Gli Achei di Giulio Guidorizzi

Giulio Guidorizzi è professore universitario di letteratura greca, filologo, saggista e traduttore di Euripide e la sua produzione letteraria è molto vasta. Io ho letto, in particolare, gli ultimi tre lavori pubblicati da Einaudi: “Io, Agamennone, gli eroi di Omero” del 2016, “Ulisse, l’ultimo degli eroi” del 2018 ed “Enea, lo straniero. Le origini di Roma” del 2020, attualmente in libreria. La particolarità di questi libri è che sono scritti con uno stile ibrido molto attuale, che a me piace molto. Ogni capitolo, in generale ogni storia nella storia prende la mossa da una riflessione di un personaggio che Guidorizzi fa parlare in prima persona: vi capiterà quindi di essere ora Didone ora Calypso, di sentire la pena di Priamo o la furia di Aiace Telamonio. Il professore scrive molto bene, e ci mancherebbe altro visto il suo curriculum accademico, ma queste sue opere hanno a mio avviso due grandi pregi: per chi è a digiuno di epica classica risultano chiare ed esaustive pur non essendo inutilmente prolisse; per chi, come me, è appassionato dell’argomento, hanno il merito di risultare interessanti nonostante l’epilogo sia noto e scontato. In entrambi i casi, insomma, la scrittura di Guidorizzi ti coinvolge al punto di sentire il clangore delle armi contro le armature sotto le mura di Troia, o l’odore del mare e del bosco selvatico come fossimo seduti su uno scoglio d’Itaca insieme ad Ulisse. Vi risparmio l’approfondimento socio-politico, ma che nel 2020 si racconti ancora e risulti quanto mai attuale la storia di un profugo che dall’Asia minore arriva sulle coste del Tirreno per fondare una delle più grandi e importanti città e civiltà che mai vedranno la luce su questa terra, beh, credo che un minimo di riflessione dovrebbe suscitarla. Se ancora non vi ho convinto a leggerlo, per carità, non dovete dar retta a me, ricordatevi però cosa diceva Vulvia, il volto di Rieducational Channel: << Tanto…prima vengono gli Achei, poi vengono gli Etruschi, poi dopo, forse, la famiglia e gli amici, perché, per carità, prima viene un Acheo…>> La volete spiegata meglio di così?

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