Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

La via di Schenèr

3172453Qualche tempo fa, leggendo Le antiche strade di McFarlane, provavo una profonda invidia/ammirazione per gli anglosassoni, sia per il loro territorio, in cui è ancora possibile percorrere lunghissimi tratti di antichi tratturi senza incorrere in una selva di divieti e sbarramenti (vedi Sentiero luminoso di Wu Ming ) sia (soprattutto) per la leggerezza di scrittura che permette loro di attraversare la Storia con il divertimento dei Camminatori Erranti di Thoreau.

Sempre più sono affascinata dall’intreccio inestricabile di storia e luoghi, di come gli avvenimenti abbiano plasmato le campagne, i fiumi e le montagne, di come basterebbe uno sguardo appena un po’ più attento per poter riconoscere, al di sotto dell’apparente modernità del mondo in cui viviamo, una trama infinita di esistenze precedenti. Per apprendere la Storia (apprendere nel significato etimologico più profondo) mi sembra occorra metterci qualcosa di più della buona volontà che ci fa aprire un libro, credo che occorra fare quello che ha fatto Matteo Melchiorre, il giovane storico feltrino autore di La via di Schenèr, uscire dalle biblioteche e conoscere i luoghi.

È un saggio, certo, documentatissimo e coltissimo, ma anche un romanzo. E non solo un romanzo giallo, come potrebbe far pensare l’ovvio paragone tra lo storico che scava nel passato e il detective che indaga. È anche il racconto di una passione, la passione dello storico, piena di dubbi e di incertezze, smarrimenti sofferenze e felicità, come solo le vere passioni sanno dare.

La storia inizia con un colpo di fulmine: in una pinacoteca tedesca un quadro fa scattare nella mente dello scrittore un lontano ricordo, un dejà vu sfumato e impreciso. Ma sì è Schenèr, a due passi da casa! Anche se non ci sono indicazioni precise, il quadro rappresenta proprio lo stretto passaggio che da Feltre porta in Primiero, non ci sono dubbi. È il pretesto per una caparbia indagine alla ricerca di documenti perduti negli archivi (soffocanti e silenziosi come tutti gli archivi), per ricostruire la storia di una incredibile strada (che si librava alta, altissima sopra i vuoti d’aria della valle del Cismon). Per secoli la valle del Primiero, appartenente all’Impero, e quindi abitata da todeschi, aveva un unico collegamento con la pianura (e quindi con le derrate alimentari, i commerci, il mare, il Mondo), una strettissima e pericolosissima strada che si inerpicava sopra le rocce a picco sul torrente Cismon, più che una strada vera e propria uno stretto sentiero che solo i muli potevano percorrere. E poiché i Primierotti, sudditi tedeschi appunto, e i Feltrini, sudditi della Serenissima, non erano propriamente in buoni rapporti, sono esilaranti, e familiari agli occhi contemporanei (qualcuno di voi è mai passato durante una forte nevicata dal confine Veneto – Trentino Alto Adige?) documenti che testimoniano le stizzite rimostranze dei primi che si vantano di tenere perfettamente pulita e in ordine il percorso, accusando i veneziani di non fare il proprio dovere e di lasciare la parte di loro competenza in deplorevole stato di incuria. Quante storie si scoprono negli archivi, storie di uomini, donne, fatiche immani (Il nome stesso di Schenèr dipende dal fatto che i trasporti di merci, a causa del percorso pieno tutto di balze et di scallini, con strada distorta et dirupata, et molto stretto veniva fatto a schiena d’homo – anno 1702), avventure emozionanti, cadute rovinose nell’abisso…

La ricerca di Melchiorre continua accompagnata da un dubbio costante : rinchiudersi in asettiche e silenziose biblioteche, a scavare nei documenti (me ne stavo incatenato al tavolo, intento, chino), oppure prendere un alpenstock, uscire all’aria aperta, inerpicarsi verso Passo Croce d’Aune e cercare le tracce abbandonate della antica via ? (Basta! Mi dissi. Scappare. Prender aria. Scesi nel giardino dell’archivio. Primavera. Cielo azzurro. L’erba che inverdisce. Se anziché starmene al chiuso sulle carte dei nota andassi invece a farmi un giro? Su alla Bertola ? Perché no?)

Come al solito la verità risiede nel compromesso, perché se è vero che se non calpesto le pietre del sentiero e provo a sporgermi nel vuoto, capirò assai poco dell’avventura di Angelo Michele Negrelli che la notte del 22 dicembre 1785 affrontò con tempo pessimo la perigliosissima strada pur di passare la notte di Natale a casa coi parenti (e con la morosa Bettina):

E poi, tutto in un tratto, mi sento a mancare sott’ai piedi la strada e cadetti a rottolone giù per quei precipizi (…) la neve era scirocca, ed io, nel discendere, tanta ne spinsi avanti di me che ingrumandosi in quantità m’impedì ch’io oltrepassassi giù di quelle alture;

è anche vero che se non conosco bene cosa sto cercando, rischio di non riconoscere quello che ho sotto gli occhi. Riconoscere, per esempio, in rocce sparse in una faggeta i ruderi di calchère citate in documenti del Cinquecento…

Che meraviglia conoscere la Storia così. Ammetto che fino ad oggi la Lega di Cambrai era un ricordo scolastico noioso e lontanissimo: oggi, quando passo lungo la statale 50 che da Feltre sale a Primiero, e alzo gli occhi verso il bosco ripidissimo che ho sopra la testa, dove passava l’antica via, vedo i Feltrini veneziani, che dopo una spedizione punitiva contro i Todeschi Primierotti, con le mani sporche di sangue, tornarono fra le ceneri della loro città, percorrendo trionfanti e carichi di bottino la via di Schenèr.

Titolo: La via di Schenèr. Un’esplorazione storica nelle Alpi
Autore: Matteo Melchiorre
Editore: Marsilio
Pag.: 240
Prezzo: € 16,50 cartaceo, € 9,99 ebook
ISBN: 978-88-317-2453-1

 

 

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3 commenti su “La via di Schenèr

  1. polimena
    13/07/2017

    Questo è pure un #libroquadro per la Reading Challenge

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  2. ariafelice
    13/07/2017

    E’ vero, così sono a una misera quota sei, ma potrebbe essere anche °saggio o °libroconvista….

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  3. albtsebt
    13/07/2017

    bellissima recensione, muoio dalla voglia di procurarmi il libro, se abitassi in italia, se avessi il tempo, uscirei a comprarmelo

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Questa voce è stata pubblicata il 12/07/2017 da in Ora in libreria, Russi senza frontiere.

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