Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

#5libri sugli alberi

Per Philip  Roth “l’uomo che invecchia se ne va nei boschi” dove la  foresta  è l’ultima tappa sulla strada della vita. Il vecchio che si siede sotto un Albero “rinuncia al tumulto autobiografico”. Ora che è finita la competizione con la vita, ora, calmatosi “entra in competizione con la morte”.
Ammiro Roth fino a sfiorare l’adorazione acritica, ma per una volta dissento.

Errare nei boschi vuol dire entrare a contatto con la vita nel modo più profondo ed intimo che conosco. Non ricordo un altro momento in cui mi sono sentita  vicina a capire come funziona il mondo, la vita e tutte quelle cose lì, come difronte ai larici millenari in Val D’Ultimo.
E ora che i boschi che amo così tanto sono così feriti e devastasti,  questo #5libri vuole essere un piccolo e imperfetto omaggio.

Arboreto salvatico di  Mario Rigoni Stern

No, non è un refuso. Avete letto bene salvatico e non selvatico. Perché gli alberi salvano. In questo piccolo libro il grande scrittore asiaghese ritrae  venti alberi, il faggio dalle radici ben radicate; la sequoia dal legno leggero e tenero, ma anche resistente e inattaccabile  dagli insetti; il larice che nasce e vive sulle scaffe delle rocce; il pioppo consacrato alle muse e ad Eracle; il tiglio profumato e il leccio bello, forte e gentile…
Un libro bellissimo che è soprattutto un  grande atto d’amore.

L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono.

Poiché abbiamo iniziato a parlare d’amore, continuiamo con un grande classico arboreo, la vicenda di Elzéard Bouffier, il pastore che pazientemente pianta più di 100.000 alberi, trasformando un luogo arido e inospitale in un vero paradiso terrestre. Per tutti quelli che si sono commossi a leggere il breve racconto di Giono, una notizia terribile: Elezéard Bouffier non è mai esistito, ahimè.
E’ quindi inutile partire per il sud della Francia alla ricerca di quel magnifico bosco di querce… ma attenzione, la lezione di Giono  deve essere raccolta, soprattutto in tempi bui e tempestosi come i nostri: non chiudiamoci in casa  spaventati  e scoraggiati di fronte al deserto, ma usciamo e piantiamo senza sosta piccole ghiande, e la foresta arriverà

Il barone rampante  di Italo Calvino

Che dire di un libro così conosciuto, letto e interpretato da tutti i punti di vista? Cosa si può aggiungere ancora?  La vicenda di Cosimo Piovasco di Rondò, barone dodicenne, che a causa di un diverbio familiare sale su un albero per non scendervi più,  è forse  una metafora del ruolo dell’intellettuale, ma  è anche  un romanzo di formazione, un  invito a non tradire se stessi,  un romanzo filosofico, ecc. ecc. Oggi che i bambini non salgono più sugli alberi (ma cosa si perdono!) regaliamolo a figli nipoti alunni, perché ritornino a sbucciarsi gomiti e ginocchia e  diventare più felici.

Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith.

Abbandoniamo le foreste rigogliose, l’aria pura e gli  elfi sbarazzini. Stretto fra il cemento dei palazzi popolari negli anni Dieci del secolo scorso, un albero riesce a crescere forte e rigoglioso.  Così come cresce Francie, in mezzo al popolo di Brooklin, dove convivono irlandesi,  ebrei e italiani, dove i padri bevono e le madri tirano avanti alla meno peggio.  Il libro si chiude con una Francie ormai grande, mentre un nuovo albero sta nascendo al posto del vecchio, tagliato per far posto alle corde del bucato:  un albero lanciato verso l’alto, verso il cielo.

La timidezza delle chiome di Di Pietro Maroè.

Dopo tanta poesia parliamo di alberi veri, di come curare , conoscere e imparare dagli alberi. Scritto da un giovane ingegnere, nonché istruttore di tree climbing e arbonauta (in poche parole uno che studia, conosce e cura gli alberi), questo saggio racconta “un rapporto speciale, tra due specie viventi agli antipodi nella scala evolutiva e diametralmente opposte nell’esprimere la propria capacità vitale: gli alberi e l’uomo.
Impariamo così che gli alberi possiedono un efficace  linguaggio non-verbale per comunicare con noi (se solo sapessimo riconoscerlo); che gli alberi elaborano continuamente strategie di resilenza (e quanto ci sarebbero utili…) ; che stiamo perdendo gli antichi saperi che ci hanno permesso per secoli di curarli al meglio (distratti dalla fretta e dalla noncuranza).
E soprattutto, come recita il sottotitolo sulla copertina, impariamo che  gli alberi possono insegnarci a ritrovare il tempo che ci è stato rubato.

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9 commenti su “#5libri sugli alberi

  1. polimena
    26/11/2018

    Alcuni li ho letti, altri non li conosco. Un albero cresce a Brooklyn mi attira molto, anche per la bella copertina.

