Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

#5libri La costruzione del Romanzo Russo – Il Secolo d’oro

Ci voleva un post russo, Russo per davvero. E ci proverò io, ovvero proverò qui a indicare  #5libri che hanno segnato la costruzione del romanzo moderno, nell’ottocento russo, definito il secolo d’oro della letteratura. Si tratta dei romanzi che hanno concorso alla definizione della letteratura russa e che hanno rappresentato allo stesso tempo pietre miliari per me. Alcuni sono scontati, altri meno. Come ho scritto nella recensione di Guerra e Pace:  “in nessuna letteratura più che in quella russa abbiamo l’immagine di una consequenzialità, di una logica storica, di una costruzione continua. Se non si conoscono le fondamenta non si possono comprendere le evoluzioni. Insomma, se non hai letto i Racconti di Pietroburgo di Gogol o le Notti Bianche di Dostoevskij non capisci Pietroburgo di Belij. Se non hai letto Majakovskij non puoi capire Solženicyn , se non ha letto Zamjatin non è del tutto chiaro Bulgakov… e così via”. Si tratta di una costruzione continua, di capire come si è arrivati a Sorokin e come si è evoluta la letteratura Russa che ha influenzato le lettere a livello mondiale.

La costruzione è ovviamente molto complessa e io non sono un’esperta, ma una semplice appassionata che negli ultimi tempi si è data alla lettura spasmodica di tutto ciò che ha a che fare con Mosca e dintorni. Proverò a elencarli in ordine cronologico, in modo che sia chiaro come costituiscano un insieme sequenziale e imprescindibile. Leggere questi romanzi è come leggere un romanzo, il romanzo del romanzo russo. Un’avventura che non pare estinguersi, e che per quanto mi riguarda è uno stimolo continuo alla lettura vera.

downloadOnegin – Aleksander Puskin (1823)

Ok lo so, qui sono di parte ma come si può non iniziare dall’autore che ha gettato le basi della lingua letteraria moderna e che ha in Onegin il suo capolavoro?  Scritto tra il 1823 e il 1831, questo romanzo è essenziale per entrare nell’animo russo; i suo personaggi  restano nel cuore. Impossibile dimenticare Eugenio o Tatiana, i versi sono di una rara forza e potenza narrativa, senza contare l’innovazione. Leggerlo nella traduzione significa leggere poesia di una modernità sconvolgente. Il romantico personaggio di Onegin niente ha a che vedere con gli sdolcinati corrispettivi dell’epoca (Ortis, ad esempio). Qui abbiamo un eroe che anticipa dandysmo e decadentismo mescolati quasi all’esistenzialismo. Senza contare che Onegin anticipa la fine tragica dello stesso autore, morto asoli 38 anni in duello. Sventato, Aleksander, chi sa cosa altro avresti donato all’umanità assetata di bellezza assoluta. Come ho detto nella recensione qui, questo libro è per tutti!

Eroe del nostro tempopngUn eroe del nostro tempo – Michail Jur’evič Lermontov  (1840)

Lermontov è meno frequentato in Italia, ma nel 1840 con Un eroe del Nostro Tempo pone una delle pietre miliari della letteratura russa. Si tratta di un romanzo scritto in parti, che al primo sguardo potrebbero sembrare racconti, in realtà l’opera ha una forte coerenza interna da rintracciarsi in piani di lettura non facilmente identificabili. I primi due racconti sono scritti prima persona, dove la voce narrante non è il protagonista, ma un amico/conoscente del protagonista Pecorin, i restanti tre racconti sono il diario del protagonista. Si tratta di un libro di una ironia tale da sfociare nel cinismo. Il termine Eroe è utilizzato per esprimere il suo contrario, dove il significato è nella collocazione “nel nostro tempo”. Esattamente come Onegin, Pecorin non è un eroe nel senso classico, è un uomo cinico, distaccato, crudele che gode nel vedere soffrire gli altri, le cui conquiste non hanno valore se non come sottrazione e sconfitta del proprio avversario. Lermontov smaschera le falsità della società del tempo, dove il prestigio sociale proviene da posizione e non da meriti. E’ un libro sferzante, la cui modernità è sconvolgente. L’ultimo racconto, Il Fatalista, esprime tutta la visione dell’autore attraverso un Pecorin osservatore che dimostra al lettore quanto tutti siano in balia del fato. Consigliato ai cinici! in Confronto Houellebecq è un dilettante!

Dead_Souls_(novel)_Nikolai_Gogol_1842_title_pageLe anime morte – Nikolaj Gogol (1842)

Aiuto!!! la cosa diventa sempre più complessa. Questo romanzo è una sfida anche per il lettore estremo di pesi massimi! Pubblicato nel 1842, Le anime morte è il romanzo nichilista in assoluto. Proviamo a spiegare la trama? semplice: in un paese (la Russia) in cui la ricchezza si misura in anime, ovvero in numero di servi della gleba posseduti dalle famiglie nobili, Čičikov viaggia per lo sterminato paese cercando di speculare sulle anime morte, ovvero sui servi della gleba deceduti e non ancora registrati come tali. Si deve aggiungere altro? la critica al sistema feudale, alla burocrazia, alla società sclerotica è talmente palese che ci si chiede perché l’ottobre rosso sia arrivato solo 75 anni dopo questo romanzo. Il lettore si ritrova scaraventato in una realtà grottesca e parallela, la provincia russa popolata di personaggi che potrebbero comparire in un dramma di Ionesco. Capolavoro superbo e da me poco capito (va bene leggere i classici da giovani,  ma prima dei 18 forse è troppo presto; questo libro è tosto davvero perché il livello di lettura narrativo, ovvero legato alla storia, è praticamente inesistente). Consigliato: esercitatevi con qualcosa di molto molto pesante prima

Tolstoy_-_War_and_Peace_-_third_edition,_1873Guerra e Pace – Lev Tolstoj  (1864)

Ovvero il romanzo dei romanzi! non lo avete ancora letto? eh, no! se non lo leggete non potete definirvi lettori autentici. E’ anche vero che una volta letto questo tutto il resto è noia. Io ho recuperato da poco e qui la mia recensione. Che dire di più? Storia e storie si intrecciano fino ad una perfezione raramente raggiunta. E’ una lettura che regala gioia vera, autentica. E’ il libro che nonostante il peso, potrete affrontare sempre perché non ha una vera vena intimista (per l’intimismo, aspetta quello qui sotto, Dosto sì che picchia duro). Si tratta però di un libro che aiuta a chiarire la visione del mondo e soprattutto chiarisce molta della successiva letteratura russa e non. Scritto tra il 1864 e il 1869, racconta della Russia al tempo delle guerre napoleoniche, di quando quel matto di un generale francese ha deciso di occupare l’impero e Tolstoj oltre che regalarci un affresco dell’epoca, ci regala il più bel ritratto di Bonaparte.

205px-Crime_and_Punishment-1Delitto e Castigo –  Fëdor Dostoevskij (1866)

Qui vado sul banale. Il libro che pubblicato nel 1866 ha fatto più scalpore dell’atomica e che tutt’ora rappresenta la pietra miliare dei lettori ad ogni latitudine. La trama? Pietroburgo, metà del XIX sec. uno studente uccide per miseria la proprietaria della casa (tugurio) in cui vive. A differenza di Guerra e Pace in cui l’autore è il Deus ex-machina, l’essere onnisciente che a posteriori tutto vede e tutto sa, qui la visuale è ristretta. Il lettore entra nella testa del protagonista, dietro i suoi ragionamenti, i suoi drammi, i suoi pensieri si perde. Seguiamo Raskolnikov nel suo calvario, dal delitto al castigo che per lui significa espiazione. Meravigliosa la figura di Sof’ja la protagonista femminile del romanzo. Delitto e Castigo è un romanzo molto più organico rispetto a Guerra e Pace. Il lettore è condotto attraverso un percorso che termina con la redenzione. La riflessione condotta parte dal piano individuale e strettamente personale del protagonista per arrivare al piano universale del genere umano senza però deviare dal punto di vista di Raskolnikov. La costruzione narrativa per quanto complessa permette comunque di arrivare alla comprensione dell’intento di Dostoevskij, alla sua filosofia, alla sua visione del mondo. Forse proprio per questo il romanzo è grande.

