Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Ci mettiamo la faccia: i migliori libri letti nel 2017

Il 16 dicembre del 2013 è nato il nostro blog Parla della Russia. Come da tradizione, festeggeremo il nostro compleanno consigliandovi il libro migliore letto nel 2017. E ci mettiamo pure la faccia! In questo appuntamento annuale, si mostrano anche i russi solitamente rintanati nel nostro gruppo segreto. Godeteveli tutti! E postateci nei commenti i vostri libri dell’anno.

Le club des incorrigibles optimistes, Jean-Michel Guenassia

IMG_3459Consigliato da: Albtsebt

È il mio miglior libro perché non ne avevo uno migliore, ma anche perché è un romanzo gioioso, corale, liberatorio, nonostante sia la storia di un adolescente e dio sa se l’adolescenza sia un periodo duro. Un libro che parla di libri, di scrittori e della storia comune alla nostra generazione (o forse a quella dei fratelli maggiori).

Mi è piaciuto mi ha appassionato l’ho amato e mi ha fatto rosicare di non esser stato capace di scriverlo io, un libro così, quando non ho mai avuto la minima vocazione ad esser scrittore.

Il battello bianco, Čyngyz Ajtmatov

upload_-1Consigliati da: Agataelatempesta

Come sempre la scelta non è facile e, tirando le somme, sono i tre libri che gravitano attorno alla Russia quelli che più ho amato quest’anno. Jan Brokken con il suo Bagliori a San Pietroburgo, complici le passeggiate lungo la Neva e il  suo andare avanti e indietro per la città mentre raccontava dei miei recenti amori. Anche seguire le rocambolesche avventure di Antonio Armano nel suo La signora col cagnolino e le nuove russe col pitbull sulle tracce dei grandi nomi della letteratura dell’est mi ha divertita e incuriosita molto. Ma quello che più mi è rimasto nel cuore è Il battello bianco, di Čyngyz Ajtmatov, di cui ho scritto qui. Uscito per Marcos y Marcos nel 2007 è un libro che non può essere dimenticato. Una storia poetica.

Les années, Annie Ernaux

25287342_570379889965900_1147941712_nConsigliati da: Ariafelice

Sicuramente il mio libro dell’anno (recensito qui da claudiarabij). Forse non il più bello (alcune pagine di Haruf o di Metà di un sole giallo mi hanno commossa per la loro bellezza). Ma qui mi sono ritrovata, pienamente. Tutte le immagini spariranno, ci ricorda la prima frase del libro. Ma le vite raccontate restano.

La fortezza, Meša Selimović

Consigliati da: Burekeater

Non è una lettura piacevole, è un libro balcanico.
Ambientato a Sarajevo al tempo delle guerre turco-russe, lo ho scelto perché mi ha presa per mano ed è rimasto fedele fino alla fine al mio stato d’animo invernale.
Il punto di partenza di La fortezza è un ritorno sofferto, che nelle mie letture del 2017 ha fatto idealmente coppia con Il ritorno di Matar (che ho recensito qui), uno dei libri che ha toccato le corde profonde di molti noi russi.

 

“[…]
Io ero
io sono adesso.
Non ero
Non sono neanche adesso.
Mi persi nel cercare.
Nel vagare nei sogni
la notte m’inganna
il giorno mi restituisce.
Il giorno si perde,
accorcia la vita
nei sogni, nel vagare.
Nello sperare, nell’attesa
sogno la vita e di sogno vivo.
[…]”

L’arte della gioia, Goliarda Sapienza

25299741_2028139624087473_6941233714051555593_oConsigliato da: Claudiarabij

Quello di Goliarda Sapienza è un libro nuovo.
A dirla tutta non proprio nuovo perché è stato scritto nel 1976 – ed è stato cominciato nel 1967, poi non è mai stato pubblicato fino al 1994, ma solo in parte, completo nel 1998, poi il nulla, e dieci anni dopo ha ricominciato a respirare. In questo senso “L’arte della gioia” è un libro nuovissimo. Questa sua esistenza passata in apnea lo ha reso ancora più vivo.
Se vi state chiedendo perché abbia avuto questa storia così travagliata è già un motivo per cominciare a leggerlo. Ma mi metto nei vostri panni, o meglio: metto voi nei miei, che prima di comprare un libro leggo il suo inizio:

“Ed eccovi me a quattro, cinque anni in uno spazio fangoso che trascino un pezzo di legno immenso. Non ci sono né alberi né case intorno, solo il sudore per lo sforzo di trascinare quel corpo duro e il bruciore acuto delle palme ferite dal legno. Affondo nel fango sino alle caviglie ma devo tirare, non so perché, ma lo devo fare. Lasciamo questo mio primo ricordo così com’è: non mi va di fare supposizioni o d’inventare. Voglio dirvi quello che è stato senza alterare niente.”

