riscontrato nulla di fantasy né della dissidenza né di apologetico.
      Io personalmente ho alcune letture sulla letteratura undergound sovietica, ma nulla che mi riporti al fantasy.
      Quindi verrebbe da pensare che sia stato un filone poco seguito, marginale
      Con questo non significa non ci sia nulla, più facilmente non ne siamo a conoscenza, però vorrei suggerirti questo testo non divulgativo nel quale si affronta l’argomento:
      Semiotica dell’immaginazione. Dalla letteratura fantastica russa alla fantascienza sovietica
      di Simonetta Salvestroni

      Secondo me potrebbe essere una porta sul mondo della narrativa di genere

      Facci sapere se ci sono novità in questa tua ricerca!!! siamo curiosissimo e noi continuiamo a cercare. Ci hai piantato il chiodo in testa!

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      • uriello
        24/09/2015

        Come ho già spiegato il governo e l’organo di censura sovietico proibiva la pubblicazione di letteratura contenente elementi fantastici e soprannaturali trattati con serietà, ma bisogna anche specificare che faceva anche in modo che le traduzioni delle pubblicazioni straniere occidentali da loro considerate pericolose non vedessero mai la luce. Per fare un esempio pratico posso dire che la Russia non ha ufficialmente conosciuto autori occidentali come Ray Bradbury, Robert Erwin Howard, Lyon Sprague De Camp, Fritz Leiber o John Ronald Reuel Tolkien prima degli anni’90~.
        Sarebbe quindi corretto dire che la letteratura fantastica fosse stata a quel tempo marginale? Sì.
        Sarebbe però corretto dire che la letteratura fantastica fosse poca seguita? Nì, con l’impossibilità per la popolazione di poter liberalmente creare e fruire il genere, una tale affermazione diventa ambigua.
        Tuttavia bisogna prima prendere in considerazione due elementi: il primo è che a buon ragione e in modo marginale la Russia sovietica ha effettivamente pubblicato qualcosa di ascrivibile alla fantasy e all’horror; la seconda è che a partire dagli anni ottanta, con un avvio esponenziale a partire dagli anni novanta fino ai giorni nostri, la Russia ha dimostrato di apprezzare e adorare la letteratura fantasy, spesso preferendola alla fantascienza. (Voglio ricordarvi che la lingua russa è al quarto posto nella classifica mondiale delle pubblicazioni editoriali).

        A seguire ci sarà una lista delle pubblicazioni di fantastika sovietiche tra il 1920 e il 1980, di cui sarà analizzata brevemente la storia editoriale e gli effetti che la loro pubblicazione causò.

