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La stanza di Therese

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La stanza di Therese è l’ultimo libro scritto e disegnato da Francesco D’Isa, uscito nel corso del 2017 nell’ormai consolidata collana di narrativa Tunuè Romanzi diretta da Vanni Santoni. Il libro, poco più di cento pagine, è da considerarsi un racconto lungo piuttosto che un romanzo, ma non è questo il punto: è un’opera originale. Ibrido se ce n’è uno, la stanza di Therese è un racconto epistolare, una dissertazione filosofica, un’avventura claustrofobica. È un libro in cui la storia non si dipana necessariamente in modo lineare, la cui prosa è scorrevole e ricercata: stiamo leggendo la storia come ci viene raccontata in prima persona da Therese, la quale già dal titolo apparirebbe come unica protagonista, o la stiamo leggendo attraverso gli occhi della sorella e delle sue risposte puntuali e caustiche annotate a margine? E di chi sono quelle incisioni, quei bei disegni che incorniciano quasi ogni pagina?

In questo libro niente è come sembra, o forse sì; è uno specchio che riflette ma che può anche essere attraversato; il tema del doppio è evidente, che siano due sorelle o due anime della stessa persona non è questione essenziale, così come non è essenziale che la storia, al termine della quest di Therese, approdi a un risultato certo e definito.

Lettura consigliata, che mi ha rinfrescato ed è volata via in due ore nonostante sia dovuto tornare un paio di volte su alcuni paradossi filosofici che non conoscevo e non riuscivo a cogliere nel contesto della storia: una volta approfonditi, ogni casella ha trovato la sua sistemazione.

Infine, un plauso lo rivolgo a quelli che producono l’oggetto-libro in quanto tale: i libri Tunuè sono belli da vedere e da tenere in mano, il carattere scelto rende la lettura scorrevole e mai stancante.

 

Titolo: La stanza di Therese
Autore: Francesco D’Isa
Editore: Tunuè
Pagine: 117
Data di pubblicazione: 20/3/2017
Isbn-13: 978-8867901012
Prezzo: 12€ cartaceo, ebook non pervenuto

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Informazioni su vhreccia

Ha provato con la fisica teorica, è andata meglio come barista e cameriere. È anche casalingo e guai a chi gli tocca il Vim Clorex. Ha fatto la tessera della biblioteca in prima media e non l'ha mai perduta, a differenza del bancomat. Libri e calcio, calcio e libri: Tolkien e Socrates soprattutto, sopra tutti. Libridinoso, ma con il kindle pieno zeppo. Tiene traccia delle sue letture su Anobii, su Twitter è @vhreccia

3 commenti su “La stanza di Therese

  1. maria san
    03/01/2018

    Molto interessante! Provero’ a leggerlo! (e lo regalo anche a mia sorella!)

    Piace a 2 people

  2. albtsebt
    06/01/2018

    molto interesante vhreccia, grazie di questo tuo contributo, prendo nota e spero di trovarlo in cartaceo

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 03/01/2018 da in Filosofeggiando sul Cau...caso, Letteratura italiana.

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Halldór Laxness, premio Nobel per la letteratura nel 1955, riposa qui, in un piccolo cimitero sulla collina, poco lontano da casa sua, ora trasformata in museo. Da qui si domina la valle, lungo la quale scorre uno dei tanti torrenti che portano la neve al mare; con cieli che virano di colore dal blu intenso di una giornata di vento, a tutti i toni del grigio quando piove. Senza contare le infinite sfumature del verde che accolgono il viaggiatore, che pare non saziarsi mai di questo spettacolo. L'Islanda è un paese che incanta, estremo, le cui comunità hanno vissuto spesso isolate per la durezza del clima e la mancanza di mezzi per il proprio sviluppo. Laxness racconta tutto questo, nei suoi libri. Se volete conoscere e capire un po' questo paese leggete Gente indipendente. Un capolavoro. . . Halldór Laxness, pubblicato da @iperborea . . @agata.e.la.tempesta è andata a trovarlo per noi . . #parladellarussia #libri #leggere #instabooks #igersbook #bookaddict #libridaleggere #bookwarm #halldórlaxness #laxness #iceland #islanda #genteindipendente #graves
I nostri gatti sono diversi. Bibliofili incalliti. Tra un topolino e un libro scelgono il libro. Del resto, per quale motivo cacciare, quando si può stare sul divano a leggersi, piano piano, assaporando i vari paragrafi, un bellissimo libro come quello di Dany Laferrière, Diario di uno scrittore in pigiama? Uomo brillante, ironico e acuto ha scritto questo testo con consigli pratici per aspiranti scrittori - come il nipote - e per chiunque voglia capire come sviluppare una storia. Contiene, inutile dirlo, riflessioni e rimandi sulla letteratura prodotta. . "Gli scrittori avvertono il cambiamento prima che le cose cambino. Sanno raccontare il futuro prima che si possa immaginarlo. Vincono battaglie civili quando il mondo è ancora oppresso. Scandagliano l'animo umano per chi, da solo, non sarebbe in grado di farlo. Raccontano quello che ci accade intorno prima che intervenga la Storia. Usano forme diverse - romanzi, racconti, poesia, saggi, lettere, diari - che rispecchiano il loro modo di sentire e quello dell'umanità intera. Questo libro è dedicato a loro". . . #danylaferrière #diariodiunoscrittoreinpigiama @66thandsecond . . #parladellarussia #libri #leggere #instabooks #igersbook #bookaddict #libridaleggere #bookwarm #leggo66 #scrivere #scrittori #writers #writer
L'Islanda non è solo un paese in cui la natura lascia senza parole. Ogni paese, piazza, giardino, celebra ogni cittadino e cittadina con qualche merito culturale, politico, artistico. Nella biblioteca nazionale islandese, un palazzo moderno appena fuori il centro di Reykjavík, era ospitata una mostra su un musicista islandese a noi poco noto. Poco distante, questo bellissimo schedario. Come non fotografarlo vedendoci scritto un cognome che ci ricorda un autore da noi molto amato, Jón Kalman Stefánsson, del quale è recentemente uscito per @iperborea Storia di Asta? E non è l'unico nostro amore islandese, noi adoriamo anche il premio Nobel Halldor Laxness, del quale vi parleremo a breve. . . Visto da @agata.e.la.tempesta . . #parladellarussia #libri #leggere #instabooks #igersbook #bookaddict #libridaleggere #bookwarm #stefánsson #islanda #iceland #laxness
Halina racconta la (sua) storia seguendo il filo dell'inconscio, l'unico che permetta si accogliere certe eredità, famigliari e storiche. Il tutto scandito dalle lettere dell'alfabeto ebraico, il ricordo di una lingua madre (mameloshn) mutilata. Una figlia che decide di non soccombere sotto le macerie materne. L'assenza di una stanza propria, un cognome impronunciabile, la sensazione di essere straniero ovunque. "[...] tutto ciò che possedevo sembrava migliore, il vestito, la camicia da notte, i soprammobili di casa, la mia gioventù imperdonabile, la vita a cui mi ostinavo ad aggrapparmi, sopravvivere, invertire quanto di tragico mi assediava, in una permanente evidenza di discontinuità." . Halina Grynberg, Memoria ferita aperta (Mameloshn) . Letto da @pamelafragnoli @giuntina1980 . . . #parladellarussia #libri #leggere #instabook #igerbooks #bookaddict #libridaleggere #bookworm #book #halinagrynberg #giuntina #mameloshn #giuntina

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