We need new names, NoViolet Bulawayo

Consigliato da: cuginageno

La dolorosa transizione di un paese africano post-colonizzazione, la questione razziale e la violenza della polizia negli Stati Uniti, la nostalgia di un paese che non ti appartiene più, la povertà del lavoro e degli illegali in America, la violenza e la malattia viste da una bambina, il mondo degli adulti sradicati visto da un adolescente, la vita altrove.
Senza mai portare il dramma in primo piano, si racconta come crescere in un mondo nuovo e diventare nuovi, in qualche modo, senza smettere di essere chi siamo, chi eravamo. Con nomi nuovi.
Prima Zimbabwiana e prima scrittrice nera finalista del Man Booker Prize 2013, NoViolet Bulawayo ha scritto un piccolo gioiellino pubblicato in italiano da Bompiani col titolo C’è bisogno di nuovi nomi.

Ritorno a Haifa, Ghassan Kanafani

Consigliato da: Davide Nadali

Considerando quello che stiamo vedendo a Gerusalemme, ho scelto questo.

La figlia, Clara Uson

Consigliato da: Deborah

Il 22 novembre 2017 Ratko Mladić viene condannato per genocidio e crimini di guerra nella Ex Jugoslavia.
“La figlia” è il racconto di un’altra vittima di Mladić: la figlia, suicida, Ana. La tragedia di una giovane donna che segue di pari passo quella del suo popolo, privato e pubblico si fondono in un libro dai forti toni civili e introspettivi.

Il mondo fino a 7, Holly Goldberg Sloan

25182335_10215042612088782_2298168308639758981_oConsigliato da: Elisa

Io ho scelto un libro per ragazzi, non credevo mi sarebbe piaciuto così tanto! Nei libri per bambini o ragazzi si trovano spesso tanti spunti per gli adulti, tanti suggerimenti che crescendo si dimenticano. Qui sono affrontati tanti temi, tutti attualissimi: la diversità, la solitudine, il dolore, l’amicizia e la consapevolezza che nonostante tutto non siamo mai soli. Un libro positivo, da leggere.

Watching the English, Kate Fox

25324017_10157136277024062_366024911_nConsigliato da: Francesca

Dopo alcuni anni nella Perfida Albione e dopo mille figuracce fatte in ogni occasione sociale, ho deciso di approfondire la mia conoscenza degli abitanti di questa strana isola. Il libro di Kate Fox è un ottimo punto di partenza. L’autrice è un’antropologa culturale, quindi il suo approccio è sufficientemente scientifico ed equilibrato, ed è inglese fino al midollo quindi ha un’ottima conoscenza della materia. Nessun popolo è legato alle tradizioni come quello inglese. Le regole sociali sono alla base della loro identità e sono innumerevoli, sottili, inderogabili, specifiche per classi sociali, e spesso incomprensibili per chi è nato e cresciuto al Sud. Divertente, brillante, utilissimo. Consigliato soprattutto a chi ha intenzione di trasferirsi in UK (nonostante l’incubo Brexit).

Ps. Per onestà devo dire che il mio vero libro del cuore 2017 è “Il ritorno” di Hisham Matar, seguito da “Una vita come tante” di Hanya Yanagihara.

Eroi, Valerio Massimo Manfredi

Consigliato da: ilPyto

Il mio libro di quest’anno in realtà è composto da ben tre romanzi: Lo scudo di Talos, Le paludi di Hesperia ed infine L’armata perduta.
Tre romanzi epici, eroici, scritti con uno stile aulico come è solito fare Valerio Massimo Manfredi, talvolta un po’ pomposo e ricercato, altre volte meno.
Una lettura piacevole, sia sotto l’ombrellone che sotto alle coperte, tre romanzi scorrevoli, che intrigano e divertono. Ambientati in mondi antichi ma con tematiche sempre attuali.
Tenete di lato un blocco per gli appunti sul quale scrivere i nomi dei personaggi, può tornare utile.