        VENIAMIN KAVERIN: Faceva parte del gruppo letterario “Serapion Brothers” diretto da Yevgeny Zamjatin, che esponeva la libertà di espressione artistica e aborriva l’uso dell’arte come mezzo propagandistico. Nel 1923 avvenne il suo esordio con la raccolta di racconti fantastici “Masters and Apprentices”. Influenzata da E.T.A Hoffmann e dal romanticismo tedesco si basava su tematiche quali alchimia, monasteri, esorcismi, misticismo e sacralità, diavoli della tradizione cristiana. La critica e in particolare Maxim Gorky l’accolsero malamente facendogli abbandonare il filone fantastico senza subire conseguenze.
        ALEKSANDR GRIN: Se bisogna parlare di scrittori sovietici di fantasy il nome di Aleksandr Grin (pseudonimo di Aleksandr Grinevskij) è d’obbligo e probabilmente è stato anche il primo.
        Iniziò a scrivere nel 1906 pubblicando decine e decine di racconti, arrivando a pubblicare svariati romanzi nel decennio del 1920, sebbene poi la sua produzione e carriera si scontrò con il governo sovietico avviandosi al declino. La sua produzione si concentrava maggiormente nella serie letteraria ambientata in una moderna terra fantastica influenzata dal romanticismo e dall’Europa occidentale. Rimasta a lungo senza nome a questa serie venne attribuito il titolo di “Grinlandia”. Grin venne arrestato plurime volte, processato con ingenti danni economici, la critica iniziò a stroncarlo definendolo un perpetuatore di narrativa giovanile e gli venne rifiutata la pubblicazione. Fu ridotto in estrema povertà, si ridusse all’alcolismo e morì di tubercolosi e cancro allo stomaco nel 1932.
        Scarlet Sails (1923) The Shining World (1923) The Golden Chain (1925) She Who Runs on the Waves (1928) Jessie and Morgiana (1929) The Road to Nowhere (1930)
        ALEKSANDR CHAYANOV: Uomo di scienza specializzatosi nel settore dell’agronomia. Nonostante fosse votato al socialismo le sue ideologie di gestione del settore agrario (pubblicate attraverso i saggi “Paesant Farm Organisation”, “On the Theory of Non-Capitalist Economic” e il romanzo di fantascienza utopica “The Russian Peasant (1920)”) non coincidevano con il sistema sovietico, tanto che venne considerato nemico di partito e difensore della classe kulaki. Come se questo non bastasse, tra il 1920 e il 1928 scrisse sotto pseudonimo anche cinque racconti gotici. Dovevano essere pubblicati in una raccolta ma non venne reso possibile, Chayanov venne arrestato e deportato in un campo di lavoro Kazako per 5 anni. Una volta rilasciato venne riprocessato e giustiziato.
        The Tale of the Hairdresser’s Mannequin (1918) The Venetian Mirror (1922)Venediktov, or: Memorable Events of my Life (1922) Le avventure incredibili ma vere del conte Fëdor Michajlovic Buturlin (1924) Julia, or: Trysts At Novodevichy Convent” (1928)
        Sono opere che spaziano tra il racconto e il romanzo breve su tematiche quali il tema del doppio, il dualismo manicheo dell’anima, l’amore oltre la morte, forze oscure manipolatrici della vita moscovita, viaggi surreali nella Siberia e il suo folklore. Gira voce non confermata che “Venediktor” abbia influenzato Bulgakov nella creazione del suo “Il Maestro e Margherita”. La riabilitazione della sua memoria avvenne solamente alla fine degli anni ottanta.
        MICHAEL ARLEN: Di origine armena scrisse racconti e romanzi gotici e dell’orrore, sebbene siano solo una parte minore della sua bibliografia. Non ci furono conseguenze per lui, sapete perché? Intuita la piega degli eventi, emigrò in Inghilterra.
        Ghost Stories (1927) Hell! Said the Duchess (1934)
        KONSTANTIN VAGINOV: Membro del collettivo OBERIU e scrittore di fantasie dell’assurdismo.
        Works and Days of Svistonov (1929) Bambocciada (1931) Harpagoniana (1934)
        ANDREI PLATONOV: Ebbe una produzione ampia e variegata, nonostante venne ripetutamente censurata. Infatti moltissime delle sue opere sono satire (tra le più famose “The Foundation Pit”, uno dei capostipiti della distopia, e “Chevengur”. Entrambe furono pubblicate postume) che puntavano ad attaccare il governo e i piani quinquennali di Stalin. Lo stesso Stalin lo disprezzava apertamente, arrivando a risolvere la questione con un ordine di censura e persecuzione costringendolo a trovare nuove fonti di sostentamento.
        Arrestò e spedì in un gulag suo figlio. Alcuni suoi racconti sono ascrivibili al genere fantastico.
        Chevengur (1929)
        MIKHAIL BULGAKOV: Autore di uno dei più famosi romanzi del novecento, “The Master and Margarita” che venne pubblicato postumo. Questo nonostante Bulgakov fosse uno degli autori preferiti di Stalin, in quanto autore di “The White Guard” e svariati drammi teatrali. Bisogna ammettere che l’ammirazione di Stalin lo esentò dalle purghe e gli fece avere lavoro nel teatro centrale di Mosca, sebbene molteplici sue opere letterarie e teatrali furono censurate e gli venne vietata la fuga dal paese. Anche “Diabolid” sviluppa una trama fantastica, dai toni grotteschi e surreali.
        The Master and Margarita (1940 ma pubblicato postumo nel 1967) Diabolid (1924)
        DANILL KHARMS: Fondatore dell’OBERIU, Danill Kharms era il nome d’arte dietro cui si nascondeva (o forse il contrario?) lo scrittore d’infanzia Daniil Yuvachev. La sua era una letteratura composta esclusivamente da racconti brevi, dialoghi, monologhi e raptus letterari farciti di assurdità, nonsense, umorismo surreale e nero, l’impossibile forzato al possibile e tutto ciò che poteva essere in grado di travalicare e distruggere l’ordinario e la realtà. Per questo venne arrestato, condannato ai campi di lavoro forzato, esiliato e arrestato una seconda volta. Tentò di sopravvivere alla seconda guerra mondiale simulando l’infermità mentale; venne rinchiuso in un ospedale psichiatrico dove morì. Pubblicato postumo e riabilitata la sua memoria nella fine degli anni cinquanta riotterrà notorietà negli anni novanta. Sua è la nota storia dell’uomo che si addormenta credente e si risveglia ateo e pesandosi scoprirà quanto pesava la sua fede.
        Casi (19??) Disastri (1939) The Man with the Black Coat (1971) Today I Wrote Nothing (2007)
        VLADIMIR NABOKOV: Autore celebre a livello mondiale, è interessante notare che iniziò a scrivere letteratura di genere fantastico solo dopo essere emigrato in America. Dalla distopia (Bend Sinister) al poema epico (Pale Fire), da una terra parallela (Ada or Ardor) a un’autobiografia “fasulla” di un Doppelganger dell’autore stesso (Look at the Harlequins!). Anche alcuni dei suoi racconti furono di genere fantastico.
        Bend Sinister (1947) Pale Fire (1962) Ada or Ardor (1969) Look at the Harlequins! (1974)
        ANDREI SINYAVSKY: Conscio dello stato in cui vessava la libertà di stampa nell’Unione Sovietica del dopoguerra, Sinyavsky tentò inutilmente di aggirare il sistema. La sua idea fu quella di pubblicare presso case editrici dei paesi occidentali per far conoscere al resto del mondo la realtà sovietica, questo attraverso lo pseudonimo e la falsa identità di Abram Tertz. “The Trial Begins” è un romanzo breve di genere fantastico contro la società totalitaria mentre la raccolta “Fantastic Stories” si rifaceva ai grandi classici della tradizione fantastica come Gogol e Hoffmann. Degno di nota è il saggio “On Socialist Realism” che sbeffeggiava i canoni imposti dagli organi di censura e il realismo, chiedendo un ritorno alla tradizione. Nonostante tutte le precauzioni venne ugualmente scoperto dal KGB e condannato a 7 anni di lavori forzati in un gulag correttivo. La detenzione non lo fermò dal continuare a scrivere.
        On Socialist Realism (1959) The Trial Begins (1960) Fantastic Stories (1961)
        ARKADI e BORIS STRUGATSKY: Tra i più famosi e importanti scrittori di fantascienza russa, sono anche autori di un dittico di romanzi oltre che creatori di un evento più unico che raro. Monday Begins on Saturday (1965) e Tale of the Troika (1968) furono effettivamente i primi romanzi di genere fantastico pubblicati e approvati regolarmente. Folklore russo, creature immaginarie, stregoneria e arti oscure, magia ed eventi soprannaturali si mischiano in un mondo di tutti i giorni per un intento satirico. A causa delle leggi che regolavano la censura, i due romanzi vennero classificati dai cataloghi, dalle case editrici e dalla critica come fantascienza.
        Forse la loro popolarità era troppo grande per essere gestita oppure i tempi stavano cambiando?
        SIGIZMUND KRZHIZHANOVSKY: Seven Stories, Memories of the Future, The Letter Killers Club, Autobiography of a Corpse…Krzhizhanovsky prediligeva la forma breve e in quanto a contenuti e stile sperimentale veniva paragonato ad autori occidentali come Kafka e Borges. Per tutta la sua vita tentò inutilmente di farsi pubblicare ottenendo pochi risultati e le sue opere vennero scoperte e pubblicate postume per la quasi interezza solamente negli anni novanta.

        ALEKSEY REMIZOV: La sua produzione fu largamente basata sull’orrore soprannaturale, il gotico e il folklore russo. A partire dagli anni venti si spostò nella capitale francese causa esilio dove continuò la sua carriera letteraria fino alla morte.
        VASILY SHUKSHIN: Uomo dalla capacità artistica poliedrica, nonostante lo stile prettamente realista scrisse qualche racconto di fantastika
        VSEVOLOD IVANOV: Scrisse un unico racconto fantasy “Sisyphus, son of Aeolus”
        YURY KAZAKOV: Scrittore noto nella Russia post-guerra, nonostante fosse sostanzialmente un perpetuatore degli standard letterari sovietici e di animo tradizionalista, scrisse anche qualche racconto fantastico.
        MARIA MORAVSKY: Di origini polacche, Moravsky era in patria russa una rinomata e acclamata poetessa e scrittrice, oltre che traduttrice di tre lingue diverse. Emigrò in America nel 1919. A onore della memoria, oltre ad ottenere pubblicazioni in un quantitativo allarmante di riviste nazionali; riuscì a farsi pubblicare plurime volte anche in rinomate riviste pulp come “Weird Tales”, “Startling Stories” e “Strange Tales” tra gli anni venti e fine anni quaranta, fino alla sua morte.
        GEORGY PESKOV: Pseudonimo di Elena Deisha, narrava principalmente storie di uomini che affrontano eventi e minacce soprannaturali ed inspiegabili. Purtroppo di lei è noto poco e niente.

