Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

L’Arminuta

978885842485MED“A tredici anni non conoscevo più l’altra mia madre.”

«Ero l’Arminuta, la ritornata. Parlavo un’altra lingua e non sapevo più a chi appartenere. La parola mamma si era annidata nella mia gola come un rospo. Oggi davvero ignoro che luogo sia una madre. Mi manca come può mancare la salute, un riparo, una certezza»

Il romanzo si apre con la “restituzione” della bambina, l’Arminuta, che dalla casa fronte mare in cui viveva con la famiglia adottiva (zia e marito) è costretta a tornare  alla famiglia di origine, in un piccolo paese dell’entroterra abruzzese.

“La donna che mi aveva concepita non si è alzata dalla sedia. Il bambino che teneva in braccio si mordeva il pollice da un lato della bocca, dove forse voleva spuntargli un dente. Tutti e due mi guardavano e lui ha interrotto il suo verso monotono. Non sapevo di avere un fratello così piccolo.
– Sei arrivata, – ha detto lei. – Posala, la roba.”

Accolta senza tante cerimonie affettive in una casa che le è estranea, costretta a condividere la stanza con i fratelli e il letto con la sorella Adriana.
Abbandonata tra estranei che dovrebbero esserle famiglia, un padre che cerca di guadagnare un salario seppur minimo, una madre sommersa da faccende domestiche e priva di qualsiasi affettuosità.

È un duplice abbandono: dalla  madre che fino al giorno prima la riempiva di dolcezze e scarpette da ballo, ma che senza motivazioni apparenti, la obbliga ad andarsene e la madre biologica che sembra ignorarla.

“… orfana di due madri viventi. Una mi aveva ceduta con il suo latte ancora sulla lingua, l’altra mi aveva restituita a tredici anni . “

L’apparente rude piccola Adriana rappresenta l’unico contatto affettivo («Un sussulto improvviso del suo corpo, forse stava sognando di cadere. Le ho spostato piano un piede e mi sono appoggiata con la guancia alla pianta fresca di sapone scadente. Ho combaciato quasi tutta la notte con la pelle ruvida assecondando i movimenti delle gambe. Sentivo con le dita i margini irregolari delle sue unghie spezzate […] Ogni sera mi prestava una pianta del piede da tenere sulla guancia. Non avevo altro, in quel buio popolato di fiati…»).

E il fratello, che le è comunque estraneo, la porta alla scoperta di sentimenti nuovi, brividi inaspettati che rimangono sospesi.

Nonostante la domanda che quotidianamente la tormenta e non le permette di riposare, l’Arminuta non smette di chiedere e sperare di venire riabbracciata.

“La sola madre che non ho mai perduto è quella delle mie paure”.

Ci sono sprazzi di felicità che commuovono e che evocano l’Italia degli anni ’70 in cui la modernità inizia ad insinuarsi lentamente tra barattoli di conserva e una anziana donna che, al riparo di una antichissimo albero, prepara pozioni per lenire i dolori umani.

 

Titolo: L’Arminuta
Autrice: Donatella Di Pietrantonio
Editore: Einaudi , 2017
Pag.: pp. 176

ISBN: 9788858424858

 

 

 

 

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Questa voce è stata pubblicata il 17/05/2017 da in Letteratura italiana, Ora in libreria.

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