Ci mettiamo di nuovo la faccia: i migliori libri letti nel 2019

Come tutte le grandi pubblicazioni che si rispettino, dal New York Times a Libération, anche Parla della Russia esce a fine anno con un post di consigli di lettura.
I nostri sono libri che i Russi hanno letto nell’anno passato e ci troverete di tutto: dalle ultime uscite, ai romanzi evento ancora non tradotti in italiano, ai grandi classici.
In mezzo noi, i libri che amiamo e le nostre bellissime facce.
Buona Lettura!

Geno consiglia «Girl, woman, other» di Bernardine Evaristo, Hamish Hamilton, e «Ducks, Newburyport» di Lucy Ellmann, Galley Beggar Press

Girl, Woman, Other di B. Evaristo

Ducks, Newburyport di L. Ellmann

Consigliato da Cugginageno

Ancora non tradotti in italiano, è assolutamente necessario che vi armiate di pazienza e leggiate i due libri che vi consiglio quest’anno.
In «Girl, woman, other» Bernardine Evaristo racconta tre generazioni di donne nere col ritmo incalzante di un rap. Esperienze, aspirazioni e desideri, fallimenti e successi, le storie diversissime diventano un coro di voci che intona lo stesso canto.
«Ducks, Newburyport», invece, è fatto di 1000 pagine 1000 in una sola lunghissima frase, un flusso che definisco di INcoscienza. Perché sommersa dall’enorme mole di informazioni e dettagli che bombardano ogni giorno e annegano i pensieri, faticosamente emerge la coscienza, con le riflessioni sulle cose importanti, su se stesse, sulle proprie paure, sulla barbarie della società americana, quella America che ha eletto Trump presidente.

Alex consiglia «M», di Antonio Scurati, Bompiani

M di Antonio Scurati

Consigliato da Alex

Quattro mesi.
Mi ci sono voluti ben quattro mesi per riuscire a finire questo libro.
Quattro mesi di angoscia, di torcimenti di budella, di giramento di coglioni.
La storia narrata nel romanzo è troppo dolorosa per lasciarmi indifferente; e se da una parte monta la rabbia per come una larga parte di popolazione si sia fatta infinocchiare dal quel puttaniere e mentitore seriale, altrettanta rabbia monta per come un’altra fetta di popolazione e di politici, non ultimo quell’inetto, pavido e menefreghista del re, abbia permesso ai fascisti di prendersi il paese.
È stato anche terribile prendere coscienza di quale razza di mascalzoni, approfittatori e delinquenti si siano subito accodati ai fascisti confermando che le destre attirano sempre la peggior feccia dell’universo.
È vero, alcuni fatti sembrano terribilmente attuali ed incutono spavento ma ho ancora fiducia e voglio credere che invece la situazione attuale sia ben lontana dal pantano sociale, frutto del primo dopoguerra, che ci portò dritti nel ventennio più buio ed abietto della storia italiana.

Recensito qui insieme ai 12 candidati allo Strega 2019.

Alberto consiglia «11.23.63» di Stephen King, Hodder Paperbacks

11/23/63

di Stephen King

Consigliato da Albtsebt

Ho faticato a superare le prime (cento) pagine per poi esser disperato nell’accorgermi che stavo arrivando alle ultime. Stephen King gioca usando un registro di “genere”, in questo caso il romanzo di fantascienza con viaggio nel tempo, senza trascurare nessuna tra le sfaccettature classiche di questo tipo di trip: dalle conseguenze sul mondo date dall’avere modificato il passato alle regole ferree dell’andare e venire da e verso le altre epoche. Un romanzo di genere, un romanzo stupendo.

 

Davide consiglia «I leoni di Sicilia», di Stefania Auci, Casa Editrice Nord

I LEONI DI SICILIA di Stefania Auci

Consigliato da Davide

Forse perché ho letto questo libro quest’estate proprio in Sicilia, ma davvero è stata una lettura che mi ha fisicamente incollato allo schermo. È stato anche il mio libro dell’estate 2019.
Una storia appassionante e passionale, un caleidoscopio di emozioni, sentimenti, colori e odori. La Sicilia è al centro e sullo sfondo attraverso le vicende di una famiglia, una lente attraverso la quale viene vista la storia italiana e non solo.
Come sempre la Trinacria, nel suo essere isola, esalta e spiega i fenomeni enfatizzando vite e morti, solo apparentemente normali.

Doriana consiglia «La memoria di Babel» di Christelle Dabos, Edizioni e/o, e «La ragazza che levita» di Barbara Comyns, Safarà Editore

La memoria di Babel di C. Dabos
La ragazza che levita di B. Comyns

Consigliati da Doriana

Suggerisco due libri: La ragazza che levita di Barbara Comyns (del quale ho scritto una rece qui) e La memoria di Babel di Christelle Dabos (penultimo della serie L’attraversaspecchi, di cui ha scritto Zaidenoll).
Sono due romanzi molto differenti tra loro ma egualmente bellissimi e per i quali provo un grande affetto che è direttamente proporzionale a quello che nutro nei confronti delle rispettive protagoniste, Alice e Ophelia.
Entrambe sono giovani donne in crescita, acutissime e introverse ma con consapevolezze e un destino assai diverso. Non potrete non volere bene ad ambedue le personagge e apprezzare due scrittrici che vale davvero la pena di conoscere e leggere perché vi rimarranno, ciascuna a modo proprio, nel cuore.