Stagioni Diverse, Stephen King

russConsigliato da:
Jane Pancrazia Cole

Ci ho messo 40 anni per decidermi a leggere un libro di Stephen King. Ebbene sì, lo ammetto, sono una fifona. Non leggo libri e non guardo film che facciano paura perché, quelle poche volte che l’ho fatto, mi sono ritrovata a dormire con la luce accesa.

Ultimamente però un amico mi ha prestato la raccolta di racconti Stagioni Diverse, dicendo: “Tranquilla, questi non sono horror”. Ed è vero. Horror no, ma intensi e angoscianti sì, eccome se lo sono. King gioca con le paure del lettore manovrandole come gli arti di una marionetta. Inventa immagini devastanti che ti si appiccicano alla corteccia cerebrale. Stuzzica le budella e l’animo non lasciando mai indifferente. Racconta quattro storie originali che, tra l’altro, hanno dato origine a tre ottimi film. Tra cui il famosissimo Stand By Me. Il cui titolo, per ovvie ragioni di marketing, occupa con scarlatta arroganza gran parte della copertina.

Questo è un King a portata di tutti, anche dei cuori più deboli.

Forse.

Il caso Malaussène. Mi hanno mentito, Daniel Pennac

Consigliato da: Maga

Il Ciclo Malaussene ha accompagnato la mia crescita, dall’adolescenza all’università, tanto da farmi sentire parte integrante di questa surreale aggregazione familiare. Ricordo ancora che tra i primi libri a finire negli scatoloni della mia conquistata indipendenza, furono proprio i primi quattro libri del ciclo. Letti e riletti fino a consumarmi gli occhi, amici fedeli nella mia fantastica vita immaginaria.

E quando ormai ero giunta a perdere ogni speranza, gli antichi sentimenti vengono brutalmente resuscitati da Il caso Malaussène. Mi hanno mentito. Nonostante le brutte recensioni che ho letto in giro da parte di integralisti intransigenti del passato, non ho osato dare un voto basso a questo libro. Di certo non è un libro perfetto ma a mio parere fedele ai suoi antenati e onorevole anche solo per aver resuscitato, dopo quasi vent’anni il mito di una generazione inquieta ed incerta come la mia.

Il Conte di Montecristo, Alexandre Dumas

Consigliato da: magjias

Lo so, è un libro pubblicato ben 173 anni fa ma è uno di quei testi “classici” che hanno un valore eterno ed universale. Perché è il mio libro del 2017? Come scrive Paul Auster in “4321”, romanzo che è uscito e ho letto quest’anno, Il Conte di Montecristoera il libro più avvincente che gli fosse mai capitato tra le mani”. La sensazione più forte che mi ha fatto provare è stata quella di non vedere l’ora che fosse sera per essere libera da tutti gli impegni della giornata e immergermi completamente in una storia che mi ha trasformato sia come lettrice che come persona. Ebbene sì: è il mio libro dell’anno perché mi sono perdutamente innamorata di Edmond Dantès, lo ammetto. Un personaggio talmente assoluto nelle sue contraddizioni, nelle sue avventure e nelle sue azioni. Così come la molteplicità dei più diversi personaggi, nei loro mille travestimenti, che ruotano intorno a Dantès. O le meravigliose descrizioni della prigione del castello d’If o di Marsiglia, Roma e Parigi a inizio ‘800. Il Conte di Montecristo è un libro “oppiaceo” come lo definì Antonio Gramsci ma anche uno dei libri più appassionanti che siano mai stati scritti. Se non lo avete ancora fatto, ve lo consiglio vivamente per il 2018!

Milk and honey, Rupi Kaur

Consigliato da: mamcoumba

milk and honey è una raccolta di testi d’amore, perdita, trauma, violenza, guarigione e femminilità. un viaggio attraverso i momenti più amari della vita, una scrittura nuda, limpida, tagliente. e una dolcezza infinita.

Perché essere felice quando puoi essere normale? Jeanette Winterson

Consigliato da: Marilisa

“Perché essere felice quando puoi essere normale?” è l’auto biografia della scrittrice Janette Winterson. Duecento pagine di scrittura semplice ma molto densa. Il tipo di scrittura che ogni tanto devi chiudere il libro e riprendere fiato, perché alcune frasi contengono così tanto che a volte non ce la fai.
Janette a 16 anni sceglie di essere felice nonostante la famiglia adottiva, la madre depressa, la difficoltà ad affermare la sua omosessualità in un ambiente bigotto.
Si salva grazie ai libri.

