Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

The Noise of Time

51wbpuwj9ml-_sx331_bo1204203200_The Noise of Time” (“Il rumore del tempo” nella versione italiana pubblicata da Einaudi) prende il nome dalle memorie di Osip Mandel’stam e già dal titolo possiamo cominciare a inquadrare la storia, il tempo e l’argomento del romanzo di Julian Barnes. Ma il libro non tratta della vita del poeta russo, uno dei più grandi critici dello stalinismo, esiliato durante il Grande Terrore e morto in un gulag nel 1938. Il protagonista di “The Noise of Time” è un altro grande artista russo, la cui vita e arte continuarono ad esistere malgrado le oppressioni delle autorità sovietiche: Dmitri Dmitrevich Shostakovich.

Barnes scrive un libro costituito da un mix di finzione e realtà, memorie e mito. Shostakovich, compositore introverso e discreto lasciò poco di scritto, se non le sue eccelse composizioni musicali. Dobbiamo ringraziare Barnes, e prima di lui Elizabeth Wilson e Solomon Volkov – ai cui testi Barnes fa riferimento, per averci raccontato l’aspetto privato di un mito della musica russa e mondiale.

Leggendo il libro sembra di entrare nella testa del compositore. Ma la scrittura in terza persona provoca un effetto di straniamento che genera nel lettore un effetto di distanza e vicinanza allo stesso tempo al protagonista. Forse una tecnica voluta dall’autore – che a volte rende il testo un po’ troppo lento e noioso – per riflettere l’alienazione che molti provarono dal proprio se’ pubblico (maschere necessarie per mostrare la propria conformità politica) in Unione Sovietica.

Il racconto si apre con la citazione di un proverbio russo: “Uno per ascoltare, uno per ricordare e uno per bere”, una perfetta triade su cui l’autore tornerà alla fine del libro.

La narrazione è divisa in tre parti, ognuna con lo stesso incipit: “All he knew was that this was the worst time” (Tutto ciò che sapeva era che questo era il tempo peggiore”) aggiungendo nell’ultima parte un rafforzativo “of all” (Tutto ciò che sapeva era che questo era il tempo peggiore di tutti i tempi).

Percorriamo così tre periodi della vita del compositore, ognuno dei quali è caratterizzato dal suo incontro con il Potere sovietico.

La prima parte, intorno agli anni ’30, quelli del Grande Terrore, quando ogni notte “He had been standing by the lift for three hours. He was on his fifth cigarette, and his mind was skittering” (Restava in piedi accanto all’ascensore per tre ore. Era alla sua quinta sigaretta e la sua mente correva) in attesa di essere arrestato, esiliato, eliminato. Ciò avviene dopo la condanna, nel 1935, della sua opera “Lady Macbeth del distretto di Mtzensk”, giudicata da un editoriale (forse scritto da Stalin) sulla Pravda come “Muddle instead of Music” (Casino invece che Musica). In questo ambito avviene la sua prima conversazione con il Potere (su cui si hanno in realtà diverse versioni) e che, per miracolo o paradosso, non portò ad un esito tragico.

Nella seconda parte, dopo la seconda guerra mondiale, troviamo Shostakovich in un tour di propaganda negli Stati Uniti. La sua seconda conversazione con il Potere questa volta è rappresentata da una telefonata direttamente con Lui, il Timoniere Stalin, che lo chiamò per convincerlo a prendere parte a questa missione, quale principale esponente della musica dell’Unione Sovietica.

La terza parte si focalizza sugli eventi degli anni ’60-’70, quando il compositore è ormai avanti con gli anni, quando la morsa del Potere sembra meno violenta ma, in realtà, sempre presente e forte. Il Potere non uccide più fisicamente ma continua ad uccidere l’anima. E per Shostakovich è una discesa sempre più in basso della propria coscienza ed onestà intellettuale (arriva a denunciare la musica di uno dei suo musicisti più amati ed ammirati – Stravinsky) che culmina con la sua iscrizione (forzata) al Partito – il terzo incontro con il Potere.

Shostakovich si rifugia nella malattia fisica, nello spirito che appassisce, nella sua speranza che “death would liberate his music… from his life” (“la morte liberi la sua musica..dalla sua vita”).

La sua musica. Così centrale nella vita del compositore ma così poco presente, invece, nel libro. Troviamo molte parole che si riferiscono ai “rumori del tempo”, a suoni (il cigolio dell’ascensore, i battiti degli orologi, esplosioni, sirene, ecc.) ma la sua musica, le sue composizioni, come queste siano nate dalle esperienze e il contesto in cui viveva il musicista (penso ad esempio alla Settima Sinfonia sull’Assedio di Leningrado) o l’importanza emotiva della musica di Shostakovich per le donne e gli uomini sovietici del tempo, mancano quasi completamente nel testo di Barnes.

Alla musica di Shostakovich è Anna Akhmatova che dedica un poesia del 1958 intitolata semplicemente “Musica”, i cui versi in russo hanno il suono onomatopeico di un grido che lacera e che riporto nella traduzione italiana:

In lei brucia qualcosa di miracoloso

E nei suoi occhi orli sfaccettati

Parla da sola con me

Quando gli altri temono di venire vicino

Quando l’ultimo amico si è tirato indietro

E’ stata con me sulla tomba

E cantava come al primo temporale

O come se tutti i fiori cominciassero a parlare.

The noise of time è un libro che ci fa capire non tanto l’opera artistica e la vita del compositore ma un libro che ci fa immergere nel tormento, nel rimorso, nel tradimento intellettuale che molti artisti hanno vissuto durante l’epoca sovietica. Un libro per chi, essendo dovuto scendere a compromessi nella vita, cerca una redenzione.

Letto nella versione originale:

Titolo: The noise of time
Autore: Julian Barnes
Editore: Penguin Random House
Lunghezza stampa: 185
Prezzo: € 12,00

Pubblicato in italiano da Einaudi, Traduzione di Susanna Basso , € 18,50

rcr2017bannerQuesto libro rientra nella #ReadingChalleng2017  – Categoria #libromylife

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Informazioni su maria san

Da bambina il mio sogno era leggere tutti i libri del mondo. Poi con l eta' ho capito che la mia era una mission impossible anche perche' alcuni libri li evito come la peste (Volo, Coelho &co. ci siamo capit@). Sono un po' fissata con la letteratura russa (i miei libri preferiti sono Maestro e Margherita di Bulgakov, Guerra e Pace di Tolstoy e Delitto e Castigo di Dostoyevskii) che se posso leggo in lingua originale (ecco poi sono una fissata della lingua russa) e anche libri di geopolitica sull'area ex sovietica. Ma amo anche leggere biografie di musicisti jazz, artisti e scrittori, romanzi di scrittrici dal continente africano, e libri sul cinema.

Un commento su “The Noise of Time

  1. p@p
    19/02/2017

    Gran bella rece!!!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 18/02/2017 da in #RCR2017, Biografie bolsceviche, Da leggere in Transiberiana, Puskin&Co.

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