Elena consiglia «La storia infinita» di Michael Ende, Salani

La storia infinita di Michael Ende

Consigliato da Elena

Non ho letto molto quest’anno, solo pochi libri tra cui La figlia del reverendo di Flora M.Mayor, Raggi di luna di Edith Warton e Sotto i lillà della Alcott.
Ma il libro che più ho amato, che avrei voluto e dovuto leggere prima è sicuramente La storia Infinita di cui conoscevo solo la versione cinematografica. Ho sofferto, amato e gioito con Bastian e ho sentito tutta la sua frustrazione quando, in una parte particolarmente drammatica, si accorge di non avere più nulla da desiderare e sprofonda nell’apatia…Poi si rialza e trova sogni dentro di sé dove credeva non ce ne fossero più.
Una lunga poesia più che un romanzo, una verità nascosta da una favola. L’ho adorato ❤

Elisa consiglia «Le origini del male» di Jeong Yu-jeong, Feltrinelli Editore

Le origini del male di Jeong Yu-jeong

Consigliato da Elisa

In realtà non è il libro più bello di quest’anno ma quello che mi ha fatto pensare di più, quello che mi ha suscitato disagio nel leggerlo e ancora un po’ di inquietudine nel ripensarci. Un libro che non lascia indifferente.

Francesco consiglia «An enquiry concerning human understanding» di David Hume, OUP Oxford

An enquiry concerning human understanding di David Hume

Consigliato da Francesco

Ci sono filosofi come Hume che lasciano un segno nella storia del pensiero. Ci fidiamo del senso comune, anche troppo. Ecco perché, ogni tanto, fa bene staccarsi dalle nostre più radicate convinzioni, per ripensarle con un’altra prospettiva.

Giusy consiglia «I miei genitori non hanno figli» di Marco Marsullo, Einaudi

I miei genitori non hanno figli di Marco Marsullo

Consigliato da Giusy

Devo essere sincera, quando ho cominciato a leggere questo libro non mi aspettavo tanta profondità di pensiero. Invece Marsullo mi ha stupita, è riuscito a raccontare la storia di un figlio di genitori separati con realismo e sarcasmo.
Un figlio diciannovenne che muove i primi passi all’università e che vorrebbe un consiglio, un sostegno, una parola di conforto e invece si ritrova a dover comprendere e psicanalizzare i problemi dei suoi genitori.
Mi sono ritrovata in molte delle sue affermazioni. Quale figlio non ha avuto un rapporto di odi et amo, imitazione e separazione da uno dei propri genitori? Un libro profondo perché riesce ad esprimere senza remore quello che si prova nella propria esperienza di figlio. Compratelo, regalatelo, leggetelo!

Silvia Maga consiglia «Lethal White» di Robert Galbraith, Sphere

Lethal White di Robert Galbraith

Consigliato da Maga

L’amore incondizionato per J. K. Rowling continua per me attraverso le vicende del burbero investigatore Cormoran Blue Strike.
La struttura del romanzo giallo è ben costruita e riesce ad appassionare nonostante superi le 700 pagine. Come sempre la Rowling predispone magistralmente la trama dipanando la storia senza fretta ma riuscendo sempre a mantenere viva l’attenzione mixando sapientemente le vicende personali dei protagonisti con quelle dell’indagine.
L’unico appunto che mi sento di fare alla Rowling riguarda però le vicende emotive dei personaggi. Dopo quattro libri i teatrini tra Robin, suo marito e Cormoran mi hanno un po’stufato, soprattutto perché a mio avviso mancano di originalità e risultano abbastanza prevedibili.
Ma forse tutto questo potrebbe essere voluto e allora va anche bene così.

Manu consiglia «La biblioteca di Gould» di Bernard Quiriny, L'Orma Editore

La biblioteca di Gould di Bernard Quiriny

Consigliato da p@p

Capita di incappare per caso nel genio e io vi incappai. Uno di quei libri di cui hai voglia di sottolineare ogni frase, per l’arguzia, la ricercatezza, la pazzia. Tra libri che si autoemendano e autori che disconoscono le opere di gioventù, quelli che si fanno leggere solo da chi adotta uno specifico dress code, le collezioni di Gould spaziano dalla raccolta dei libri più noiosi del mondo, a quella delle opere orrende riscattate da una sola frase. Ma c’è tanto altro, città inventate e tipi incredibili. Leggetelo.