Sangue Giusto, di Francesca Melandri

25360622_10215076471166703_458594514_nConsigliato da: Marina

Il mio libro dell’anno, senza se e senza ma, è Sangue Giusto di Francesca Melandri. Un libro che ho letto prestatomi da un’amica e che ho comprato per prestarlo a mia volta. Un libro profondo, disturbante, netto, sul nostro passato coloniale e il nostro presente tutt’altro che post-coloniale. Un’altra voce femminile (per me una bella scoperta) aggiunge un tassello importante nel (ri)costruire la memoria storica di una delle pagine più buie dell’Italia.

Una vita come tante, Hanya Yanagihara

Consigliato da: Nikita

Questo libro mi ha segnata, senza dubbio, a livello profondo. Non solo per le varie tematiche trattate e la pornografia del dolore, che poi secondo me è funzionale – nel senso che per capire la profondità abissale dei dolori di Jude si deve rivivere ciò che ha vissuto lui, forse. Nel dettaglio disturbante. Il contesto ricchi-belli è forse voluto per creare un contrasto tra le vite sfavillanti le oscurità degli animi, almeno io la vedo cosí. Il finale resta nichilista, nel senso che non ostante tutta la volontà di amare, non ostante le infinite prove di amore che Jude riceve, il suo male interiore lo divora e alla fine trionfa. e tu lettore sei totalmente rapito da Jude: soffri con lui, speri, sogni, ricordi, piangi e quasi ti sembra di sentire il dolore dei tagli autoinferti, in una spirale senza respiro. Un libro forte, unico, assoluto. Da leggere.

Ho paura torero, Pedro Lemebel

Consigliato da: P@P

Scoperta recente di un grandissimo scrittore e giornalista cileno, voce assordante dell’opposizione durante la dittatura di Pinochet e ancora dopo fustigatore delle menzogne della democrazia. Poco conosciuto da noi, ma una specie di figura mitica in patria, baluardo dei diritti civili contro ogni discriminazione e ingiustizia, racconta in questo romanzo la storia d’amore della Fata dell’angolo, travestito passionale che vive ricamando, per il rivoluzionario Carlos in cerca un nascondiglio per le riunioni con i suoi compagni. La storia tra la Fata e Carlos si intreccia con quella del “generale” ormai al capolinea. Passione, illusione, musica, carnalità, sensibilità, forza, fragilità, ironia illuminano una scrittura potente e suggestiva.

La famiglia X, Matteo Grimaldi

Consigliato da: paleomichi

In un anno pieno di estremismi, lacerazioni e lotte intestine, ho scelto un libro che cerca sommessamente, ma con molta testardaggine, di costruire ponti e di unire. All’interno del dibattito sul tema della genitorialità omosessuale il libro di Matteo Grimaldi (qui la recensione) brilla per il tono misurato ed educato, e per un approccio estremamente equilibrato al problema. Con la speranza che il 2018 veda la vittoria della misura, dell’educazione, dell’equilibrio. E dell’amore.

L’acqua più dolce del mondo – Jamil Ahmad

Consigliato da: pihisoka

Lì dove i confini tra Pakistan e Afghanistan si perdono, cancellati dalle violente tempeste di sabbia, dove le tribù nomadi osavano ancora fronteggiare guerre e l’imposizione di leggi straniere, il giovane Tor Baz inizia il suo vagabondare. Oscuri presagi me annunciano la nascita e segnano il suo futuro errare da una tribù all’altra, alla costante ricerca di sé e delle radici dei Beluci, nomadi forgiati dall’asprezza del territorio e dalla dolcezza delle leggende che ne accompagnano la storia.

Patria, Fernando Aramburu

Consigliati da: polimena

Il 2017 è stato un anno a fortune alterne con le mie letture ma gli ultimi mesi mi hanno riservato una bella infilata di libri bellissimi. A cominciare da Il Racconto dell’Ancella, per continuare con La ferrovia sotterranea e per terminare con Patria, dello scrittore spagnolo Fernando Aramburu (Guanda). Un libro ambientato nella provincia basca di Guipùzcoa, alla quale appartiene San Sebastian, e che ha come protagonisti due famiglie basche, separate dai diversi destini dei loro componenti e dalle loro posizioni nei confronti dell’ETA.

