#5autori gialli più un libro per Lorenzo

Questo post inaugura una serie di post che noi russi vogliamo dedicare a Lorenzo, per guarirlo dalla sua diffidenza verso il genere “crime”. Inizialmente volevamo fare una lista di dieci libri, ma non siamo riusciti a distillare solo cinque autori per le nostre preferenze, e così abbiamo deciso di dedicare a Lorenzo un post ciascuno.  Abbiamo anche scelto di indicare più che altro gli autori, e lasciare libera la scelta dei libri. Ecco qui i miei preferiti, in rigoroso disordine.


Jo Nesbo

Jo Nesbo è a mio parere, e non solo mio, il miglior scrittore di thriller in circolazione. Cito quindi il suo nome, con il consiglio di leggere religiosamente tutta la serie di Harry Hole, in ordine di pubblicazione ( e NON di uscita in Italia) ed immergersi nell’atmosfera grigia, torbida, contorta di una Oslo decisamente dura. E controllare i battiti. Sono romanzi molto tecnici, in cui il lettore è spinto a voltare pagina, ma sono anche grosse storie di vita vissuta, con brani a tratti poetici. Imperdibile per chi ama il genere, ma meritevole anche per chi non lo ama. Il suo illustre predecessore, Henning Mankell.


Michael Connelly

Michael Connelly è IL poliziesco, e Harry Bosch è IL detective. Quello americano, quello con problemi, quello macho, un po’ rozzo, che non va per il sottile, che fa scelte spesso discutibili (ancor più agli occhi di un europeo). Il merito della sua popolarità sta soprattutto nella capacita di MC di costruire storie perfettamente oliate e congegnate, in cui si volta pagina compulsivamente. Quando ho scoperto Connelly, credo di aver letto almeno 10 Bosch tutti di fila! Consiglio di iniziare dal primo Bosch, o in alternativa di pescarne uno a caso e lasciarsi andare.


Alan Bradley

Avete presente un maniero inglese? Nella campagna, col prato davanti, il paesino medievale che si vede dalle finestre, il grigiore, le stalle abbandonate, un vecchia Rolls Royce, la carta da parati scrostata e la domestica sgrammaticata che frigge tutto? Ecco, ci abita Flavia de Luce, la bambina più brillante ed impertinente di tutta la Gran Bretagna del Dopoguerra. Flavia attira delitti un po’ come Miss Marple, e poi offre carinamente il suo aiuto alla polizia locale per risolverli. Impossibile stancarsi di questi gialli deliziosi, arguti, brillanti e deliziosamente rétro.


Fred Vargas

Come si fa a non amare Fred Vargas? E che ne so? Io la amo da sempre, da quando un amico archeologo francese mi regalò un tascabile di Debout le morts e scoprii così “Gli evangelisti”, archeologi che vivono in rigoroso ordine stratigrafico, col preistorico in cantina, e si trovano invischiati in una serie di crimini, che li porteranno poi a convergere con il mitico commissario Adamsberg. Non si può non amare la Vargas, e lei non può non essere in questa lista. E consiglio di leggerla in francese, potendo.


Giorgio Scerbanenco

Se ci fosse un empireo per gli scrittori di Noir, Giorgio Scerbanenco sarebbe su un trono, sorseggiando qualcosa di buono, circondato dagli altri scrittori seduti ai suoi piedi. Quello che colpisce dei libri che hanno per protagonista Duca Lamberti ( Oh, Duca!) è l’uso sapiente della lingua italiana, ponderato, preciso, ma mai freddo. Colpiscono i temi sociali, colpisce la descrizione asciutta e vivida di un’Italia che non c’è più. Le parole sono pietre e Scerbanenco ce le tira senza farci sconti.

“Canaglie e traditori, e traditori di tutti, vendevano la propria madre e la propria figlia, il proprio paese, il proprio amico, giuravano il falso a ogni parola mettendosi una mano sul cuore e l’altra in tasca sull’impugnatura del coltello.”

Completo la mia lista con un bonus libro, il magnifico Dio di Illusioni.

Donna Tartt, Dio di Illusioni

Si tratta di un libro che è esploso come un caso letterario negli Stati Uniti e poi in tutto il mondo e che ha fatto di Donna Tartt una scrittrice affermata sin da questa terribile, soffocante, inquietante, terribilmente nera, opera prima, mai più eguagliata dalla scrittrice, a parer mio. Siamo in un campus americano ed un gruppo di ragazzini decidono di uccidere un loro collega. Il libro si snoda in un’atmosfera assolutamente malsana e morbosa, con la quale non riusciamo a non empatizzare. La Tartt ci costringe a guardarci dentro, e non c’è nulla di più che si possa chiedere ad un buon libro.

 

Da Zaidenoll è tutto, ma presto arrivano i consigli di Polimena, P@p, Doriana e Cuginaggeno.

5 risposte a "#5autori gialli più un libro per Lorenzo"

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