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#5libri di fantascienza che probabilmente non conoscete

MEsf

Dato che ormai ho l’immeritata fama di “quello che legge fantascienza”, approfitterò di questa occasione per consigliarvi #5libri che fanno parte di quell’immensa galassia di testi dedicati alla fantasia sul futuro e sui mondi più o meno probabili. Probabilmente non servirà a nulla, perché il lettore di fantascienza è già tipicamente nerd e conosce qualsiasi cosa sia stata pubblicata o vedrà le stampe nel prossimo futuro, ma tentar non nuoce, anche perché in mezzo a tantissime proposte conosciute e commerciali ci sono piccole perle che mi hanno piacevolmente sorpreso. Cominciamo senza altri indugi:

#1 – “Miraggi di Silicio” di Massimo Pietroselli

MiraggiSilicio

Premio Urania 1994

Il professor Porath vive in un mondo in cui la realtà virtuale è diffusissima e totalmente immersiva, grazie a dispositivi che comunicano direttamente al cervello umano ricreando ambienti e sensazioni indistinguibili da quelli reali. Un giorno, Porath ottiene l’accesso a un sistema virtuale anomalo, che ha come effetto collaterale quello di modificare la percezione del mondo reale fino a creare nel protagonista un’inquietante dubbio: come si può essere sicuri che il mondo tangibile di tutti i giorni sia davvero “reale”?

Un momento, questo non vi ricorda qualcosa? No, non il mito della caverna di Platone, saputelli! Parlo di cose molto più nazionalpopolari e cinematografiche: i punti in comune sono molti, ma tenete conto che Matrix è uscito nel ’99, mentre questo semisconosciuto romanzo di un bravo narratore italiano vede le stampe ben cinque anni prima. Forse l’idea di base non è originalissima (oggi), forse qualcuno, da qualche parte, legge parecchio prima di scrivere sceneggiature.


#2 – “Il sicario” di Laura Iuorio

CopTrilogiaSicarioSmally

Premio Solaria 2001

Hard Boiled anni ’40 proiettato in un futuro distopico, in cui l’umanità vive divisa tra ricchi e privilegiati abitanti del sottosuolo e classi più povere esposte alle dannose radiazioni solari non più filtrate dall’ormai scomparsa fascia di ozono. La crescente criminalità ha dato origine a un trattamento carcerario all’avanguardia: anziché spendere anni di reclusione, un serrato condizionamento mentale consente ai colpevoli di rientrare nella società come uomini nuovi e “rieducati”… Ma cosa succederebbe se tutto il procedimento venisse somministrato a un innocente? Sol Maio è ingiustamente recluso per un omicidio che non ha mai commesso e il trattamento lo trasforma paradossalmente in un sicario cinico e disincantato. Immerso in un’umanità variegata, tra uomini d’onore e semplici canaglie, tra agenti scrupolosi o intermediari dal dubbio passato, tra androidi talmente perfetti da diventare fin troppo umani, Sol dovrà fare i conti con il proprio passato per scoprire che, tutto sommato, conserva ancora una parvenza di anima.

Adorerete i personaggi. Tutti. E se non vi verranno gli occhi lucidi per Maru Oneda non siete più miei amici.

Recentemente sono usciti altri due volumi che proseguono la storia del nostro Sol; tutti e tre i titoli sono reperibili nell’unico volume “Trilogia del Sicario”

Trilogia del Sicario:
-Il sicario
-La caccia
-Nel profondo


#3. “Cibo” di Uriel Fanelli

CiboPremessa: Uriel Fanelli è un blogger noto ai più per posizioni piuttosto tranchant su qualsiasi argomento, di recente sparito dalla rete ma tuttora relativamente famoso per aver insultato qualsiasi cosa, persona, partito politico, marca di automobile. Sarà per questo che mi è simpatico.

Non tutti sanno che la persona in questione ha anche trascorsi da scrittore dilettante… Ebbene, i suoi lavori sono tutto meno che banali e, per quanto possano far storcere il naso ai puristi della letteratura impegnata, presentano tematiche degne di nota unite a una prosa molto essenziale e incalzante. Tra i suoi lavori ho scelto “Cibo”, space opera che si svolge in una galassia governata da una teocrazia e in cui una popolazione inizialmente considerata eretica si rifà viva per riguadagnare il proprio posto nella storia. La sinossi è tutta un programma

Dello stesso autore consiglio anche “Altri robot”, raccolta di racconti con un cacciatore di robot “malfunzionanti” come protagonista, ma decisamente più ruvida rispetto ai precedenti di genere e il divertente e un po’ inquietante “AnnoXIII” ambientato in una Sicilia del futuro molto diversa da quella che conosciamo.


