Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Ti ho cercata in ogni stanza

urlDonne mie che siete pigre, angosciate, impaurite, sappiate che se volete diventare persone e non oggetti, dovete fare subito una guerra dolorosa e gioiosa, non contro gli uomini, ma contro voi stesse che vi cavate gli occhi con le dita per non vedere le ingiustizie che vi fanno.

Dacia Maraini

Un libro sulla sorellanza, quel sentimento tutto femminile che lega alcune donne fra loro. Non c’è distanza chilometrica, d’età o di ceto sociale. Scatta quando due donne si riconoscono; una scintilla che si potrebbe scambiare per colpo di fulmine. Una corrispondenza d’amore che non scaturisce in un rapporto fisico, ma in un legame affettivo profondo. Una sensazione che è difficile provare davanti a una persona di sesso opposto. Sorelle, si chiamano. Sorelle, ci chiamiamo.

Le stanze sono così diverse; sono tranquille o tempestose, aperte sul mare, oppure sul cortile di un carcere; vi è a volte il bucato appeso, e a volte splendono di opali e sete; sono dure come il crine o soffici come la piuma… basta entrare in qualunque stanza di qualunque strada per sentirsi sbattere in faccia quella forza estremamente complessa della femminilità. E come potrebbe essere altrimenti?

Virginia Woolf, in esergo al primo capitolo, mi fa pensare che  quelle stanze diverse, tranquille o tempestose, aperte sul mare o sui cortili di un carcere sono quelle di cui può essere fatta una donna, che racchiude in sé un groviglio di sentimenti, di conoscenza, di istinto, di passione, di amore, di storia familiare di cui è depositaria.

Berta e Lydia, le protagoniste. Gli anni settanta, lo sfondo. Berta arriva dal Trentino per studiare a Padova e incontra Lydia “sbattendoci dentro”. Due persone completamente diverse, forse proprio questo è uno dei motivi di attrazione. Berta,

cresciuta in una famiglia inflessibile e parca di effusioni, ero fin troppo morigerata, rigida nei precetti. La più vecchia diciottenne sulla faccia della terra. I libri erano gli unici amici fidati: traboccanti di parole, ma perfettamente silenziosi

mentre Lydia, cresciuta in una famiglia aristocratica

era un’attrice nata. Briosa, intensa, padrona del palcoscenico. […] Luminosa, palpitante, irriverente e piena di sé.

Berta non può non essere affascinata da una ragazza che sembra poter far muovere il mondo come più le aggrada. Berta, la goffa, Lydia, la modella. Berta, la montanara, Lydia, l’aristocratica.

Nonostante questa apparente vivacità, però, Lydia nasconde un animo tormentato, inquieto. Una ragazza cresciuta in mezzo agli agi, dove il padre “gira il mondo con un codazzo di giovani segretarie” e la madre anaffettiva “passa il tempo a ricamare tovaglie, lenzuola, asciugamani da regalare agli enti di beneficenza con il plauso della amiche ruffiane che ne cantano le lodi di gran dama”.

Me ne sarei innamorata anch’io, di Lydia. Bella, intelligente, non convenzionale, disposta a diventare “sorella” di una montanara. Bisognosa di amore e di abbracci quanto ribelle e desiderosa di essere libera di percorrere la sua strada.

E Berta, dall’altra parte, disposta a sfidare le regole del patriarcato andandosene in una città diversa, lavorando per mantenersi agli studi, soffrendo la distanza da quella che è la sua casa.

Mio padre pensa che le donne che studiano perdano la loro essenza naturale, si imbastardiscano. Lo vedi, no? devo lavorare per mantenermi. Per il diploma dei miei fratelli ha impegnato quasi tutto il suo patrimonio in ripetizioni, per me niente di niente. Mia madre no, lei è gentile e generosa, gli obbedisce senza discutere. Come vuole la Chiesa, per lei il marito è il capofamiglia, il suo vero e unico padrone e signore.

Il ’68 e il nuovo protagonismo della donna nelle lotte di quegli anni, percorrono, in sottofondo, il romanzo.

