Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Il cuore è un cacciatore solitario

urlHere in the heart of summer, sweet is life to me still,
but my heart is a lonely hunter that hunts on a lonely hill.

da una poesia di Fiona MacLeod, pseudonimo di William Sharp (1855 – 1905)

Nasce da questo poema il titolo del famoso romanzo di Curson McCullers, che pubblicò all’età di 23 anni. Dopo aver iniziato a scrivere il romanzo, la McCullers  si avvide che i personaggi da lei creati non avevano un collegamento fra loro, se non quando parlavano con Harry Minovitz. Solo allora capì che questo personaggio sarebbe stato il fulcro della vicenda e lo immaginò muto, ribattezzandolo John Singer (curioso, no?). Il titolo, inizialmente, era “The mute”. Poi sembra che l’abbia cambiato su suggerimento del suo editore, prendendo spunto da questa lirica di William Sharp.

La storia si svolge nel sud degli Stati Uniti, negli anni della grande depressione. I primi capitoli ci presentano i vari personaggi: il barista Brif Brannon, rimasto vedovo; Mick Kelly, una ragazzina che ama la musica; il dottor Copeland, medico nero, il vagabondo/meccanico Jack Blount. Le loro vite si sfiorano senza quasi mai toccarsi.

735715_e11cf6b69a_mTutti però hanno una cosa in comune, l’amicizia con Singer. Un uomo che sa ascoltare queste persone che si sentono diverse, piene di ideali, di un sogno di giustizia e uguaglianza. La cosa curiosa – e che rende assolutamente palpabile la solitudine dei vari personaggi – è proprio questa comunicazione a senso unico, come se le molte domande che si pongono non possano avere risposta e l’unica persona a cui poter rivolgersi sia proprio un muto.

Si avverte l’amore della McCullers per i grandi romanzieri russi. Il dottor Copeland – un uomo dedito al proprio lavoro di medico e oppresso dal desiderio di un futuro migliore per i propri figli e per il proprio popolo, che si scontra con la realtà della dura vita, della mancanza di lavoro, del razzismo – e Jack, il meccanico, citano Marx, il sogno comunista, la liberazione delle masse, la fine dell’ignoranza e della povertà.

“Vede, è come se io fossi due persone. Una perfettamente istruita; ho frequentato le migliori biblioteche del paese, ho letto, non ho fatto che leggere, ho letto libri che parlano dell’onesta, pura verità. Lí, dentro la mia valigia, ho i libri di Karl Marx, di Thorstein Veblen e di altri scrittori simili; li ho letti e riletti, e piú li studiavo piú mi sentivo impazzire. Li conosco a memoria, parola per parola, pagina per pagina. Confesso che certe parole mi affascinano. Il materialismo dialettico, la prevaricazione gesuitica, – Jake articolava lentamente le sillabe, con ammirata solennità, – la propensione alla teologia. Il muto si asciugò la fronte con un fazzoletto accuratamente piegato. – E sono giunto a questo: quando una persona sa e non riesce a insegnare nulla al suo prossimo, che cosa deve fare? Singer riempí un bicchiere fino all’orlo di vino e lo pose tra le mani convulse di Jake. – Lei mi consiglia di ubriacarmi, no? – Il braccio gli tremava e alcune gocce di vino gli caddero sui pantaloni bianchi. – Ma mi stia a sentire! Dovunque posiamo lo sguardo vediamo abiezione e corruzione. Questa stanza, questa bottiglia di vino, questo paniere di frutta sono tutti prodotti di profitti e perdite altrui. Un uomo non riesce a vivere senza contribuire passivamente all’abiezione, ogni boccone che mangia costa a qualcuno sudore e pianto, ogni cencio che indossa rappresenta sfruttamento e rovina, ingiusto lavoro, ingiusta miseria, ingiusta ricchezza. E tutti sono ciechi, sordi e ottusi, stupidi e pazzi”.

“Cominciai a leggere. Mi ero prefisso di lavorare tanto da poter un giorno chiudere bottega per un po’ e studiare. Per me era come nascere una seconda volta. Solo chi l’ha provato può capire quello che intendo. Mi si erano aperti gli occhi e vedevo ciò che tu hai già veduto. Siamo stati dei pellegrini in cerca di una strada”.

“Eppure è così, Singer. E crucciarsi non serve a nulla. Qualsiasi cosa facciamo non serve a niente. Almeno così mi pare. L’unica possibilità che ci resta è andare in giro e spiegare la verità. Ma anche se riuscissimo a illuminare quelli che non sanno, combattere sarebbe inutile. Tutto quello che possiamo fare è istruirli. Solo questo è necessario”.

C’è una precisa condanna al capitalismo, in quanto arricchisce pochi ma riduce in “schiavitù” tutti i lavoratori:

“E questo voleva dire che in origine ogni uomo era uguale all’altro, con le stesse probabilità di riuscire. Per questo il venti per cento della gente non ha il diritto di depredare l’altro ottanta per cento per vivere. Per questo un ricco non ha il diritto di far sudare sangue a diecimila poveri per accrescere le sue ricchezze. Per questo i tiranni non possono ridurre il paese in un ginepraio di persone capaci di tutto, di barare, mentire, tagliarsi il braccio destro… e tutto per guadagnare quattro soldi e arricchire all’infinito quattro mascalzoni. Hanno ridotto il nome della libertà a una bestemmia. Tu mi capisci, vero? Sono riusciti a far sembrare puzzolente la parola libertà a quelli che sanno”.

Per tutta la vita aveva cercato di guidare, di illuminare. Aveva perfino spiegato le ragioni per cui un quinto o un nono figlio era meglio che non nascesse. Noi non vogliamo altri figli: vogliamo altri destini per i figli già nati.

“Secondo me la via d’uscita è questa e non ce n’è altra. È necessario che il popolo sappia e, una volta appresa la verità, non potrà più essere oppresso. Basterebbe erudirne la metà per aver vinto la battaglia”.

Affronta il tema dell’uguaglianza dei poveri di qualsiasi razza, dei sottomessi. Una cosa che possiamo vedere anche ai nostri giorni, dove i poveri – messi uno contro l’altro – non guardano là dove dovrebbero guardare, non si ribellano al potere e agli  interessi dei grandi ricchi e delle molte lobby.

“[…] non siamo gli unici a essere schiavi. Simili a noi, milioni e milioni di uomini appartenenti ad altre razze e religioni popolano il mondo. E questo dobbiamo ricordarlo. Molti di noi odiano i poveri di razza bianca e loro odiano noi. Parlo della gente che vive in riva al fiume e presta servizio ai mulini. Famiglie bisognose esattamente quanto noi. Questa inimicizia è una grande sciagura e non può condurre a nulla di buono. Dobbiamo tener presenti le parole di Karl Marx e vederne la verità. L’ingiustizia della miseria deve unirci anziché separarci”.

Mick Kelly, la ragazzina, è un personaggio dolce, inquieto, una sognatrice che spera di diventare una grande musicista. Attratta anche lei da Singer – che dimora presso la casa dove abita con i suoi genitori, che l’hanno trasformata in una pensione – lo osserva, lo studia, gli racconta i suoi sogni, va da lui ad ascoltare la musica che tanto ama e che ha conosciuto girovagando per quella cittadina, fermandosi nei pressi delle case dei ricchi che posseggono una radio.

Buffo, anche, come ci si possa sentire soli in una casa abitatissima. Mick cercò di ricordare qualche bel posticino solitario dove potesse starsene per conto suo a pensare alla musica. Ma dopo averci riflettuto un pezzo, si accorse di aver saputo fin dal principio che un posticino simile non esisteva.

…non gli raccontò cosa la agitava, non gli raccontò delle sue oscure notti soffocanti. Quelle notti appartenevano unicamente a lei e costituivano il periodo più importante di tutta l’estate. Camminava nel buio, sola come se fosse l’unica abitante della città, e in quell’oscurità le sembrava che ogni strada fosse di sua proprietà privata. Altri bambini avrebbero avuto paura di aggirarsi in quelle tenebre, ma lei non temeva nulla. Le bambine avevano il terrore di incontrare un uomo che, sbucato fuori da chissà dove, avrebbe fatto loro ciò che si fa con le mogli: Mick considerava stupide quasi tutte le bambine. Se un individuo come Joe Louis o Mountain Man Dean l’avesse assalita, lei sarebbe scappata, ma se avesse incontrato qualcuno della sua corporatura gli avrebbe allungato un bel calcio e poi via, per la sua strada! Le notti erano semplicemente meravigliose, e lei non voleva neanche ammettere di poter essere spaventata. Appena si trovava al buio si rifugiava nella musica e, percorrendo le strade solitarie, cantava ad alta voce con l’illusione che tutta la città la stesse ad ascoltare senza sapere che era lei, Mick Kelly, a cantare. Durante quelle libere notti estive imparò moltissime cose. Ogni casa nel quartiere ricco della città possedeva una radio e, attraverso le persiane spalancate, la musica le giungeva limpida e sonora; in breve imparò a conoscere le famiglie che ascoltavano i programmi di suo gusto. Una di queste, per esempio, prediligeva la musica classica e allora Mick sgattaiolava nel giardino oscuro e rimaneva in ascolto, nascosta da un cespuglio sotto la finestra. Finito l’ascolto sostava a lungo nel suo angolino segreto con le mani in tasca e pensava. Quella era la parte più preziosa di tutta l’estate: ascoltare la musica alla radio e studiarla.

Accomuna i vari personaggi anche il senso di solitudine che riecheggia nel titolo. Tutti questi cuori, a loro modo appassionati, si scontrano con la reale impossibilità di riuscire a cambiare le cose.

I sogni e le speranze dei protagonisti, alla fine, sembrano infranti. Ognuno conduce la propria esistenza come meglio può, scontrandosi coi limiti imposti da ciò che gli sta intorno, dalla storia, dalla povertà. Non si oppongono al proprio destino ma cercano comunque di guidarlo. E cercano di gettare un germe per il cambiamento. Facendoci capire che ogni vita merita di essere vissuta inseguendo i propri sogni e i propri ideali.

Emanuel Romano (Italian-American, 1897–1984) Portrait of Carson McCullers, ca. 1949 Oil on masonite Art Collection, Harry Ransom Center.

Emanuel Romano (Italian-American, 1897–1984)
Portrait of Carson McCullers, ca. 1949
Oil on masonite
Art Collection, Harry Ransom Center.

Come dice bene Goffredo Fofi nella prefazione “Anche se in Carson McCullers non ci sono in verità né salvatori né salvati, di romanzo in romanzo ella sa di nuovo accostarci a esseri che ancora sognano, tentano, cercano di uscire dalla solitudine rifiutando i modelli correnti chiusi e castranti, e ce li rende cari grazie a una qualità tutta sua: la poesia e il bisogno di tenerezza di un’adolescenza da cui, sembra dirci, non bisogna mai distaccarsi del tutto”.

Titolo: Il cuore è un cacciatore solitario
Autrice: Curson McCullers
Edizioni: Einaudi Stile Libero
Pag:: 368
Prezzo: € 11,80
ISBN: 9788806191733
Introduzione di Goffredo Fofi
Traduzione di Irene Brin

 

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

7 commenti su “Il cuore è un cacciatore solitario

  1. Agata (e la tempesta)
    16/08/2015

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Un commento sul libro che affronteremo a settembre.

    Liked by 1 persona

  2. adour
    16/08/2015

    Come al solito Agata è attentissima nelle sue recenzioni. Questa volta, anche nelle scelte musicali. 😀

    Confesso che L’ autrice non è nelle mie corde ricordo “riflessi in un occhio d’oro” letto tanti anni, forse, in maniera discontinua, in cui spiccava la profonda antipatia per i suoi personaggi, anche i più umili.

    Ma Agata si sa è un indomita 🙂

    Liked by 2 people

    • Agata (e la tempesta)
      16/08/2015

      Ahah! Ho letto anch’io “Riflessi…” . Lì la scrittura è più misurata. Questo è un autentico “manifesto” di pensiero. Credo vada letto se si vuole conoscere e approfondire la storia della letteratura americana. Le mie scelte musicali in realtà prendono sempre spunto da musiche citate nei libri che recensisco 😊

      Liked by 1 persona

  3. polimena
    16/08/2015

    Lo leggeró presto, allora!!

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  4. Tatiana Larina
    18/08/2015

    c’è un film piuttosto bello che gira intorno a questo libro con protagonisti John Travolta e Scarlett Johansson: una Canzone per Bobby Long. Bella rece, Agata!

    Liked by 2 people

  5. zaidenoll
    20/08/2015

    Grazie Agata, lo volevo leggere da un po’ e con questa rece scala la lista delle mie priorita’!

    Liked by 1 persona

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