Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

22/11/’63

22/11/63

“Quando il tempo è passato, non riesci più a riacchiapparlo. Solo che a volte ci riesci.”

L’hanno già recensito in migliaia e non posso che accodarmi a chi ritiene sia uno dei migliori lavori di King.
Meritevolissimo, avvincente, ben costruito, emozionante… ha quel quid comune a parecchi bei romanzi, quello che ti spinge a tifare per i protagonisti, a stare dalla loro parte, a soffrire per loro quando le cose non vanno per il verso giusto, il tutto unito a una ricostruzione storica fin troppo accurata (forse un po’ tediosa nella parte centrale, ma è inevitabile visto il modo in cui la vicenda si deve sviluppare) e a numerosi rimandi ad altri lavori dello stesso autore infilati con maestria e simpatia: non sorprende vedere Plymouth Fury rosse e bianche, o escursioni più o meno inquietanti nei dintorni di Derry, sappiamo già che l’universo in cui si muovono i personaggi di King è in qualche modo organico e coerente con se stesso, ma stavolta è sorprendente come i rimandi a lavori del passato decisamente inquietanti risultino invece delicati e ironici nel contesto di questo romanzo.
Intendiamoci, non stiamo parlando di rose e cuoricini, è King e ha in mano saldamente le redini di una trama che non risparmia certo situazioni cruente e momenti di tensione come non se ne leggevano da tempo, tuttavia è innegabile che vi si trovi un moto di sincero affetto verso quell’America rurale anni ’50-’60 che rimane nell’immaginario collettivo come un po’ ingenua e moderatamente ottimista.

“So che la vita è dura, penso che tutti lo sappiano nel profondo del cuore, ma perché dev’ essere anche crudele? Perché deve mordere?”

Forse un po’ troppo, viste le parecchie ombre fatte di perbenismo, razzismo, bigottismo e di tutti gli altri -ismi che possano venire in mente e che qui escono parecchio ridimensionate, singoli nei in una sorta di età dell’oro che verosimilmente non c’è mai stata, ma non posso farne una colpa all’autore visto che non si tratta di una ricerca storica, quanto piuttosto del riuscire ad inserire il protagonista in un contesto in cui la vita è più “semplice”, pur conservando il totale controllo di trama e ambientazione. Potrà sembrare un difetto, ma funziona egregiamente.

“L’uomo in camice bianco rimase immobile. Mi resi conto che il canale che avevo visto doveva passare sotto quella parte della città, anzi, proprio sotto i miei piedi. Sentii acqua invisibile ruggire sotto il marciapiede. Era una sensazione vagamente sgradevole, come se quel piccolo pezzo di mondo fosse diventato cedevole” 

Unica reale pecca l’estenuante descrizione dei dettagli della vita di un particolare personaggio storico: per quanto si tratti dei retroscena di un evento chiave e molto sentito del periodo contemporaneo statunitense, la parte puramente descrittiva mi sembra troppo invadente, vera fase di stanca in cui ci si chiede per un attimo perché ci si debba concentrare sulla vita di personaggi reali quando fino a quel momento quelli fittizi siano tanto più interessanti… Ma è solo per un paio di capitoli, dopo i quali la storia procede fin troppo spedita verso un finale che forse non vorresti nemmeno veder arrivare così presto e che non risparmia un po’ di occhi lucidi

Per me un gran bel lavoro, posso dire sinceramente “il Re è tornato”.

L’ho consigliato come miglior libro letto nel 2015.

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12 commenti su “22/11/’63

  1. polimena
    01/10/2015

    Io non ho mai letto nulla di King. Che faccio, inizio da questo??

    Liked by 1 persona

  2. tyreal76
    01/10/2015

    È una storia indipendente, non richiede letture di altri romanzi di King… Certo, ci sono riferimenti più o meno velati a It e a Christine, ma nulla che ti possa impedire di goderti un bel romanzo: vai tranquilla!

    Liked by 4 people

  3. p@p
    02/10/2015

    Io non ho letto niente di recente di King, ma trovo che sia un grande. Mi era presa una fase horror molto tempo fa, ma poi ne sono uscita 😀 Questo lo leggerò sicuramente.