Mi sono chiesta a lungo quale romanzo di Dostoevskij inserire in questo elenco. Perché non I Demoni o I fratelli Karamazov o l’Idiota? Perché pochi altri romanzi al mondo hanno avuto l’influenza di questo e perché è stato il mio primo grande amore russo. Questo libro è un universo!

… e sorpresa!!!!

So che i miei compagni russi dopo questo mi banneranno ma io non potevo omettere due libri come:

Blomov_russoOblomov –  Ivan Aleksandrovič Gončarov (1859)

D’altronde come omettere il libro da cui prende il nome un vero e proprio comportamento psicologico? L’Oblomovismo, ovvero l’incapacità di azione è mirabilmente descritto in questo capolavoro della letteratura di tutti i tempi. Che meraviglia, che libro coinvolgente e assurdo. Come si può incollare il lettore per 600 pagine senza che praticamente nulla accada? seguire un personaggio ancorato al suo divano? condividere l’idea che basti seguire i voli della propria mente per vivere? bè, Goncharov ci riesce e benissimo. L’indolenza, l’incapacità di agire dettata da una propria volontà e non dall’impossibilità stigmatizzano un modo di vivere, facendone quasi un modello forse esasperato dalla letteratura ma esistente e bene presente nella società. Indimenticabile la figura di Olga, donna forte e volitiva che innamorandosi (ricambiata) di Oblomov rappresenta la sua stessa antitesi in quanto donna e in quanto essere dotato di una volontà orientata all’azione, al tentativo di dominare la vita e il proprio destino. La loro storia d’amore è una delle più assurde della letteratura di tutti i tempi. Il loro amore non vincerà, gli opposti si attraggono per scontrarsi. Olga sposerà Stoltz, l’amico di Oblomov impegnato con Olga nel tentativo di “svegliare” l’amico alla vita. Oblomov sposerà una donna, Agàf’ja Matvéevna, cui lo stato di inattività di Oblomov è strumentale ai propri interessi. Consigliato: se siete in una fase di iperattività questo romanzo vi cura. Assolutamente sconsigliato se pensate che nulla più valga la pena

PeF2Padri e figli – Ivan Turgenev (1862)

Torniamo al nichilismo. Come si potrebbe pensare di omettere il romanzo che da solo basta a spiegare tutto il movimento nichilista russo, fino alle estreme conseguenze dell’anarchismo? Letto tanti anni fa, anche questo forse precocemente, mi ha lasciato una sensazione di ansia, di aspettative inattese, di gioventù sfumata. Più che la trama ricordo le sensazioni e ….ovviamente la difficoltà della lettura.

Pubblicato nel 1862, in questo libro meraviglioso le dinamiche sociali e intime si intersecano a condizionarsi reciprocamente. La trama è piuttosto semplice il figlio di un vecchio possidente, nobile, di provincia torna a casa da Pietroburgo dove studia. Nel viaggio è accompagnato da un compagno di studi Bazarov che diventa il fulcro del romanzo intorno al quale si svolge la vicenda, nella contrapposizione tra il padre, Nikolaj Petrovič Kirsanov, e i giovani, Bazarov appunto e Arcadij Kirsanov.   Il romanzo presenta diversi aspetti: sia nella contrapposizione generazionale che nella costruzione di una ideologia a favore di una maggiore giustizia sociale. Presenti anche vicende di tipo amoroso che interessano i due personaggi giovani, ma centrale resta il tema della contrapposizione tra la vecchia concezione del mondo e la nuova che si fa strada anche con metodi diversi (riferimento esplicito a I Demoni di Dostoeviskij). Turgenev riesce a ritrarre le contrapposizioni e i dissidi della società russa di metà secolo (nel 1861 un editto aboliva l’istituto della Servitù della Gleba) e l’incertezza di una gioventù che si dichiara nichilista senza avere precise idee sulla società che verrà (ma queste idee arriveranno… ). Consigliato se siete in cerca di ragioni, se quelle che avete non vi bastano.

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

3 commenti su “#5libri La costruzione del Romanzo Russo – Il Secolo d’oro

  1. speranza
    25/07/2016

    chapeau!

    Liked by 2 people

  2. Pingback: La Saga dei Forsyte | Parla della Russia

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