#4. “Hyperion” di Dan Simmons

HyperionD’accordo, qui sto barando: i Canti di Hyperion non sono propriamente “sconosciuti”, ma anzi hanno un novero di estimatori decisamente corposo… Li metto in elenco perché sono l’esempio di come si possa fare ancora buona fantascienza con ottimi personaggi senza cadere nei soliti cliché del post-apocalittico, ma anzi puntando sulla tanto bistratta space-opera. La trama non presenta nulla di particolarmente innovativo: come un moderno “Tales of Canterbury” i singoli racconti dei protagonisti prendono per mano il lettore dando una precisa descrizione dell’universo in cui si svolge l’avventura e una chiusura degna di questo nome alla singola vicenda, pur lasciando un’invitante porta aperta per un seguito in grado di chiudere tutti i i punti lasciati in sospeso.
Cosa che in effetti succede: il seguito, “La caduta di Hyperion” svela tutti i misteri del capitolo precedente in modo pulito e preciso, ma non raggiunge la potenza evocativa del romanzo iniziale. Inoltre ho usato la locuzione “potenza evocativa”, che in una recensione letteraria non può mancare. High five.

Molto particolari i successivi romanzi dedicati al personaggio di Raul Endymion: stesso universo, epoca leggermente diversa, nuova rilettura delle vicende passate per far passare un messaggio completamente differente: svolta new age e feroce critica religiosa imbastita nel solito, grandioso universo che già abbiamo imparato a conoscere. Personalmente trovo il tutto un po’forzato e mi sarebbe piaciuta la medesima storia raccontata magari in un contesto diverso, ma anche in questo caso la lettura merita.

Saga di Hyperion:
-Hyperion
-La caduta di Hyperion
-Endymion
-Il risveglio di Endymion


#5. Ciclo di Ender, di Orson Scott Card

EnderQui si entra in un ginepraio. “Il gioco di Ender”, primo romanzo della serie, è relativamente conosciuto, ne hanno tratto anche un film con Harrison Coso e Quell’Altro Che Faceva Gandhi, viene considerato romanzo per ragazzi e in effetti lo è, ma poi è regolarmente usato negli eserciti come testo di riferimento per spiegare il concetto di leadership (!) e necessita di un certo pelo sullo stomaco per essere letto, trattando di bambini che vengono severamente addestrati per giochi di guerra in assenza di gravità. Il sergente Hartman di Full Metal Jacket lo apprezzerebbe enormemente.

Superato l’impatto della vicenda, saltano all’occhio diverse cose particolarmente curiose: nel primo romanzo si accenna a una diffusione di informazioni tramite una rete globale in cui gruppi di discussione la fanno da padrone e astuti demagoghi riescono a sfruttare questa situazione per conquistare il potere. Il romanzo è del 1985, internet come lo conosciamo è decisamente di là da venire, ma certi paragoni fanno venire i brividi. Il secondo romanzo sposta completamente la prospettiva su situazioni e ambienti diversissimi e ne esce un curioso affresco familiare legato a vicende oscure ambientate su un pianeta lontano. L’unico punto in comune con la precedente vicenda sembra essere il protagonista, invecchiato, e poco altro; i romanzi successivi continuano in questa direzione. È evidente che questi seguiti fossero stati pensati come lavori indipendenti e legati a “Ender’s game” solo in un secondo momento, ma  il modo in cui l’autore riesce a collegarli è mirabile e la vicenda sopravvive oltre la morte dello stesso protagonista, portando la trama a livelli molto più complicati e impegnati, pregni di significati quali il rapporto e la comprensione dell’essere vivente “diverso” e inizialmente nemico, la biologia in un ecosistema alieno, l’intelligenza artificiale, la spregiudicatezza politica e militare, il tutto condito da rapporti interpersonali decisamente non banali, sempre sullo sfondo di una comunità galattica viva e credibile. Se “Ender’s game” può essere tranquillamente apprezzato da un lettore adolescente, non credo che per i seguiti si possa dire lo stesso. Per certi versi sono decisamente superiori al primo, ma il frequente cambio di prospettiva può disorientare.