        Bisogna ammettere che senza le adeguate fonti è difficile rinvenire le giuste notizie, e che è più facile che esistano notizie su romanzi o raccolte di racconti piuttosto che singoli racconti.
        Andare alla ricerca di antologie tematiche può essere d’aiuto e sono grato dell’esistenza della Raduga Publishers, casa editrice statale moscovita che tra le varie attività editoriali si prefisse di esportare in volumi in lingua inglese i capolavori e le meraviglie sconosciute all’occidente della letteratura russa e sovietica. Non conosco la media qualitativa dell’editoria russa ma possedendo un loro volume (Russian 19th-Century Gothic Tales) posso farmi un’idea dei loro standard qualitativi e competenza. Tuttavia mi lascia un po’ perplesso la presenza di “Peak of Success” e “The Fatal Eggs”, due racconti lapalissianamente fantascientifici in un’antologia di fantasy.

        Red Spectres: Russian Gothic Tales from the Twentieth Century
        Valery Bryusov: In the Mirror
        Aleksandr Chayanov: The Tale of the Hairdresser’s Mannequin; Venediktov;
        The Venetian Mirror
        Mikhail Bulgakov: The Red Crown; A Séance
        Sigizmund Krzhizhanovsky: The Phantom
        Aleksandr Grin: The Grey Motor Car
        Georgy Peskov: The Messenger; The Woman with no Nose
        Pavel Perov: Professor Knop’s Experiment

        Peak of Success: Tales of Fantasy by Modern Soviet Writers
        Yuri Nagibin: Peak of Success
        Alexei Tolstoy: Count Cagliostro
        Mikhail Bulgakov: The Fatal Eggs
        Andrei Platonov: Ulia
        Vsevolod Ivanov: Sisyphus, son of Aeolus
        Vassily Shukshin: By the Third Cock-crow
        Andrei Bitov: Infantiev
        Vladimir Makanin: Voices
        Chinghiz Aitmatov: Stormy halt
        Yuri Kazakov: You wept so sadly in your sleep