Mariarosa consiglia «Non dite che non abbiamo niente» di M. Thien, 66thand2nd , «L’eredità delle dee» di K. Tuckova, Keller, «Quel che si vede da qui» di M. Leky, Keller

Non dite che non abbiamo niente di M. Thien

L’eredità delle dee di K. Tuckova

Quel che si vede da qui di M. Leky

Consigliati da Agata (e la tempesta)

La pila di libri cresce inesorabilmente e non riesco a leggere tutto quello che compro (che novità, mi direte). Quindi, pur comprando i libri quando escono, spesso mi ritrovo a leggerli a distanza di tempo. Aspetto che mi chiamino. È stato così con Non dite che non abbiamo niente, di Madeleine Thien. La storia è bellissima, si svolge tra il Canada e la Cina, ne parlo anche qui.
L’eredità delle dee, di Katerina Tuckova, mi ha attratta per il luogo dove si svolge la storia, i Carpazi Bianchi. Una storia di fascino, di mistero, intrisa di tradizioni e superstizioni che erano comuni anche nelle nostre vallate.
L’estate mi ha portato a scegliere Quel che si vede da qui, di Mariana Leky. Inutile dire che la copertina ha attratto la mia attenzione, ma soprattutto la curiosità di capire come il sogno di un okapi potesse presagire la morte di qualcuno nel villaggio dove si svolge la vicenda. Questa storia mi ha emozionata, mi ha fatta sorridere e piangere e per questo lo eleggo il mio libro dell’anno 2019.

Margherita consiglia «Shogun» di James Clavell, Bompiani

Shogun di James Clavell

Consigliato da Marghe

Più che un libro, un viaggio nel Giappone feudale. Avventura, amore, storia, emozioni e una scrittura godibilissima. Un libro di quelli che divori, ma vorresti non finisse mai. Di quelli che poi, quando è finito, ti lascia un vuoto che è tanto difficile da riempire. Un viaggio da cui non vorresti mai tornare.
L’ho amato dalla prima all’ultima riga, dalla prima all’ultima parola e l’ho recensito qui.

Maria consiglia «La macchina del vento» di Wu Ming 1, Einaudi

La Macchina del vento di Wu Ming 1

Consigliato da Maria San

Malgrado le predominanti letture di autrici donne (Morante, Aleksevich, Morrison, Terranova, Postorino, Roghi,..,) il mio libro 2019 è un libro di un autore. Ho scelto «La Macchina del Vento», scritto da Wu Ming 1, perché ritengo che negli ultimi anni i libri del collettivo Wu Ming ci stiano segnando un percorso storico e soprattutto politico. Lo scorso anno Proletkult e quest’anno La Macchina del Vento ci portano a riflettere, attraverso un intreccio di generi, da quello storico alla mitologia greca in questo caso, alla fantascienza, su quello che è il nostro tempo, le distorsioni della nostra storia socio-politica e le soluzioni che possiamo trovare di fronte al crescere ormai costante di una politica e di istituzioni basate sulla negazione stessa della storia.
«Dopo il diluvio, la Resistenza». Ecco, La Macchina del Vento rappresenta un Manifesto, una base che riprende gli esempi passati (uno per tutti il grande Pertini) per tracciare “pietra” dopo pietra il nostro futuro.

Silvia MrsJrr consiglia «Paradiso» di José Lezama Lima, SUR

Paradiso di José Lezama Lima

Consigliato da MrsJRR

Racconta la vita del poeta Cemì, alter ego dell’autore – ma racconta davvero una storia? È più uno sfarfallio di luci, suoni, colori, immagini evocative, un’esplosione di sinestesie; raccoglie conoscenze naturalistiche, discussioni filosofiche, suggestioni poetiche.
Non si legge cercando di capire ogni singola frase ma lasciandosi trasportare, staccando il cervello. Ne parla anche Zaidenoll qui.

Manuela consiglia «Preghiera per Čhernobyl'» di Svetlana Aleksievič, Edizioni e/o

Preghiera per Čhernobyl’ di Svetlana Aleksievič

Consigliato da Manuela

Ho iniziato Preghiera per Čhernobyl’ mossa dal ricordo lontano dell’incidente che aveva colpito la mia fantasia di ragazzina. L’ho letto ad agosto, accampata fra le montagne abruzzesi e mi ha letteralmente risucchiata: uno di quei libri che apri in ogni minuto libero e divori in pochi giorni. La scrittrice ti spinge senza tanti complimenti nel coro delle migliaia di persone che abitavano nei pressi della centrale, o che lì sono state mandate per le ragioni più varie. E tu sei con loro: ascolti storie brevi o lunghe, singoli frammenti, voci di adulti, bambini. E fra l’incredulità dei narratori e la tua e il senso di dolore e di perdita, ti arriva potentissima la violenza un meccanismo ottuso e assurdo che ha macinato una popolazione intera.

