Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

#5libri da 100 pagine (o anche meno)

Romanzi brevi o racconti lunghi? Poco importa quanto tra le mani ti ritrovi uno di questi cinque titoli. Belli, avvincenti, onirici, tragici, duri perfino: richiedono poco tempo, ma restituiscono emozioni che dureranno a lungo. Nelle botti piccole, si sa, c’è il vino buono.

Destinatario sconosciuto di Katherine Kressmann Taylor (80 pagine, Rizzoli 2003)

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La trama è presto detta: America, anno 1932. Max Eisenstein, ebreo, e Martin Schulse, tedesco, possiedono una galleria d’arte e commerciano insieme quadri tra il vecchio e il nuovo mondo. Intanto in Germania è salito al potere Hitler. Durante un viaggio d’affari in Europa Martin si lascia sedurre dalle sirene nazionalsocialiste e decide con la famiglia di stabilirsi nel suo paese natale. Da qui in poi il racconto si svolgerà in forma epistolare: alle preoccupazioni di Max faranno da contraltare le fanatiche ambizioni di Martin, sempre più impegnato a scalare le gerarchie naziste. Qualcosa si rompe quando Max implora il vecchio amico di soccorrere la sorella, attrice austriaca a Berlino per recitare nonostante le crescenti persecuzioni antisemite, e questi la metterà ben peggio che alla porta. A quel punto Max, sconsolato e vindice, troverà un modo davvero particolare per farsi giustizia.
Il racconto perfetto. “Esagerato”, direte, “addirittura”, esclamerete storcendo un po’ il naso. Ma se vi chiedono: “Cos’è il genio?” Potrete rispondere con le parole che Monicelli mise in bocca al Pierozzi in Amici Miei: “E’ fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione” Oppure, altrettanto validamente, potrete affermare: “Le lettere di Max Eisenstein”.

Vita di un materasso di ottima fattura di Tim Krohn (96 pagine, Casagrande 2015)

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Anche questo libro prende avvio negli anni ’30, quando l’ebreo tedesco Immanuel Wassermann sposa a Locarno la siciliana Gioia. Un colpo di fulmine. Durante la prima notte di nozze il materasso, alcova del loro amore, rimane irrimediabilmente macchiato:  strofina strofina la macchia s’allarga, e sembra sempre di più… l’America. Immanuel si vede costretto ad acquistarlo, il materasso comincerà così il suo lungo viaggio attraverso l’Europa e il Novecento. La guerra, infatti, dividerà per sempre Immanuel e Gioia, che riparerà proprio in America, e il materasso da loro. Finirà per essere un rifugio fantastico per tre bambini sotto i bombardamenti aerei durante la II guerra mondiale, un giaciglio in cui una coppia svizzera rinnoverà il proprio amore, e tanto altro ancora. Passerà di mano in mano, viaggerà da nord a sud, attraverserà Svizzera e Italia per approdare in Francia, a Nizza, dove un vecchio e stanco Immanuel lo riconoscerà e lo darà alle fiamme. Toccante, niente affatto consolatorio, perfetto nella sua circolarità.

Le scimmie di Josè Revueltas (59 pagine, Sur 2015)

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Josè Revueltas fu scrittore messicano, militante comunista, antistalinista e antidogmatico, la cui esperienza all’interno del partito è stata quella di un uomo dentro e contro per aver mostrato nei propri scritti la debolezza, i difetti e le brutture insite nell’esperienza rivoluzionaria. Criticò più d’una volta la gerarchizzazione del partito messicano e di quello russo, ruppe ad un certo punto della sua vita anche con Castro dopo la messa al bando del poeta Padilla, lui che a Cuba aveva vissuto uno dei suoi momenti più felici. Anima del movimento studentesco del ’68, fu più volte incarcerato, passando per il riformatorio ed il carcere di massima sicurezza. E’ proprio durante gli anni dell’ultima prigionia che scrive Le Scimmie, la storia di tre carcerati, Albino, Polonio e il Coglione: tossici, violenti, disumani. La trama ruota attorno al tentativo di farsi recapitare trenta grammi di droga durante le ore di visita: Meche e la Chata, le donne di Albino e Polonio, distrarranno le guardie, mentre la madre del Coglione dovrà consegnare la droga ai reclusi, chiusi in una cella d’isolamento dalla quale riuscivano  a far sporgere solo la testa attraverso lo spioncino metallico, come il Battista sul vassoio di Salomè. Tutto andrà in fumo, tutto finirà in violenza: la bruttura del carcere e dei tre tossici, cui solo la dose ormai dava uno scopo, sono restituite con una scrittura dura, che non fa sconti, che non usa eufemismi e giri di parole. Lì dentro tutto è orrore, lì dentro sono tutti scimmie in gabbia, anche coloro che pensano d’esser più al sicuro.