Nel 2011, quando l’Eta decide di porre fine alla lotta armata, le storie delle due famiglie, rimaste sospese per anni, tornano ad intrecciarsi perché c’è chi vuole comprendere e perdonare e c’è chi si arrocca sulle posizioni storiche. Le madri, Bittori e Miren, amiche dall’infanzia, imboccano con decisione strade che le porteranno a due destini diversi. sono al centro del libro con le loro figure potenti e incomprensibili: inflessibili antifasciste e bigotte, ribelli e conformiste al tempo stesso. Due figure piene di sfumature, che in ogni momento ti portano a domandarti: che faresti, tu, al posto loro?

Un libro bellissimo, che non vorresti lasciare mai, che mi si è insinuato nei pensieri per giorni. Da leggere!

L’assassino cieco, Margaret Atwood

25073373_10156013724167491_9134560506210562197_oConsigliati da: Puglissima

Il mio libro del 2017 sarebbe stato il (qui in Russia) super gettonato Il ritorno di Hisham Matar, ma il fatto che sia stato scelto da Speranza mi ha spinta a scegliere un libro di quella sta diventando una tra i miei scrittori preferiti: L’assassino cieco di Margaret Atwood. L’autrice, canadese più volte candidata al Nobel, è diventata recentemente famosa anche tra i non lettori per la serie TV tratta dal libro “Il Racconto dell’ancella”.
L’assassino cieco, libro che ha vinto il Booker Prize nel 2000, è uno di quei libri che si lascia scoprire pian piano. Si svolge su due piani narrativi, di cui uno è la storia scritta in prima persona dalla protagonista e l’altro è rappresentato dagli stralci di un libro, “L’assassino cieco” appunto, scritto dalla sorella della protagonista ed uscito postumo.
È il mio libro del 2017 perché Margaret Atwood è una grande scrittrice e questo è senz’altro il suo libro migliore tra quelli che ho letto. Perché non riesci a staccare gli occhi dalla pagina e fai le ore piccole per sapere come va a finire. Perché è (anche) un libro femminista e nel 2017 purtroppo necessario.

Chi teme la morte, Nnedi Okorafor

russi2017.pngConsigliati da: Snailhand

Quale migliore celebrazione dell’anniversario, se non raccomandare un romanzo che mi è stato caldamente consigliato (lode, lode e mille grazie) da altri russi? Chi teme la morte è un libro crudo ed onirico al tempo stesso, in cui la mitologia nigeriana si fonde con la realtà degli stupri etnici. In un’Africa post apocalittica, in cui gli Okeke sono schiavizzati dai Nuru, Onyesonwu (che significa “chi teme la morte?”, appunto) è figlia di uno di questi stupri, e questo la rende una Ewu, reietta per entrambe le etnie, e dotata di poteri molto speciali. L’Africa fa da sfondo e da coprotagonista alla crescita ed alla pericolosa ricerca che spinge Onye a lasciare il suo villaggio. Davvero originale, a tratti epico e duro, a tratti lieve e commovente, decisamente femminista, sicuramente una rivelazione, battendo gli altri candidati a libro dell’anno, American Gods di Neil Gaiman e Prendiluna di Stefano Benni, che pure meritano una menzione (e che consiglio, ovviamente).

Il ritorno, Hisham Matar

24900074_10215051129853186_6918285834901028527_nConsigliati da: Speranza

Non ho letto molto quest’anno e pochi sono i libri che rimarranno con me senza dissolversi tra gli altri. Tra questi segnalo sicuramente La ferrovia sotterranea (qui la recensione) e il bellissimo libro Il ritorno: Padri, figli e la terra tra di loro di Hisham Matar (recensito qui da Burekeater). Un romanzo che, partendo dal ritorno in terra libica dopo un esilio durato più di trent’anni, ci parla di un’esperienza personale, ma anche collettiva, con un’architettura che si appoggia su poesie, grandi ferite e possibili speranze. Un resoconto sulla storia libica e, al contempo, sull’assenza di un padre e, paradossalmente, anche la continua presenza. “Il corpo di mio padre non c’è più, ma il suo posto è ancora qui ed è occupato da qualcosa che non può essere chiamato semplicemente ricordo. È vivo ed è presente qui, ora”. Un libro estremamente denso, drammatico e poetico. Bellissimo.