Miriam consiglia «Something wicked this way comes» di Ray Bradbury, Simon and Schuster

Something wicked this way comes di Ray Bradbury

Consigliato da Miriam

Quando si dice “la potenza di una visione”. La visione, ciò è ben noto, non è solo quella che un artista ci porge. Essa trasmuta in un’altra visione, quella che noi, nell’atto di accogliere e sciogliere la materia immaginifica originaria, porgiamo a noi stessi. La visione di Bradbury è limpida, polita da uno sguardo sgombro, da una voce lucida, che inserisce negli anditi di una trama serrata fatta di chiari lampanti e di scuri fondi, un callido ordito di chiaroscuri, che giocano e si avvitano all’interno di ciascuna delle due dimensioni estreme: c’è sempre una vena di pece nel candore, e un sibilo di dubbio nell’oscurità.
Eppure la visione non ha cedimenti. Si impone massiva al nostro onirismo famelico: ci vortica intorno, col ritmo ineluttabile del carosello di cavalli, che strappa gli anni di dosso a chiunque vi salga sopra – il prezzo della corsa; ci sfila davanti quale incubo grottesco, come le immagini del labirinto di specchi, restituite deformi e iperreali alla mente di chi le produce; cattura e pulsa di vita e mistero, come i tatuaggi che rivestono il corpo dell’ “Uomo illustrato”, (fra i modelli di “villain” più affascinanti mai incontrati), che si animano della sinuosa malignità di intenti e movimenti del loro proprietario.
Una visione, infine, che per quanto dilagante, sfida la presenza dell’ “altra” visione, per l’appunto quella altrettanto distintiva ed esigente del lettore.

Lorenzo consiglia «La moglie del rabbino» di Chaim Grade, Giuntina

La moglie del rabbino di Chaim Grade

Consigliato da Lorenzo

Chaim Grade arriva finalmente nelle librerie italiane grazie a Giuntina, nella splendida traduzione fatta da Anna Linda Callow, di cui trovate la mia recensione qui. Avete amato i fratelli Singer? Siete appassionati di letteratura yiddish e di ebraismo? Ecco, questo è il libro che fa per voi, ma non fate paragoni oppure Perele vi perseguiterà!

Lidia consiglia «Mater Florum. Flora e il suo culto a Roma» di Lorenzo Fabbri, Olschki

Mater Florum. Flora e il suo culto a Roma di Lorenzo Fabbri

Consigliato da Lidia

In una fase di blocco del lettore da Siberia invernale, è stato uno dei quattro libri che ho letto (completamente) nel 2019. È appassionante, e solo chi ama la saggistica potrà trovare eccitanti la decifrazione numismatica o le antiche iscrizioni latine. Ma l’autore per me è appassionato di Holmes, sotto sotto. S’è messo sulle tracce di questa antica divinità come Toby dietro al barile di creosoto. Salta fuori che Flora è una divinità importante, molto amata dalla plebe, mutevole, piuttosto particolare nel pantheon latino, ma rimane da capire perché non sia stata beneficiata di sincretismi calendariali come è toccato a molti culti. Su questo ultimo fatto l’autore non si pronuncia, il che sta bene in una saggio-giallo a finale aperto. Ma non credo faranno il sequel.

Pia consiglia «Il libro del mare» di M. A. Strøksnes, Iperborea

Il libro del mare di M. A. Strøksnes

Consigliato da Phisoka

Il libro del mare o come andare a pesca di uno squalo gigante con un piccolo gommone sul vasto mare, è un romanzo ma anche un saggio. È il racconto di due amici che sfidano il temuto squalo della Groenlandia ma anche la storia dei navigatori del Nord, della strana fauna che popola quei mari e degli umani la cui esistenza è indissolubilmente legata ad essi 💙. Ne ha parlato anche Zaidenoll qui.

Francesca Nikita consiglia «Il mio anno di riposo e oblio» di Ottessa Moshfegh, Feltrinelli

Il mio anno di riposo e oblio di Ottessa Moshfegh

Consigliato da Nikita

Dormire per un anno intero per curare la sofferenza. Dormire fino a non provare più nulla. Dormire per anestetizzare i sentimenti imbottendosi di farmaci, per annullare ogni forma di dolore. È questo il lucido obiettivo della protagonista – senza nome – di questo romanzo ambientato nella New York ricca e viziata dell’Upper East Side. Bella, ricca, ma ferita nell’animo, si affida a una psichiatra senza scrupoli – uno dei ritratti più esilaranti e tragici del romanzo- per portare a termine il suo piano di eliminazione del dolore.
La galleria dei personaggi – dalla conformista e superficiale Reva, l’amica, all’ex fidanzato – fa emergere con tagliente crudeltà discrasie e mali della società odierna, offrendo spunti di riflessione a tutto tondo, con slanci comici forse inopportuni ma in fondo necessari. Un libro sorprendente, con una scrittura affilata come un rasoio e a tratti spassosa, che è una critica feroce al vuoto pneumatico che caratterizza le relazioni della nostra epoca.

