Vincoli

Vincoli_cover_webMio padre non me l’ha mai raccontata, la storia di zia Edith.

Sì, la chiamavo zia, anche se, in realtà, non eravamo parenti. Ma le parentele, nella vita, spesso si scelgono. E io volevo essere sua nipote. Ho trascorso così tante belle ore nella casa di zia Edith e zio Lyman. Con zio Lyman ho giocato tantissimo, facevamo viaggi immaginari in tutti gli Stati Uniti. Un Natale Edith mi regalò la visiera verde come quella di zio Lyman. Credo sia stato il regalo più bello che io abbia mai ricevuto.

Ma mio padre non me l’ha mai raccontata, la storia di zia Edith.

Non ne conosco il motivo. Forse avrei compatito zia Edith. O magari non avrei capito. Può essere, sono così diversa da lei. Io non ce l’avrei fatta a sopravvivere, a rinunciare alla mia gioventù, ai miei sogni, alla libertà.

Lei invece ce l’ha fatta. Nemmeno sua madre Ada ci era riuscita. È morta consumata dalla nostalgia della terra lasciata, il suo amato Iowa, per venire qui a Holt. Ma non c’era nulla, qui, solo una terra brulla e povera. Nulla. Roy Goodnough, suo marito, era un duro, un violento, si era incaponito a rimanere. Ada si era adattata al volere del marito, ma, piano piano, è come svanita, scomparsa.
Zia Edith ha rinunciato a molto, ma era una donna tenace. Ha resistito, non si è fermata davanti a nulla, ha fatto fronte a tutte le difficoltà. Non l’ho mai vista né piangere né lamentarsi.

Io non so perché mio padre non me l’abbia mai raccontata, la storia di zia Edith. L’ho letta in questi giorni. L’ha trascritta Kent Haruf, dopo che è successo quel fatto che ha attirato i giornalisti nella nostra zona. Prima manco sapevano che esistesse Holt. Un giorno ho sentito mio padre parlare al telefono con Kent e gli ha detto “ascolta, io conosco Edith, e prima che qualche giornale travisi i fatti, ti voglio raccontare la sua storia”. E Kent è venuto da mio padre. Hanno trascorso intere giornate insieme.

Sì, mio padre non mi ha mai raccontato la vera storia di zia Edith.
Ma sono contenta che l’abbia raccontata a Kent Haruf.  Lui ha trovato le parole giuste per raccontarla a tutti noi. Non mi resta che una cosa da fare. Ringraziare.

Grazie, Zia Edith, rimarrai nel mio cuore e nei miei pensieri, insieme ai fratelli McPheron e Victoria Roubideaux.
Grazie Kent Haruf, per aver scritto le piccole grandi storie della contea di Holt.

[testimonianza di Rena Roscoe, incontrata per noi da Agata (elatempesta), Colorado]

Questo libro è per le spighe di grano, per le mucche, per i cieli d’estate e la neve, per le stelle e l’erba, per la polvere e il dondolo, per una crostata di ciliegie e per le cartoline; ma questo libro è soprattutto per gli acerbi ragazzi che eravamo, per i dettagli in cui ci siamo persi, per i guai che ci hanno ammaccato, e per la porta che siamo riusciti ad aprire, finalmente liberi di vivere giorni più luminosi.

 

Titolo: Vincoli
Autore: Kent Haruf
Traduttore: Fabio Cremonesi
Editore: NNE
Pag.: 260
Prezzo: € 18,00 cartaceo, € 9,99 ebook

 

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2 risposte a "Vincoli"

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