Utopie, nuovi miti, nuovi protagonisti traducevano le speranze di una generazione intera, che riecheggiavano nelle aule e nelle strade saldandosi alle istanze operaie del cosiddetto autunno caldo, rievocato come una sorta di nuovo biennio rosso. Mi ci catapultai con entusiasmo. Ero particolarmente orgogliosa perché potevo vantarmi di conoscere le origini trentine di quello straordinario rivolgimento storico che si proponeva il miglioramento radicale della società su basi di giustizia egualitaria, e che coinvolgeva tutto il mondo. Noi ragazze diventammo vere e proprie suffragette: volantini e manifesti, ma anche panini imbottiti, birre, sigarette, organizzazione delle spese quotidiane. Eravamo adepte delle eccelse menti maschili che avevano scoperto le parole d’ordine di uguaglianza, potere e rivoluzione, e che ci consentivano di ascoltarle.

La scoperta e la rivendicazione del ruolo della donna nella società moderna permea il libro e fa scoprire quanto forte fosse – molto più di ora – il senso di appartenenza ad un mondo femminile pieno di potenzialità.

Nascere donna era stato un evento. Ora bisognava inventare un linguaggio per raccontarlo con parole nuove, inebrianti. Bastava trovare il coraggio di rifiutare il dover essere come regola ancestrale, spezzare il silenzio, disegnare una società diversa. Era necessario scardinare il confine in cui le donne erano state segregate fin dalle origini e riconquistare la potenza originaria del femminile, il segreto della generazione e la sapienza delle relazioni. Un percorso tormentato e disseminato di ostacoli, cadute, riprese, scoperte, sconfitte. Ma inesauribile.

Torna, tra le pagine, la figura della madre raccontata nel precedente romanzo, La passione di una figlia ingrata.

Guardavo il viso diafano di mia madre e mi interrogavo sulla sua personalità, sull’origine della pacatezza determinata con cui aveva sempre affrontato le difficoltà, sulla sua devozione verso mio padre, sul suo cristianesimo evangelico. Lei non avrebbe mai reclamato diritti di cittadinanza, non avrebbe mai combattuto contro la cultura patriarcale come me. Ne faceva parte, e ne era orgogliosa.

Berta è una ragazza con un forte senso della giustizia, che si fa portavoce, tra l’altro, delle condizioni inumane in cui le donne sono costrette a lavorare. Questo senso di giustizia la porterà soprattutto a vendicarsi della persona responsabile degli eventi che vedono coinvolta Lydia e che rappresentano uno dei momenti clou del libro.

Rieccheggia, nelle pagine, l’amore della scrittrice per il Trentino, sua terra natale. Leggere queste pagine dove l’Òra del Garda “scompigliava i capelli […] e pizzicava i suoi occhi”, o del Bondone e il grande faggio sotto il quale “da bambina avevo visto la polenta rovesciarsi dal paiolo e atterrare sul sentiero fra lo sgomento di tutti”, e che suo padre “ripulì senza fiatare, togliendo il fieno e i sassi che si erano impastati e tagliandone grosse fette da condire con la salsiccia al pomodoro” o del giardino botanico delle Viote, dove sono raccolte migliaia di specie protette provenienti da tutto il mondo mi suggerisce una mappa dell’anima, e tanto mi ricorda l’amore della Chemotti per Antonia Pozzi, che sembra vivere tra le pagine di questo romanzo e le fa scrivere delle righe dense di poesia.

Desiderava intensamente fondersi con il suolo, non essere più né carne né sangue, diventare radice, albero che dà frutti, disperdersi per ritornare alla primitiva purezza della terra.

Titolo: Ti ho cercata in ogni stanza
Autrice: Saveria Chemotti
Editrice: L’Iguana Editrice
Pagine: 162
ISBN: 978-88-98174-20-1
Prezzo: € 14,00

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

Un commento su “Ti ho cercata in ogni stanza

  1. p@p
    02/12/2016

    che bella rece!!!

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Questa voce è stata pubblicata il 01/12/2016 da in #libroqui, Ora in libreria, Reading challenge con tag , , , .

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