Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Le ragazze

81xktzwxumlPovere ragazze. Il mondo le rimpinza di promesse sull’amore. Quanto ne hanno bisogno, quanto poco ne otterrà la maggior parte di loro.

 

Romanzo di formazione al femminile, questo libro di Emma Cline, osannata come rivelazione dell’anno.

Non delude la sua scrittura. Ventisettenne, cresciuta in una famiglia di sette figli, ha portato a compimento un’opera non facile.

L’utilizzo del linguaggio è sapiente, la storia potrebbe essere quella di tanti adolescenti che vogliono essere guardati. Il vedersi negli occhi dell’altro è ciò che dà loro la certezza di esistere, di essere diversi, speciali.

Evie, la protagonista, non trova tutto ciò nella sua famiglia. I suoi genitori sono molto occupati dalle proprie vite; il padre lascia la madre per una donna più giovane e la madre, preoccupata dalla possibilità di restare sola, passa da una relazione ad un’altra. La figlia li guarda dall’alto in basso, questi adulti. E si guarda intorno, finché un giorno non vede una ragazza scendere da un furgone e ne rimane colpita. Sembra sicura di sé, quella ragazza. E sembra sapere dove andare e cosa fare.

Evie ne rimane affascinata e, alla seconda occasione, la avvicina. Entrerà così a far parte di un mondo malato e perverso, quello della “famiglia” di Russell  (ispirato a Charles Manson). Ma il libro non vuole raccontare “quella” storia. Vuole esplorare l’animo umano, l’attrazione per persone che prendiamo a modello per forgiare le nostre vite. Per Evie sarà Suzanne, la ragazza tanto sicura di sé che incrocia al parcheggio.

Nessuno mi aveva mai guardata davvero prima di Suzanne, perciò da un certo momento in poi era stata lei a definirmi. Mi ammorbidivo così facilmente sotto il suo sguardo che anche le sue fotografie sembravano mirate a me, accese di un significato particolare. Era diverso da Russell, il modo di guardarmi di Suzanne, perché il suo sguardo conteneva anche quello di lui: e faceva sembrare più piccolo lui, e chiunque altro. Eravamo state con gli uomini, gli avevamo lasciato fare quello che volevano. Ma non avrebbero mai conosciuto le parti di noi che gli tenevamo nascoste: non ne avrebbero mai sentito la mancanza e non avrebbero neppure capito che c’era qualcos’altro da cercare.

 

Evie approfitta della distrazione della madre, concentrata su se stessa, per frequentare la casa di Russell. Un posto che mette i brividi, dove tutti sono soggiogati dalla figura di quest’uomo. Ragazzi e ragazze sbandati che fanno uso di droghe, alcool. Non si fatica ad immaginare il luogo, il degrado in cui vivono, i bambini frutto dell’amore libero che girano incustoditi e in continuo pericolo.

Evie non vede tutto ciò, lei trova un gruppo in cui finalmente si vede riconosciuta. La scrittura della Cline è efficace nel rendere quel  clima di incoscienza e di cecità che non permette ad Evie di riconoscere il pericolo. Sembrano non esserci sentimenti, in questo libro. Cinismo, freddezza. Nemmeno il legame tra Evie e Suzanne è amoroso. E’ piuttosto frutto di una dipendenza affettiva e di un rifiuto ai limiti imposti dai genitori e dalla società. Una sfida lanciata ai doveri legati al proprio futuro.

A quell’età la tristezza aveva la piacevole consistenza della prigionia: ci si impuntava e imbronciava contro i limiti imposti dai genitori, dalla scuola e dall’età, le cose che ci tenevano lontani dalla felicità certa che ci attendeva.

Lo sguardo di una Evie ormai adulta è lo sguardo di una donna che, alla fine, è rimasta comunque invisibile. E quello a cui continua a pensare è che se si fosse trovata con Suzanne in quella casa forse sarebbe stata capace di uccidere. Non era meglio degli altri. Suzanne l’aveva risparmiata e l’aveva consegnata alla sua insignificante e normalissima vita.

