Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

I sotterranei della libertà

copAmado è una mia vecchia, vecchissima passione. Ricordo ancora il primo libro letto Mar Morto. Una rivelazione. Uno di quei libri che ti cambiano la vita. Da quel momento non me ne sono sono più staccata, fino ad aver letto tutto il pubblicato in Italia o quasi. O almeno quello che ancora si trova.

Peccato che in Italia Amado non sia proprio di moda al momento. Sapete com’è: la casa editrice Assopigliatutto ha comprato i diritti e da allora… nulla. Da più di un decennio è difficile trovare in catalogo opere che non sia quella meravigliosa non voluta trilogia che è un inno alla donna (Teresa, Gabriela e Dona Flor). Eppure Jeorge Amado è molto altro. E quel molto altro non è il folklore della vita di Bahia e della roboante e irresistibile sensualità delle donne che popolano un Brasile fatto di colori, suoni e profumi. Quel Brasile che ormai è il foklore dal Samba e dei Candomblé in cui i turisti pseudo-intellettuali fanno il tour (anche Eco ne parla nel suo Pendolo di Focault)

Amado era uno scrittore profondamente impegnato e con idee politiche ben precise, che con forza aveva partecipato agli eventi politici del suo paese, con forza si era distaccato e a cui aveva preferito una specie di esilio… forse di comodo, forse no (non voglio giudicare l’uomo ma solo parlare dello scrittore). Di questo Amado politico ci restano romanzi indimenticabili: Messe di Sangue, Tocaia Grande, il dittico che è un capolavoro assoluto Terre del Finimondo e I padroni della Terra, Jubiabà, Cacao, i Capitani della Spiaggia. Tutti sono un urlo contro le vessazioni, il post-colonialismo, lo sfruttamento della terra e degli uomini da parte di pochi. Tutti sono una sorta di chiamata alle armi contro abusi, soprusi, schiavitù, povertà, miseria, violenza, ingoranza. Tutti sono una perorazione a favore del popolo, degli ultimi, dei negri  di quel Brasile classista e diviso tra bianchi e tutto il resto. Sì, lo ammetto, leggerli ha condizionato il mio modo di pensare ma in fondo le letture, quelle vere, a questo servono.

Poi c’è la Trilogia I sotterranei della Libertà, composto da Tempi difficili, Agonia nella Notte, La luce in fondo al tunnel. I tre romanzi sono in realtà un unico racconto articolato in tre parti ambientati negli anni ’30: l’ascesa del regime di Getulio Vargas, la resistenza del partito comunista e la repressione del regime, la riorganizzazione della resistenza e la speranza del partito. Incappai molti anni fa in un negozio di libri usati nel primo capitolo che lessi, divorai ma gli altri due della trilogia erano (e sono!) introvabili. Poi una biblioteca amica mi ha dato la possibilità di leggere le altre due parti.

Dobbiamo essere obiettivi: questa trilogia non è l’opera più riuscita dell’autore. Ha dalla sua un’indiscutibile organicità, ma manca di originalità. Si tratta di una sorta di arringa in favore del Partito Comunista brasiliano, individuato come unico reale oppositore di un regime che sebbene molto controverso, ha assunto i tratti di una dittatura attraverso il controllo della polizia e ha favorito l’insediamento del potere post-coloniale statunitense. Ovviamente si tratta di una visione semplicistica e allo stesso tempo manicheista che non possiamo abbracciare come perfetta verità storica. Ma se si legge un romanzo storico non si pretende questo, anzi si pretende la visione che l’autore ha della Storia attraverso le storie che sceglie di raccontare.