    Piace a 2 people

    • ariafelice
      26/11/2018

      Molto bello, un romanzo di formazione al femminile di grande forza

      Mi piace

    • Agata (e la tempesta)
      27/11/2018

      Molto bello, me lo ricordo ancora 😉

      Mi piace

  2. Ho letto solo il barone rampante, gli altri mi incuriosiscono

    Piace a 1 persona

  3. albtsebt
    26/11/2018

    stupendo questo post, mi mette di buon umore per tutta la giornata

    Piace a 1 persona

  4. libra63clan
    26/11/2018

    Ho letto i primi 3 e Arboreto salvatico mi é rimasto nel cuore. Rigoni Stern peraltro mi pare adattissimo alla presente stagione e mi permetto di consigliare il suo Inverni lontani: solo 40 pagine ma c’è dentro un mondo intero . Mi incuriosisce molto l’ultimo del tuo elenco, lo metto nella lista dei desiderata natalizi, grazie!

    Piace a 1 persona

    • ariafelice
      26/11/2018

      Inverni lontani ha pagine indimenticabili. le ultime pagine, quelle sulle provviste invernali , patate,,crauti e buone grappe, sarebbero da rileggere ogni inizio stagione

      Piace a 1 persona

  5. Agata (e la tempesta)
    27/11/2018

    Quello sugli alberi di Melchiorre lo hai letto?

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 26/11/2018 da in #5libri con tag , , , .

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Ogni anno, nel giorno del compleanno del blog Parla della Russia, consigliamo i nostri libri preferiti e Ci mettiamo la faccia. In attesa del 16 dicembre, stuzzicatevi l'appetito con la grande capa @ZaideNoll e il suo consiglio dello scorso dicembre 2017. . . . E’ stato un anno in cui ho letto poco rispetto ai miei standard, tra cui libri assolutamente dimenticabili, e anche libri bellissimi, tra cui Una vita come tante, La Ferrovia Sotterranea e Sangue Giusto, di cui si è ampiamente parlato qui. Per questo voglio dedicare questo post natalizio ad un librino che mi ha folgorato qualche giorno fa. Un libro per maniaci di libri (eccomi!) scritto da “un misterioso gruppo di esperti e maniacali lavoratori dell’editoria italiana”. E voi lo sapete che a me piacciono un sacco i maniaci! Nel libro troverete un po’ di tutto, dall’elenco dei vincitori dei principali premi letterari, agli incipit più belli della storia della letteratura. Il libro è bello, ha la copertina rugosa, le pagine color crema ed è un piacere sfogliarlo, tenerlo, regalarlo. . . Guida tascabile per maniaci dei libri Collana Beauborg, Editore Clichy Letto da @Zaidenoll . . @clichy_edizioni #parladellarussia #libri #leggere #instabooks #igersbook #bookaddict #libridaleggere #bookwarm #book
Un'autobiografia raccontata in terza persona sfogliando un album di fotografie, prima in bianco e nero e poi a colori. Il tessuto di un'esistenza personale e marcatamente femminile intimamente intrecciato al movimento fugace di una storia collettiva, quella dagli anni quaranta a oggi. Un vertiginoso elenco sociologico nel tentativo di "sauver quelque chose du temp ou l'on ne seraj plus jamais" . . . Letto da @pamelafragnoli . #parladellarussia #libri #leggere #instabook #igerbooks #bookaddict #libridaleggere #bookworm #book #annieernaux #autobiography
Il National Theatre è un colosso dell'architettura brutalista inglese. Insieme all'altro famoso mostro, The Barbican, sono brutti solo al primo sguardo. Sono belli dentro, di sicuro. Il National Theatre è un luogo prezioso ed aperto, dove tavoli, divani, poltroncine e tappeti spessissimi offrono ospitalità gratuita, oltre che film e teatro di qualità. Nel foyer immenso, c'è anche la libreria, un nucleo luminoso nella penombra della sala; un beacon, si direbbe inglese, un segnale di richiamo per allodole bibliofile. . . Segnalato da @realchicawonder . . #parladellarussia #libri #leggere #instabooks #igersbook #bookaddict #libridaleggere #bookwarm #book #london #nationaltheatre #beacon
Scriveva Susan Sontag a 14 anni: . Credo: a) che non esista un Dio personale né una vita dopo la morte b) che la cosa più desiderabile al mondo sia la libertà di essere fedeli a se stessi, vale a dire l'Integrità c) che la sola cosa che differenzi gli esseri umani sia l'intelligenza d) che il solo criterio per giudicare qualsiasi azione sia l'effetto ultimo che essa produce sulla felicità o l'infelicità dell'individuo e) che sia ingiusto privare un essere umano della vita [...] h) credo, inoltre, che uno Stato ideale debba essere forte e centralizzato, con il controllo governativo dei servizi pubblici, banche, miniere + trasporti e sovvenzioni delle arti, un salario minimo confortevole, il sostegno ai disabili e agli anziani. Assistenza statale alle donne incinte senza alcuna distinzione fra figli legittimi + illegittimi. . Era il 23 novembre 1947. Un libro pieno di spunti di riflessione, ma anche musica e letteratura. Un regalo bellissimo per lettori sofisticati. . #susansontag @edizioninottetempo #rinata . . . Letto da @agata.e.la.tempesta . . . #parladellarussia #libri #leggere #instabooks #igersbook #bookaddict #libridaleggere #bookwarm #book #diario #diary

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