#5autori gialli più un libro per Lorenzo (parte 2)

Visto che in un unico post non siamo stati in grado di contenerci,  continuo la lista di consigli di Zaide Noll per cercare di convertire Lorenzo alla lettura di libri gialli.

Sono cresciuta divorando i libri di Agatha Christie e di Simenon. I loro personaggi sono quasi diventati dei vecchi amici, sai sempre cosa aspettarti da loro e sei sicura che alla fine troveranno l’assassino. Cosa c’è di più rassicurante? Quindi, se non avete mai letto nulla io consiglio di iniziare da Poirot (Assassinio sull’Orient Express) e da Maigret (Pietr il lettone).

Se vogliamo però parlare dei miei giallisti preferiti tra le scoperte degli ultimi anni, ecco la mia cinquina.


Enrico Pandiani

Ma quanto mi piacciono Les Italiens della squadra di poliziotti parigini della Brigata Criminale. Tutti accomunati dalle origini italiane – spesso si tratta di seconde generazioni – Les Italiens sono guidati dal Commissario Mordenti, affascinante, brusco, di poche parole e sciupafemmine. Di avventura in avventura dal nord al sud della Francia con qualche puntata a Torino, fra inseguimenti, sparatorie e avventure erotiche, non potete non amare questa squadra di “mangiaspaghetti” un po’ scorretti e fuori dalle regole ma fortemente uniti fra loro. Les Italiens è il primo della serie, a cui fanno seguito altri sei titoli, tutti editi da Rizzoli.
Leggetelo se: vi piacciono i gialli harboiled, parecchio sangue e un bel po’ d’avventura.


Tana French

Tana French, autrice d’origine irlandese, ambienta tutti i suoi romanzi gialli a Dublino e tutti i suoi investigatori appartengono alla Squadra Omicidi. Ogni libro ha come protagonista e voce narrante un diverso ispettore della Squadra. Ho preso una vera e propria “fittonata” per Tana French che mi ha stregato con Il Collegio (Einaudi), secondo me il suo giallo più riuscito.
Così, a partire da quello, mi sono letta tutti i libri della French tradotti in italiano. Nel bosco, La somiglianza, I luoghi infedeli, L’intruso. Quello che amo è la capacità della French di descrivere i rapporti umani e le loro mutazioni a volte incomprensibili e incontrollabili, soprattutto se situati in ambienti chiusi: college, università, gruppi di amici, famiglie disadattate. Nel Bosco è il primo della serie ma, visto che si tratta di gialli slegati uno dall’altro, iniziate da Il collegio che è la sua prova migliore.
Leggetelo se: vi piacciono i gialli psicologici e le indagini che si svolgono in gruppi ristretti di persone.


Sujata Massey

Perveen Mistry, la protagonista dei libri della scrittrice anglo indiana Sujata Massey, è una giovane donna indiana di origine parsi che vive nella Bombay degli anni ’20. Il padre è un avvocato e lei è la prima donna laureata in legge a poter esercitare e quindi l’unica che può entrare in ambienti protetti e interdetti agli uomini.
Oltre alla storia gialla, quello che rende avvincente e interessante i libri della Massey, è lo sguardo sulla società indiana dell’epoca, in bilico fra modernità e i retaggi di antiquate tradizioni. il primo della serie è Le vedove di Malabar Hill del quale ho scritto qui. In Italia è uscito anche il secondo volume della serie, La pietra lunare di Satapur, tutte per Neri Pozza.
Leggetelo se: vi piacciono le atmosfere d’epoca e i gialli alla Agatha Christie.


Pierre Lemaitre

Non c’è un solo libro di Pierre Lemaitre che non mi sia piaciuto eppure sono tutti uno molto differente dall’altro. In Italia i gialli di Lemaitre sono editi da Mondadori e per farvi un’idea potete leggere Ci vediamo lassù e il recente I colori dell’incendio che ne è la continuazione, in cui Lemaitre coltiva il genere noir con ampi risvolti romanzeschi. Oppure ancora Lavoro a mano armata, uno dei suoi primi romanzi.

Oppure, più vicini al genere giallo, potete iniziare con la trilogia Irene – Alex – Camille, una serie ad alto tasso di adrenalina con continui colpi di scena e rovesciamenti, protagonista il commissario Camille Verhœven, di bassissima statura ma altissima intuizione.
Inutile dirvi che Lemaitre è un grande scrittore di gialli e di romanzi e che non delude mai!

Leggetelo se: in un libro giallo quello che vi piace è il rovesciamento dei punti di vista e non vi disturbano le descrizioni precise e minuziose di delitti e torture.


Christian Frascella

Scrittore torinese dalla cui penna è uscito l’investigatore privato Contrera, Christian Frascella è una mia recentissima scoperta e ultima mia “cotta” fra i giallisti italiani.  Due sono i gialli della serie Contrera editi da Einaudi, Fa troppo freddo per morire e Il delitto ha le gambe corte.

Contrera si muove nel quartiere periferico di Barriera a Torino, ha l’ufficio in una lavanderia a gettoni gestita da un egiziano, vive con la sorella e il cognato (che non lo sopporta) e i due nipoti che lo adorano. Un personaggio scorretto, sopra le righe che spesso si muove nell’illegalità, compiendo azioni disoneste e moralmente poco accettabili. Una persona che se conoscessi sul serio probabilmente mi starebbe pesantemente sulle scatole. Eppure Contrera mi ha conquistata e non riesco a non parteggiare per lui e per la sua umanità triste e disillusa.
Leggetelo se: vi piacciono i gialli ambientati in Italia e i personaggi altamente scorretti e con un senso dell’etica molto “personale”.


Completo la mia lista con un bonus libro, un libro che mi colpì moltissimo quando lo lessi anni fa.

La fine è nota, Geoffrey Holiday Hall, Sellerio

Un vero gioiellino fra i romanzi gialli e non certo perché lo dico ma perché Sciascia, nell’autunno del 1952, si imbatté in uno dei due unici libri pubblicati da Geoffrey Holiday Hall e se ne innamorò.  Sciascia cercò ulteriori informazioni sul suo autore ma senza alcun esito: Geoffrey Holiday Hall è uno pseudonimo e l’autore si eclissò letteralmente dopo i due romanzi che gli diedero il successo.

Ma se il mistero aleggia attorno all’autore, lo stesso mistero aleggia attorno al “morto” del libro, Roy Kearney, che, entrato in un appartamento che si affaccia su Central Park alla ricerca del padrone di casa,  Bayard Paulton e non trovandolo, si getta dalla finestra. Keaney, prima di suicidarsi, dice alla moglie di Paulton che suo marito è l’unico in grado di aiutarlo.
La fine è nota quindi, perché a pagina due già sapete come va a finire il libro. Quello che scoprirete è, tassello dopo tassello, il mosaico della vita del suicida.
Leggetelo e non ve ne pentirete, anche per la postfazione di Sciascia.

 

Qui i consigli di Zaidenoll, che sottoscrivo in pieno, ma presto pubblicheremo i post di altri russi che si sono voluti cimentare nell’ardua impresa di convertire Lorenzo alla lettura di libri gialli.

6 risposte a "#5autori gialli più un libro per Lorenzo (parte 2)"

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