Il cinghiale che uccise Liberty Valance

cinghialeHo letto il libro affascinata dal titolo, perché rimanda ad uno dei miei film di culto, visto in televisione da bambina. E come nel film, il racconto si dipana tra salti in avanti e indietro nel tempo. I titoli dei capitoli, riportando le date degli avvenimenti, ci fanno da bussola per la ricomposizione del quadro generale. Ricchissima di personaggi e di storie individuali che si intrecciano, a tinte drammatiche ma anche buffissime (la scena della Panda), la vicenda si svolge in un paesino immaginario della Toscana che vive una vita normale scandita dalle eterne vicende degli umani, vita, morte, amore, lavoro, piccole e grandi conquiste e rinunce e miserie.

Il respiro curvo del vento e l’asma ghiacciato degli ultimi dèi rimasti ci portano nel cuore pietroso di Corsignano. Pietra e vetro. I sassi che smussarono gli Etruschi fino a ricavarne a strato a strato l’anima nevosa del tufo; le falde spugnose che quasi respirano, sottosuolo, dello stesso sfiatare cespuglioso della Terra: da millenni, prima; da secoli poi: quando quei luoghi e quelle idee continuate di strade sono diventati vicoli, e incroci, e archi accoglienti, e pareti di sassi: quando le cose hanno preso il battesimo finito dei loro stessi nomi per il per sempre ingannevole delle vite di pietra delle case.

Intorno al paese si muove una comunità di cinghiali, uno dei quali spiando incuriosito la vita di questi strani “Alti sulle zampe” finisce per diventare inspiegabilmente partecipe dei sentimenti e del linguaggio degli umani (formidabile il “Prontuario cinghialese con appunti di grammatica e fonomorfosintassi cinghialese” in appendice). Cinghiale tra gli umani che lo temono e umano tra i cinghiali, che non riescono a capire le conquiste della conoscenza, Apperbohr resta una figura a metà tra due mondi senza riuscire ad essere pienamente parte dell’uno o dell’altro. Con linguaggio raffinato eppure fluido, al di là di qualche ricercatezza eccessiva, Meacci mostra un indubbio dono per la scrittura riuscendo a rendere incredibilmente erotica una scena di accoppiamento tra cinghiali. Dopo un inizio che ho trovato sconcertante e impegnativo, sono sprofondata in questa storia insolita, affascinante e commovente per riemergerne soddisfatta e con il segreto desiderio che vincesse il Premio Strega.

Per il mare di date che cita, il libro è un ottimo #libromybirthday per la reading challenge russa (la mia data di nascita intitola dodici capitoli!).

parla-della-russia-e1452511392410Titolo: Il cinghiale che uccise Liberty Valance
Autore: Giordano Meacci
Pagine: 455
Editore: minimum fax
Prezzo: 16,00 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
ISBN:
978 8875217174

 

8 risposte a "Il cinghiale che uccise Liberty Valance"

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    1. Veramente nel libro c’è la storia di ogni singolo abitante del paese, confessa di averlo mollato prima di pagina cinquanta! 😉

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      1. Beh, le singole storielle di un certo numero di persone non fanno un intreccio. Alla lunga l’assenza di intreccio si paga.
        Ps: ho mollato verso pagina 100, cosa succede dopo?

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