Adele Polimena consiglia «I ragazzi della Nickel» di Colson Whitehead, Mondadori

I ragazzi della Nickel di Colson Whitehead

Consigliato da Polimena

Non è stato semplice scegliere il miglior libro letto nel 2019 perché i romanzi della serie di Bois Savage di Jasmyn Ward (Salvare le ossa e Canta, spirito, canta, editi da NN Editore) sono stati a lungo la mia scelta.
Poi mi sono imbattuta nell’ultimo libro edito da Mondadori di Colson Whitehead, l’autore de La Ferrovia sotterranea, e sono rimasta folgorata. Ben lontana dalle atmosfere degli Stati Uniti di metà ottocento e da un certo relismo magico che mi aveva fatto storcere il naso ne La Ferrovia Sotterranea, la storia raccontata da Whitehead ne I ragazzi della Nickel è quella di un gruppo di adolescenti chiusi in una scuola che vorrebbe essere l’alternativa esemplare a un riformatorio.
Siamo nel 1963, epoca in cui convivono i discorsi di Martin Luther King e il razzismo più becero e crudele del Ku Klux Klan. Nella Nickel esistono due edifici differenti per ospitare ragazzini bianchi e neri, sbandati, abbandonati oppure vittime di errori giudiziari, come uno dei protagonisti. Il libro, breve e davvero intenso, ti trascina in un vortice di crudeltà con un tono asciutto che non concede nulla ai pietismi. Scendi nell’inferno della Nickel assieme ai suoi protagonisti e a ogni passo vorresti urlare “non è giusto, non è giusto”. Le parole che i ragazzi della Nickel non hanno avuto la forza di gridare.
La scuola è esistita davvero in Florida, si chiamava Dozier, è stata chiusa nel 2010 ed era ispirata ai SANI principi morali di un adepto del Ku Klux Clan.

Nicoletta consiglia «Furore» di John Steinbeck, Bompiani

Furore di John Steinbeck

Consigliato da Puglissima

Nel 2019 ho letto tanto e bene: Laxness, Morante, Morrison, Atwood, Flaiano. Era una dura lotta scegliere il libro dell’anno, ma mentre lo leggevo ho capito che “Furore” avrebbe stravinto. L’ho letto senza saperne nulla, nonostante il Nobel a Steinbeck e il fatto che sia una pietra miliare della letteratura nordamericana. Colpa mia ovviamente.
Il doloroso viaggio verso la California lungo la Route 66 della famiglia Joad, sfrattata dalla sua casa e dalla sua terra insieme ad altre migliaia di famiglie, ci racconta gli orrori del capitalismo selvaggio e delle migrazioni “economiche” forzate. È una storia straordinaria, che diventa un manifesto politico contro le ingiustizie sociali e i mercati finanziari, temi attualissimi anche dopo 80 anni dalla pubblicazione.
È il libro che tutti dovrebbero leggere, che in tutte le scuole dovrebbero proporre ed è, senza dubbio, il mio libro 2019.

Sara consiglia «Stoner» di John Williams, Fazi

Stoner di John Williams

Consigliato da Sara

Stoner di John Williams. Un libro non cercato ma per me da ricordare. E pure rileggere.
Una specie di miracolo letterario. Non so come, non ancora, ma Williams è riuscito a rendere emozionante e a tratti empatica la vita di un uomo per niente eccezionale, addirittura inetto al momento delle grandi scelte che la vita pone di fronte a ciascuno di noi. Uno che i treni che passano una sola volta li ha guardati bene nei dettagli, mentre passavano. Un docente universitario per caso, di cui nessun studente serberà ricordo, più legato allo spirito di servizio – il fatto bene secondo le regole – che alla passione di trasmettere e accrescere la propria ricerca, che è poi la propria vita. Con sporadiche eccezioni che rimangono isolate e quindi senza effetto. Uno che poteva avere il mondo e invece è rimasto, passivo, nello stesso posto, con la stessa moglie, senza amore per una vita. Eppure. Sono i dettagli, le ombre, i contrasti, i gesti eroici di un uomo borghese resi magistralmente dallo scrittore a salvare dalla inevitabile damnatio memoriae quest’uomo che non ci gireremo mai a guardare per strada e con cui invece sarebbe interessante bere un caffè seduti allo stesso tavolino.

Nat Speranza consiglia «I pescatori» di Chigozie Obioma, Bompiani

I pescatori di Chigozie Obioma

Consigliato da Speranza

Obioma il cui romanzo d’esordio, è stato finalista al Man Booker Prize 2015, è un giovane scrittore nigeriano appartenente agli scrittori, definiti da Taiye Selasi « Afropolitains », scrittori nati in Africa ma emigrati, che scrivono in inglese e che sono capaci di mescolare tradizioni e culture diverse.
Nel romanzo superstizione e feticismo si mescolano con la religione, c’è l’aderenza alla tradizione e la voglia di prendere il meglio della “educazione dei bianchi”. È la storia di una famiglia, che viene dilaniata ed è anche la storia della Nigeria, così fragile, violentata e umiliata da colonizzatori vecchi e nuovi.