        Se solo conoscessi anche il russo oltre all’inglese non mi sarei precluso un sacco d’informazioni, esistono altre fonti da cui potevo attingere come per esempio il mercato nero.
        Se esiste una forma di censura nasceranno anche dei movimenti sovversivi, in questo caso il fenomeno Samizdat. Sebbene non fosse un movimento di sola natura letteraria quanto più di libera espressione, autopubblicazione e diffusione indie di testi censurati si tratta fondamentalmente di materiale andato ormai in parte perduto ed entrato a far parte delle rarità storiche. Provate a immaginare questa scena: un amanuense del 1964 che trascrive a mano su carta carbone una traduzione in polacco di “Animal Farm” di George Orwell o “One day in the life of Ivan Denisovich” di Solzhenitsyn.
        (Disgressione: per contrabbandare musica proibita venivano registrate copie pirata sulle lastre da raggi-X.
        http://static.spin.com/files/140506-original-soviet-list-ban.jpg)

        Nota: Con letteratura russa mi riferisco ovviamente anche a quella sovietica, e per ragioni di natura storica e geopolitica anche agli altri stati dell’unione come Ucraina, Armenia, Kazakistan e Bielorussia. Tuttavia a seguito degli eventi della guerra fredda e alla contrapposizione tra la NATO e il Patto di Varsavia, l’unione sovietica ebbe potere anche in stati aderenti come Bulgaria, Cecoslovacchia, Romania e Polonia (Per fare un esempio, negli anni sessanta lo scrittore allora emergente di fantascienza polacca Stanislaw Lem, rischiò di inimicarsi la censura sovietica.). In pratica, nonostante le solide differenze e sotto determinati aspetti con “letteratura russa” ci si può espandere direttamente al blocco orientale.

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  4. salvatore
    04/01/2016

    Buon pomeriggio vorrei avere qualche consiglio su autori iraniani o comunuque di libri ambientati in Iran.
    Grazie per la risposta,
    Salvatore.

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    • polimena
      06/01/2016

      Ciao Salvatore! Marina Nemat é pubblicata in Italia da Cairo editore. Prigioniera di Teheran é la sua vera storia di prigionia sotto Komeini e poi di fuga verso gli Stati Uniti. Il secondo libro é la continuazione della sua vita negli Usa (mi è piaciuto meno).

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    • Tatiana Larina
      07/01/2016

      Ciao Salvatore,
      sono un’appassionata di letteratura che a Oriente: India, Iran, in lingua araba. Perciò parto dalla mia esperienza di lettrice
      La letteratura iraniana in loco, ovvero di scrittori residenti in Iran è molto difficile da reperire per ovvi motivi di natura politica sia interna che internazionale. Più facile invece trovare scrittori fuoriusciti dopo la rivoluzione e residenti principalmente in Europa o Stati Uniti.
      Ovviamente il punto di vista è molto parziale e polarizzato. Si tratta di personaggi, quasi sempre di elevata condizione sociale nel paese di origine che fuoriuscita dopo il ’79 ha dato una versione propria della rivoluzione con tutti i pro e i contro.
      Di solito i toni sono quelli della condanna al regime degli Ayatollah, senza considerare la situazione delle fasce diseredate che hanno davvero partecipato alla rivoluzione sia con i partiti religiosi che con quelli laici (comunisti-marxisti) poi annulati dal regime .

      Io mi sono trovata molto spesso in disaccordo con tale letteratura, proprio per la parzialità del punto di vista. Un esempio è “Leggere Lolita a Teheran” noto caso editoriale internazionale di Azar Nafisi che racconta la sua vita da docente universitaria e delle sue studentesse costrette ad un purdah medievale. Tutto vero per carità, ma non si parla mai delle condizioni in cui il popolo iraniano versava alle periferie di Teheran o nelle zone rurali

      Molto più interessante è “Viaggio di Nozze a Teheran” di Azadeh Moaveni, titolo fuorviante per un testo autobiografico sempre di una donna con un’elevata posizione sociale. In questo caso ho riscontrato una maggiore obiettività nel racconto e un dissociarsi dal regime senza una condanna storica completa, insomma una maggiore consapevolezza. Lo consiglio di più e lei scriva anche per il The Guardian http://www.theguardian.com/profile/azadeh-moaveni

