Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

La ReadingChallenge2016 di Tatiana Larina

andthewinnerisÈ stato un lungo anno, intenso e problematico. Come se non bastasse i russi “compagni” di letture si sono inventati, per gioco nel delirio delle nostre chat una Reading Challenge… io non ho neanche partecipato proponendo una categoria… non ci credevo, cioè, intendiamoci: non mi riesce di leggere a comando. Il mio lavoro mi costringe troppo spesso a letture frettolose e comandate, figuriamoci se mi faccio imporre qualcosa nell’unico mio hobby. Così ho letto, come al solito, occhieggiando le categorie della #RC2016, ma senza convinzione. A settembre, al ritorno dalle vacanze, facciamo tutti il punto, noi pazzi russi che invece di divertirci, leggiamo. Mi accorgo allora che tantissimi libri letti rientrano nelle categorie, che la RC2016 è alla mia portata, che ce la posso fare … dai Tatiana Larina!!! Anche se questo significa sacrificare qualche lettura non proprio piacevole o un po’ forzata, cosa vuoi che sia. E allora, via per volata finale. A novembre o forse prima avevo chiuso le categorie. Ventotto libri da sfida e sì, ce l’ho fatta.

Ecco i libri scelti o capitati:

#bastacolsundoku Majakovskij e il teatro russo d’avanguardia Repellino. Meraviglioso saggio sulle avanguardie dei primi 20 anni del ‘900 in Russia. Partendo da Majakosvskij, Repellino analizza la cultura che ha fatto da cornice alla rivoluzione di ottobre e così più che un saggio questo libro diventa un romanzo d’avventura.

#bimbolibro Caccia alla Cometa Tove Jansson. Se non lo avessi letto, mio figlio avrebbe chiesto asilo politico altrove. Si tratta del primo libro del ciclo dei Mumin scritto e illustrato dalla finlandese Jansson. Un libro bellissimo, un viaggio avventuroso, una corsa contro il tempo, il senso della gioia e della paura, dell’amicizia e della famiglia. Peccato che sia uscito dal catalogo della Salani.

#classicigrecilatini De Senectute Cicerone. Niente poco di meno che Cicerone. Questo è stato l’ultimo dei libri letti per la RC2016. L’ho scelto breve per un motivo: capire se sarei riuscita a leggerlo almeno in parte in originale rispolverando quella lingua morta che con il greco ha formato la mia mente. Beh, è stata la sfida più bella di questa sfida folle. Senza i classici non starò più. Ci ricordano come tutto sia stato scritto. In un momento di svolta della mia vita, leggere che la vecchiaia non è la fine, fa bene al cuore.

#classico1816 Northanger Abbey Jane Austen. La vera fatica di questa #RC2016. Io adoro Lady Jane, ma davvero questo è un libro superato… peraltro letto in originale. Un vero supplizio terminarlo. Non mi dilungo.

#classicoimpossibile Guerra e Pace Lev Tolstoy. Il libro dei libri e io non lo avevo ancora letto. Su istigazioni di Zaide, pena l’esilio dalla Russia, l’ho letto. Che altro dire…. nulla. GeP è il libro assoluto. Impossibile non leggerlo. Non vado oltre, se volete ho scritto una recensione

#esordienteitaliano Isole Minori Lorenza Pieri. Ho tenuto molto a questo libro, suggerito da Nemi. Nel conteggio della RC sono stata a lungo indecisa sulla categoria, avrebbe potuto essere il #libroqui dato che l’ho letto proprio al Giglio, posto cui sono legata. Per il resto, vi lascio alla mia recensione.

#graphicnovel Il tesoro dei Marvel Brian Selznick. Ho letto tutte le graphic Novel di Selznick: non il solito fumetto, ma parti solo disegnate in chiaro scuro e parti solo narrate. Questo libro è molto incisivo per le illustrazioni ma secondo me meno bello per la storia raccontata rispetto ai precedenti. Tenerli in libreria è comunque bello.

#inlinguaoriginale La Curée Emile Zola. Leggo più che posso in originale (inglese e francese, oltre non vado); sebbene faticoso, aiuta a tenere viva la lingua e anche a rallentare la mia lettura che, spesso compulsiva, riduce il gusto della parola. Ho deciso di inserire questo libro perché sono stata costretta a leggerlo in originale dato che non si trovano più traduzioni. È il secondo del ciclo Rougon-Macquart di Zola (ciclo che ho come sfida personale di terminare, magari tutto in originale) e uno dei meno noti, ma non mi spiego il perché. È superbo. In poche parole: la narrazione della degenerazione del capitalismo e del mercato senza controllo attraverso l’analisi delle conseguenze sull’animo umano. È tutto già scritto. Da tempo.

