Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

La ferocia

laferociaNicola Lagioia ha vinto lo Strega 2015 con La Ferocia e a noi Russi sta bene, più che bene.

Primo perché da molti anni non si vedeva vincere uno Scrittore. Lagioia ha una consapevolezza profonda della lingua italiana che acquisisce spessore e profondità nelle sue forme. Lagioia chiama le cose con il loro nome, si tratti di animali (la descrizione iniziale in notturno è magistrale), persone, caratteri, stati d’animo o tempo meteorologico. E questo ci piace, quanto ci piace. Nel qualunquismo di una scrittura nazionale che confonde l’ignoranza grammaticale e sintattica per innovazione e sperimentazione linguistica, Lagioia è una speranza.

Seconda ragione: La Ferocia  è un romanzo indimenticabile, con più livelli di lettura (e non se ne trovano molti in Italia oggi) con ispirazioni internazionali molto vicine a quella visione post moderna da realismo isterico, che vanno a mio avviso da Yehoshua a Zadie Smith, passando per Franzen con annessa scuola – Kurshner – un tocco di Rushdie e Oates e De Lillo (che ovviamente sono ad un livello superiore!!). Si tratta di una scrittura che resta difficile da contenere nelle righe; i contenuti si sovrappongono in maniera convulsa e i piani di visuale sono alternati di continuo. In questo modo il lettore percepisce punti di vista differenti allo stesso tempo e ….(rullo di tamburi!) tutto questo senza usare MAI l’Io narrante: la narrazione è sempre in terza persona ma è chiaro che lo scritture assume i punti di vista dei personaggi, tranne poi staccarsene e rendere obiettiva la visione. E anche questo, vi sembra poco?

Poi c’è il livello dei contenuti. Come dicevamo, si tratta di livelli di lettura differenti. Con il pretesto di un noir, La Ferocia assume i caratteri di un’aspra critica sociale. Troviamo tutto il marciume della società italiana, cui siamo ormai assuefatti: connivenze, ricatti, alleanze nell’ombra, macchinazioni, sesso per il potere, soldi per il sesso. Quell’asservimento al denaro e al potere senza principi e senza speranza. E principi qui non ce ne sono, non ne troverete in un romanzo che è lo specchio della società post-moderna: a trionfare sarà la ferocia di una vendetta che fungerà da giustizia, ma senza nessun tipo di vincolo etico e morale. La vita diventa una lotta per la sopravvivenza, per conservare pezzi di mondo cui si è abituati e la ferocia emerge meravigliosamente nell’allegoria animale, in particolare nel ritorno allo stato di natura della gatta del protagonista, fuggita dalla cattività. Un richiamo purificatore al sangue, alle radici per scostare contaminate sovrastrutture.

Esiste anche un livello di lettura basato sull’evoluzione del romanzo borghese, quello che dall’esaltazione del mito della famiglia come cellula embrionale della società sfocia nell’immagine decadente della fine delle dinastie (insomma Buddenbrook &Co, per intenderci, passando per Rebecca West e i mitteleuropei per arrivare a saghe contemporanee di filone, ma manieristiche. La Ferocia invece rompe gli schemi e interpreta in maniera completamente negativa il concetto di famiglia e all’inevitabile fatalismo del genere, contrappone una precisa, feroce, consapevolezza insita nei protagonisti, pienamente artefici del proprio destino

Meravigliosa l’ambientazione che prendereste per una crepuscolare capitale scandinava se non sapeste trattarsi di Bari. Adattamento dell’ambientazione alla nota stilistica e non il contrario (alla Camilleri giallista, per intenderci che forse risulta più scontato e facile da interpretare). Lagioia sembra voler porre sotto i riflettori lo squallore di una società gretta e autoreferenziale, provinciale appunto in un meridione corrotto che ha perduto qualunque connotazione umana (niente luoghi comuni però, è meridione, ma potrebbe essere qualunque parte del nostro paese).

Complessa la costruzione dei personaggi, mai stereotipati, sempre riconoscibili. E’ un romanzo che si presenta corale, per stringersi a cerchi concentrici intorno al personaggio chiave, al risolutore dell’azione. L’ambientazione da romanzo borghese (post-moderno, appunto) è perfettamente coerente con i personaggi. Il personaggio chiave sarà quello che meno vi aspettate, l’eterno escluso e impotente che in quanto portatore di nessun interesse romperà tutti gli schemi.

E poi c’è che Lagioia è pugliese e chi scrive quest’articolo è pugliese (entrambe!) un po’ di orgoglio per il prodotto culturale della nostra terra, ci sta… e scusate il campanilismo di sfondo.

Consigliato: agli amanti della grande lettura, quella di respiro internazionale e con molto pelo sullo stomaco. Lagioia non fa sconti a nessuno, nemmeno a voi… che tanto italiani lo siamo tutti e se a certi meccanismi ci siamo sottratti, ne siamo comunque stati spettatori…

Sconsigliato: Molti sono gli italiani conniventi che si mascherano sotto ingenuità o “volemose bene”: se siete tra questi, evitate questo romanzo oppure prendete questo romanzo come un  distopico… meglio ancora, fantasy, sarebbe addirittura rassicurante!

Pubblicato da Tatiana Larina con il contributo spirituale di Zaide Noll (senza la quale Tatiana neanche l’avrebbe letto)

Titolo: La Ferocia
Autore: Nicola Lagioia
Editore: Einaudi
Lunghezza stampa: 418pp.
Prezzo: 19,50
ISBN: 9788806214562

 

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

12 commenti su “La ferocia

  1. adour
    03/07/2015

    sono il primo a fare un commento?
    Il primo aggettivo che mi viene in mente e non è nemmeno pugliese è

    “Ammapete” 🙂

    Una recensione veramente encomiabile, dilagante e trascinante, senza la quale forse, non avrei mai comprato quel libro.
    o forse si ?
    ma sicuramente non con lo stesso entusiasmo
    Grazie bolscevichi

    E’ sempre un piacere leggervi 😉
    VVB

    Liked by 2 people

    • Tatiana Larina
      03/07/2015

      Grazie!! Zaide mi ha introdotto a questo libro molto complesso e in effetti prima di recensirlo devi farlo sedimentare, non è facile farsi un’idea… ma poi di idee te ne vengono anche troppe. Leggilo e facci sapere cosa ne pensi 😉

      Liked by 1 persona

  2. zaidenoll
    03/07/2015

    Grazie a te Tonino! Del resto siamo tre pugliesi ora eheheheh andiamo con “Parla della Puglia”, come direbbe @Einaudieditore

    Liked by 1 persona

  3. polimena
    03/07/2015

    Tatiana e Zaide mi avete convinta, leggerollo tosto!!

    Liked by 1 persona

  4. polimena
    03/07/2015

    L’ha ribloggato su trecuggginee ha commentato:

    Come non leggerlo??

    Liked by 1 persona

  5. Agata (e la tempesta)
    03/07/2015

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Sul nuovo premio Strega.

    Liked by 2 people

  6. speranza
    03/07/2015

    Ma che meraviglia! Brava brava brava. E il libro lo leggo.
    sei una certezza, ma pure l’ispiratrice non scherza.

    grazie Blog 🙂

    Liked by 3 people

  7. speranza
    03/07/2015

    @adour: ammappate rientrerà nelle mie prossime esclamazioni. grazie

    Liked by 3 people

  8. leoni hianni
    03/07/2015

    Alle Guagnele…cosa mi leggo il libro a fare …ho già capito tutto…

    Liked by 2 people

  9. zaidenoll
    04/07/2015

    Gianni, non era questo lo scopo 😀

    Liked by 1 persona

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