Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Gilgi, una di noi

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La tiene stretta nelle mani, Gilgi, la sua piccola vita. Il suo nome sarebbe Gisela, ma è così che si fa chiamare: Gilgi. Un nome con due i meglio si addice a gambe magre e fianchi da bambina, a minuscoli cappellini alla moda che rimangono aggrappati in cima alla testa come per magia. Quando avrà venticinque anni si farà chiamare Gisela. Per adesso non è il caso.

 

Colonia, anni ’30. Gilgi è una ragazza determinata. Lavora come dattilografa, vive con i genitori ma ha una mansardina in affitto per avere uno spazio suo dove lavorare indisturbata.È lei a pagarne l’affitto. Studia le lingue, spagnolo, inglese e francese. Risparmia per potersi permettere di viaggiare ed andare a Parigi, Londra e a Granada. Sogna di aprire un atelier di moda.

Per ottenere tutto questo non si ferma, Gilgi. Mai. Si alza presto al mattino, fa i suoi esercizi di ginnastica, doccia fredda, ufficio. Felice di essere autonoma, di essere autosufficiente e di avere sogni da realizzare. Quando si guarda intorno, nell’andare al lavoro, non vede che schiere di impiegati dai volti stanchi, scontenti, tutti uguali. Lei non si sente così.

Gilgi guarda fuori dal finestrino. I disperati qui nella carrozza – no, lei non ha niente in comune con loro, non è una di loro, non vuole essere una di loro. Loro sono grigi, stanchi e apatici. Gilgi non è apatica e non crede ai miracoli. Crede solo in ciò che riesce a fare e in ciò che guadagna. Non è soddisfatta, ma è contenta. Lei si guadagna da vivere.

Determinata a non lasciarsi distrarre da nulla, Gilgi va avanti per la sua strada, con i suoi progetti. Ha un’amica, Olga,

il colore più vivo nella vita di Gilgi. E, se Gilgi non avesse una tale avversione per la parola “romanticismo” si potrebbe dire che «Olga è il romanticismo nella vita di Gilgi».

Non cede all’amore, Gilgi. Ha avuto qualche fidanzato con cui condividere le serate, ma nulla che potesse stravolgere i propri programmi. È convinta che ognuno sia l’artefice del proprio destino.

No, non ha tempo da perdere, neanche un minuto. Vuole andare avanti, deve lavorare. La sua giornata è piena di impegni di ogni genere, tutti incastrati gli uni sugli altri. A malapena resta un buco microscopico per riprendere fiato ogni tanto. Lavoro. Una parola dura. Gilgi la ama per la sua durezza. E quando una volta tanto non lavora, quando si regala occasionalmente del tempo per essere giovane, per essere carina, per divertirsi, allora la ama per amore dalla gioia, del divertimento. Il lavoro ha senso, e anche il divertimento ce l’ha.

Ma la vita di Gilgi prenderà una piega diversa dai suoi programmi. Il giorno del suo ventunesimo compleanno le verrà svelato un segreto a lungo custodito e poco dopo conoscerà Martin, uno scrittore bohémien che farà deragliare la sua routine. Con una scrittura fresca e frizzante questo romanzo affronta molte tematiche, dal rapporto coi genitori alla vita di coppia fatta di cortesie ormai spoglie di ogni amore, dalla crisi che investiva la Germania tra le due guerre alle idee socialiste del suo amico Pit, dall’essere liberi di godere del proprio corpo come si vuole all’aborto.

Sorprende quindi la modernità di questo personaggio, la sua carica di autorealizzazione. Irmgard Keun pubblicò questo romanzo nel 1931, all’età di 26 anni. Fu un successo immediato. Vendette 30.000 copie nella sola Germania. Nel 1933 fu vietato dai nazisti e bruciato nei roghi di libri di Berlino. In Italia venne stampato nel 1934 dopo una pesante censura.

Va dato una scorsa alla vita dell’autrice. Nacque a Charlottemburg nel 1905, si trasferì con la famiglia a Colonia nel 1910. Lavorò come dattilografa e si iscrisse a un corso di recitazione. Su incoraggiamento di Alfred Döblin, si dedicò alla scrittura. Nel 1933, dopo che venne messo all’indice il suo romanzo, la Keun ebbe il coraggio di fare causa per danni al Reich, guadagnandosi un interrogatorio dalla Gestapo e l’arresto. Andò in esilio in vari paesi europei, si spacciò per suicida nel 1941 e rientrò a Berlino, nascondendosi fino al 1945. Si sposò, divorziò, fu compagna di Joseph Roth. Klaus Mann pubblicò il suo Dopo mezzanotte, colpito dalla lucidità dell’analisi dell’autrice della vita quotidiana sotto il fascismo. Fu una madre single e, purtroppo, fu dimenticata. Alcolista, ricoverata in clinica psichiatrica per sei anni, fece in tempo a vedere la  ristampa dei suoi romanzi negli anni ottanta del secolo scorso.

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È quindi con riconoscenza che accogliamo la ristampa, da parte de L’Orma editore, di questo romanzo fresco ma assolutamente non frivolo. Non facciamoci ingannare dalla sua bellissima copertina.

Titolo: Gilgi, una di noi
Autrice: Irmgard Keun
Traduttrice: Annalisa Pelizzola
Editore: L’Orma editore
Pag.: 240
Prezzo: € 16,00
ISBN: 9788899793135

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Con questo libro partecipo alla nuova #RCR2017, per la categoria #oldiebutgoldie

 

 

 

 

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

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Questa voce è stata pubblicata il 18/01/2017 da in #RCR2017, Ora in libreria con tag .

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