#5autori gialli più un libro per Lorenzo (parte 3)

Poco incline al thriller che gronda sangue, mi sono appassionata preferibilmente a scrittori dalle atmosfere noir. E quindi spesso nelle mie scelte di lettura finisco per tornare indietro nel tempo.


Daphne du Maurier

Autrice classica il cui nome sembrerebbe evocare romanticherie d’altri tempi, Lady Daphne ha scritto più di trenta romanzi, dalle trame spesso inquietanti e misteriose. La Cornovaglia tempestosa ha fatto da sfondo a tante delle sue storie e il cinema ha saccheggiato la bibliografia di du Maurier con “Rebecca”, “Gli uccelli”, “Mia cugina Rachele“, “La taverna della Giamaica” (continua…). Suspense e colpo di scena sono arti in cui è maestra e i suoi libri si leggono ancora molto volentieri.


Patricia Highsmith

L’ho incrociata per caso negli anni Ottanta quanto bazzicavo la libreria Remainders di Roma. Sempre a caccia di libri che costassero poco mi soffermai su “Il talento di Mr. Ripley” (dimenticate il film con Matt Damon e Jude Law, grazie). Già dalla quarta di copertina capii che questo Tom era un antieroe con i fiocchi. Fu un amore a prima vista. Intelligente, spregiudicato, fortunato, Tom Ripley nel primo capitolo delle sue “avventure” si macchia di un crimine orrendo, ma non si riesce a non tifare per lui. A cascata comprai quasi tutto quello che di Patricia Highsmith  era disponibile in traduzione.
Da leggere assolutamente “L’amico americano” (film imprescindibile di Wim Wenders”), “Sconosciuti in treno” (film di Hitchcock), “Diario di Edith” (un film ci sarà di sicuro).


Cornell Woolrich

Grande appassionata di giallo classico, da adolescente macinavo i libri di Agatha Christie, Edgar Wallace e S.S. Van Dine. Cornell Woolrich – che pubblicò anche sotto il nome di William Irish – fu una scoperta tutta dovuta al cinema: in Tv andò in onda “La sposa in nero“, nell’ambito di una rassegna dedicata a Truffaut e io mi misi in giro per chioschi di libri usati alla ricerca di tutti i gialli scritti da questo autore dalla vita tormentata. Da leggere la cosiddetta “serie nera” che oltre alla sposa di cui sopra, comprende altri cinque titoli: “Sipario nero”, “L’alibi nero, “L’angelo nero”, “L’incubo nero” e “Appuntamenti in nero“. Anche qui film su film.

Jean-Claude Izzo

Di Izzo secondo me andrebbe letto tutto quello che ha scritto, anche perché se n’è andato troppo presto lasciando solo altri due romanzi (non gialli, “Marinai perduti” e “Il sole dei morenti”) oltre la trilogia marsigliese di Montale. Atmosfere più moderne rispetto agli autori citati in precedenza, in una Marsiglia che è innanzitutto porto e crocevia di nazionalità e culture e malaffare, Izzo ha inventato il cosiddetto “Noir mediterraneo”. I titoli della trilogia sono nell’ordine: “Casino totale”, “Chourmo” e “Solea”. Per onor di cronaca mi tocca dire che la TV francese ha fatto un adattamento orrendo dei libri di Izzo, aggravata dalla pessima scelta di Alain Delon nei panni di Fabio Montale. Jean-Claude si sarà come minimo rivoltato nella tomba.


Boileau-Narcejac

Last but not least, il divino duo, che ha scritto alcuni dei noir più belli di sempre. Pierre Boileau e Thomas Narcejac hanno pubblicato fino ai primi anni ai Novanta e negli anni Cinquanta sono stati tratti da loro opere alcuni film famosissimi. Imperdibili “I diabolici” (film di Clouzot e remake hollywoodiano), “La donna che visse due volte” (Hitchcock!), e il meno noto ma altrettanto bello “I vedovi”. I libri più vecchi non sembrano sentire il passare del tempo, non a caso Adelphi li sta ripubblicando. Una capacità di tenere alta la tensione davvero unica si unisce ad una scrittura che tocca temi modernissimi (il cinema ha spesso edulcorato alcuni aspetti delle storie, considerati scandalosi negli anni Cinquanta).


Completo la mia lista con un libro bonus forse insospettabile: “Il nome della rosa” di Umberto Eco, giallo storico, mezzo poliziesco deduttivo e mezzo trattato teologico, una lettura appassionante e divertente, che mescola elementi diversi in un’amalgama perfetta. Dal libro un famosissimo film con Sean Connery nella parte di Guglielmo da Baskerville, di qualche anno successivo al libro, e una serie televisiva recente che ha visto protagonista John Turturro. Se la parte “dotta” vi spaventa o volete approfondire, suggerisco di ricorrere a “Eco: guida al Nome della rosa” di Bruno Pischedda.

4 risposte a "#5autori gialli più un libro per Lorenzo (parte 3)"

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  1. Negli anni, grazie a te, ho imparato ad apprezzare la Du Maurier,Boileau-Narcejac e Woolrich (che mi piace meno). Izzo è un mio amore di gioventù mentre la Highsmith la conosco poco, qualcosa ho letto ma forse erano i libri sbagliati, dovrei recuperare i suoi scritti.
    Dulcis in fundo Eco, un grandissimo libro bonus!

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