#libro Noi Evgenij Zamjatin. Uno dei libri più difficili letti quest’anno. Ho dovuto iniziarlo due o tre volte per capirlo. Poi ci sono riuscita. Qui la recensione per capire il perché.

#libroabbandonato Il giuoco degli dei Luca Meldolesi. C’è un’area dello scibile socio-economico-umanistico in cui Meldolesi non abbia scritto? Non so, io devo ancora trovarlo. In questo libro si ritrova tutta la cultura di un accademico come ce ne sono pochi. Si tratta di una analisi della situazione del Mezzogiorno d’Italia in una luce storica che taglia trasversalmente la penisola e cerca non solo le ragioni dell’arretratezza ma anche possibili soluzioni in chiave normativa, economica e istituzionale magari convergenti. Punto di vista interessante. Perché lo avevo abbandonato? Lo trovavo un po’ autoreferenziale. La parte finale invece sulle soluzioni dà ragione al tutto. Bene così!

#libroautoreamato L’invisibile Ovunque Wu Ming. Il libro del 2016 del collettivo non poteva non esserci. Le ragioni per cui lo trovo bello sono nella recensione dedicata.

#librobrutto Il libro dell’Inverno Tove Jansson. La stessa Tove Jansson di #bimbolibro qui è stata una delusione. Peccato perché avevo apprezzato anche la sua narrativa per adulti.

#librOceanico La strada stretta per il profondo Nord Richard Flanagan. Man Booker Prize 2014 questo libro è una sorta di viaggio nella “cognizione del dolore”, non solo di quello che il dolore è, ma di come esso è generato. Quindi è un libro sulla crudeltà e la spietatezza umana. Profondo, drammatico, universale e intimista. Un vero capolavoro. Grazie a CugginaGeno per avermelo fatto scoprire. E qui la sua  recensione

#librocircolare Imprimatur Monaldi e Sorti. Libro scoperta! Come è possibile che un libro così abbia una vita così difficile in Italia? Di Monaldi e Sorti e delle loro sorti editoriali è pieno il web, io non mi dilungo. Parlo del libro: Roma, XVII sec. in una locanda c’è un morto, sospettando la peste, la locanda è chiusa in quarantena. Peccato che tra i segregati ci sia Atto Melani, prelato, spia, cantante evirato di fama internazionale… e in questo caso investigatore. Così Monaldi e Sorti ci catapultano negli intrighi della Roma papalina e nell’appendice scopriamo che sono qualcosa in più che frutto di fantasia, lo fanno però iniziando e chiudendo con una corrispondenza epistolare ambientata nel 2040. Come si fa a non restare incollati alle pagine? Per fortuna è solo il primo di un ciclo di romanzi da leggere per gli appassionati del giallo storico.

#librocopertina Tumbas Ces Nooteboom. Come si fa a relegare un libro come questo al #librocopertina? Zaide ha già obiettato, Agata avrà da ridire. Ma perché la copertina è strepitosa! Una bottiglia di vino sulla tomba di Cortazar che per inciso io ho scoperto solo da poco! Un viaggio per cimiteri e tombe di scrittori e poeti. Non è lugubre, anzi, è da bersi su un buon vino, magari un Amarone veronese. Qui la recensione di Agata.

#librodafilm Orme Robyn Davidson. Sono stata parecchio combattuta su questo libro. Consigliato da una lettrice di letteratura di viaggio di cui mi fido, mi pare che tutto sommato sia stato per molti aspetti sopravvalutato. Ok, si tratta di un diario di viaggio particolare: una donna sola che percorre l’Australia con tre dromedari. Ora, si tratta sicuramente di un’impresa da valorizzare al femminile, ma siamo sicuri che tutto quello che è fatto da donne sia femminista? Onore al merito della viaggiatrice, scrittrice per il coraggio e l’impegno nell’affrontare anche argomenti non proprio “aperti” come le mestruazioni in una situazione del genere. Dopo di che, pur non essendo una animalista mi chiedo: ma era così necessario sottoporre ad una tale tortura tre dromedari? Volevo vederne il film, ma davvero… passo.

#libroautorenonscrittore Il defunto odiava i pettegolezzi Serena Vitale. Ovvero una ricostruzione della vita, soprattutto dell’ultima parte e della morte di Majakovskij. Un bel libro, ma pur non essendo un’esperta molte cose lette qui mi sembrano diverse da quelle lette altrove. Buono il tentativo di una versione alternativa della morte del poeta e tutto sommato coerente con quanto successo alla maggior parte dei contemporanei di M. considerato che sono finiti tutti ammazzati dal regime, però in alcuni punti ipotesi e conclusioni appaiono tirati per i piedi. Agata ne ha scritto una meritevole recensione sebbene siamo non del tutto d’accordo.