Il romanzo (ne parlo al singolare perché ripeto, è un racconto molto unitario e coerente) è corale, i protagonisti sono molteplici. Lo scrittore non dà voce solo ai comunisti combattenti ma anche agli esponenti del regime, ai membri di quella plutocrazia che gioca a dadi con la vita di un paese e del suo popolo. Meravigliosa la storia di Manuela, giovane, bella, ingenua sedotta e abbandonata da un ricco aristocratico. Manuela è il personaggio a mio avviso più completo e meglio riuscito dato che la seguiamo in un percorso di formazione e di crescita, una maturazione e che sembra quasi la metafora del Brasile. Da ingenua e sedotta dalle malìe di una promessa di ricchezza e auto-realizzazione, si troverà usata, sfruttata, sporcata e abbandonata una volta che a lei è stato tolto tutto, anche la gioia di un figlio. Nell’abbracciare la causa della resistenza troverà la forza di reagire, ritrovare il proprio spirito e il proprio talento. Emblematica la figura di suo fratello Lucas,  homo novus del regime. Altrettanto bella la figura di Mariana, giovane compagna dedita ad una causa cui sacrifica tutto. E come non amare le figure opposte, costruite in maniera perfetta senza sembrare caricature: l’arrivismo del banchiere Costa Vale e di sua moglie, l’edonismo di Paulo, l’opportunismo del meticcio pronto a tutto per essere accettato e la matrona ricca e cafona che vende le nipoti per un cognome. Insomma roba vecchia. La freschezza Amado la regala ai suoi combattenti per un mondo più giusto e più egualitario. Commoventi le parti ambientate nella foresta amazzonica, con l’opposizione degli indigeni all’esproprio e allo sfruttamento della terra da parte di compagnie statunitensi. L’inizio del terzo capitolo della trilogia è invece straziante: l’arresto e la tortura di oppositori. I metodi di violenza reiterata. Le madri stuprate davanti ai loro figli. I bambini seviziati davanti ai loro genitori. I vecchi picchiati e sottoposti ad atrocità. I giovani umiliati e spezzati. La solita sconvolgente banalità del male elementare, dell’uomo che mangia l’uomo.

Ecco non fosse altro per quello cui stiamo assistendo, per i diritti umani che oggi più che mai sono violati senza che si faccia nulla nel nostro paese, nelle nostre carceri come all’estero, per le atrocità cui siamo spettatori inermi e spesso indifferenti, per questi autoritarismi travestiti da democrazie, per questo capitalismo ormai sclerotizzato in una ristretta plutocrazia mondiale, per queste masse sfruttate, questo libro va letto. A ricordarci che la storia si ripete e che il flusso deve essere spezzato. Per dirci che anche il peggio può finire ma solo se il peggio si combatte, se al male ci si oppone. L’importante è resistere, difendere l’Uomo e la sua libertà a prescidere da credo e bandiere, a prescindere da colore e religione.

Neanche a dirlo, con questi tre partecipo alla #readingchallenge2016 nella categoria #misparounatrilogia

Reading Challenge 2016

 

Consigliato: se cercate un po’ di sostegno ad argomentazioni contro il “tutto è lecito” di questa società usa e getta in cui tutto ha un prezzo, se avete bisogno di spunti ideologici, se volete sapere come si viveva in Brasile prima della Seconda guerra mondiale, se vi piace Amado e se … solo se siete un pochino oltre quella che oggi ama definirsi sinistra

Sconsigliato: se pensate che Amado sia troppo di parte e in fondo anche chi ha scritto questa recensione

Autore: Jeorge Amado

Titolo:
Tempi difficili,
Agonia nella Notte
La luce in fondo al tunnel

Prezzo di copertina: beati voi se riuscite a trovarli in qualche mercatino dell’usato o in biblioteca

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

14 commenti su “I sotterranei della libertà

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  2. zaidenoll
    12/05/2016

    Adoro!