Trentacinque secondi ancora, Lorenzo Iervolino

Consigliato da: Vhreccia

Questo è sicuramente il libro che ha segnato il mio 2017. Un’opera che intreccia sport e politica, scritta in modo magistrale. Iervolino vi porterà dentro la storia che la foto del podio di Messico ’68 da sola non può raccontare. Ne ho parlato qui, con grande trasporto.

Culo nero, Igoni A. Barrett

Consigliato da: Wizzy

La metamorfosi rivisitata in chiave bianco nero, in Africa. Un libro che, con il pretesto del ribaltamento delle parti, spinge alla riflessione sul mettersi nei panni altrui e sull’identità razziale (soprattutto i pregiudizi dei neri verso i bianchi e viceversa) e sessuale. Ironico al punto giusto, non certo un capolavoro, ma nella sua semplicità, profondo; ben scritto, pieno di temi e chiavi di lettura, complesso senza essere complicato.

Guida tascabile per maniaci dei libri

Consigliati da: Zaidenoll

E’ stato un anno in cui ho letto poco rispetto ai miei standard, tra cui libri assolutamente dimenticabili, e anche libri bellissimi, tra cui Una vita come tante, La Ferrovia Sotterranea e Sangue Giusto, di cui si è ampiamente parlato qui. Per questo voglio dedicare questo post natalizio ad un librino che mi ha folgorato qualche giorno fa. Un libro per maniaci di libri (eccomi!) scritto da “un misterioso gruppo di esperti e maniacali lavoratori dell’editoria italiana”. E voi lo sapete che a me piacciono un sacco i maniaci! Nel libro troverete un po’ di tutto, dall’elenco dei vincitori dei principali premi letterari, agli incipit più belli della storia della letteratura. Il libro è bello, ha la copertina rugosa, le pagine color crema ed è un piacere sfogliarlo, tenerlo, regalarlo.

 

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Informazioni su polimena

Sconvolta dal fatto che nell'interpretazione della canzone dei Tre cowboy dello zecchino le toccasse sempre la parte del Pacioccone, decise di rifugiarsi negli Harmony. Ne lesse talmente tanti da farne indigestione e da non sopportare più l'aroma zuccheroso e scontato. Onnivora con poche eccezioni legge per puro diletto, senza alcun filo logico se non l'ispirazione del momento o il consiglio di pochi fidati amici di letture.

11 commenti su “Ci mettiamo la faccia: i migliori libri letti nel 2017

  1. albtsebt
    15/12/2017

    troppo bello!

    Liked by 3 people

  2. speranza
    15/12/2017

    ma quanti bei suggerimenti! bellissimi tutti.
    e auguri 😛

    Liked by 3 people

    • Agata (e la tempesta)
      15/12/2017

      Hai visto Speranza? Buone letture e tanti auguri anche a te!

      Liked by 1 persona

  3. Agata (e la tempesta)
    15/12/2017

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Se vi manca qualche idea regalo, qui ci sono consigli di lettura per tutti i gusti.

    Mi piace

  4. cazzeggiodatiffany
    16/12/2017

    Quanto mi piace questa tradizione che avete! sicuramente userò questo consigli per qualche regalo.. a cominciare da quello per me stessa 😆 Auguri a tutti e complimenti!

    Liked by 3 people

    • polimena
      16/12/2017

      Grazie, questo post è sempre complicato da gestire perché l’anima dei russi tende sull’anarchia 🙂 ma è anche fonte di grandi soddisfazioni e di molti suggerimenti che centellino durante l’anno.

      Liked by 2 people

    • Agata (e la tempesta)
      16/12/2017

      Auguri anche a te e buone letture 🙂

      Mi piace

  5. libra63clan
    16/12/2017

    Che bello trovare consigli di lettura insoliti! e ben scritti, che è fondamentale per farmi venire voglia di leggere i libri consigliati… grazie!!

    Liked by 4 people

  6. Bellissima idea e grazie mille per i suggerimenti 🙂
    Con un sorriso :-*

    Liked by 4 people

    • polimena
      16/12/2017

      Durante l’anno attingo sempre dai consigli degli altri. Per il 2018 ho già individuato Marat, che è piaciuto a molti di noi!

      Liked by 2 people

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Questa voce è stata pubblicata il 15/12/2017 da in ci mettiamo la faccia.

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