Non voglio esprimermi invece sulle scelte politiche e di vita dell’autore, poiché non credo sia questa la sede.

Ciclo di Ender:
-Il gioco di Ender
-Il riscatto di Ender
-Ender III: xenocidio
-I figli della mente
non ancora tradotti:
Ender in exile
-Earth unaware
-Earth afire

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8 commenti su “#5libri di fantascienza che probabilmente non conoscete

  1. speranza
    13/04/2016

    non ne conosco nessuno!

    Mi piace

  2. p@p
    13/04/2016

    Neanche io!!!

    Mi piace

  3. Uriello
    16/04/2016

    Quattro su cinque.
    Parlando di fantascienza, un noto scrittore che risponde al nome di Damon Knight una volta disse “la tua geniale idea è stata già usata da decine di autori”.
    Il concetto di “originalità” dopo 3000 anni di arte è reso interessante. Sebbene possa apparire come un controsenso nel campo della letteratura fantastica, l’originalità a mio parere è diventata un valore aggiunto e non un criterio basilare di giudizio.
    Ridley Scott, nonostante la partecipazione al progetto di artisti del calibro di H.R. Giger, Carlo Rambaldi e Dan O’Bannon non si è forse, apertamente, ispirato alle atmosfere e a certi elementi presenti in “Terrore nello spazio” di Mario Bava?
    Le tematiche del cyberpunk rese popolari da “Neuromante” di William Gibson (1984) non erano già state scritte un decennio prima da John Brunner in “Rete Globale” (titolo originale: The Shockwave Rider, 1975), romanzo tuttavia passato inizialmente inosservato?
    Nella serie “The League of the Extraordinary Gentlemen” di Alan Moore non si ritrova forse la stessa idea già avuta da Kim Newman nel ciclo “Anno Dracula” (1992), a sua volta ritrovabile in romanzi come “Silverlock” di John Myers Myers (1945) e “A House-Boat on the Styx” di John Kendrick Bangs (1895)?
    La trama e i temi del romanzo breve “Plutonio 239” (1999) di Ken Kalfus non lo rende forse una versione antecedente di “Breaking Bad” (2008) a base di plutonio e ambientazione russa?
    Nel campo della distopia…No, niente. Certi aspetti ed idee sull’antitotalitarismo sono comuni nel sottogenere, sarebbe stupido stupirsi di un paragone tra “1984” di Orwell (1948) e “L’uomo è forte” (1938) di Corrado Alvaro.
    Anzi, a proposito è più interessante notare l’esistenza di opere spesso misconosciute di fantascienza ad opera di autori letterari che non sono comunemente associati alla fantascienza. Come il già citato Alvaro, ma anche Primo Levi con le raccolte di racconti “Vizio di forma” e “Storie Naturali”, “Cancroregina” di Tommaso Landolfi, “La Fantarca” di Giuseppe Berto, “Il paese senza cielo” di Giorgio Scerbanenco, “Robinson dello spazio” di Gianni Padoan o “Pulsatilla Sexuata” di Carlo della Corte. Il tutto per rimanere sempre nel campo della letteratura italiana.

    Liked by 1 persona

  4. Tatiana Larina
    25/04/2016

    Io ho avuto a che fare lungamente con il ciclo di Hyperion, ma non l’ho mai letto… insomma non sono il mio forte. Ma sulla Fntascienza secondo me rientra “Noi” di Zamjiatin: libro distopicosu un futuro immaginario in URSS… un libro da brividi con finale shock… Il Mondo Nuovo e 1984 pare non ci sarebbero stati senza “Noi”. Consigliatissimo

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    • tyreal76
      03/05/2016

      “Noi” è probabilmente il capostipite del moderno genere distopico.

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  5. p@p
    07/06/2016

    Sull’onda di questo #libri mi ero procurata la trilogia del sicario che ho iniziato a leggere ieri sera e mi sembra prometta benissimo 🙂

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  6. snailhand
    08/06/2016

    Wow!!!! Il sicario ispira anche me!! In realtà non ce n’è uno dei 5 che non mi attiri!! Bellissimo post!!

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Questa voce è stata pubblicata il 11/04/2016 da in #5libri, Spazio ultima frontiera.

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