La #readingchallenge2017 di Doriana

 

Al contrario della rc2016 di cui non sono riuscita ad andare oltre la metà, ho finito la rc2017 prima ancora dell’arrivo dell’estate e ciò è stato possibile solamente grazie ad una variazione nella scelta delle letture che alcune/i potrebbero trovare gradevole come l’eventualità di trovarsi distese sul letto di Procuste o colpite da un virus intestinale di quelli che portano a morte lenta.

Ciò che per altre poteva rappresentare, dunque, una difficoltà aggiuntiva, una specie di Dove osano le aquile per me è stata una facilitazione o meglio ciò che corrisponde ad una scelta non forzata: una reading challenge di sole scrittrici (con personagge come protagoniste). Questo è il mio modo di festeggiare il cinquantenario del ’68, compilando la mia lista, perché

“la rivoluzione sarà femminista o non sarà”

Per #afroamericana ho avuto davvero l’imbarazzo della scelta giacché negli ultimi anni sono andata alla spasmodica ricerca di scrittrici afroamericane a cui ero interessata, giungendo all’amara constatazione che sono tradotte pochissimo in italiano. Per farla breve, per questa categoria ho scelto LE MADRI di Brit Bennett, di cui ho scritto una recensione qui.

#libromylife  AI FIGLI DEI MIEI FIGLI di Sindiwe Magona, uno dei pochissimi libri di carta che ho letto da quando uso l’ereader ma a cui non ho saputo resistere. Di origini poverissime e con tre figli, Sindiwe Magona ha lavorato come domestica per i bianchi a Città del Capo ed è riuscita a raggiungere grandi obiettivi per se stessa ed altri. Il libro inizia così: “Figlia della figlia di mia figlia, poiché la nostra è una tradizione orale, vorrei tanto che tu venissi a sapere direttamente dalle mie labbra […]”

#librobalcanico BABA JAGA HA FATTO L’UOVO di Dubravka Ugrešić, altro libro a cui non ho resistito in formato cartaceo. Ma del resto, chi può resistere a delle terribili vecchiette che sulle prime sembrano invisibili ma poi improvvisamente si manifestano con le loro sembianze angeliche o eccentriche e sono pronte a gabbarci con sommo cinismo?

#nobelmaifilato LA FANCIULLA DELLA PALUDE GRANDE di Selma Lagerlöf, devo ammattere che è stato uno dei due libri che ho letto appositamente per la challenge e non quasi per caso come gli altri. Non l’ho amato moltissimo, nonostante ami profondamente certe ambientazioni e Lagerlöf stessa.

#librauroraboreale IL CORPO CHE AFFIORA di Viveca Sten. Un giallo nordico, nella mia lista, non poteva di certo mancare. Ho trovato l’ambientazione bella ma l’indagine un poco lenta. L’arcipelago spacca, Thomas e Nora un po’ meno.

#librocult  LA PARABOLA DEL SEMINATORE di Octavia Butler. Adoro letteralmente questa scrittrice afroamericana, scomparsa prematuramente e pioniera dell’afrofuturismo. In ogni suo libro colpisce la capacità che ha avuto di mettere in luce in maniera folgorante, attraverso storie e personagge sempre originali forti e piene di umanità, razzismo, sessismo e scontri di classe.

 

#libropediluvio  XINGU di Edith Wharton, sarò ancora più breve del tempo in cui si può leggere un libro durante un pediluvio: XINGU mi ricorda qualcuna.

Per #librodistopico, pur avendo letto altri libri inquadrabili in maniera più appropriata in questo genere, voglio citare CHI TEME LA MORTE di Nnedi Okorafor, che credo sia un incrocio di vari generi tra cui il distopico post apocalittico. Chi teme la morte è notevolissimo per la sua protagonista (meno per altri personaggi che le ruotano attorno come Mwita) e per la scrittrice che va assolutamente tenuta d’occhio. Pare, peraltro, che di questo libro sia in produzione una serie tv, sulla scia del successo di un altro distopico femminista, Il racconto dell’anella di Margaret Atwood.

#oldiebutgoldie  LOLLY WILLOWES O L’AMOROSO CACCIATORE di Sylvia Townsend Warner. Cara, cara, Lolly, vergine negletta. Sempre meglio un Sabba ad una cena di famiglia, concordo su tutta la linea.

