Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

I miei genitori non hanno figli

marsullo

Difficile per chi ha vissuto la separazione dei propri genitori non immedesimarsi nei panni del protagonista, diciottenne, confuso, con le classiche difficoltà di comunicazione con i genitori che non lo aiutano ma anzi lo incalzano.

Il silenzio è la peggior arma di distruzione (familiare) di massa

Nonostante la premessa, la lettura risulta però molto divertente perché Marco Marsullo riesce a mantenere il tono brillante dei precedenti romanzi (Atletico Minaccia Football Club e L’audace colpo dei quattro di Rete Maria che sfuggirono alle Miserabili Monache) pur confessando l’evidente ispirazione autobiografica della sua terza prova letteraria.

Dalla scelta della facoltà (i genitori sono laureati, quindi impossibile pensare di sottrarsi all’università), alla dichiarata scarsa stima della madre nei confronti del figlio (i figli degli altri sono sempre più bravi), passando le fisse del padre il cui unico interesse sembra essere la caccia (pomeriggi interi passati a vedere riprese nei boschi della Lettonia), le perplessità e le insofferenze del protagonista danno vita a un racconto solo a tratti malinconico.

Quando mio padre se ne andò di casa io avevo tredici anni. […] poi lui è finito in campagna e io e mamma, dopo un po’, abbiamo cambiato casa, ne abbiamo presa una più piccola.

Ce ne siamo andati perché i metri quadri sono una casa difficle da riempire. Ci puoi mettere i mobili che costano tanto, le tende in coordinato con la copertura delle sedie in noce, i divani in velluto degli imperatori francesi. Ma loro non si riempiono.

Per il resto la madre e la sua amica (“si comprano gli IPhone e si iscrivono a Facebook, ma sotto sotto vogliono ascoltare solo Mina e Battisti”), la zia Susanna (“una donna che ha l’equilibrio psichico di un cerbiatto prelevato dal suo habitat e lasciato solo in mezzo a un incrocio qualsiasi di Manhattan”), la moglie dello zio (“ha il senso dell’umorismo di un blocco di tufo”), gli amici e i cugini danno vita a un quadro buffo e travagliato in cui il protagonista dovrà necessariamente trovare un suo posto e fare le sue scelte perché nelle famiglie bisogna adattarsi “l’uno alla forma sbagliata dell’altro per non sparire del tutto”.

Consigliato: ai figli di genitori separati per ritrovare sensazioni che non si sanno raccontare agli altri, ai genitori di questi figli per capire lo spaesamento e il dolore dei figli.

Sconsigliato: a chi pensa che un libro che ci fa sorridere non riesca a parlare di temi importanti.

Titolo: I miei genitori non hanno figli
Autore: Marco Marsullo
Pagine: 138
Editore: Einaudi
Prezzo: 16,50 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
ISBN: 978-8806225087

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5 commenti su “I miei genitori non hanno figli

  1. Agata (e la tempesta)
    08/12/2015

    Libro intelligente ed ironico, forse anche un passaggio dall’adolescenza al mondo adulto del protagonista. Mi leggerò i suoi precedenti. Grazie P@p!

    Liked by 1 persona

    • p@p
      08/12/2015

      ❤❤❤

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    • È bravo Marsullo. Se vai a ritroso t’imbatterai nel mitico Vanni Cascione, allenatore dell’Atletico Minaccia Football Club, libro futbologico molto divertente e scorrevole.

      Liked by 3 people

      • p@p
        21/02/2016

        Devo ancora leggerlo, ma sta già impilato 🙂

        Liked by 1 persona

      • Agata (e la tempesta)
        21/02/2016

        Grazie del suggerimento 😊

        Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 16/11/2015 da in Ora in libreria, Russi s.bellicosi.

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