Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Una spola di filo blu

Scarica (1)Ann Tyler con questo libro è finita nella short list Man Booker Prize (poi vinto da Marlon James) e francamente da queste parti proprio non ci spieghiamo il perché.

Si tratta di un libro molto americano, piuttosto ben scritto ma che non può essere considerato un capolavoro, categoria in cui di solito rientrano tutti i vincitori del Booker e spesso anche le opere in short list. Si specifica per inciso che i Russi sono convinti che ormai la vera innovazione, la frontiera e i capolavori della letteratura, almeno di quella in lingua inglese, siano da ritrovarsi proprio in questo premio, con alcuni sprazzi nel Pulitzer, mentre il Nobel ormai sa di troppo politico e di condizionamenti nazionali (ormai sembra di essere alle quote-paese).

La storia è quella di una famiglia borghese; parte da un capostipite di incerte origini, un self-made man immigrato che riesce a conquistare il benessere e la stabilità sociale. Il libro ripercorre la storia di tre generazioni, per cui può essere considerato una saga familiare. I personaggi sono piuttosto bene costruiti. La narrazione si snoda non in maniera cronologica e lineare ma sincopata con flashback. Diciamo che il montaggio (paragonandolo a un film) avrebbe potuto essere architettato meglio, per cui il lavoro dell’editor non è stato sicuramente dei migliori.

Le piccole guerre di famiglia pretendono di acquisire una valenza maggiore di quello che in realtà sono. Il trauma in età infantile continua a rivestire un ruolo dominante nella psicologia dei personaggi. L’immagine della tranquilla e felice famiglia borghese è rovinata dalla presenza del figlio ribelle e insoddisfatto che sembra vivere per scandalizzare e dare preoccupazioni a genitori e fratelli. L’arrivo del figlio adottato scompagina la quiete domestica. Il conflitto tra fratelli diventa una questione di legittimità, mentre le due figlie femmine restano sullo sfondo. Si ripresenta il problema dell’appartenza di sangue contrapposta a quella basata sulla comunanza di virtù acquisite tramite legami affettivi. La figura del figlio travagliato  sposa ancora una volta la tesi delle costrizioni familiari e delle sovrastrutture borghesi per spiegare irrisolutezza e ribellione, ma anche qui non si sentiva il bisogno di un nuovo romanzo. In fondo Pastorale Americana di Philip Roth ha già detto tutto da qualche anno.

Torna anche la contestualizzazione della famiglia borghese all’interno di una precisa cornice, ovvero la Casa. Il sogno americano del fondatore di questa sorta di dinastia si concretizza nell’acquisto della casa agognata, realizzazione della condizione borghese e dell’affermazione sociale: grande, bella, solida, ordinata, perfetta. Sarà la casa a diventare la protagonista, il fulcro del racconto. La famiglia sembra vivere perché c’è la casa. Quando la famiglia evolverà e la considererà inadeguata finirà essa stessa di esistere come entità e luogo di affetti. Anche qui, simbolicamente, nulla di nuovo (ve la ricordate la casa dei Buddenbrook o quella della La Melodia di Vienna). La Famiglia esiste in quanto occupa uno spazio preciso che la identifica all’esterno nella geografia borghese della città (quartiere, grandezza della casa, bellezza del giardino, colori sobri, ecc.) e all’interno nella divisione degli spazi e nello spazio che ognuno occupa tra le mura domestiche (camera condivisa o singola come simbologia della condivisione degli affetti o della loro esclusività, utilizzo della cucina come luogo decisionale e come centro di potere nel nutrire la famiglia).

Insomma parliamo dell’evoluzione del romanzo borghese (di cui abbiamo già parlato lungamente), ma questo libro manca di mordente, manca l’innovazione e francamente la storia della famiglia Whitshank non ha nulla di eccezionale e non sempre il normale ha l’eccezionale insito in sè, laddove il metodo della narrazione non porta questo romanzo a distinguersi dagli altri.

Consigliato: agli appassionati di letteratura americana, tradizionale. Ma non aspettatevi nulla di nuovo o grandioso

Sconsigliato: io francamente non ne consiglio la lettura, insomma c’è di meglio, ad esempio The Burgess Boys di Elisabeth Strout

Autore: Ann Tyler

Editore: Guanda

Lingua originale: inglese, traduzione Laura Pignatti

Prezzo di copertina: 18,50
Lunghezza stampa: 334pp

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

7 commenti su “Una spola di filo blu

  1. polimena
    13/12/2015

    Io non l’ho finito, saltando ad altri libri, peró mi riprometto di farlo. Ripasseró a commentare quando avrò le idee più chiare.

    Liked by 1 persona

  2. ilpyto
    13/12/2015

    Non letto, ma a questo punto penso che mi dedicherò ad altro. Gran bella rece!

    Liked by 2 people

  3. zaidenoll
    13/12/2015

    Bellissima rece, quoto tutto,

    Liked by 1 persona

  4. speranza
    13/12/2015

    anche io farò come ilpyto. oppure lo regalo

    Liked by 1 persona

    • Tatiana Larina
      13/12/2015

      non lo regalare, soprat
      tutto non regalare soldi alla Tyler 🙂

      Mi piace

  5. Tatiana Larina
    13/12/2015

    non sapevo più cosa dire per strongarla 😀

    Liked by 1 persona

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Questa voce è stata pubblicata il 11/12/2015 da in Ora in libreria con tag .

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