Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Revenant

71K1bH4WKFL-1Ché con ‘sta roba della #readingchallenge la mia a[r]mata russa mi fa venire l’agitazione. Per fortuna che in mio aiuto è arrivato questo libro che posso mettere nella categoria #librodafilm.

Io non so se voi abbiate mai giocato ai cowboy e agli indiani, ma la squaw AgataDalFulgidoLampoNelCieloSereno ha trepidato leggendo questa storia.

Dunque, come ormai spoilerato in lungo e in largo, qui si parla della vendetta da parte del protagonista, Hugh Glass (che, se ci pensi, in italiano si traduce in Ugo Vetro e fa TUTTO un altro effetto, no? come Dorian Gray, che da Doriano Grigio m’avrebbe fatto ridere, m’avrebbe) nei confronti di due compagni che lo abbandonano dopo essere stato attaccato da una mamma orsa.

Primo ottocento, storia vera. I trapper, un po’ cacciatori e un po’ esploratori, stanno avanzando in mezzo alle tribù dei nativi indiani. Qualche tribù li accoglie come il nuovo che avanza, qualcun’altra con meno – diciamo – entusiasmo.

Dall’altro lato della baia, l’entroterra texano era abitato dagli indiani karankawa, notoriamente cannibali. Dove finiva il territorio karankawa, cominciava quello dei Tonkawa, poi dei Comanche, dei Kiowa e degli Osage. Neanche loro erano bendisposti verso i bianchi, anche se, rispetto ai Karankawa, erano meno inclini a mangiarseli.

Dinnanzi a loro gli enormi spazi americani, la natura ancora selvaggia, i fiumi, l’avventura. Si sente quasi, nell’animo di questi uomini, una continua ricerca dei propri limiti. Se ora gli uomini moderni  si misurano attraverso le discipline sportive, un tempo era forse proprio l’esplorazione ciò che metteva in luce le proprie capacità psicofisiche, oltre a dare la possibilità di lasciare traccia di sé nella Storia.

Seguiva lo Yellowstone da cinque giorni quando giunse in cima a una piattaforma rocciosa alta sul fiume e restò sbigottito dallo spettacolo che gli si parò davanti. Come un ponte fra cielo e terra, di fronte a lui svettava la catena montuosa del Big Horn. Intorno ai picchi piú elevati vorticavano le nubi, contribuendo a dare l’impressione di una parete che si estendesse all’infinito verso l’alto. Nonostante gli lacrimassero gli occhi per il luccichio del sole sulla neve, Glass non riusciva a distogliere lo sguardo. Nei suoi vent’anni sulla frontiera non aveva mai visto niente di simile.

Bighorn mountains

E’ uno di quei romanzi che ti catturano e non vedi l’ora di riprendere per vedere assolutamente come va a finire. Gli ingredienti sono perfetti. Esplorazione, coraggio, sofferenza, vendetta e sparsi qua e là ostacoli a non finire. Ci sono i buoni e i cattivi  sia dalla parte dei “bianchi” che da quella dei “pellerossa”.

E poi, diciamocelo, mi sono sentita un po’ a casa, tra orsi, lupi, freddo e neve (ah, no, quella in una precedente era 😀 ). E, se non s’era capito, ho sempre preferito il Manuale delle giovani marmotte a quello di Nonna Papera.

Come potevo non amarlo, se poi tra le mie canzoni preferite c’è Fiume Sand Creek, del grande De Andrè?

Consigliato: a chiunque voglia passare qualche ora credendo di essere “sulla frontiera”, senza comodità, con una pelle a scaldare le stanche ossa e whisky di scarsa qualità.

Sconsigliato: a vegani, animalisti e retti di spirito.

Titolo: Revenant
Autore: Michael Punke
Editore: Einaudi
Pagine: 304
Prezzo: € 20 (cartaceo), 10,99 (ebook)
ISBN: 9788806217228, 9788858416082

READING CHALLENGE 2016

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

7 commenti su “Revenant

  1. adour
    07/02/2016

    Che bella recensione agataaaaaa 😉 :*
    Ho visto il film : Dicaprio che non ho mai sopportato E’ meraviglioso, merita l’oscar.

    Anche nel film Ho respirato quello che gli anglosassoni chiamano “Wilde” (c’è un termine più bello nel mondo?)

    Selvaggiamente selvaggia la Natura,non la vinci,ti adatti,ma non la dominerai Mai.
    Ed è Bello cosi!
    un sorriso a tutti 🙂

    Liked by 2 people

    • Agata (e la tempesta)
      07/02/2016

      Grazie! Qui il film è già passato. Chi ha letto il libro e visto il film dice sia diversa la storia (c’entra un figlio che nel libro non c’è). Comunque il libro, oltre alla storia avvincente, ha delle descrizioni bellissime.

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  2. polimena
    07/02/2016

    Bella rece Agata. Ma il film lo hai visto?

    Liked by 1 persona

    • Agata (e la tempesta)
      07/02/2016

      No, dicono abbiano cambiato la storia. Qui è già passato nelle sale, ma se torna in qualcuna ci vado con figliolprodigo.

      Liked by 2 people

  3. Agata (e la tempesta)
    07/02/2016

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Come detto, astenersi vegani, animalisti e retti di spirito 😀

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  4. babalatalpa
    08/02/2016

    Post fighissimo! Non mangio carne da qualche mese: mi sa che non il libro non fa per me. Però mi intriga… Vabbè, lo prendo in prestito e do una sbirciata. Le biblioteche servono a questo,no?

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    • Agata (e la tempesta)
      08/02/2016

      Brava. Non te ne pentirai. Si può mica vivere di legumi nella foresta dell’800 😀!

      Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 07/02/2016 da in #librodafilm, Reading challenge con tag , .

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