Anna Lisa Yukionna consiglia «Autobiografia di una foto di famiglia» di Jacqueline Woodson, Edizioni Clichy

Autobiografia di una foto di famiglia di Jacqueline Woodson

Consigliato da Yukionna

Dolce, brutale, schietto, imbevuto di una tenerezza lacerante: Autobiografia di una foto di famiglia mette assieme tante contraddizioni – da quelle dell’amore e dell’odio familiare a quelle di un’intera nazione, gli USA, che fra gli anni Sessanta e Settanta continuavano a immaginarsi bianchi, borghesi, maschi.

Maria Serena consiglia «La pioggia prima che cada» di Jonathan Coe,  Feltrinelli

La pioggia prima che cada di Jonathan Coe

Consigliato da MariaSerena

È stato difficile scegliere, ma questo 2019 sarà l’anno, di nuovo per me, di questo libro. Eh sì, perché non scelgo sempre di riprendere in mano qualcosa che ho già letto, eppure sentivo la mancanza di questo libro. È malinconia e innamoramento, misti a voglia di giustizia e di rimettere i tasselli al proprio posto. È un odore nelle narici, quello della pioggia prima che cada, che rimane anche dopo aver finito l’ultima pagina.

Maja Burekeater consiglia «1177 B.C.: The Year Civilization Collapsed» di Heric Cline, Princeton University Press

1177 B.C.: The Year Civilization Collapsed di Eric H. Cline

Consigliato da Burekeater

Il mio libro dell’anno è “1177 B.C.: The Year Civilization Collapsed (Turning Points in Ancient History)” di Heric Cline. Il tema conduttore del saggio è l’ipotesi di Cline sui motivi del collasso avvenuto alla fine dell’Età del Bronzo delle civiltà che fiorirono fra il Mediterraneo e il Vicino Oriente. Lo stravolgimento che coinvolse egiziani, ittiti, canaaniti, ciprioti, micenei, assiri, e babilonesi e che segnò la fine di un’era e l’inizio di un nuovo ordine geopolitico e culturale è spiegato ai non addetti ai lavori in maniera chiara e coinvolgente. Dato che capita raramente di leggere un saggio scritto da un archeologo che accontenti sia il grande pubblico che gli specialisti lo consiglio caldamente a tutti.

Valentina consiglia «L'interprete» di Annette Hess, Neri Pozza

L’INTERPRETE di Annette Hess

Consigliato da Valentina

Di solito non è mai facile fare i conti con il proprio passato. Ma cosa succede se il passato da affrontare non è solamente quello della propria famiglia ma quello del proprio Paese? “L’interprete” parla di questo, di una ragazza che si trova ad affrontare una realtà che non avrebbe mai immaginato, a scoprire che la sua Germania appena uscita dalla guerra cela segreti terribili, che toccano anche la sua famiglia. E lei si trova inerme di fronte alla domanda che tutti ci siamo fatti, almeno una volta: “Come è potuto succedere?”.
Un romanzo coinvolgente, a tratti sconvolgente nella rappresentazione dei casi portati in tribunale a cui la protagonista si trova ad assistere, acuto nel mettere in discussione la cosiddetta denazificazione tedesca dopo la Seconda Guerra Mondiale. Io mi sono comperata qualche giorno fa anche la versione in lingua originale: non posso fare altro che consigliarlo!

 

Marina consiglia «Becoming» di Michelle Obama, Garzanti

Becoming di Michelle Obama

Consigliato da Marina

Becoming Michelle Obama.
La biografia di una donna straordinaria che racconta senza riserve il suo “divenire” in un percorso che la porterà dalla periferia di Chicago alla Casa Bianca, accanto al primo presidente nero della storia degli Stati Uniti. Questo libro segna una linea di demarcazione tra un prima e un dopo nella mia percezione degli Stati Uniti, un paese pieno di contraddizioni, ma in cui con caparbietà, intelligenza e costanza, si può fare la differenza. Non è stato probabilmente il libro più bello che ho letto, ma è quello che sarà indissolubilmente legato al mio ricordo del 2019. È il libro che ho finito di leggere nei primissimi giorni dell’anno e che mi ha accompagnato verso la mia avventura americana, preludio di una nuova vita.

 

Luisa Wizzy consiglia «Groviglio di vipere» di François Charles Mauriac, Arnoldo Mondadori Editore

GROVIGLIO DI VIPERE di François Charles Mauriac

Consigliato da Wizzy

Questo è stato l’anno dei revival. Nonostante abbia mantenuto la costante di lettura libri nuovi, in questo 2019, niente mi ha preso tanto quanto il vecchio François Mauriac, con il suo “Groviglio di Vipere” (per un’ appassionata come me di edizioni datate, il volumetto in mio possesso, con le pagine ormai ingiallite, appartiene alla collana Oscar Mondadori – edizione Integrale del 1966).
È la storia di un uomo di sessantotto anni, dal carattere gelido e calcolatore, che si sente alla fine dei suoi giorni e che vede tutta la sua famiglia – moglie, figli e nipoti – ronzare intorno a lui nell’attesa di ereditare il patrimonio che egli ha accumulato anche grazie all’avarizia. È un clima di odio, antipatie e interessi che lui stesso ha alimentato nel corso degli anni, poiché ha inteso il denaro strumento per ottenere il rispetto della famiglia, dribblando, a piè pari, l’importanza dell’amore e di tutte quelle cosucce carine che fanno di una famiglia un rifugio. Nutre pertanto un immenso senso di vendetta che consigliata a chi ama mettersi in discussione ed a chi si interroga sull’origine del male che alberga in ognuno di noi.

