Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

American Tabloid

image_bookIl mio primo Ellroy, leggermente diverso da quello che mi aspettavo, ma non per questo meno bello. Per apprezzarlo pienamente non basta una semplice infarinatura di quanto successe nell’era Kennediana, ma avendo un quadro dei giochi di potere e dei personaggi chiave dell’epoca, si ha di fronte un affascinante e inquietante “lato B” dei potenti. Unica critica che muovo al romanzo è il fatto che i personaggi di fantasia siano più realistici e dipinti a tuttotondo di quelli veri; ci si affeziona alle pedine e rimangono sullo sfondo i giganti, che a volte sembrano perfettamente identici l’uno all’altro… nomi sotto una foto, nulla di più.
Su tutto prevale lo stile tagliente e da perfetto noir; non sempre facile da seguire, con un affastellamento di nomi, nomignoli e appellativi che danno forse troppo per scontata una perfetta conoscenza dell’ambientazione e che invece a volte costringono a scorrere indietro per capire “chi è chi”. Un bel romanzo, a tratti piuttosto “provinciale” come spesso accade per vicende che per il pubblico americano suscitano un interesse al limite del maniacale, ma che noi all’estero viviamo solo di riflesso; un romanzo ben costruito e soprattutto scritto in un modo che lascia il segno.

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3 commenti su “American Tabloid

  1. p@p
    12/11/2015

    Lo trovo faticosissimo. Avevo comprato con grande entusiasmo “L.A: Confidential” dopo aver visto il film e ho letteralmente detestato il libro (probabilmente l’intreccio tra realtà e finzione, solo abbozzato nel film, mi ha disorientato per la mia scarsa conoscenza delle figure dell’epoca). Poi ho letto “Dalia nera” che non mi è dispiaciuto, ma neanche mi ha appassionato. Molto bello “I miei luoghi oscuri” che ha dentro la sua vita e quindi è un libro molto diverso dagli altri. Poi ho attaccato “Los Angeles nera” che ho mollato dopo cento pagine. A questo punto mi sono arresa e credo di aver regalato la mia copia di “American Tabloid” senza neanche averci provato. Lui è un autentico “personaggio”. L’ho sentito all’Auditorium quando ha presentato “Perfidia” e la sua è stata la più classica delle interviste nel tipico orrido stile “star di Hollywood a talk show”: tante battute senza alcun contenuto con in aggiunta un “Fuck you!” ogni tre parole. Un pazzo furioso, con una faccia fantastica 😀

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  2. tyreal76
    12/11/2015

    Sì, questo suo buttarti nel mucchio di nomi, soprannomi e fatti accennati è una martellata nelle ginocchia, all’inizio, ma una volta preso l’abbrivio non ci si fa quasi più caso e la storia scorre liscia. Si parla di una vicenda che conosciamo praticamente tutti, eppure la si legge con una certa supense.

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Questa voce è stata pubblicata il 12/11/2015 da in Dieci piccoli Russi, Russi & Gialli.

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