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    • Tatiana Larina
      12/05/2016

      Ci voleva amado per una nostra riappacificazione letteraria 😀

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  3. polimena
    12/05/2016

    Cara Tatiana, a tanti chilometri di distanza e senza conoscerci abbiamo condiviso lo stesso amore di gioventù. Anche io ho letto tanto di Amado, che in alcuni libri ho trovato davvero troppo politici e forse didascalico (Cacao) mentre altri li ho semplicemente adorati (Capitani della spiaggia e la trilogia delle donne) altri mi hanno fatto sorridere amaramente (Alte uniformi e camicie da notte). Bella la tua analisi e bella la trilogia che hai letto, che a me manca completamente

    Liked by 2 people

    • Tatiana Larina
      12/05/2016

      Cara Polimena! Credo che tu abbia colto il punto (ma ci prendi sempre): Amado è proprio un amore di gioventù, forse se lo si leggesse la prima volta da adulti non piacerebbe così tanto, sembra quasi ingenuo. A me così è parsa questa trilogia, ingenua.
      Ma l’amore è amore e non si può razionalizzare.
      Quando guardiamo indietro agli amori che ci hanno fatto palpitare, al solo ricordo il cuore ci batte di nuovo, anche se sappiamo che non era quello giusto, ma in fondo… se non lo avessimo incontrato e non ci fossimo innamorati quella volta, oggi non saremmo quello che siamo ❤

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      • polimena
        12/05/2016

        In effetti, ci sono autori che plasmano il tuo pensiero da giovane e che non ti farebbero lo stesso effetto da adulto. Però Alte uniformi e camicie da notte, uno dei suoi ultimi romanzi, l’ho letto una decina di anni fa e mi ha divertito molto. Si coglie anche la crescita di Amado, meno politico ma sempre ironico, quasi beffardo.

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      • Nemi
        12/05/2016

        anche io letto da gggiovane! però poco, decisamente poco mi sa…poi non so perchè l’ho perso di vista….davvero il problema è soprattutto attribuibile alla scarsa visibilità di piccole case ed? questa cosa mi interessa pure..bella rece, grazie!

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  4. Tatiana Larina
    12/05/2016

    perché Santa barbara dei fulmini o Vita e Miracoli di Tieta d’Agreste? con questo ho riso come una matta

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  5. adour
    12/05/2016

    Ecco perchè Enzina mi ha invitato con “lotta”

    Ed eccoci tutti qua i delusi del sogno.

    Bellissimo amarcord del sogno perduto,concordo che molti oggi non capirebbero Amado. Qui cercano solo titoli ad effetto, senza l’obbligo di pensare

    Nel 70-80 il sorpruso l’ingiustizia si respirava,oggi molti non ne conoscono nemmeno il senso,abituati a trascinarsi nella vita.

    Lo faccio anch’io ora,ma almeno ci ho provato.

    Di Jorge Amado se qualcuno vorrà iniziarlo consiglierei “Dona Flor e i suoi 2 mariti”
    più leggero ,ironico scapestrato.
    Perchè la lettura è anche felicità

    Buone letture
    🙂

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    • Tatiana Larina
      13/05/2016

      come non essere d’accordo…

      la cosa che mi lascia davvero interdetta è che ormai non si ha nemmeno consapevolezza della mancanza di alcune cose, come la libertà di espressione.
      Tanto ci sono i bog, no? e tutti possono esprimere le proprie opinioni.
      Ma se queste opinioni non sono supportate da dati su cosa si fondano? su osservazioni personali, soggettive e limitate
      E qui il problema: il monopolio dell’informazione per lasciarci nell’ignoranza (cosa tanto nota da essere banale, se solo durante i corsi di studi questi milioni di giuristi ed economisti italiani avessero prestato attenzione all’importanza dell’informazione nella costruzione del mercato perfetto – utopico- e del suo contrario, e per contrario mi riferisco al monopolio non ad altri modelli redistributivi).
      Qui mi taccio, vado fuori tema e Tatiana Larina cede il posto a quella prosaica, mezza ricercatrice che sono….

      però ci resta la lettura, la cultura, la musica, l’arte per resistere e a ricordarci che un altro modo è possibile

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    • zaidenoll
      13/05/2016

      Tonino ❤️❤️❤️

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  6. Ottima analisi, complimenti.
    Amado è tante e purtroppo così poco letto ultimamente…
    🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 12/05/2016 da in #misparounatrilogia, Amore a prima svista, Reading challenge.

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