#libroinJapan Il paese delle nevi Yasunari Kawabata. Ecco questa era la categoria per la quale stavo per mollare la RC2016. Io i giapponesi non li capisco. La cultura giapponese è troppo lontana dalla mia. Questo libro in particolare è venuto fuori in una discussione con gli altri russi in cui chiedevo un libro easy da leggere sul Giappone. Il paese delle neve è breve ma non certo easy, se si pensa che Kawabata è un nobel e per altro meritato dal poco che ho letto. Si tratta di un libro poetico nella descrizione dei paesaggi ma molto crudo nella descrizione dei sentimenti. In questo il maggior contrasto e la maggiore potenza espressiva. Ecco, questo è un libro per cui devo ringraziare la RC2016.

#libroManBooker In uno stato libero V. S. Naipaul. Naipaul è uno scrittore per me importante e questo libro l’ho letto in un momento doloroso, che ha richiesto uno sforzo estremo in termini di coraggio. Come doloroso e realista è questo libro. Una raccolta di racconti e romanzi brevi che ha come tema l’integrazione, l’estraneità, la lontananza. Bello, bellissimo. Naipaul con questo ha vento il Booker, va da sé che che Naipaul potrebbe vincere qualunque premio con qualunque dei suoi libri.

#libromybirthday Il Capitano Jens Munk Torkild Hansen. Hansen è stato uno scrittore straordinario e Jens Munk è un libro stupendo. Come solo lui sa fare, in un misto di biografia, romanzo storico e diario di viaggio, Hansen racconta la storia di questo Jens Munk, uomo di mare che meriterebbe la gloria di Nelson o Amundsen ma resta nelle nebbie della storia. Perché non conta solo quanto si sia bravi o quante conquiste si facciano o quanti nemici si sconfiggano. Conta anche quanto si sappia farsi valere con i potenti e quali origini si abbiano. Questo è vero purtroppo sempre. Io di Jens Munk e della sua onesta caparbietà mi sono innamorata.

#libromyear In Patagonia Bruce Chatwin. E qui svelo la mia età… oddio no, vi prego. Ad una signora non si chiede mai l’età, figuriamoci alla Principessa Larina… vabbè almeno mi glorio di essere nata nell’anno in cui è stato scritto questo libro e in cui è partita la saga di Star Wars. Nota: dei suoi libri, questo è quello che mi è piaciuto meno, ma forse è passata l’età per leggere di viaggi, avventure e mondi possibili.

#libronew2016 My name is Lucy Barton Elisabeth Strout. Io che amo la Strout non ho amato questo libro. L’ho trovato non armonico, frammentato, insomma non adeguato alla bravura che l’autrice ha dimostrato in Olive Kitteridge e The Burgess Boys . Peccato, l’ho atteso tanto davvero…

#libroqui Il pane e il Vino Umberto Fraccacreta. Un poemetto che è un’ode alla mia terra, non la Puglia, ma il Tavoliere delle Puglie. Un posto poco amichevole, il tono di voce nostro è sempre aggressivo, ma in realtà perché è sulla difensiva. La storia non è stata molto amichevole con noi, ma neanche ci è stata nemica solo che questo non lo capiamo. Questo libro non l’ho letto, l’ho riletto in omaggio alla donna che mi ha insegnato a leggere, ad andare oltre le parole, al senso delle cose. Alla mia prof. di Italiano che lo regalò ad ragazzina ignara che stava per lasciare la sua terra, con l’invito a non dimenticarla. Se volete un #libroqui letto quest’anno, ecco a voi Cinque indagini romane per Rocco Schiavone di Antonio Manzini. Rocco ormai non ha bisogno di presentazioni e perfino questi 5 racconti sono perfetti.

#librorusso Masha e Orso Puškin. Imbarazzo della scelta per questa categoria. Quest’anno ho letto tanta, tantissima letteratura russa. Soprattutto ho letto con brama famelica le avanguardie del primo ventennio del ‘900. Zamjiatin, Mandel’stam, Platonov, Babel, Belij e poi Gorkij, Lermontov, Goncharov. Di tutto insomma purché russo. Scelgo le favole della tradizione riscritte da Puškin perché è stato il primo libro letto nel 2016, letto con mio figlio e recensito insieme. Una scoperta perché dalle favole di un popolo capisci tanto, ma proprio tanto.

#libroTransiberiano Nelle foreste Siberiane Sylvain Tesson. Racconto autobiografico dei sei mesi passati in un capanno sul lago Bajkal da Tesson, nei mesi più freddi, da gennaio a giugno, con ridottissimi contatti con il mondo esterno, senza connessione web o cellulare, con un po’ di libri, riserve di cibo e tanto tempo per pensare, salvo qualche escursione nelle foreste circostanti. Un matto che realizza un sogno. Sylvain, stima tanta! Io non ci riuscirei mai ma lo vorrei tanto… e poi il Bajkal…

#libroyougadult Il piccolo Regno Wu Ming 4. Gli autori non saranno d’accordo con me, anche sul loro blog la mia recensione aveva fatto riflettere. Perché Il piccolo Regno non è un libro per bambini visto che per i bambini è scritto? Perché a mio avviso apre a questioni etiche e morali, a riflessioni che sono comprese dai bambini solo se accompagnati, quindi non è del tutto per bambini. E… last but not least, questo libro racconta della fine dell’incanto dell’infanzia. Bè sia l’incanto che la sua fine devono essere vissuti e non raccontati. Allora meglio lasciare ai bambini i sentimenti della scoperta e magari ai giovani adulti la riflessioni su cosa abbiamo perso e come. Libro comunque molto bello e la mia recensione lo dice.

#misparounatrilogia I sotterranei della Libertà Jorge Amado. Una trilogia storica intensissima sul Brasile degli anni ’30. Dubbi su questi tre libri di Amado ce ne sono molti, ma per me è comunque un punto importante dell’opera di uno dei miei scrittori del cuore. L’ho recensita a fondo perché di emozioni e dubbi, appunto ne suscita tanti.

#viaggialibro Alì e Nina Kurban Said. Nell’Azerbaijan della prima guerra mondiale e della rivoluzione dell’ottobre rosso una storia di amore che sa dei poemi di altri tempi. Il Caucaso ispira sentimenti cruenti, già Lermontov ce lo diceva, e così ritroviamo qui tutte le emozioni dei grandi romanzi d’amore e delle grandi saghe storiche. Io ho ritrovato anche la Baku che ho amato. Anche di questo ho scritto una recensione dedicata.

parla-della-russia-e1452511392410Il 2016 è stato un anno per me non proprio fortunato, ma almeno un po’ di letture buone le ha lasciate.

Io sono pronta per la prossima RC2017… chi mi sfida?

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

9 commenti su “La ReadingChallenge2016 di Tatiana Larina

  1. Baba
    05/01/2017

    Tu sei davvero strepitosa (e gli altri russi non son da meno: tutti matti da legare). La vostra reading challenge è stata un’idea geniale ma confesso di essermi persa al terzo/quarto mese. Non riesco a pianificar le mie letture e ne ho avuto l’ennesima conferma. Ho letto diversi libri tra quelli elencati e lo devo anche a voi: questo blog è bellissimo e mi suggerite spesso titoli interessanti.
    Quindi, continuate a sfidarvi, così noialtri prendiamo nota😉.

    Liked by 5 people

    • Agata (e la tempesta)
      05/01/2017

      Credo che matti da legare sia il più bel complimento che potessi farci 😀

      Liked by 5 people

    • Tatiana Larina
      06/01/2017

      Grazie!!! è solo che mi è davvero andata bene con le letture che ho scelto senza pensare alla #RC2016. Grazie anche per l’apprezzamento sul blog. Nasce davvero da uno sforzo comune di un gruppo di amici folli. Sembra un’Eden rispetto alla competizione del mondo. Ti aspettiamo sempre qui!!!

      Mi piace

    • speranza
      07/01/2017

      anche io come Baba, mi sono persa credo al quarto libro!
      ora sbircio che propone la compagnia per quest’anno.

      Liked by 1 persona

  2. zaidenoll
    05/01/2017

    Amica, nessuno oserà mai sfidarti, bisogna trovare qualcuno più matto di te! Il che come sai… 😀

    Liked by 3 people

  3. puglissima
    05/01/2017

    brava Tatiana! vincitrice assoluta

    Liked by 1 persona

  4. stravagaria
    05/01/2017

    Continuo a sentir parlare del libro di Flanagan, dovrò arrendermi 😉

    Liked by 1 persona

    • Tatiana Larina
      06/01/2017

      Ora hop aggiornato l’articolo con il link alla recensione di cuginaggeno. Consigliatissimo… unico suggerimento: scegli un momento di tranquillità emotiva perché questo libro scuote l’anima

      Liked by 1 persona

  5. Pingback: #readingchallenge2016 and the Winner is… | Parla della Russia

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Questa voce è stata pubblicata il 05/01/2017 da in Reading challenge.

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