Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Georgia


georgia_01Questa non è una storia d’amore. Se lo fosse, sarebbe la stessa per tutti e due. Ma lui ha la sua e io la mia. Diceva sempre che tutto era iniziato prima che ci conoscessimo, con i miei disegni astratti a carboncino del 1915. Avevo ventisette anni, ero un’insegnante povera e tenuta in vita soltanto da una peculiare e inarrestabile passione per la mia arte. Una sera voltai le spalle a tutto ciò che avevo imparato su come l’arte dev’essere, chiusi a chiave la porta della mia stanza e mi inginocchiai sul pavimento con dei grandi fogli di carta e un carboncino. Ricordo il silenzio rinfrescante della notte che entrava dalla finestra mentre le forme sgorgavano dalla punta del carboncino che stringevo fra le dita.

Una volta finito, arrotolai i disegni e li inviai alla mia amica Anita Pollitzer, a New York. Lei li portò alla galleria di Stieglitz. Quando lui li vide le disse: «Questi sono i lavori più puri, onesti e sinceri che siano entrati al 291 da molto tempo a questa parte».
Sapevo chi era, lo sapevano tutti. L’avevo conosciuto, anche se lui certamente non se ne ricordava. Il padre della fotografia moderna. Un’icona dell’arte americana. Nelle sue rivoluzionarie mostre al 291, Alfred Stieglitz aveva portato a New York le opere di Picasso e di Matisse. Era un fotografo straordinario, ma era più noto per le carriere degli artisti che aveva “creato”.

Questa non è una storia d’amore. È la storia di una grandissima artista del ‘900 ed il ritratto di un’epoca. E ce la racconta la stessa Georgia, come se, a un certo punto della sua vita, avesse voluto dare la sua versione dei fatti. Certo, è finzione, ma l’autrice ha cercato di rendere quanto più vicino alla realtà la vita di quest’icona di bellezza, stile e, come sostiene l’autrice, di questa “donna dalla passione eccezionale, dall’intelligenza rigorosa e dal possente slancio creativo”.

La mostra con le fotografie fatte da Stieglitz alla O’Keefee suscitò interesse e scalpore e – purtroppo – fece sì che i critici leggessero le sue opere pittoriche attraverso il filtro di ciò che avevano mostrato quelle fotografie. I 46 ritratti esposti alle Anderson Galleries saranno recensiti attraverso il filtro della relazione fra i due.

È stato lo scandalo ad attirarli. Non cercano l’arte, io sono la sua amante. Non stanno descrivendo il corpo di una sconosciuta, ma il mio. La mia mente rotola in uno spazio nero. Come ho potuto non prevederlo? Avrei dovuto capirlo. Che cosa ho fatto?

Non fu facile per lei far capire alla critica che i suoi fiori ingigantiti altro non erano che l’amplificazione di ciò che l’occhio umano poteva vedere, un interesse ad esaltare la bellezza dei particolari, come se con il pennello stesse facendo quella che ora chiamiamo una macro.

I critici, invece, leggevano in quei quadri dei simboli erotico-femminili che nulla avevano a che vedere con il suo pensiero. “Chi legge simboli erotici nei miei quadri in realtà parla degli affari suoi,” scrisse.

“Nessuno guarda davvero un fiore perché sono così piccoli – scrisse.  Allora mi sono detta dipingo un fiore ma così grande che anche i frettolosi abitanti di New York lo noteranno.”

La relazione con Stieglitz durerà trent’anni. La forte personalità di lui, maggiore di lei di 23 anni e già famoso, i suoi tradimenti e  la volontà da parte della O’Keefee di essere valutata non come compagna e moglie di Stieglitz, ma per la sua arte, non rese la relazione facile. 

Questo non è e non è mai stato un matrimonio normale. Eppure mi chiedo come possa accadere; come sia possibile che nessun altro riesca a farmi sentire così tanto, riesca a farmi soffrire così tanto o a riempirmi così tanto, spalancarmi e farmi sentire così intensamente e terribilmente viva, e a volte quando la penso così riesco quasi a credere che in un luogo separato ed essenziale possa ancora esistere tutto ciò che c’è di buono tra di noi (l’arte, l’anima, una passione sconfinata).

Non avrebbero potuto non amarsi. Fu una relazione passionale. Rimane una vastissima corrispondenza tra i due, che passarono lunghi periodi lontani l’uno dall’altra, una cosa come venticinquemila lettereParte della corrispondenza è stata pubblicata nel libro My Faraway One: selected letters of Georgia O’Keefee and Alfred Stieglitz: Volume one, 1915-1933, a cura di Sarah Greenough. Dawn Tripp dice di essersi ispirata anche a questa corrispondenza per “chiarire la sequenza degli eventi e per rivelare certe dinamiche fondamentali del loro rapporto artistico e coniugale: il potente legame che li univa, il flusso delle idee e le tempeste, la politica e, a volte, le emozioni incontenibili che hanno contrassegnato la loro relazione”.

Un giorno lui ha definito la nostra relazione un miscuglio di anime. E poi la chiamava storia d’amore. Ma era molto più e molto meno di questo.

Non mancate di leggerlo, mi ha tenuta incollata alla pagina fino alla fine, ha suscitato in me mille altre curiosità. Esattamente ciò che voglio da un libro.

 

Titolo: Georgia
Autrice: Dawn Tripp
Editore: Neri Pozza
Traduttrice: Ada Arduini
Pag.: 366
Prezzo: € 18,00

 

Qui un video in inglese e qui uno di Raiarte, in occasione della mostra del 2011.

 

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

6 commenti su “Georgia

  1. maria san
    02/08/2017

    Adoro Georgia O’Keefee e dopo questa recensione non posso non leggere questo libro! grazie!

    Liked by 1 persona

    • Agata (e la tempesta)
      02/08/2017

      Io non conoscevo la sua storia personale. Mi sembra molto ben trattata. Poi mi dirai 😉

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  2. Agata non vale! tu non puoi costringermi a leggere anche storie di un’artista mai sentita prima. No, non puoi! E poi non compro un libro della Neri Pozza da mesi. Insomma, mi toccherà aggiungerlo alla lista contro la mia volontà… Però se non dovesse piacermi tornerò qui: sappilo!

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    • Agata (e la tempesta)
      04/08/2017

      Urca urca urca!!! Che responsabilità! Fai così, cercalo in biblio 😆

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  3. ariafelice
    17/08/2017

    anche io non la conosco… ma le foto sono bellissime. aggiungo all’infinita lista dei libri in attesa

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    • Agata (e la tempesta)
      17/08/2017

      Si legge velocemente.

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Questa voce è stata pubblicata il 02/08/2017 da in #RCR2017, Amore a prima svista, Biografie bolsceviche.

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