Con questo libro partecipo alla #RcR2017  come #libropediluvio

Sonno di Murakami Haruki (88 pagine, Einaudi 2014)
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Una tranquilla famiglia giapponese: lui dentista, dedito al lavoro ed abitudinario, il figlio studente appassionato di videogiochi, lei, la protagonista, placida casalinga. Tutto procede secondo la consueta routine, tra le faccende casalinghe, l’accompagnare il bimbo a scuola, il mutuo da pagare, il sesso programmato. Finché, una notte, lei si sveglia: gli arti paralizzati, la visione di un vecchio che le versa acqua sui piedi, il marito che non si scuote e non s’accorge di nulla. Da lì in poi lei smetterà di dormire, passerà le notti a leggere di continuo Anna Karenina, con il brandy in una mano e la cioccolata nell’altra; uscirà di nascosto, nel cuore della notte, per guidare o andare a correre. Nessuno in casa si accorgerà di niente, né sospetterà alcunché. Lei, semplicemente, non risentirà in alcun modo della mancanza di sonno, anche se dalla narrazione sembra si possa evincere che viva in uno stato catatonico più che di veglia. Un’altra visione porrà fine al racconto.
Ma… siamo davvero sicuri che tutto si svolga come descritto? Veramente è stata sveglia tutto questo tempo, riuscendo finalmente a fare tutte quelle cose che gli piacevano e che la routine quotidiana non le permetteva? Abbiamo assistito alla narrazione della veglia…o del sonno? Bravo Murakami a mescolare magistralmente le carte. Nota di merito all’edizione i bellissimi disegni di Kat Menschik che accompagnano la narrazione.

Una storia semplice di Leila Guerriero (93 pagine, Feltrinelli 2014)

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Leila Guerriero è argentina e di mestiere fa la giornalista. Decide di fare un reportage, che poi diventerà un libro, questo libro, su una gara di ballo: non una gara qualsiasi, non un ballo qualsiasi, ovviamente. Se già state pensando alle atmosfere soffuse e sensuali delle milonghe porteñe e alla carica erotica del tango argentino, beh, siete completamente fuori strada. Leila ci porta nel mondo del Malambo, una delle danze più antiche e originali del paese sudamericano: si dice sia la danza che i gauchos argentini ballassero intorno al fuoco durante le lunghe e fredde notti trascorse nella pampa. Per questo è una danza maschile, accompagnata solamente da una chitarra acustica: in pochi minuti il ballerino deve mostrare sul palco eleganza, passione, forza e concentrazione. Testa e busto immobili, sguardo fisso e mento in alto, movimenti delle braccia ridotti al minimo, il Malambo è un continuo mulinare di gambe, una successione indemoniata di tacco-punta che fanno rimbombare le tavole di legno del palco. Niente è lasciato al caso: abito, stivali stretti, espressione austera, postura, ritmo, tutto deve essere perfetto. In particolare la Guerriero ci porta dentro la vita di Rodolfo Gonzalez Alcantara, rappresentante della provincia de La Pampa: ci presenta la sua storia, le privazioni che deve sopportare, i sacrifici suoi e della sua famiglia per ottenere un risultato che per gli appassionati argentini equivale ad un titolo olimpico, per diventare un maestro dalla fama imperitura. Ma un prezzo da pagare c’è sempre, anche per chi scala le vette dell’Olimpo: raggiunta la tanto agognata vittoria, ai campioni non verrà più permesso di esibirsi, né in patria né all’estero. Sicuri che raccontare una storia del genere sia davvero una storia semplice?

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Informazioni su vhreccia

Ha provato con la fisica teorica, è andata meglio come barista e cameriere. È anche casalingo e guai a chi gli tocca il Vim Clorex. Ha fatto la tessera della biblioteca in prima media e non l'ha mai perduta, a differenza del bancomat. Libri e calcio, calcio e libri: Tolkien e Socrates soprattutto, sopra tutti. Libridinoso, ma con il kindle pieno zeppo. Tiene traccia delle sue letture su Anobii, su Twitter è @vhreccia

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Questa voce è stata pubblicata il 23/01/2017 da in #5libri, #libropediluvio, #RCR2017, Amore a prima svista.

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