Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Guerra e Pace

Tolstoy_-_War_and_Peace_-_third_edition,_1873

Ho letto Guerra e Pace.

Ci ho messo un po’ più di venti minuti.

Parla della Russia. E del mondo. Di guerra e pace. Di amore e odio. Di vita e morte. Di spirito e di materia. Di storia e di escatologia. Dell’Uomo e di Dio. Dei grandi e dei piccoli. Di ieri e di oggi. Di sempre e di mai. Guerra e Pace parla di tutto.

Mi ha rincorso per troppi anni.  Avevo una copia a casa con un errore di stampa. Mancavano i primi 5 capitoli e così non l’ho iniziato. Mi ripromettevo di prenderlo in prestito e poi ripartire dal mio, ma poi da casa sono andata via e ho letto altro. Ho letto Anna Karenina che non mi ha entusiasmato e così ho deciso che per me Tolstoj non valeva la pena. Che Dostoevskij era meglio, mi parlava meglio (avevo I Demoni sul comodino del reparto maternità quando ho partorito) e la diatriba si è risolta a favore di Dosto.

Poi una serie di eventi: la rivelazione del Chadzi-Murat di Tolstoj; la pressione di Zaide Noll: “com’è possibile che non tu non lo abbia ancora letto?”; io che dall’inizio del 2016 non faccio che leggere scrittori Russi o critica letteraria agli scrittori russi e all’improvviso mi è stata chiara una cosa: in nessuna letteratura più che in quella russa abbiamo l’immagine di una consequenzialità, di una logica storica, di una costruzione continua. Se non si conoscono le fondamenta non si possono comprendere le evoluzioni. Insomma, se non hai letto i Racconti di Peitroburgo di Gogol o le Notti Bianche di Dostoevskij non capisci Pietroburgo di Belij. Se non hai letto Majakovskij non puoi capire Solženicyn , se non ha letto Zamjatin non è del tutto chiaro Bulgakov… e così via. E allora, io che non avevo letto Guerra e Pace, davvero non avevo ancora capito nulla. Ed è così. Salvo capire che senza GeP io proprio non aveva capito nulla di nulla (“You know nothing, Tatiana Larina”  da dove l’avrò presa poi questa? boh…. mi verrà in mente prima della prox serie).

Impossibile scrivere una recensione ad un’opera del genere. Impossibile pensare di avere qualcosa da aggiungere allo strabiliante eclettismo di 1800pp circa. Impossibile aggiungere anche solo una cosa non detta. Voglio solo condividere la gioia che mi ha riservato questa la lettura. Gioia pura di chi scopre la perfezione possibile nelle parole. Gioia perfetta di chi di libri vive, come me che nei libri trovo ragione e ragioni e sentimento e sentimenti. Gioia di scoprire la complessità e capirla. O almeno provarci.

Dopo Guerra e Pace mi sono gettata per mesi in letture russe e sempre più difficili, più complesse. Mi sembra di aver superato un limite, una prova da lettore e che ora posso davvero leggere tutto anche libri che fino a poco fa mi spaventavano o mi sembravano proibitivi. Nella vita ci sono eventi che scandiscono il prima e il dopo. Nella vita del lettore accanito sono i libri a scandire il prima e il dopo. Sono pochi, ma rappresentano pietre miliari. Io di queste pietre miliari ne ho posta una con Guerra e Pace. C’era un prima e c’è un dopo.

Allora provo a passarvi alcune impressioni, considerazioni, idee.

