Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Numero Zero

downloadEd eccoci a Eco… i Russi non potevano perdersi il libro italiano più atteso e discusso.

Esito della lettura? incerta… certo Eco è sempre Eco. Maestro indiscusso della nostra lingua, romanziere eccelso, rigore delo studioso, passione del ricercatore, guru di sperimentazione e conoscenza. Certo lui è tutto e anche di più e io mi chiedo ancora … ma il nobel?

Però questo libro è un’altra storia. Non mi aveva convinto il Cimitero di Praga  e non mi convince quest’ultima fatica.

Stilisticamente molto semplice rispetto a quello cui Eco ci ha abituati (per capirci, nessuna sperimentazione linguistica da Isola o Nome della Rosa), sono convinta che dietro tanta facilità si celi un mondo. I livelli di lettura multipli e differenziati che lo hanno resto celebre. O forse semplicemente mi sono sfuggiti. In particolare nella figura di Maja… le sue verità, il suo altro a squarciare il velo… il nome stesso. Qualcosa significherà, ma cosa?

Spaccato dell’Italia degli anni ’90 vista da una redazione. Il livello della critica sociale è palese. Le affinità con un presente che ormai è un continuum di 25 anni, pure.

Lo sguardo di Eco su una redazione giornalistica contemporanea e’ un po’ quello del vecchio professore che sorveglia con un solo occhio qualche studente dotato, ma non troppo brillante. Ed il professore non perde l’occasione per assestare qualche colpo di “divertissement” stilistico, in stile Bustina di Minerva.

L’innesto narrativo funziona anche se un po’ di credibilità in questa parte manca… ma ci hanno abituati a molto peggo, quindi potrebbe anche essere vero. Tornano tratti visti in Baudolino: gli  “e se”  della storia che avrebbero (potuto) condizionare la nostra vita attraverso riconsiderazioni storiche rilevanti.

Ritorna la vecchia passione di Eco per il complottismo, e fino alla fine non risulta chiaro se Eco di fatto creda al complotto, nella prospettiva più buia ed oscura in cui non siamo altro che le marionette di qualcuno (ricordate Romanzo Criminale?), oppure se si prenda gioco, forse poco bonariamente, di chi, suo malgrado, ci crede.

Più che di livelli di lettura, si potrebbe parlare di dietrologia, come per il Cimitero manca l’afflato più universale con una concentrazione marginale sull’Italia. La verosimiglianza della storia intessuta è però innegabile. Siamo tentati di credere a Eco. Perché a questo punto della nostra storia abbiamo un disperato bisogno di capire, anche facendoci del male. Un verità feroce è meglio dell’ignoranza. La brutalità delle ragioni è meglio della ‘non consapevolezza’.

E come finisce? all’italiana. Quando tutto sembra sull’orlo del baratro, quando la tragedia è inevitabile, tutto finisce in una bolla di sapone. Tutto si dissolve in una nuvola di fumo. Noi ne usciamo in qualche modo. Perdendo dignità, integrità, credibilità, ma ne usciamo. Sopravviviamo.

Consigliato: se vi va di fare un ripasso della storia d’Italia in chiave complottista e ovviamente se vi piacciono i libri scritti bene a prescindere…

Sconsigliato: se vi ricordate Eco della Rosa o del Pendolo, se è quello che cercate, bè, lasciate perdere

Tatiana Larina e Zaide Noll

 

 

Autore: Umberto Eco
Titolo: Numero Zero
Editore: Bompiani (9 gennaio 2015), Collana: Narratori italiani
ISBN-10: 8845278514
Lunghezza stampa: 218pp.
Prezzo di copertina: 17,00

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

7 commenti su “Numero Zero

  1. ilpyto
    02/03/2015

    Ok, me lo salto volentieri. Sto cercando la risposta seria a “50 sfumature di noia” e forse lò’ho trovata 🙂

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  2. speranza
    03/03/2015

    salto anche io. ma questa recensione è scritta a quattro mani? wow

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  3. zaidenoll
    04/03/2015

    Si, quattro mani! io avrei voluto essere un pelo piu’ clemente ma alla fine Tatiana l’implacabile ha vinto. Secondo me e’ un gioco di Eco, che se la ride sotto i baffi. Non emoziona, ma e’ un libro arguto.

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  4. Muninn libri
    05/03/2015

    Condivido le critiche al Cimitero di Praga, un divertimento storiografico che attraversa come un treno la seconda metà dell’800. Ma poi basta. Forse la mia sfortuna è di non essere ne un lettore ipercolto ne un semi-illetterato: mi ha annoiato la trama scontata e non ho visto (se ci sono) complesse allusioni nascoste nell’infinita sequela di nomi di piatti francesi, in francese. Anche in questo caso sono diffidente, non credo sia al livello dei maestri americani, per esempio Underworld di DeLillo. Leggerò il Nome della Rosa un giorno e probabilmente mi piacerà, ma fino ad allora non mi fiderò più.

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  5. Tatiana Larina
    05/03/2015

    Muninn De Lillo è un’altra cosa, non per livello ma per genere. Io credo che Underworld sia uno dei libri più complessi e difficili che abbia letto. Eco è altro. Su Eco, un consiglio: non fermarti al Cimitero e vai a ritroso. Il Pendolo e la Rosa sono pura letteratura

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  6. zaidenoll
    12/03/2015

    Concordo in pieno con Tatiana..perche’ cominciare con Eco dal Cimitero? Comunque a me non e’ dispiaciuto..Credo che Eco sia in qualche modo ossessionato dal complottismo e quello per essere un divertissement era piuttosto corposo. Questo invece e’ un divertissement senza troppe pretese. E ultima cosa..non abbiamo troppi grandi intellettuali in italia. Eco e’ uno delgi ultimi sopravvissuti: proteggiamolo come il panda gigante.

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  7. zaidenoll
    12/03/2015

    Comunque Munin grazie per la visita!

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Questa voce è stata pubblicata il 02/03/2015 da in Letteratura italiana, Ora in libreria.

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