 

Fabiana consiglia «La tempète des échos» di Christelle Dabos, Gallimard Jeune

La tempète des échos di Christelle Dabos.

Consigliato da Fabiana

La tempète des échos, Christelle Dabos
Questo è stato per me, a parte poche validissime eccezioni, un anno dedicato al fantasy, tra riletture e nuove scoperte. A febbraio, incuriosita dalla recensione di Zaide Noll (qui), ho iniziato il primo volume della saga dell’Attraversaspecchi: è stato amore al primo capitolo! Il giorno stesso dell’uscita in Francia (il 28 novembre) ho acquistato ed iniziato il quarto ed ultimo volume, La tempète des èchos.
Mentre il mondo conosciuto frana intorno a loro, i protagonisti devono affrontare le loro ombre, nel senso più letterale dei termini. I cerchi si chiudono e le stranezze accadute nella storia trovano una spiegazione e una risoluzione. Torneranno al loro posto le Arche? Si riannoderanno i legami familiari? Quel che è certo è che l’inaspettato e il fuori dell’ordinario sono ciò che colpisce in questa saga, mai scontata e costellata di colpi di scena.
La consiglio perché: Christelle Dabos ha creato un mondo fantasy originale, diverso dalle solite ambientazioni medievaleggianti e l’ha popolato di personaggi di spessore, ma senza ricorrere al cliché dell’eroe senza macchia e senza paura. Anzi, sono proprio i loro difetti a renderci i protagonisti, mano a mano, più umani e simpatici.
Difficile posare il libro e triste sapere di non poter attendere il prossimo capitolo.

Daniele Vhreccia consiglia «Le cronache del ghiaccio e del fuoco» di George R.R. Martin, Mondadori

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R.R. Martin

Consigliato da Vhreccia

Nell’anno in cui è uscita la nuova traduzione de Il Signore degli Anelli, non può essere un caso che il libro che più mi ha colpito sia stato, senza ombra di dubbio, Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di G.R.R. Martin, ovvero colui che considero il miglior epigono del maestro Tolkien.
Le oltre 5000 pagine che fin qui compongono l’epopea sono filate via lisce come l’olio: i tanti fili narrativi e la vasta pletora di personaggi non appesantiscono affatto la lettura; i colpi di scena sono tanti e mai banali, le figure femminili di una forza rara. Insomma, Le Cronache sono il meglio del meglio che il Grimdark abbia da offrire, e Martin è un genio.
Menzione d’onore: Uccidi Paul Breitner di Luca Pisapia: il rapporto tra calcio e potere declinato in tre modi diversi, ognuno a modo suo perfetto; una lettura futbologica imperdibile. Pisapia, insieme a Fabrizio Gabrielli e Lorenzo Iervolino, sono a mio parere da considerarsi i pilastri sui quali costruire una Nuova Letteratura Sportiva Italiana di alto livello.

 

 

Francesca consiglia »L’esperienza del cielo. Diario di un astrofisico» di Federico Nati, La nave di Teseo

L’esperienza del cielo. Diario di un astrofisico di Federico Nati

Consigliato da Francesca

È un libro che parla di astrofisica e di vita, di scelte e cambiamenti, di successi e di fallimenti. Il diario appassionante di una missione scientifica in Antartide (il lancio nella stratosfera del telescopio Blast) è il pretesto per raccontare in modo onesto i dietro le quinte di qualsiasi progetto di ricerca sperimentale. Una strada lastricata di entusiasmo, intuizioni, fatiche e capacità di accettare i fallimenti. Federico Nati racconta in modo accurato le sfide di un esperimento svolto in un ambiente estremo, e la complessa preparazione che ha condotto a quel momento. E allarga continuamente l’orizzonte, spaziando con
maestria dalla storia alla cinematografia. Se ho amato il rigore e la sincerità del racconto scientifico e le divagazioni da intellettuale e curioso, forse la parte del libro che mi ha emozionato di più è la vicenda umana del ricercatore e ‘migrante della scienza’, sempre alle prese con nostalgie e frustrazioni da expat. Il tutto condito da una disincantata ironia romana, che strappa anche parecchie risate.

 

Cristina consiglia «Lettere di lotta e disperato amore» di Rosa Luxemburg, Feltrinelli

Lettere di Lotta e Disperato amore di Rosa Luxemburg

Consigliato da Mamcoumba

Ho scelto questo libro perché mi piaceva la copertina, e non ho sbagliato. È un libro pieno di passione, a tratti complicato e noioso, a tratti geniale
Come la vita.
Ma l’unico commento che mi sento davvero di fare è che mi piace la copertina. Perché il resto, il testo, le lettere sono un impasto di storia e quotidianità, scherzi, banalità e altissime analisi politiche. Nulla che possa davvero essere commentato. Leggetelo.

Stefano Snailhand consiglia «The devourers» di Indra Das, Del Rey, e «Il bacio più breve della storia» di M. Malzieu, Feltrinelli

The Devourers di Indra Das

Il Bacio Più Breve Della Storia di M. Malzieu

Consigliato da Snailhand

Il mio 2019, anarchico e sorprendente, porta con sé non uno ma due consigli, quasi antitetici come tematiche e stili di scrittura. Il primo, The Devourers di Indra Das, è una storia di lupi mannari (o meglio, mutaforma) ma ben più di questo, un incontro e scontro di mitologie e culture, un viaggio nel tempo e nel mondo, una semplice favola horror/fantasy che svela conflitti e demoni ben più profondi, e in cui la “mostruosità” diventa tutto ciò che rende diversi e difficili da accettare, sia da parte della società che da se stessi.
Il secondo, Il Bacio Più Breve Della Storia di Mathias Malzieu, è un racconto immaginifico e meraviglioso, che mi ha ricordato Benni e Pennac, su quanto l’amore sia evidente, eppure a volte così difficile da scoprire e comprendere.

Chiara consiglia «La macchina del vento» di Wu Ming 1, Einaudi

LA MACCHINA DEL VENTO di Wu Ming 1

Consigliato da Chiara

Ho scelto questo romanzo, pubblicato da Einaudi nella collana “Stile Libero Big” nel 2019, anche per motivi affettivi: Ventotene mi è entrata nel cuore con la forza che solo uno scoglio dai colori di terra, battuto dal vento e dalle onde, dal sole e dal sole può esercitare. “La macchina del vento” è ambientato in questa piccola isola sospesa nel tempo, carica di ricordi del passato, che è al tempo stesso isolamento e prigionia e paradigma del mondo.
Muovendo dagli anni del confino fascista, il romanzo racconta la storia di un gruppo di antifascisti confinati sull’isola di Ventotene. Tra di essi vi sono nomi celebri dell’antifascismo, da Sandro Pertini a Altiero Spinelli, e personaggi inventati. L’arrivo sull’isola di Giacomo Pontecorboli, fisico romano legato alla ‘scuola di via Panisperna’ e ad ambienti giellisti, è l’evento da cui il ripercorrere della vita di questi confinati ha inizio.
La macchina del vento contamina narrazione storica e teorie fantascientifiche, vita quotidiana dei confinati e storia del regime e…mitologia classica, in un tempo sospeso in cui Pertini dialoga con Hermes e gli dei prendono parte ai destini umani.

Barbara consiglia «Consigli per essere un bravo immigrato» di Elvira Mujcic, Elliot

Consigli per essere un bravo immigrato di Elvira Mujcic

Consigliato da Barbara

L’odissea di Ismail che, dal Gambia, arriva in Italia ai giorni nostri e ha bisogno del permesso della commissione territoriale per ottenere lo status di rifugiato e la protezione internazionale.
La storia di un incontro: quello di Ismail con Elvira, sfuggita alla guerra nei Balcani 20 anni prima, e ormai perfettamente inserita nel contesto italiano.
La burocrazia che paralizza la vita delle persone: la scivolosa frontiera invisibile che è necessario attraversare non appena si entra in Europa.
L’assurda esistenza di una commissione pronta a verificare se ciascun richiedente abbia sofferto abbastanza.
Un meccanismo impietoso, cinico ma anche grottesco che obbliga le/i migranti a inventare “storie di successo” neanche dovessero convincere una casa editrice a pubblicarli.
Un romanzo che restituisce dignità e profondità a tutte le storie di migrazione abbattendo ogni stereotipo.

 

Enza Zaidenoll consiglia «Vita e destino» di Vasilij Grossman, Adelphi

Vita e destino di Vasilij Grossman

Consigliato da Zaidenoll

Il 2019 resterà per sempre l’anno di Vita e Destino. Non è un libro come gli altri, è assolutamente fuori concorso, è un libro della vita, un libro per sempre. Essendo fuori concorso, ed avendo letto libri bellissimi quest’anno, per compensare ciò che è rimasto fuori dai consigli, come Milkman, di Anna Burns, ho scritto un #5libri. Vita e Destino è un Guerra e Pace del Novecento, e da ora e per sempre sarà il mio libro preferito insieme a G&P, perché è eterno.
Non credo smetterò mai di leggerlo.

18 risposte a "Ci mettiamo di nuovo la faccia: i migliori libri letti nel 2019"

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