Partiamo dalla storia e dai suoi protagonisti. I personaggi di GeP sono indimenticabili. Ti entrano nel cuore, che tu li ami o li odi non puoi dimenticarli, li segui con la smania di sapere cosa faranno, dove andranno e cosa succederà loro. La costruzione di ogni singolo personaggio e curato sia dal punto di vista narrativo (interazione nello spazio del romanzo) che psicologico (evoluzione e crescita nel corso della storia). Impressionante l’adattamento del linguaggio alla psicologia e alla natura dei protagonisti. Il linguaggio di Maria è opposto a quello di Anastasia o di Helena. Andrej e Pierre oltre che agire in maniera diversa, parlano, si esprimono in modo diversissimo (per inciso io mi sono innamorata di Bolkonskij lo so, lo so, è il contrario del mio Onegin, ma che volete, anche l’occhio vuole la sua parte!). Tolstoj non nasconde il male presente in ogni singolo essere umano, dei suoi personaggi non nega piccolezze, codardie, errori. I personaggi non sono eroi perfetti. Sono umani, sbagliano, feriscono, uccidono, cadono ma cercano anche di rialzarsi, riscattarsi, migliorarsi. Tolstoj non ha una visione positiva dell’Uomo, ma ha la fede necessaria a sperare nel miglioramento di ognuno come contributo al progresso dell’umanità.

Piccola nota a parte merita l’uso del francese, sovrabbondante! Tolstoj usa il francese come lingua aristocratica, da salotto e da scambi amorosi e l’ironia delle cosa è ovvia: i russi che combattono Napoleone e gli giurano odio eterno… in francese, non in russo. Superbo!

E poi il ritratto di Napoleone… Riesce, questo Russo barbuto, a far evolvere anche la figura storica di Napoleone rendendolo uomo, vulnerabile, soggetto al fato. Borodino si vince per un raffreddore. Un colloquio diplomatico si decide con il vino. E no, non ne sminuisce la portata storica, ma ridimensiona il mito alla sfera umana invece che innalzarla a quella divina (non sapete quante volte ho riletto Ode al 5 Maggio mentre leggevo GeP).

Parliamo dell’ambientazione: che sia un campo di battaglia, che sia un salotto di Pietroburgo o la campagna moscovita, l’ambientazione è perfetta. Adesso so com’è stata Borodino, una della battaglie più sanguinose della storia dell’uomo; mentre leggevo sentivo i piedi impastati di fango e sangue. Adesso so come appariva agli occhi di Bonaparte Mosca che bruciava, so l’odore di legno e polvere e lana e sangue e sudore.

Parliamo del genere. GeP è un romanzo storico, ma anche di guerra, ma anche d’amore, ma anche psicologico, ma anche un saggio, ma anche trattato storico, ma anche romanzo realista e sociale. Tolstoj non balza da un genere all’altro, Tolstoj li fonde alla perfezione facendone un prodotto letterario unico nella storia. Proprio questo a mio avviso è il punto di maggior pregio dell’opera. Per questo è un’opera che può piacere a tutti e a qualunque età. Non importa a quale livello di lettura tu possa arrivare, comunque hai conquistato qualcosa, di qualcosa hai goduto e ti fossi anche fermato alla storia d’amore, di belle così ne sono state raccontate poche.

Gran parte del libro è una riflessione di Tolstoj sul mondo e sugli eventi storici. Tolstoj ha una posizione ben precisa: per lui la Storia non può essere decisa da un singolo, ma dal confluire delle volontà di ogni singolo uomo che vi partecipa (e così dopo decenni di studi scopro che Le Goff, Broch e la scuola di Les Annales hanno scoperto l’acqua calda, vabbè) e come la spiega questa cosa Tolstoj? assimilando la storia come risultato del cumularsi delle decisioni dei singoli, come avviene in matematica, ma questo non si limita a ipotizzarlo, no. Tolstoj fa espresso riferimento ad uno studio sui calcoli matematici compiuto in quegli anni che permette questo tipo di misurazione, e se non sbaglio dovrebbe essere il calcolo integrale. Magia. Io che non so nulla di matematica, scopro la poesia dei numeri come spiegazione razionale dei fenomeni sociali (poi andiamoci a leggerci Asimof, la Psico-storia e la Trilogia della Fondazione e pure qui nulla di nuovo se si è letto GeP).

