#5libri da favola e una serie tv

#5libri uniti da un filo conduttore. Sono libri che hanno per protagonisti bambini o adolescenti, proprio come le fiabe. Come nelle fiabe il loro sguardo ancora innocente svela dei comportamenti crudeli e amorali, accogliendoli come normali.

Jeanne Teller, Niente, Feltrinelli

(traduzione di Maria Valeria D’Avino)
Niente ha il tono della fiaba, di quelle fiabe cattive e crudeli come Hansel e Gretel o Pollicino. Le fiabe dove i bambini sono vessati e in pericolo, uccidono e vengono uccisi, rubano, deridono ma con l’arguzia e con la violenza riescono ad avere la meglio. I bambini non sono innocenti. Nel libro ho trovato tutto questo: derisione, ladrocinio, violenza, assassinio. Tutto con il tono lieve che contraddistingue le fiabe. Fiaba crudele e leggera al tempo stesso. Ne scrivo qui.

Cingiz Ajtmatov, Il battello bianco, Marcos y Marcos

(traduzione di Gigliola Venturi)
Ambientato in un piccolo villaggio del Kirghizistan, sulle pendici di una montagna che guarda il grande lago Ysykköl. Protagonista un ragazzino di sette anni che vive con il nonno Momun, uomo gentile e grande lavoratore, in un piccolissimo agglomerato di case nel posto di guardia della riserva forestale. Il bambino ama la sua cartella nera, con la quale va a scuola e ama il suo binocolo, che gli consente di guardare il battello bianco passare sul grande lago. Ma i rapporti fra i personaggi che vivono nel posto di guardia non sono così idilliaci come la natura che li circonda. Un piccolo grande libro del quale parla diffusamente Agata qui

Robert Schneider, Le voci del mondo, Einaudi

(traduzione di Flavio Cuniberto)
Un piccolo, delizioso libretto, una favola nera e crudele, non priva di ironia, che racconta la storia del genio musicale Elias Alder dalle doti musicali straordinarie, nato in un piccolo villaggio della montagna austriaca all’inizio dell’ottocento. Il villaggio di Eschberg è un mondo chiuso e ostile, crudele e sordo alle immense capacità di Elias che terminerà la sua vita senza nessuno dei riconoscimenti che gli spetterebbero.

 

Roman Gary, La vita davanti a sé, Neri Pozza

(traduzione di Giovanni Bogliolo)
Il protagonista è Momò, orfano di dieci anni, cresciuto a Parigi nella casa di una vecchia prostituta ebrea scampata all’Olocausto, che quell’Olocausto continua a rivivere nei momenti di smarrimento. La sua vita non è semplice eppure, in quel microcosmo di personaggi improbabili, ai margini della società ma con il cuore grande, Momò vive benissimo. fino a quando arriva un uomo appena uscito di prigione, deciso a riprendersi il figlio abbandonato dalla moglie. In un crescendo di sventure e cattiverie, Momò troverà la sua felicità.

Emmanuel Carrère, La settimana bianca, Adelphi

(traduzione di Maurizia Balmelli)
In questa piccola storia nera l’atmosfera di una tranquilla settimana bianca assieme ai compagni di scuola si trasforma, pagina dopo pagina, in un racconto del terrore.
Il piccolo Nicolas, sempre più fragile e chiuso in sé stesso, rivelerà che la sua fervida fantasia, abitata da storie dell’orrore, non è poi molto lontana dalla realtà. Angosciante racconto scritto di Carrère prima di dedicarsi alla scrittura di libri non fiction.

E una serie Tv: Una serie di sfortunati eventi

Esiste un cattivo più cattivo del conte Olaf e dei fratelli più sfortunati dei fratelli Baudelaire, i cui genitori sono morti misteriosamente senza lasciare nessuno in grado di accudirli? Giunta alla terza stagione, la serie – Una serie di sfortunati eventi – divertente e surreale, narra le vicende dei tre ragazzi, Violet, Knaus e Sunny che cercano di sfuggire al cattivissimo Olaf. La serie tv è tratta dai tredici libri della saga scritta da Lemony Snicket (pseudonimo di Daniel Handler), editi in Italia da Salani.

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3 risposte a "#5libri da favola e una serie tv"

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  1. Tra tutti Carrere, ben diverso dai suoi soliti, e il Battello bianco che ho letto all’inizio dell’anno. e mi è piaciuto. Peccato che Marcos y Marcos faccia solo cartaceo!

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