#5libri per bibliomani

Siori e siore, venghino! Non lasciatevi scappare la Sagra del lettore!

Partiamo proprio da lui, il lettore. Il Vocabolario Treccani lo definisce: s. m. [dal lat. lector –oris, der. di legĕre «leggere», part. pass. lectus]. – 1. (f. –tricea. Chi legge, chi attende alla lettura o a una specifica lettura (spec. quando si voglia indicare l’impegno, l’attenzione, la disposizione d’animo di chi legge, o l’assiduità della lettura).

Animale strano, a volte poco sociale, lo si distingue perché si annoia facilmente. Del resto è abituato a vivere in modo pericoloso; passa con estrema facilità da un thriller mozzafiato, in cui deve trovare una via di fuga, a un romanzo storico in cui si trova avvinghiato tra misteri e intrighi, alla letteratura di viaggio dove deve sopravvivere ai ghiacci polari o alle steppe sconfinate, e così via. Quindi, ragazz*, quel tipo lì, quella tipa lì, quell* che vi piace, che vedete spesso pers*  in un libro, sappiatelo, è tutt’altro che noios*. Per aiutarvi meglio a capire con chi avete a che fare, ascoltatemi, leggetevi un po’ ‘sti libri.

 

 

 

La lettrice, Annie François

Sembra che il libro sia fuori catalogo, sicuramente lo troverete in qualche biblioteca. Lo lessi anni fa, ma ne ho un ricordo gradevole. In questo libro si parla delle manie dei lettori. Ricordando poco del libro, vi racconto le mie. Anni fa leggevo i libri e nessuno se ne accorgeva. Rimanevano intonsi, nessun segno, niente di niente. Poi ho iniziato a osare. Iniziai a segnare i paragrafi, le frasi, facendo piccole incisioni a lato. Quando scoprii che non le avrei mai ritrovate, passai alla violenza. Feci le orecchie ai libri. Sì, lo ammetto pubblicamente. Non me ne pento. Poi scoprii che i cinesi erano capaci di fare i post-it a poco prezzo. E quindi fu un rifiorir di pezzetti colorati che uscivano dal libro. Ora i miei libri sono un’accozzaglia di post-it, sottolineature e appunti. Di questo e d’altro parla La lettrice. Un libro in cui ritrovarsi. Ah, dimenticavo. I libri si prestano solo ad amici fidati, vero?

Piccolo dizionario delle malattie letterarie, Marco Rossari, ItaloSvevo edizioni

Beh, non serve che ve lo dica. Siamo tutti un po’ malaticci. Prima di tutto di acquisto compulsivo di libri che sappiamo non riusciremo mai a leggere. Poi perché li acquistiamo nonostante non ci sia più un millimetro di spazio in cui riporli. Se volete sapere di quale terribile malattia letteraria siete affetti, non potete fare a meno di avere questo piccolo libro, di cui avevo parlato anche qui.

Bibliofilia: forma di perversione erotica che spinge il paziente a trarre piacere dall’accumulo di polvere sopra libri intonsi.

Curarsi con i libri, Ella Berthoud – Susan Elderkin, Sellerio editore

Ahahahah! Scusate il momento di ilarità! Mi ricompongo subito. Dicevo, ecco un libro di “Rimedi letterari per ogni malanno”. Dalla A di Abbandono alla X di Xenofobia, passando per Insonnia, Rabbia, Vergogna, un manuale completo per curare ogni malattia con i libri. Dopo che avrete finito di leggerlo e di leggere i libri consigliati, riprendete in mano il Piccolo dizionario delle malattie letterarie.

Efemeridi, Cesare Catà – Aguaplano editore

Storie, amori e ossessioni di 27 grandi scrittori, dice il sottotitolo. Episodi della vita di scrittori e scrittrici che vanno da fine Settecento con Jane Austen fino a David Foster Wallace nel 2008. Piccoli racconti che aprono a nuove curiosità, nuove ricerche e letture.
Una nota sull’edizione. È bellissima. La rilegatura del dorso è a vista e il libro è stato legato con fili rossi. Da non perdere, soprattutto se tu, lettore, sei anche un esteta.

Vite che sono la tua, Paolo Di Paolo – Editori Laterza

Chiudo col libro di Paolo Di Paolo. È pieno di sottolineature e post-it. Non saprei come parlarvene se non in questo modo. Leggetelo. Vi sembrerà di non essere più soli, che quella insaziabilità, quella curiosità, era ansia di vivere “Vite che sono la tua”.

I pregiudizi ricevevano colpi quasi mortali. Lo spazio davanti agli occhi si allargava incredibilmente, caricandosi di possibilità. Questo, è stato leggere. Questo è. Fare entrare nella propria vita molte più persone di quelle che davvero riusciamo a incontrare per strada. Intrattenersi con bambini, adolescenti, adulti, vecchi, animali, con il mistero di ciascun vivente. E con il mistero delle cose, anche. Lasciarsi toccare da ogni esperienza, lasciarla depositare in noi. Avere quasi sempre le vertigini, per come si spalanca – leggendo – non solo lo spazio, ma il tempo.

“Psss, dico a te, sì, proprio a te! Sicur* di volerci aver a che fare, con persone così?”

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