    Liked by 2 people

  4. Tatiana Larina
    02/10/2015

    manco io ho letto nulla di King…. certo è gravissimo! devo recuperare soprattutto dopo questa rece

    Liked by 1 persona

  5. Linda
    02/10/2015

    Io di king ormai mi limito a leggere le cose più vecchie perchè da “L’acchiapa sogni in poi” è diventato scandaloso da quanto scrive male. Ma di questo ho sentito parlare bene più volte, potrei dargli un’altra possibilità.

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  6. adour
    03/10/2015

    Buongiorno a tutti 🙂

    Vi leggo spesso, per amici comuni. Ed anche se amiamo libri diversi, alcune volte ci incrociamo.
    Questo è un altro titolo per esempio
    Ma purtroppo non sono daccordo sulla recensione 😦

    Dalla recensione capisco più l’ammirazione per King (senzaognidubbio) che per il libro stesso. Ho colto riferimenti ad una presunta tediosità su alcune parti, ma quale romanzo non ne ha.
    Effettivamente poteva essere più corto,768 pag sembrano trascinarsi in alcuni punti, ma sembra più “un marchio King” nello scontro vincente con il suo editor.

    Da alcuni battezzato come un capolavoro,a me è sembrato un ottimo romanzo. che ha avuto in me una peculiarità soggettiva.

    L’ho letto in Bianco e Nero.

    Era già capitato con Simenon o Chandler,capisco bene che non ci sia nessuna analogia con questi, ma leggendo questo libro, l’ambiente, i personaggi, apparivano nella mia mente in bianco e nero.

    Penso che ci sia di più in questo libro, oltre la suspance o il thriller futuristico. C’è il Buon racconto,la grande dovizia storica frutto di un grande lavoro retrospettivo, in un America bacchettona che non riesce ancora a staccarsi dalla figura dei kennedy,e che ancora si attacca alle grandi figure storiche,incapace di guardare in avanti,ormai ostaggio delle lobby.

    Ho scritto in ultima pagina del libro
    “un revisionismo del revisionismo in cui King afferma che la storia è fato,il passato non può essere cambiato, e che l’unico legame con il futuro sono i sentimenti, l’amore è l’unica salvezza.”
    Infatti una delle figure più riuscite, a mio modesto parere è quella di sadie, la moglie che ogni uomo vorrebbe avere al suo fianco.
    Ma tra passato futuro e amore, cè un grande King che lega tutto questo.

    Un ottima lettura.
    Spero che l’autore dell’articolo, non ne abbia a male. Ma penso che da grande lettore che è capirà.

    Un sorriso a tutti 😉
    Adour

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  7. speranza
    05/10/2015

    sono stata anni fa una fedele lettrice di king e spesso ne ho visto le trasposizioni cinematografiche.
    lo inserisco nelle prossime letture. grazie della segnalazione.

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  8. Pingback: Ci (ri)mettiamo la faccia: i migliori libri letti nel 2015 | Parla della Russia

  9. Haydée
    12/01/2016

    Dopo diversi libri che aveva scritto indecenti finalmente il re è tornato. Finalmente ho trovato un libro che ti tiene attaccato alle pagine, un libro che ti sogni di notte, un libro che ti fa correre a casa per continuare a leggere, un libro che appena chiusa l’ultima pagina ti lascia intontita e ci metti un po’ a renderti conto di dove ti trovi. Storia angosciante, avvincente, romantica e commovente. Peccato solo un po’ prolisso in molti punti, invece che 800 pagine king avrebbe potuto comodamente scrivere la storia in 500 pagine. Comunque mi ha fatto tornare la voglia di leggere i suoi libri, probabilmente il prossimo sarà “L’ombra dello scorpione” visto che è uno dei suoi storici che ancora mi manca.
    Ho letto il libro nella #readingchallenge2016 #libroautoreamato

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  10. Pingback: Mr. Mercedes | Parla della Russia

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Questa voce è stata pubblicata il 01/10/2015 da in Dieci piccoli Russi, Ora in libreria.

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