E cosa dire poi di quando in quelle pagine scopri il botta e risposta tra Tolstoj e Dostoevskij. A distanza di 25 anni ricordi come un’epifania quella parte di Delitto e Castigo in cui Dosto analizza la colpa del condottiero che conduce alla morte migliaia di uomini rispetto al disperato che ammazza per fame. Insomma è più colpevole Raskolnikov o Giulio Cesare, o Napoleone (appunto!) o Alessandro? Secondo la cronologia, GeP è stato pubblicato solo un anno prima di DeC e allora io ho immaginato Lev e Fijodor a fronteggiarsi in un’ipotetica discussione in un circolo Pietroburghese o Moscovita e dare uno dell’imbecille all’altro e decidere di affermare la superiorità della loro idea in due romanzi che avrebbero segnato l’umanità intera . Questo si legge tra le righe e si scorgono due giganti universali tirarsi per i capelli per qualcosa che è vera in entrambe le versioni. E tu anche se non eri in quel circolo russo di metà ottocento, ti senti al centro del Pensiero moderno. E ditemi se solo per questo non sia possibile affrontare una prova come questa lettura (che volete farci, io mi emoziono così).

Che diciamocela tutta, Lev prolisso lo è. Ma non annoia, e come potrebbe. Eleva le parole a pura espressione dello spirito sia quando racconta le bizze di una giovane aristocratica viziata che quando traccia il più bel ritratto di Napoleone che ci sia giunto. Certo vedere Napoleone con gli occhi di Tolstoj vuol dire vederlo da perdente, ovvio Lev è Russo e per quanto qui esaltiamo la Russia siamo tutti perfettamente consapevoli di quell’eccesso di autocompiacimento dei russi che travalica l’amor proprio e diventa narcisismo condito di superomismo.

 Se ho obiezioni, sì caro Lev certo che le ho.  Leggendo GeP ho capito perché non mi è piaciuto Anna Karenina. Insomma il Nostro non è proprio bravo a descrivere le donne. Questo è un problema ricorrente, perché ohimè la letteratura non è (stata) femmina. Di Anna Karenina troppe cose non ci tornano (come non ci tornano di Emma Bovary). Così non tornano cose del personaggio di Natascia in GeP o della principessina Maria. Insomma, quanto sono vacue queste signorine! e non solo perché sono aristocratiche. La donna è finalizzata in ogni caso ad accontentare l’uomo, a trovare il pollo da sposare, senza ambizioni che non sia un “matrimonio per bene” (e non sto citando la Gordimer!no, per carità). Quasi quasi ci fa più simpatia Helena che almeno sembra sfuggire per ambizione e godimento alle logiche maschiliste, ma che poi scopriamo asservita al padre e al fratello. Povere noi! (certo questo non vale per tutti gli scrittori, Pushkin, per esempio, lui sì, che mi ha descritta bene!). Nonostante la signora Tolstoj (a quanto dicono i biografi) avesse una bella presa su Lev, la sua vita e il suo lavoro, il Genio un tantino misogino lo era (forse proprio per sua moglie… chi può dirlo quello che succedeva nella tua tenuta di Jàsnaja Poljàna, oggi meta di pellegrinaggi). Pierre e Andrej, invece, hanno un’altra levatura. Il loro è un percorso di crescita che attraversa diverse fasi e che porta alla realizzazione e alla piena consapevolezza del proprio ruolo e della propria missione nel mondo. Il modo in cui Andrej Bolkonskij si apre al divino, alla contemplazione è sublime. Il percorso frastagliato di Pierre Bezukov, complesso e articolato apparentemente incoerente, passa attraverso prove autoimposte e per questo catartiche. In entrambi i casi una personale espiazione di colpe tanto personali quanto sociali (della propria classe sociale) che conduce alla redenzione.