L’odio che vibrava sotto la superficie della mia faccia da bambina, penso che Suzanne l’avesse riconosciuto. Certo che la mia mano aspettava il peso di un coltello. La particolare cedevolezza di un corpo umano. C’era così tanta roba da distruggere. Suzanne mi impedì di fare quello che forse sarei stata capace di fare. E così  mi restituì al mondo come avatar della ragazza che lei non sarebbe stata. Lei non sarebbe mai andata a studiare in collegio, ma io ancora potevo, e allora mi lanciò via come una trottola perché fossi il messaggero della sua altra identità. Suzanne mi diede questo: il poster delle Hawaii sulla parete, la spiaggia e il cielo azzurro come minimo comun denominatore della fantasia. La possibilità di frequentare un corso di poesia, di lasciare buste piene di roba da lavare fuori dalla porta e di andare al ristorante quando i miei venivano a trovarmi, a mangiare filetto grondante di sale e di sangue. Era un dono. Cosa ci ho fatto? La mia vita non ha preso la forma che un tempo mi ero immaginata. Mi sono diplomata al collegio, ho fatto due anni di università. Ho attraversato il decennio vuoto di Los Angeles. Ho seppellito prima mia madre, poi mio padre. Il tumore che verso la fine gli faceva venire voglia di latte, i capelli ridotti a ciuffetti radi e sottili come quelli di un neonato. Mentre pagavo le bollette, facevo la spesa e andavo dall’oculista i giorni si sbriciolavano uno dopo l’altro come il lento erodersi della parete di una scogliera. La vita era un continuo arretrare dal ciglio del burrone.

 

Titolo: Le ragazze
Autrice: Emma Cline
Editore: Einaudi
Pag.: 344
Prezzo: € 18,00 cartaceo, € 9,99 ebook
ISBN 9788806226169

 

Annunci

Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

11 commenti su “Le ragazze

  1. CazzeggioDaTiffany
    03/12/2016

    Devo ammettere che mi è salita un po’ di angoscia.. ma sono curiosa di leggerlo! Ps. Io sto ancora navigando nell’ozio 😊

    Liked by 1 persona

    • Agata (e la tempesta)
      03/12/2016

      Brava! L’ozio l’ho “finito” da poco ed è un libro da rileggere.

      Mi piace

  2. paola lugo
    03/12/2016

    lo consiglieresti alle mie alunne?14/15 anni?

    Liked by 1 persona

  3. polimena
    03/12/2016

    Urca, ne ho sentito molto parlare ma questo post davvero me lo ha reso intrigante. Una volta portata a termine la mia Reading Challenge, lo leggo

    Liked by 1 persona

    • Agata (e la tempesta)
      03/12/2016

      Giovane scrittore sotto i 30 anni 😁

      Mi piace

  4. Agata (e la tempesta)
    03/12/2016

    No, Paola, è troppo forte. Il sesso, la droga, gli omicidi, la follia. Bisogna avere dei filtri per leggerlo.

    Mi piace

  5. samara
    03/12/2016

    Finito 2 gg fa. Mi è piaciuto molto. Potrebbe perfino non esserci la vicenda della setta e sarebbe comunque molto bello per come parla di quell’epoca impenetrabile che è l’adolescenza! 😍

    Liked by 1 persona

    • Agata (e la tempesta)
      04/12/2016

      Sì, è così. Molto brava a rendere il pensiero di un’adolescente… mi sono chiesta più volte se io non sia ancora ferma a quel periodo!

      Liked by 1 persona

  6. Agata (e la tempesta)
    04/12/2016

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Un libro di una ragazza ventisettenne americana che ha avuto un grande successo e ha suscitato grande clamore.

    Mi piace

  7. speranza
    07/02/2017

    riconosco bravura e capacità di indagare le zone buie e fragilità adolescenziali,(complimenti alla giovane scrittrice), ma non mi ha convinta e non lo consiglierei.

    Liked by 2 people

    • Agata (e la tempesta)
      07/02/2017

      A tanti non è piaciuto. Io l’ho apprezzato per la capacità di calarsi nel ruolo adolescenziale e per aver raccontato una pagina di quegli anni 70 in cui io crescevo.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 03/12/2016 da in Ora in libreria.

Seguimi su Twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: