Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Il Pittore Fulminato

Io che faccio della lettura una cosa bella della vita, della mia vita e di chi mi sta intorno resto sempre tanto stupita quando incontro la bellezza. Sì, perché la bellezza è cosa rara. I libri possono piacerci per millemila motivi. Perché in essi ci riconosciamo o perchè ignoriamo le situazioni che narrano, perché siamo affascinati dagli argomenti o perché sognamo di essere un personaggio, perché ci fanno ridere, o piangere o arrabbiare o ci spingono a guardarci dentro e scavare. In fondo, sempre perché ci aiutano a capire un po’ di più di noi e del mondo.

Un libro come Il pittore fulminato di César Aira è altro però. È un libro bello e basta. Quando uno scrittore raggiunge queste vette quasi temo di leggere altro di suo. Temo di scoprire che si è trattato di un caso nella sua esperienza artistica. Sì, perché in questo libro Aira raggiunge vette espressive rare. Vorrei conoscere bene lo spagnolo per leggerlo in originale.

La sapienza linguistica espressa in questo romanzo breve, è davvero un dono per il lettore.

La storia è semplice. Si tratta della biografia di Johann Moritz Rugendas pittore tedesco del XIX sec. dedito all’espressionismo naturalista ante-litteram. Una sorta di avanguardia, quando le avanguardie non si sapeva cosa fossero, salvo che Rugendas sulle orma del suo maestro crede di essere un accademico tradizionale.

La sua vita è segnata da un fulmine che a ciel sereno lo colpisce e ne fa un essere menomato nell’aspetto e quindi completamente concentrato all’interno di se stesso e all’esterno verso la natura madre arcigna che lo ha colpito. Il libro si presenta come un ibrido tra biografia e diario di viaggio. Rugendas infatti nella prima metà dell’800 ha percorso gran parte del Brasile e dell’Argentina alla ricerca di paesaggi e soggetti naturalistici da dipingere. E al lettore sembra di essere lì, con lui. Anzi sembra di vedere attraverso la sua vista i paesaggi che poi dipinge, la gente che incontra, gli Indios in guerra e i contadini della pampa, i fazenderos e le loro ville meravigliose, le sterminate solitudini della forseta o della Pampa.

Aira riesce in una cosa che raramente ho incontrato: descrivere con la parola altre arti, in questo caso la pittura. Gli unici esempi che mi vengono in mente realmente riusciti sono Il mio nome è Rosso di Orhan Pamuk sempre nel campo delle arti figurative e Il Faustus di Mann per il campo musicale. Non so se capite chi ho scomodato. Mann per me è l’apoteosi letteraria. E con Pamuk l’analogia è particolarmente calzante. Come gli incisori turco-arabo-persiani del XVII sec. cercavano l’ideale immaginario per non offendere la creazione divina, così Rugendas riduce in prototipi i casi naturalistici per una sorta di tassonomia espressiva che agevoli l’artista.

In questo libro si ritrova una tale conoscenza della lingua e della narrazione da restituire proprio il processo creativo e la concretezza espressiva dell’immagine dipinta. Il libro è rilevante proprio per questo aspetto. A questo punto credo sia d’obbligo una nota di merito per la traduzione curata da Raul Schenardi. Senza una traduzione adeguata la bellezza di questo testo sarebbe andata perduta. Perché è uno di quei libri in cui non è importante cosa si narra ma come la si narra.

 

Consigliato: se siete in cerca di qualcosa che vi riconcili con la bellezza. Il libro è talmente breve che scorre via in un soffio e sarete lì a rimpiangere che non duri altre 300 pagine almeno

Sconsigliato: proprio no!

Autore: César Aira
Casa Editrice: Fazi editore
Traduzione: Raul Schenardi
Prezzo di copertina: 16,00€

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

5 commenti su “Il Pittore Fulminato

  1. vhreccia
    14/03/2018

    Splendida recensione, restituisce appieno la bellezza del libro e cosa è importante coglierne: la parte in cui spiega che attraverso la pittura fisiognomica si possa capire economia, storia, evoluzione di un certo posto è fenomenale.
    È un libro frastornante: parte lento come una cavalcata a dorso di mulo, finisce rapido come una galoppata in sella ad un elettrico destriero, ti risucchia nella spirale del malòn e ti lascia senza fiato.
    Tutto il libro è un unico grande climax: gli stati alterati che arriva a vivere Rugendas, il livello quali-quantitativo che raggiunge la sua produzione artistica…gran libro, che voglia di sbirciare sotto quella nera mantilla.

    Liked by 2 people

    • Tatiana Larina
      15/03/2018

      Vhreccia sai che condivido pienamente quanto hai scritto e che completa la mia recensione (assolutamente parziale!!! )

      Liked by 1 persona

  2. Un post bellissimo a cui si aggiunge il bel commento di Vhreccia. E io ho bisogno di riconciliarmi con la bellezza. Lo cerco.

    Liked by 2 people

    • Tatiana Larina
      15/03/2018

      sì, questa rece non è a quattro mani solo per una sfortunata coincidenza… Grazie 1000

      Mi piace

  3. maria san
    16/03/2018

    fai proprio venir voglia di leggerlo questo libro e di assaggiare con la lettura un po’ di sana bellezza che fa tanto bene al cuore e allo spirito.

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