Il censimento dei radical chic

download“Perché le emozioni sono facili, elementari.
Se impari i trucchi, le puoi governare,
mentre i pensieri rimangono liberi,
vanno dove dicono loro e complicano le cose”.

 

Giovanni Prospero, ospite di un talk show, commette un grave errore, cita Spinoza. Poche ore dopo verrà barbaramente ucciso sul pianerottolo di casa. Si apre così il libro di Giacomo Papi, che racconta – purtroppo – un’Italia non molto diversa da quella attuale. Potrebbe rientrare nel genere distopico se non fosse che molte delle cose scritte in questo libro non mi sembri di vederle già intorno a noi.

Dopo l’omicidio del professor Prospero torna in Italia la figlia Olivia, che vive da tempo in Inghilterra, che conosce, dai tempi della scuola, il ministro dell’interno. I personaggi che “abitano” il libro sono tutti molto interessanti: Clelia e Anna, che si sentono quotidianamente al telefono e ritengono di appartenere ai radical chic, ma che in realtà sono due signore che non disdegnano di tenere lontani i rom; la madre del ministro dell’interno, che non approva il comportamento del figlio; il funzionario redattore Ugo Nucci (che si firmerà Frun nelle note a piè di pagina) addetto alla semplificazione del linguaggio utilizzato nel libro dall’autore.

E, non ultimo, il linguaggio stesso. Nel momento in cui interviene la penna del redattore cancellando le parole difficili –  perché, tra le altre cose, l’impegno del governo è di rifare un nuovo vocabolario della lingua italiana togliendo le parole complicate – le stesse parole si leggono in un’altra ottica. Man mano che il racconto procede le note di Frun a piè di pagina prendono vita, in un divertente scambio di opinioni tra lui e il Funzionario Redattore Capo Salvo Pelucco.

Il libro contiene anche citazioni che rimandano a ricordi non proprio tranquillizzanti.

“All’inizio se la sono presa con i clandestini, poi con i rom, dopo è venuto il momento dei raccomandati e degli omosessuali, e ora si mettono ad attaccare gli intellettuali…” ¹

“Al cospetto di questa Assemblea e del popolo italiano, dichiaro che io assumo, io solo, la responsabilità politica, morale, storica di tutto quanto è avvenuto…” ²

Senza titolo 2Per tornare all’attualità, poche sere fa il ministro dell’inferno (come mi viene sempre più di chiamarlo) era in diretta su un talk show e alle sue spalle c’erano dei libri che anziché mostrare il dorso mostravano il retro del libro. Sarà che stavo leggendo Il censimento dei radical chic, ma il mio primo pensiero è che non eravamo molto distanti da ciò che racconta Papi nel libro. Quali che fossero i motivi che lo avevano convinto a non mostrare i libri non mi hanno certo rassicurata. Come non rassicurano le notizie degli sproloqui detti dall’uno o dall’altro esponente dell’attuale governo, dalla modifica alla legge 194 sull’aborto, alla proposta di ascoltare una canzone italiana ogni tre.

Il censimento dei radical chic è un libro intelligente, da leggere e sul quale riflettere. Rimane un problema di fondo. Lo leggeranno coloro che la pensano come Papi e i “radical chic”.

 

Titolo: Il censimento dei radical chic
Autore: Giacomo Papi
Editore: Feltrinelli
Pag.: 141
Prezzo: € 13,00 cartaceo, € 9,99 ebook

¹ citazione del sermone del pastore Martin Niemöller “prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento…”

² riporta alla mente il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, quando si assunse la responsabilità dell’omicidio Matteotti.

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6 risposte a "Il censimento dei radical chic"

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  1. L’intellettuale si mette in discussione e legge anche quello che potrebbe scardinare le sue convinzioni, gli altri leggono solo quello che li conforta nelle loro opinioni spesso distorte da un approccio superficiale. Questo libro mi ha sconfortata perché è davvero troppo simile a quel che accade nella realtà.

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