Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

I Brusaz

2015-09-30_18.51.47“E saremo due uccelli
sbattuti nel vento,
nella bufera che viene,
ma il piccolo lo tengo,
la manina,
qui,
che non si perda lui,
che sa poco volare”.

La Zangrandi, come recita la terza di copertina “cadorina di adozione, valligiana al cento per cento e laureata in chimica, fu assistente universitaria di geologia e per non lungo tempo insegnante di Scienze naturali presso Magistrali e Licei. Ma, insofferente di legami, di vita sedentaria e rinchiusa, preferì assai spesso il lavoro materiale anche pesantissimo o strani traffici per le sue valli. La guerra la vide accanitamente ricercata dai tedeschi per la sua fiera italianità malvista in zone atesine; in quell’epoca in cui sbarcava il lunario facendo il portatore, la sarta a giornata, persino la pastora di un gregge di pecore, raccolse e compilò un volume di leggende in cui volle contrapporre uno stile scabro e forte ai favoleggiamenti arcadici che si dolito abbondano in tal genere. Dopo la guerra si costruì un rifugio alpino su un valico del Cadore e lo gestì per diversi anni. Da questo ambiente ha ricavato materiale, appunti, trame e un romanzo, I Brusaz, con cui vinse il Premio Deledda 1954”.

2015-09-30_18.53.22Strane le strade che portano ai libri. Dopo averne sentito parlare, sono andata alla ricerca e questo l’ho trovato su ebay. Non nascondo la sorpresa – quando ho aperto il pacco – di essermi trovata davanti alla prima edizione Medusa Mondadori del 1954 con tanto di ex libris di cui vi mostro la fotografia.

Non si sa il motivo per cui alcuni libri scompaiano dalla circolazione. Di questo libro non si trova nemmeno più l’edizione nel 2006 curata da Antonia Arslan per la casa editrice Il Poligrafo di Padova.

La Zangrandi, il cui vero nome era Alma Bevilacqua, nasce a Galliera, in provincia di Bologna, nel 1910 e si laurea in chimica nel 1933. Partigiana, partecipa alla resistenza. A questo link un ritratto completo della scrittrice e, per chi volesse approfondirne la conoscenza, c’è il bel libro di Penelope Morris Giovanna Zangrandi, Una vita in romanzo.

La storia si svolge tra due valli, quella di Hoden, baciata dal sole, ricca e opulenta, che dà grandi messi e quella di Iugol, buia, povera, con campi difficili da raggiungere e lavorare.

E’ tra queste valli che si muove Sabina dei Langer. Bella, giovane, sana, piena di forza e coraggio, riuscirà a far fronte alle difficoltà della vita e del tempo. Affronterà con tenacia le prove a cui sarà sottoposta. L’amore il motore che muoverà i suoi passi, per sopravvivere e crescere i suoi figli, senza mai perdere la dignità e portando consapevolmente il peso di quello che la comunità dell’epoca considera peccato.

Quello che più colpisce è il linguaggio asciutto, quasi scolpito, che trasfigura alcuni paragrafi in pura poesia. E’ come se la dura vita di montagna si fosse riversata in parole misurate, soppesate. E sembra di vederle, quelle valli, l’erba verde, la neve, i ranuncoli in un giorno d’estate; e sembra di sentirle, quelle bombe, le povere case, lo sporco e le semplici vesti.

C’è la nostra gente, in questo libro. Terra, fame, emigrazione, guerra, ma anche amicizia, rispetto e amore.

Il sole tramonta dietro il valico, arrossa le Crode lontane, inumane, riverbera sul nevaio, tutto si spegne, incenerisce e, quando è il “rir de i muortes”, si sente finalmente un richiamo da laggiù in fondo alla pista.

Annunci

Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

5 commenti su “I Brusaz

  1. Agata (e la tempesta)
    30/09/2015

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Un romanzo purtroppo quasi dimenticato.

    Mi piace

  2. polimena
    30/09/2015

    Molto bello questo post, molto sentito.

    Liked by 1 persona

  3. speranza
    05/10/2015

    condivido il pensiero di polimena

    Liked by 1 persona

  4. Pingback: #5libri resistenti | Parla della Russia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 30/09/2015 da in Letteratura italiana, Un classico è per sempre.

Seguimi su Twitter

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: