Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Dimmi come va a finire

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Come si fa a spiegare che non è mai l’ispirazione a spingerti a raccontare una storia, ma piuttosto un misto di rabbia e lucidità? Come fai a dire: No, qui non troviamo nessuna ispirazione, troviamo un paese meraviglioso e lacerato, e in un modo o nell’altro adesso ne siamo parte, e dunque anche noi siamo lacerati, e proviamo vergogna, confusione e talvolta disperazione, e stiamo provando a capire se possiamo fare qualcosa per rimediare a tutto questo.

Valeria Luiselli

 

 

Quaranta domande, sempre le stesse, rivolte ai minori in ingresso negli Stati Uniti. Minori in fuga da situazioni di miseria, di maltrattamenti fisici e mentali, sfruttamento, negligenza, abbandono, persecuzione da parte di bande criminali, che cercano di ricongiungersi con familiari già sul territorio americano, con l’aspirazione di svegliarsi dall’incubo in cui sono nati.

Valeria Luiselli, una nonresident alien, secondo il gergo della legge sull’immigrazione degli Stati Uniti, si offre, nel 2015, come interprete volontaria per il Tribunale Federale dell’Immigrazione di New York. Da lì passano tutti i minori che arrivano negli States consegnandosi, una volta superato il confine, alla polizia.

I minori vengono trasferiti in un centro di detenzione, chiamato hielera (frigorifero), nome dovuto sia all’acronimo dell’ufficio immigrazione, ICE (Imigration and Customs Enforcement), sia al fatto che “le persone sono sottoposte di continuo a raffiche d’aria gelida quasi a voler evitare il rischio che la carne straniera possa andare a male troppo in fretta, essendo chiaramente ricettacolo di ogni tipo di microbo mortale”.

I dati che Luiselli snocciola per quanto riguarda stupri, omicidi, rapimenti, sparizioni sono impressionanti: l’ottanta per cento delle donne viene stuprata, tanto che la maggior parte di loro prende un contraccettivo prima di partire. Molte persone scompaiono. Dal 2006, secondo alcune fonti, 120.000 migranti sono scomparsi nel nulla. La Custom Map of Migrant Mortality include nome, luogo e data di morte dei migranti, alcuni dei quali uccisi dai proprietari terrieri o dai vigilantes, per questioni ideologiche o di puro divertimento (agghiacciante solo pensarlo).

Sono dati e situazioni che possono dare l’idea che ciò che sta accadendo ai confini degli Stati Uniti stia succedendo anche sulle coste africane, dove i governi europei inviano “aiuti” per trattenere là coloro che arrivano dal sud del mondo.

Ero bambina quando chiesi a mia madre, che durante il secondo conflitto mondiale era un’adolescente, se lei fosse stata a conoscenza degli orrori compiuti dai nazisti nei campi di concentramento. Lei mi rispose di no. Ma cosa potremmo rispondere, noi, alle generazioni future che ci rivolgessero una tale domanda? Come potremmo trovare delle scuse?

Perché essere consapevoli di ciò che sta accadendo nel nostro tempo e scegliere di non fare niente in proposito è diventato inaccettabile. Perché non possiamo più permetterci di considerare normale l’orrore e la violenza. Perché tutti quanti saremo chiamati a render conto di ciò che succede sotto i nostri occhi senza che nemmeno osiamo guardare.

La responsabilità di tutto questo è anche frutto delle politiche di sfruttamento dei paesi “avanzati” nel confronto di realtà più povere. Interessante questo passaggio, nel quale possiamo tranquillamente leggervi anche la situazione europea.

Negli Stati Uniti l’atteggiamento nei confronti dei piccoli migranti non è sempre platealmente negativo, ma in generale si basa su una specie di equivoco o di ignoranza volontaria. Il dibattito intorno alla questione ha sorvolato sulle cause dell’esodo con ostinazione e cinismo. Quando si discutono le cause, secondo il consenso generale e il presupposto implicito l’origine del problema è circoscritto ai paesi che “mandano” i minori e alle loro difficoltà interne. Nessuno avanza l’ipotesi che le cause siano profondamente radicate nella storia condivisa di questa parte del mondo, e dunque non si tratti di qualche remoto problema in un paese straniero che nessuno sa collocare sulla carta geografica, ma sia di fatto una questione transnazionale che coinvolge anche gli Stati Uniti; e non come osservatore distante o vittima passiva che ora deve occuparsi di migliaia di minori indesiderati in arrivo dal confine meridionale, quanto piuttosto, e storicamente, parte attiva delle circostanze che hanno generato il problema.
La convinzione che il movimento migratorio di tutti questi minori sia un “loro” problema (dei barbari del Sud) spesso è così tenacemente radicato che “noi” (la civiltà del Nord) ci sentiamo esonerati dall’offrire qualsiasi soluzione. La devastazione sociale in Honduras, El Salvador, Guatemala e gli altri paesi è spesso considerato un problema centroamericano di “violenza di bande criminali” che va tenuto sull’altro lato del confine. Si parla ben poco, per esempio, del traffico d’armi dagli Stati Uniti al Messico o al Centro America, legale o illegale che sia; nessun cenno al fatto che il consumo di droghe negli Stati Uniti è ciò che fondamentalmente alimenta il traffico di stupefacenti in tutto il continente.

Cosa possiamo fare noi, allora? Cercare di capire, essere consapevoli, non ignorare, non voltare la faccia dall’altra parte. Restare informati e informare, fare delle scelte. Per non dover avere la responsabilità di rispedire indietro, nell’orrore da cui scappava, quella bambina a cui Valeria Luiselli, porgendo una delle quaranta domande previste, chiede “Per quale motivo sei venuta qui?” “Perché volevo arrivare”.

Titolo: Dimmi come va a finire
Autrice: Valeria Luiselli
Editore: La Nuova Frontiera
Pag: 96
Prezzo: € 13,00
ISBN: 9788883733253

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

3 commenti su “Dimmi come va a finire

  1. Tatiana Larina
    08/11/2017

    bella Agata, grazie!!

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  2. cazzeggiodatiffany
    09/11/2017

    Grazie Agata, lo comprerò sicuramente. Quella domanda che ti fa tu me la faccio anch’io da anni, che non solo c’ero ma sapevo, e allora mi manca il fiato. Poi, però, mi rinfilo nel faticoso tram tram quotidiano e non faccio nulla.. mi vergogno per questo.

    Piace a 1 persona

    • Agata (e la tempesta)
      09/11/2017

      È quello che facciamo tutti. Credo che almeno dobbiamo cercare di continuare a restare informati.

      Piace a 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 08/11/2017 da in Ora in libreria, Primo: non discriminare, Russi senza frontiere.

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👑 📖 Stephen King, The Outsider, letto da @maga_ri_domani . Questo The Outsider mi è piaciuto, il maestro ritorna sul genere thriller/horror già esplorato in passato con successo. Risulta d’obbligo la citazione di A volte ritornano “L'essere che, sotto il letto, aspetta di afferrarmi la caviglia non è reale. Lo so. E so anche che se sto bene attento a tenere i piedi sotto le coperte, non riuscirà mai ad afferrarmi la caviglia.” . . . #parladellarussia #libri #leggere #instabook #igerbooks #bookaddict #libridaleggere #bookworm #book #stephenkingfan #horror #stephenkingbooks #thriller #theoutsider #avolteritornano
Tomi Adeyemi ha avuto un successo fulminante con Figli di Sangue e Ossa, pubblicato a soli 24 anni. La "nuova Rowling", come viene chiamata, crea un Fantasy il cui sfondo è la mitologia africana, inserendosi in un filone  nuovissimo e molto promettente, sulla scia di Nnedi Okorafor, ma anche dell'afrofuturismo alla Black Panther. La psicologia dei personaggi di Adeyemi è però molto basilare e il suo mondo fantastico manca di complessità. Anche se il paragone con Rowling non regge, Sangue e Ossa può essere apprezzato da un pubblico giovane e ha il merito di far conoscere al grande pubblico la mitologia yoruba. . Nella foto accompagnano il libro la bacchetta magica di Nymphadora Tonks e un cosiddetto poggiatesta, un oggetto usato dai pastori africani quando pascolano, oppure nelle cerimonie. Questo in particolare è usato dagli Hamer, un popolo che abita la valle dell'Omo in Etiopia. . . . #parladellarussia #libri #leggere #instabook #igerbooks #bookaddict #libridaleggere #bookworm #book #yoruba #nymphadoratonks #hamer #ethiopia #tomiayedemi #tassorosso #hufflepuff #YA #fantasy
📖 📚 La Long Room della Old Library del Trinity College misura 65 metri di lunghezza. Costruita fra il 1712 e il 1732 ospita più di 200,000 fra i volumi più antichi in possesso della biblioteca. Dal 1850 alla Old Library è stato accordato il permesso di ottenere una copia gratuita di ogni libro pubblicato in Irlanda e in Inghilterra. Vi è custodito anche il Libro di Kells, Leabhar Cheanannais in Gaelico, conosciuto anche come Grande Evangeliario di San Columba, un manoscritto miniato realizzato dai monaci irlandesi nel 9. secolo. . . . vista per noi da @lavalebellotti . #parladellarussia #libri #leggere #instabook #igerbooks #bookaddict #libridaleggere #bookworm #book #shelfie #dublin #trinitycollege #ireland #library #bookofkells
"Alla fine aveva messo da parte abbastanza per comprarsi un carretto che si chiamava seno di Kezhall. Non l'aveva battezzato lui così, ma un altro venditore di strada, che per anni era stato innamorato pazzo di una ragazza di nome Kezhall. La ragazza però aveva sposato un peshmerga, il quale aveva un debole per un'altra donna, che era innamorata di un giovane che invece desiderava un'altra ragazza ancora, e questa a sua volta era infatuata di un padre di famiglia che viveva all'estero, pazzo di una donna più giovane. Tutta quella tragica storia d'amore era condensata nel carretto. Seno di Kenzahll era il carro più piccolo del mondo. L' ho persino cercato, più tardi, ma ho presto scoperto che era stato distrutto durante un assalto. Volevano sbarazzarsi di tutti i carretti". Una favola ambientata in tempi recenti, l'ultimo melograno è la storia di un amore paterno che diventa la parabola di un popolo. . @bachtyar.ali Bachtyar Ali, L'ultimo Melograno, @chiarelettere letto da @burekeater . . . #parladellarussia #libri #leggere #instabook #igerbooks #bookaddict #libridaleggere #bookworm #book #Kurdistan #melograno #iraq #bachtyarali

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