Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Noi

downloadOde ai piccoli editori che sopravvivono in questo mercato editoriale fatto di squali
Ode ai piccoli editori che non pubblicano pur di pubblicare
Ode ai piccoli editori che fanno un’operazione culturale e ripubblicano testi ormai introvabili di scrittori famosi e meno famosi ma che hanno segnato la letteratura

E’ il caso di Voland, casa editrice che ha ripublicato, come per il Chadzi Murat di TolstojNoi  di Evgenij Ivanovič Zamjatin, scrittore russo, vissuto in quel periodo d’oro a cavallo della Rivoluzione di Ottobre, che ha visto il proliferare in tutta Europa e in Russia in particolare di movimenti artistici che hanno rivoluzionato teatro, letteratura, poesia, pittura e scultura, architettura, musica. Insomma ogni campo dell’arte.

Zamjatin è stato uno di loro, anche se di formazione tecnica. Era un ingegnere impegnato a sviluppare tecnologia per il neo regime. Tra il 1919 e il 1921 scrive questo romanzo distopico. L’autore immagina uno stato che controlla tutta la vita degli uomini che non sono liberi di decidere e scegliere nulla se non la persona con cui accoppiarsi. L’accoppiamento fisico è considerato  l’unico momento di intimità, in cui si è liberi di esprimersi. Al vertice di questo stato è posto un grande architetto (facile poi  scrivere la sceneggiatura di Matrix) che decide tutto, tutto vede, tutto controlla, conosce ogni singolo essere. Gli uomini non hanno nomi, solo codici di identificazione,. Tutte le strutture (case, uffici, scuole, alberghi,teatri, negozi, sedie, mobili, tutto insomma) sono in cristallo in modo che tutto sia trasparente, nessuno possa nascondere nulla, se non il momento dell’accoppiamento tramite l’utilizzo di tende. Fuori dalla città, dal mondo urbanizzato e controllato, un mondo sconosciuto e interdetto: la natura, selvaggia, indomabile e per questo tenuta lontana dallo stato.

Immaginate un mondo così, dove l’arbitrio umano è limitato ad una sola funzione. Dove la società è basata sul controllo attraverso l’annullamento delle personalità. Dove solo il cervello e le capacità tecniche individuali sono sviluppate per permettere il progresso dello stato. Solo nella periferica natura è possibile rintracciare i residui di una resistenza umana che non si è arresa.
Come l’autore, il protagonista D503 è un ingegnere impegnato nella costruzione di una nave spaziale che condurrà il genere umano evoluto grazie allo Stato in nuovi mondi. D 503 si muove tra due donne: una che lo ama, l’altra che lui ama. Due donne che sceglie e che lo scelgono: la prima per procreare in un gesto estremo di amore e dedizione, l’unico possibile anche se non riconosciuto, l’altra che userà l’amore dell’ingegnere per fomentare una rivolta. C’è una resistenza fatta di gente pensante che mira a distruggere la gabbia di cristallo, il protagonista è coinvolto suo malgrado e alla fine sceglierà da che parte stare. Il finale è tutt’altro che banale e scontato.

Il libro è complesso, a tratti incomprensibile. Per quanto mi riguarda ho fatto un’enorme fatica per quasi tutto il libro. Non capivo, tornavo indietro, rileggevo, riguardavo, mi confondevo con tutti i nomi in codice, non riconoscevo… poi l’illuminazione, all’improvviso il libro è diventato chiaro. Chiari i contenuti, chiari i personaggi, chiara la trama e i livelli di lettura. E allora tutto è precipitato verso un finale shock, una chiusura da lasciare senza fiato. Il linguaggio non aiuta: è scarno, a tratti sincopato, le frasi sono sospese, i concetti elevati introdotti nel mezzo di discussioni. Il piano individuale e collettivo si sovrappongono. L’utilizzo dell’Io narrante non aiuta, dato che vi è un continuo passaggio dal racconto al flusso di coscienza. Questo è il periodo storico della nascita della tecnica del Flusso di coscienza e Noi  ne è bell’esempio.

Sebbene (apparentemente) lontano dalla nostra realtà, è un libro che colpisce duro, che scava, che va nel profondo, come solo gli scrittori russi sanno fare.

Il libro è ambientato in un futuro immaginario, ma negativo. Rappresenta l’antesignano di altri capolavori del genere come 1984, Il Mondo Nuovo, Fahrenheit 451, fino alle più recenti versioni come Le particelle elementari, solo per citare i capolavori del genere. Se si pensa che questo libro è stato scritto pochi anni, anzi pochi mesi dopo la Rivoluzione del 1917, si comprende la lucidità di Zamjiatin nel capire cosa stesse succedendo. D’altra parte Majakovskij qualche anno dopo in La cimice (1928) avrebbe affrontato temi simili (qui una rece su Majakovskij e qui un libro sulla critica ).  Dal futurismo, a mio avviso l’autore prende le mosse, in particolare da quella corrente costruttivista che ha segnato la prima Unione Sovietica, soprattutto nel teatro di avanguardia. E alle avanguardie questo libro si può ascrivere per temi affrontati, stile, impostazione, ambientazione, linguaggio. Quelle avanguardie composte dagli stessi spiriti artistici che avevano partecipanto alla rivoluzione, diventandone il simbolo e a cui è diventata da subito chiara la deriva che il regime stava prendendo, ben prima dello stalinismo. I germi del fallimento erano già insiti nelle radici della rivoluzione sovietica e Noi  ne è la dimostrazione. Il libro è stato censurato subito dopo l’uscita e sarebbe rimasto ignorato per lungo tempo dal grande pubblico. Per fortuna qualcuno lo ha ripescato. Si tratta a mio avviso di un vero gioiello, non solo per gli amanti del genre distopico (cosa che ad esempio io non sono) ma per tutti i lettori cui piace esplorare nuove dimensioni narrative e attratti da quella fucina dei idee, metodi e strumenti che è stata la Russia all’inizio del XX sec.

Manco a dirlo, questo libro partecipa alla #readingchallenge2016 per la categoria #libro

Reading Challenge 2016

Consigliato: se siete alla scoperta di nuovi mondi, se credete di aver letto tutto e che la letteratura non vi riservi soprese,  se pensate che viviamo in una gabbia e volete averne un riscontro, se non vi disturbano gli stati di angoscia e smarrimento, se vi piace il genere, ma soprattutto se vorrete mettervi alla prova. Io quando finisco un libro difficile, mi sento davvero felice.

Sconsigliato: se avete la mente ingombra, rimandate. E’ un libro che richiede attenzioni. Se non vi piace, ma proprio non vi piace il genere perché diciamocelo: la distopia proprio non calma l’ansia.

Autore: Evgenij Ivanovič Zamjatin
Lunghezza Stampa: 282 pagine
Editore: Voland (13 giugno 2013), Collana: Sírin Classica
Lingua: Russo, traduzione in Italiano di A. Niero
ISBN-10: 8862431422
Prezzo di copertina: 8,50€

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

10 commenti su “Noi

  1. zaidenoll
    18/05/2016

    E niente, la tatiana Larina ce l’abbiamo solo noi 😀

    Liked by 1 persona

  2. Nemi
    18/05/2016

    grazie Tatiana cara, appena finisco quello che ho iniziato ieri attacco subito con questo, alle tue rece non si resiste!

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  3. polimena
    18/05/2016

    Mi aggrego alle odi ai piccoli editori!

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Questa voce è stata pubblicata il 18/05/2016 da in #libro, Reading challenge.

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