Le vite nascoste dei colori di Laura Imai Messina

Color retro delle foglie di salice piangente, color marrone foglie di tè bruciate, color blu ripostiglio, color azzurro pallido sguardo furtivo a una brocca. Questo ultimo mi ha particolarmente incuriosito quando quest’estate ho visto Laura Imai Messina in una trasmissione televisiva in cui raccontava il mondo dei colori giapponesi. Questa idea di colore, non reale ma data solo da uno sguardo di sfuggita, oltre a divertirmi mi ha offerto una chiave di lettura e una piccola anticipazione di questo romanzo perfettamente costruito.

I colori, per come siamo abituati a concepirli, sono una convenzione: il giallo è giallo, il blu è blu, ma per Mio, la protagonista, non è così. Per lei i colori sono il linguaggio che utilizza per interpretare la realtà e comprendere ciò che è al di fuori di sé. È nata tra i colori degli splendidi kimono dell’atelier di famiglia e tra questi su tutti i bianchi dei kimono da sposa, gli Shiromoku. Bianco che simboleggia la purezza ma anche l’abbandono e la rinuncia di sé.

Anche nella vita di Aoi il bianco, che per le stesse ragioni è il colore del lutto, è fondamentale. Infatti lui è cresciuto nella ditta di pompe funebri di famiglia. Tra Mio e Aoi nascerà una travolgente e appassionante storia d’amore. Ma da questa storia, su questo bianco, la Messina dipinge un quadro complesso di colori e di ombre, ci racconta il delicato mondo delle relazioni familiari dei due protagonisti, che ci fa conoscere fin dalla loro infanzia. L’amore dei genitori per i figli, le ansie e le preoccupazioni, il rispetto e la dedizione al lavoro, il conflitto, le scelte di vita. Una prospettiva osservata da più punti di vista e un percorso nella costruzione dell’identità, della consapevolezza del sé.

Sapevamo già della grande preparazione che l’autrice ha della cultura giapponese (Recensione del Blog di Tokyo tutto l’anno) di cui ci dà ancora prova descrivendo luoghi, riti e tradizioni; ma ciò che colpisce maggiormente è la sensibilità, lo sguardo attento alla quotidianità, al modo peculiare che le persone giapponesi hanno di relazionarsi con gli altri e le cose.

“La nonna di Mio ricordava di averlo abitato ogni primavera quand’era ragazza. Lo aveva scelto apposta, la stoffa di quel kimono conosceva l’amore, la fretta”.

Scrivendo “abitare” il kimono, non indossare, ci dà la misura dell’importanza che questi oggetti hanno nella vita di una donna. Raccontano una storia attraverso i loro colori (ad esempio quelli per le giovani donne sono molto colorati, quelli per le adulte più sobri) testimoniano lo scorrere del tempo. Naturalmente a completare il “quadro” una bellissima veste grafica. L’illustrazione di Barbara Baldi della sposa è bellissima.

Un romanzo bello, completo da leggere con cura, levandosi le scarpe all’ingresso per entrare.

Titolo: Le vite nascoste dei colori
Autore: Laura Imai Messina
Editore: Giulio Einaudi Editore
Pag. 328
ISBN: 9788806248475
Euro 18,50 (edizione cartacea)

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