Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Tutto scorre….

grossman

πάντα ῥεῖ  … e qui sono soprattutto gli uomini a scorrere, senza lasciare traccia dietro di sé, se non una gavetta in eredità al vicino di tavolaccio.

Russi, sveglia, pochi autori della nostra madre patria recensiti, ultimamente, allora corriamo ai ripari.

Vasilij Grossman è uno dei maggiori scrittori russi del dopoguerra. Il suo libro più famoso, capolavoro indiscusso, è Vita e Destino, vero obiettivo della mia scoperta di Grossmam.

Il libro qui recensito, invece, piuttosto breve mi è capitato tra le mani mentre preparavo le strenne dell’epifania e me lo sono regalato.

Cosa ne penso?… sono molto confusa. Inizia come un romanzo, il rientro di un condannato dall’inferno dei lager siberiani. L’incontro con la società sovietica che lo ha condannato, allontanato, cancellato, annullandolo nella lotta per la sopravvivenza a scontare colpe non commesse.

Incontriamo il protagonista sul treno che lo riporta nella capitale, dove un cugino ipocritamente gli offre un’ostentata ospitalità; cugino che a differenza sua è un accademico, si è fatto un posto nella società, è un vincente del regime, ma rivedendo la vittima inizia un processo di accusa e difesa al suo silenzio. Il silenzio in cui si è chiuso mentre il regime perpetrava il male. Racconta al protagonista della sua amata la cui scomparsa non è per decesso ma per la decisione di abbandonare il condannato (chi aspetterebbe 20 anni un fantasma che ritorna?). Il senso di solitudine è il sentimento predominante di questa prima parte. Sconforto, spaesamento tolgono il fiato.

Il protagonista sfiora per strada anche il suo delatore, del quale non riconosce la colpa, che non sa essere il suo carnefice. E mentre i due si allontano, il giuda rivede i suoi perché e ovviamente si auto-assolve. Condannare al lager la mente più brillante della sua università ha significato togliere un concorrente pericoloso. Il caldo, lussuoso ristorante cui ha diritto come membro di spicco della nomenklatura avalla il suo successo.

E qui Grossman supera la dimensione del romanzo descrivendo i diversi tipi di delatori, le tipologie tassonomiche di chi ha denunciato durante gli anni del terrore staliniano. Una vera classifica in cui gradino del podio è riservato all’aberrazione dell’umanità… e quindi Tutto scorre… smette di essere un romanzo e si trasforma in una raccolta di storie di vittime del regime,  con un racconto dettagliato ed estremamente toccante dello Holomodor,  la carestia in Ucraina provocata dal primo piano quinquennale causa di diversi milioni di morti (dai 3  milioni ai 6 milioni, a secondo delle fonti considerate).

Il libro si chiude con l’analisi della psicologia dei due leader massimi: Lenin e Stalin. La condanna è senza appello, l’analisi è strettamente correlata con la natura dell’animo russo che ne esce piuttosto malmessa. Lenin e Stalin prima che bolscevichi sono russo uno, georgiano l’altro, con intenzione di assimilarsi ai russi. Quindi se il bolscevismo è stato tale, poco c’entra il comunismo, c’entra la terra dove il regime  è fiorito e che ha portato alle aberrazioni. C’entra la cultura del popolo, e la sua mancanza. C’entra lo spirito di sottomissione, la schiavitù dalle campagne alle città di tutti gli ordini sociali. L’incapacità del popolo di avere una idea propria e la necessità di lasciarsi sempre e comunque guidare, consigliare, indirizzare e ove necessario, soggiogare (parliamo dei russi, eh, non fate confusione o facile ironia!)

L’utopia diventata distopia è dovuta al contesto e non all’idea.

Si esce da queste pagine provati, con l’impressione di terrore, panico che arriva alla gola. Se si considerano arresti e interrogatori, ad esempio. Il terrore di essere il prossimo e fare di tutto, anche tradire il proprio fratello per non esserlo. Innegabile il confronto con Buio a Mezzogiorno dell’ungherese Arthur Koestler (1940) dove centrale è il parossismo del sistema accusatorio del regime stalinista. Tutto scorre… è comunque meno coerente e strutturato, meno intimista e più collettiv(ista)o.  Si intravede in Grossman la necessità di non rassegnarsi alla sconfitta della distruzione del sogno. Come nel protagonista di Buio a Mezzogiorno. Meno pertinente il confronto con Solženicyn e Šalamov dove il protagonista indiscusso è il lager.

C’è da sapere che Grossman, esponente del realismo sovietico diviene un dissidente, sconta le sue origini ebraiche e questo libro vede la stampa senza una revisione dell’autore. La versione da pubblicare viene distrutta dall’ufficio di controllo e dai servizi e sfugge alla censura una bozza che finisce in Svizzera e lì vede la luce. Per ragioni storiche questo libro è da leggere, per ragioni letterarie direi di no… ma poi il confine qual è?

Consigliato: è un libro che possiamo definire storico, ma non è un romanzo, non ha armonia e costrutto, quindi non aspettatevi una storia. Serve però e molto per ridimensionare le utopie e pure le distopie a mio avviso

Sconsigliato: se siete anti-sovietici , potete farne a meno, tanto già sapete tutto, giusto? … o forse no

Titolo: Tutto scorre…
Autore: Vasilij Grossman
Editore: Adelphi
Lunghezza stampa: 220pp.
Lingua originale: russo, traduzione G. Venturi
ISBN: 8845924661
Prezzo di copertina: 11,50€

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Informazioni su Tatiana Larina

russa per vocazione, dedica ogni minuto libero a leggere qualsiasi cosa le passi a vista da arabi, persiani e indiani a scandinavi e russi, dai diari di viaggio alle saghe familiari e fantasy con un debole dichiarato per l‘italiano puro. Non che disprezzi chick-lit, fantasy e gialli da strapazzo, ma per carità non propinatele spazzatura spacciata per capolavori. Mamma e ricercatrice, dopo un decennio o più a girare per trovar chi sa cosa, è arrivata alla conclusione che un libro come si deve ti porta più lontano del ‘Millennium Falcon’.

6 commenti su “Tutto scorre….

  1. zaidenoll
    16/02/2015

    Tatiana questa rece e’ degna di un libro di critica letteraria!

    Liked by 1 persona

  2. Tatiana Larina
    16/02/2015

    grazie… è che sai Tatiana è un vero animo russo, quindi capisce bene i russi…
    p.s. ho bisogno di sfogarmi, lo sai….

    Liked by 2 people

  3. zaidenoll
    16/02/2015

    Brava brava sfogati che mi piace!

    Liked by 1 persona

  4. speranza
    17/02/2015

    Tatiana la tua recensione è splendida e super accurata. complimenti sinceri. è sempre bello leggerti.
    mi unisco al consiglio di zaidenoll: continua a sfogarti così!

    buona giornata

    Liked by 1 persona

  5. Tatiana Larina
    17/02/2015

    lovvo a bestia (e con ciò ho abbassato il livello) 😀

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  6. Pingback: La cucina sovietica: una storia di cibo e nostalgia | Parla della Russia

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Questa voce è stata pubblicata il 16/02/2015 da in Un classico è per sempre.

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