      Se poi vuoi leggere grande letteratura, sebbene lo scrittore abbia abbandonato il Farsi per l’Olandese, lingua del paese di adozione, ti consiglio Abdolah Kader edito da Iperborea. Nella maggio parte dei suoi libri vi è forte il segno della rottura e dell’esodo dal proprio paese, una nostalgia insanabile e allo stesso tempo linfa vitale per la sua poetica. Kader è a mio avviso bravissimo. “Scrittura Cuneiforme” in particolare è di una poesia, delicatezza tali da toccare alte vette letterarie (come molta poesia classica persiana) pur con riferimenti bruschi alla realtà politica della rivoluzione. Notevole anche la “Casa della Moschea” dove invece il trauma del ’79 è raccontato dal punto di vista di un Imam, un capo religioso e della sua famiglia. Nel libro Il Re invece l’operazione è complessa: un falso romanzo storico, ma attenibile che fa comprendere come gli iraniani siano stati esapserati dalla Dinastia Pahlavi e perchè una rivoluzione fosse inevitabile.

      Ultimamente ho letto anche Ziarati “Quasi Due”. Si tratta di un iraniano che vive nel nostro paese e scrive in italiano. Questo romanzo è davvero molto bello: ripercorre l’avvento del regime e la tragedia della guerra con l’Iraq dal punto di vista di un ragazzo. Ha una delicatezza tipica di certa poesia classica persiana. Commovente e ben scritto.

      Infine, la Bravissiam Marianne Satrapi che scrive Graphic Novel taglienti e profondamente toccanti sulla situazione iraniana e della donna nel suo paese (anche lei vive all’estero).

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      • salvatore
        08/01/2016

        Si è persa la risposta!!Ma che c’è qualche iraniano che vi spia..? Avevo risposto ieri. Grazie Tatiana anche per la spiegazione fondamentale di come la libertà ridotta in qualche modo si rifletta nel racconto di un paese.I libri che hai segnalato non ne conosco nessuno, tranne Lolita a Tehran, ma non l’ho letto. Mi incuriosisce molto il titolo Scrittura cuneiforme di Abdolah Kader, poi letto vi farò sapere.

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      • zaidenoll
        08/01/2016

        Allora ti aspettiamo!

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  5. zaidenoll
    05/01/2016

    Ciao Salvatore, @polimenami dice che ha letto Marina Nemat, spero che venga da queste parti e te ne parli lei stessa. @StellaStellina ha invece letto ” il mio Iran” di shirin ebadi. poi @larinatatiana ha letto Ziarati, iraniano che vive in Italia. Io non ho letto nessuno di questi, quidi lascio la parola a loro.

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    • polimena
      06/01/2016

      Mi sono ricordata di aver letto anche La casa color zafferano di Jasmine Crowley (Guanda), la storia di una donna che torna in Iran dall’Inghilterra dopo molti anni. Il libro mi era piaciuto.

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  6. DDT
    07/01/2016

    Romanzi, saggistica, autobiografie, biografie…tutto quanto possa esistere sulla storia e sulle figure degli scienziati e il progresso scientifico avvenuto nell’unione sovietica. Le città segrete dell’acciaio e dell’atomica, la guerra fredda, Ciolkovskij padre della cosmonautica e della missilistica, i diari degli esploratori e degli oceanografi, la storia del chirurgo Demichov, Yuri Gagarin e così via…

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    • polimena
      07/01/2016

      Forse dovresti chiedere a Uriello, mi sembra molto ferrato su questioni russe 🙂

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    • Tatiana Larina
      07/01/2016

      Esiste letteratura sulla vita di Landau, il grande fisico, come Il fisico che visse due volte di Toscano. Molto esiste anche sulla vita di Sakharov suo e su di lui.

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