#saggio  MOLESTIE MORALI, la violenza perversa nella famiglia e nel lavoro di Marie-France Hirigoyen, consigliato dall’avvocata del centro antiviolenza e casa rifugio Mondo Rosa presso cui ho seguito un corso per volontarie lo scorso anno. Un libro che fa male ma necessario.

#librosceneggiato  AGATHA RAISIN E I GIORNI DEL DILUVIO di M.C.Beaton. Delle vicissitudini sentimentali e delle indagini di Agatha Raisin ne hanno fatto una serie televisiva britannica. Sono una addicted dei libri di Agatha, anche se devo ammettere che sempre più spesso le sue scelte mi innervosiscono tanto da farmi venire l’orticaria.

#librodistagione UN INCANTEVOLE APRILE di Elisabeth Arnim, un indimenticabile classico che mi mancava e che mi ha lasciato la curiosità e la nostalgia delle vite di personagge a cui inconsapevolmente ci si affeziona. Aprile è un mese ricco di promesse.

#avanguardiasovietica. Nell’universo delle avanguardie, ho scelto l’immensa Marina Cvetaeva, poetessa innovatrice e lontana dai clamori della Rivoluzione di Ottobre dalla quale sfugge. La sua poesia è profonda ed eclettica, impossibile sfuggire ai suoi versi

#libroconvista  BELLA MIA di Donatella Di Pietrantonio, getta uno sguardo su l’Aquila e il terremoto che l’ha colpita e che ha lasciato i segni in molte e molti. Letto dopo L’Arminuta, anche in questo libro Di Pietrantonio riesce ad emozionare e rendere ogni cosa illuminata dalla sua scrittura essenziale che sa essere contemporaneamente tagliente e profondamente poetica.

#libroracconti GORILLA, AMORE MIO di Toni Cade Bambara tradotto finalmente in italiano, una superba scrittrice per racconti altrettanto superbi ed entusiasmanti. “Fino all’altroieri i mie figli mi dicevano di levarmi gli stracci da contadina che porto in testa ed essere più moderna. Adesso invece non gli sembro mai abbastanza nera per i loro gusti” (da Il mio caro Bovanne)

#libroquadro IL RITRATTO DI ELSA GREER di Agatha Christie, uno dei pochissimi libri di Christie che non avevo ancora letto, consigliatomi per disperazione dalla P@P e letto per devozione: Agatha Christie non si discute.

#libroafricanera  LA CONFESSIONE DI MEMORY di Petina Gappah è un libro che mi ha colpito prima per la copertina, poi per la sinossi in cui si parla di una emarginazione nella emarginazione ed infine per il realismo crudo del racconto: l’unica vi di salvezza di Memory è raccontare e la parola può essere legata agli inganni della memoria.

#premioandersen CATTIVE RAGAZZE di Assia Petricelli e Sergio Riccardi. Non sempre rimango soddisfatta dell’assegnazione del premio, per questo libro invece sono stata felicissima perché credo lo meriti in pieno, per i bellissimi disegni ed il suo andare oltre gli stereotipi in modo moderno ed accattivante.

#librosudamericano DIECI DONNE di Marcella Serrano l’ho tenuto per tantissimo tempo sul comodino perché mi era stato regalato da una persona che non c’è più, ed allora ancora più dolce e melanconica ne è stata la lettura. Serrano, però, è una di quelle penne che non lasciano mai andare a fondo: la forza femminile è sempre la protagonista.

#librofemminista GLI UOMINI MI SPIEGANO LE COSE di Rebecca Solnit,la leggere e da regalare. Indubbiamente il libro dell’anno ed il libro che segna il 2017 come l’anno di una rinnovata e forte presa di parola pubblica da parte delle donne. Come scrive Alessandra Pigliaru in una sua recensione al libro “la posta in gioco è dunque la stessa credibilità della parola pubblica delle donne (anche quando il riferimento è una esperienza diretta), specchio di quanto accade in privato”.

Solnit scrive:“Avere il diritto di farsi vedere e di parlare è il fondamento della sopravvivenza, della dignità e della libertà. Dopo una giovinezza in cui mi è stata tappata la bocca, a volte in maniera violenta, sono grata di aver conquistato con il tempo una mia voce. E proprio in virtù della mia esperienza, resterò sempre legata ai diritti di chi è senza voce”.

Qui l’opinione degli altri partecipanti

 

 

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2 risposte a "La #readingchallenge2017 di Doriana"

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