Altra cosa: il romanzo di fatto non finisce. La storia dei protagonisti non si conclude. Le ultime 300pp. circa sono pura speculazione storico-filosofica con sprazzi di psicologia ante-litteram. Poco spazio è destinato alla narrazione delle vicende dei protagonisti. Certo si intuisce da subito che in GeP la storia come intreccio narrativo è puramente strumentale alla Storia, ma in ogni caso la storia resta in sospeso. Perché GeP parla della vita, è la Vita e la vita non finisce, mi è stato fatto notare, ma in ogni caso ai personaggi ci affezioniamo e il finale le misere lettrici come Tatiana lo esigono. Ciò detto. E’ un libro imprescindibile davvero che segna la storia del lettore e dell’uomo.

Bene, se siete arrivati fin qui, grazie. Io di solito sono prolissa, ma per Guerra e Pace l’ode è d’obbligo. Se lo avete letto, sapete già il perché. Se lo leggerete, lo capirete e me ne darete atto.

Manco a dirlo con Guerra e Pace partecipo alla #Readingchallenge2016 categoria #classicoimpossibile, ma vale anche per #librorusso #libroautorereamato #librodafilm

Reading Challenge 2016

Consigliato: no, obbligatorio!!!

Sconsigliato: mai… però, se conoscete un po’ di francese è meglio. Lev ha pensato bene di scrivere metà del libro in francese

Autore: Lev Tolstoj

Editore: cercate un’edizione ben curata, ma ce ne sono diverse in giro

lunghezza: meglio non dirlo, o scappate prima

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

14 commenti su “Guerra e Pace

  1. modaallamoda
    14/07/2016

    A proposito di GUERRA E PACE c’è anche il film interpretato da Audrey Hepburn, Henry Fonda, Vittorio Gassman e Anita Ekberg…una meraviglia. Menziono questo film nel mio ultimo articolo sui costumi di scena…..se ti va di dargli uno sguardo….ciao

    Liked by 2 people

  2. remediosmoscotebuendia
    14/07/2016

    Grazie Tatiana, per avermi ricordato perchè ho molto amato GeP.
    Se posso permettermi, visto che sei in mood russo quest’anno, ti consiglio di leggere Resurrezione, sempre del nostro Lev, meno famoso di GeP e AK ma non per questo meno bello. Mi piacerebbe leggere una tua recensione su questo libro e vedere cosa ne pensi. A presto!

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    • Tatiana Larina
      18/07/2016

      Eh, devo recuperare un po’ di Tolstoj dato che Anna Karenina e Guerra e Pace mi vedono schierata su due fronti opposti come giudizio su di lui. Vedremo se Resurrezione mi piacerà o meno

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  3. CazzeggioDaTiffany
    15/07/2016

    Io non ho mai avuto il coraggio di iniziarlo.. mi sa che devo!! E cmq Anna Karenina l’ho adorato.

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    • Tatiana Larina
      18/07/2016

      Idem, ho dovuto prendere il coraggio a due mani per iniziarlo!

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  7. polimena
    29/09/2016

    Tatiana Larina, ricordo di aver iniziato a leggere la tua recensione ma di aver pensato che non era il momento giusto (chissà che stavo facendo). La leggo ora, dopo più di due mesi e mi piace da matti. Io Guerra e Pace l’ho letto a quindici anni, ricordo poco della trama e chissà che ci ho capito allora. Ma ho ben impressa l’edizione in due volumi, rilegata in rosso, che mi ha tenuto compagni per molto, molto tempo. Ricordo che mi era molto piaciuto anche se le battaglie… beh, forse qualche pagina l’avevo saltata. Ora mi gusto lo sceneggiato della BBC in onda su LaEffe, e pure l’Andrej Bolkonsky interpretato da Norton

    Liked by 1 persona

    • Tatiana Larina
      29/09/2016

      Grazie Poli, sei troppo generosa con me. Io non so quando riprenderò a scriere recensioni…ma questi complimenti sono un regalo per me!

      bella la versione BBC… non solo per Bolkonskji

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