#5libri sugli alberi

Per Philip  Roth “l’uomo che invecchia se ne va nei boschi” dove la  foresta  è l’ultima tappa sulla strada della vita. Il vecchio che si siede sotto un Albero “rinuncia al tumulto autobiografico”. Ora che è finita la competizione con la vita, ora, calmatosi “entra in competizione con la morte”.
Ammiro Roth fino a sfiorare l’adorazione acritica, ma per una volta dissento.

Errare nei boschi vuol dire entrare a contatto con la vita nel modo più profondo ed intimo che conosco. Non ricordo un altro momento in cui mi sono sentita  vicina a capire come funziona il mondo, la vita e tutte quelle cose lì, come difronte ai larici millenari in Val D’Ultimo.
E ora che i boschi che amo così tanto sono così feriti e devastasti,  questo #5libri vuole essere un piccolo e imperfetto omaggio.

Arboreto salvatico di  Mario Rigoni Stern

No, non è un refuso. Avete letto bene salvatico e non selvatico. Perché gli alberi salvano. In questo piccolo libro il grande scrittore asiaghese ritrae  venti alberi, il faggio dalle radici ben radicate; la sequoia dal legno leggero e tenero, ma anche resistente e inattaccabile  dagli insetti; il larice che nasce e vive sulle scaffe delle rocce; il pioppo consacrato alle muse e ad Eracle; il tiglio profumato e il leccio bello, forte e gentile…
Un libro bellissimo che è soprattutto un  grande atto d’amore.

L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono.

Poiché abbiamo iniziato a parlare d’amore, continuiamo con un grande classico arboreo, la vicenda di Elzéard Bouffier, il pastore che pazientemente pianta più di 100.000 alberi, trasformando un luogo arido e inospitale in un vero paradiso terrestre. Per tutti quelli che si sono commossi a leggere il breve racconto di Giono, una notizia terribile: Elezéard Bouffier non è mai esistito, ahimè.
E’ quindi inutile partire per il sud della Francia alla ricerca di quel magnifico bosco di querce… ma attenzione, la lezione di Giono  deve essere raccolta, soprattutto in tempi bui e tempestosi come i nostri: non chiudiamoci in casa  spaventati  e scoraggiati di fronte al deserto, ma usciamo e piantiamo senza sosta piccole ghiande, e la foresta arriverà

Il barone rampante  di Italo Calvino

Che dire di un libro così conosciuto, letto e interpretato da tutti i punti di vista? Cosa si può aggiungere ancora?  La vicenda di Cosimo Piovasco di Rondò, barone dodicenne, che a causa di un diverbio familiare sale su un albero per non scendervi più,  è forse  una metafora del ruolo dell’intellettuale, ma  è anche  un romanzo di formazione, un  invito a non tradire se stessi,  un romanzo filosofico, ecc. ecc. Oggi che i bambini non salgono più sugli alberi (ma cosa si perdono!) regaliamolo a figli nipoti alunni, perché ritornino a sbucciarsi gomiti e ginocchia e  diventare più felici.

Un albero cresce a Brooklyn di Betty Smith.

Abbandoniamo le foreste rigogliose, l’aria pura e gli  elfi sbarazzini. Stretto fra il cemento dei palazzi popolari negli anni Dieci del secolo scorso, un albero riesce a crescere forte e rigoglioso.  Così come cresce Francie, in mezzo al popolo di Brooklin, dove convivono irlandesi,  ebrei e italiani, dove i padri bevono e le madri tirano avanti alla meno peggio.  Il libro si chiude con una Francie ormai grande, mentre un nuovo albero sta nascendo al posto del vecchio, tagliato per far posto alle corde del bucato:  un albero lanciato verso l’alto, verso il cielo.

La timidezza delle chiome di Di Pietro Maroè.

Dopo tanta poesia parliamo di alberi veri, di come curare , conoscere e imparare dagli alberi. Scritto da un giovane ingegnere, nonché istruttore di tree climbing e arbonauta (in poche parole uno che studia, conosce e cura gli alberi), questo saggio racconta “un rapporto speciale, tra due specie viventi agli antipodi nella scala evolutiva e diametralmente opposte nell’esprimere la propria capacità vitale: gli alberi e l’uomo.
Impariamo così che gli alberi possiedono un efficace  linguaggio non-verbale per comunicare con noi (se solo sapessimo riconoscerlo); che gli alberi elaborano continuamente strategie di resilenza (e quanto ci sarebbero utili…) ; che stiamo perdendo gli antichi saperi che ci hanno permesso per secoli di curarli al meglio (distratti dalla fretta e dalla noncuranza).
E soprattutto, come recita il sottotitolo sulla copertina, impariamo che  gli alberi possono insegnarci a ritrovare il tempo che ci è stato rubato.

Annunci

9 risposte a "#5libri sugli alberi"

Add yours

  1. Ho letto i primi 3 e Arboreto salvatico mi é rimasto nel cuore. Rigoni Stern peraltro mi pare adattissimo alla presente stagione e mi permetto di consigliare il suo Inverni lontani: solo 40 pagine ma c’è dentro un mondo intero . Mi incuriosisce molto l’ultimo del tuo elenco, lo metto nella lista dei desiderata natalizi, grazie!

    Piace a 1 persona

    1. Inverni lontani ha pagine indimenticabili. le ultime pagine, quelle sulle provviste invernali , patate,,crauti e buone grappe, sarebbero da rileggere ogni inizio stagione

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito o un blog gratuitamente presso WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: