Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Esco a fare due passi – Fabio Volo

esco-a-fare-due-passiStacco. Interno notte. Caminetto che scoppietta in una fredda sera d’inverno. Mi vedo fra 40 anni, seduto di fronte al fuoco, coperta sulle gambe e tazza di cioccolata calda in mano. Gli amici intorno a me che osservano rapiti le fiamme ed improvvisamente un ragazzo giovane, inesperto della vita e delle sue brutture, mi chiede “qual è stato il libro più brutto che tu abbia mai letto?”. Ebbene, in quel preciso momento alzerei gli occhi stanchi e senza nessuna esitazione risponderei: “Esco a fare due passi, di Fabio Volo”.

Ci ho provato, ho provato con tutte le mie forze a trovare un aggettivo anche piccolo per salvare almeno in parte questa sequenza di consonanti e vocali sparse a casaccio su supporto cartaceo che l’autore insiste a chiamare “il mio primo romanzo”, ma non ci sono riuscito. Forse perché non è un romanzo. La “storia” – e qui le virgolette sono d’obbligo – è una lettera che l’autore scrive ad un suo carissimo amico chiamato Nico (e non ci vuole l’arguzia di Sherlock Holmes per capire che Nico non è nientepopodimenoche sé stesso, alla faccia della modestia), in cui ripercorre la sua vita in cerca di un senso alla sua esistenza, attraverso aneddoti, ricordi, considerazioni e fatti della sua vita.

Se dovessi riassumere la maggior parte dei suoi racconti, potrei utilizzare tre semplici parole: cacca, gnocca, pappa. Perché è tutto lì, il funambolico percorrere della sua esistenza si incentra solamente sul sesso (autonomo o in coppia) sul cibo e sulle funzioni corporali. Il tutto condito da battute scadenti e dozzinali quando sono sue, belle e poetiche quando prende a piene mani frasi scritte da altri. Tutto qui. Una splendida riflessione sul micropene mi ha riportato di botto ai tempi delle scuole medie. Un’altra sull’utilizzo del bidet o quella perla legata all’eiaculazione precoce invece mi hanno riportato ai tempi della visita militare. Ecco, il “libro” è tutto così.

Se mai doveste trovarvi davanti ad un caminetto in una fredda sera d’inverno e qualcuno dovesse chiedervi qual è il libro più brutto che abbiate mai letto, rispondete senza esitazione “esco a fare due passi, di fabio volo”, anche se non l’avete mai letto. Perché la verità va oltre le esperienze personali.

Esco a fare due passi
Fabio Volo
Mondadori Best Sellers – 9 euro

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19 commenti su “Esco a fare due passi – Fabio Volo

  1. cugginageno
    28/01/2015

    Grande Beppe!

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  2. zaidenoll
    28/01/2015

    Hihihi è uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo!

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  3. speranza
    28/01/2015

    perché ti sei voluto fare del male?
    perché?

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  4. zaidenoll
    28/01/2015

    Quando la coerenza è più forte del masochismo 😛

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  5. “lo stai vedendo bruciare nel caminetto” potrebbe essere una risposta adeguata

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  6. Nico
    28/01/2015

    Bravissimo! Mi sto rotolando dalle risate

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  7. zaidenoll
    29/01/2015

    Nico è Nicoletta, I suppose 🙂

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  8. leonigianni
    31/01/2015

    “Io a volte scopro come la penso su di un argomento quando ne parlo:è parlandone che scopro la mia opinione,insieme a quelli che mi ascoltano.”Fabio Volo

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    • ilpyto
      01/02/2015

      E qui vien fuori il dubbio: ma non è che niente niente l’hai letto pure tu? 😉

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      • leonigianni
        02/02/2015

        Si ,mesi fa ho letto proprio il libro che hai recensito tu ma l’ho piantato lì per le tue stesse ragioni.La frase,che mi sembra non banale,l’ho trovata glooggando Fabio Volo immagini ma non so da quale suo libro o film provenga,l’ho scritta a commento per puro spirito di contraddizione perchè eravate in tanti e tutti contro di lui,poverino,ma non significa nulla.Se dovessi prendermela con un romanzo brutto di qs anni io sceglierei il francese”L’eleganza del riccio” perchè oltre ad essere brutto é pretenzioso,e ammicca continuamente al lettore come per dirgli”Come siamo intelligenti io e te,io che scrivo e tu che capisci sta roba”Ma non è bello parlare male dei libri,promettimi che la prossima recensione la fai su un libro che ti è piaciuto assaissimo,typo ,mi condizioni anche typografycamente,il lamento del prepuzio.Io per farmi perdonare di aver sparlacciato del riccio ti scrivo di una poesia molto bella che ho letto proprio ieri sull’autobiografismo in letteratura:è del polacco Zbigniew Herbert e si intitola “Perchè i classici”Cercala in internet;l’ultima strofa fa”Se l’oggetto dell’arte /sarà una brocca infranta/una piccola anima infranta/colma di autocommiserazione//allora ciò che resterà di noi/sarà come il pianto di amanti/in un sudicio alberghetto/quando albeggia la carta da parati.Speriamo che Fabio Volo lo venga a sapere sto fatto della carta da parati.

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  9. leonigianni
    31/01/2015

    C’è una piccola fenomenologia di Fabio Volo in un bel libro di Claudio Giunta “Una sterminata domenica-saggi sul paese che amo”ed Il Mulino in un saggio intitolato”Una magnifica cosa pop:radio Dj dalle 9 alle 12″in cui l’autore,un italianista dell’università di Trento,lo loda come personaggio dello spettacolo (“è intelligente,mite,gentile..è autenticamente creativo..è saggio e sano…è una persona evidentemente retta)ma lo svaluta come scrittore di non romanzi”…che raccontano le cose insignificanti che tutti facciamo durante la giornata adoperando il linguaggio che tutti quanti useremmo se dovessimo trascrivere i nostri pensieri senza staccare mai le mani dalla tastiera del computer…L’idea di letteratura che sta dietro l’Ulisse di Joyce ma coi mezzi espressivi di uno studente di prima media”

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    • ilpyto
      01/02/2015

      Mi è bastato uscirci a cena una sera per depennare dall’elenco le parole “mite”, “gentile” e “intelligente”… 🙂

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      • Agata (e la tempesta)
        12/02/2015

        già, raccontaci della cena…

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  10. leonigianni
    02/02/2015

    Molto romanzesco :viene da chiederti più particolari…

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  11. ilpyto
    15/02/2015

    Ok, lo avete voluto voi. Premetto col dire che qualche tempo prima anche un mio amico era andato ad una cena con il nostro affezionatissimo edi risultati sono stati gli stessi.
    Comunque sia, grazie ad un po’ di amici comuni vengo invitato ad una cena in cui è presente anche egli, e visto che ai tempi già leggevo moltissimo, sono stato invitato per un pacato e sereno scambio di idee sullo scrivere oggi.
    Alla cena eravamo una trentina di persone, e mi ricordo che quando sono arrivato, da solo perchè i miei “amici” avevano dato forfait per uno spettacolo, mi ha detto “è molto triste arrivare ad una cena da soli”. Alchè risposi “è molto più triste andarsene da soli, e sono sicuro che questo non accadrà”. Dopo questo primo scambio di piacevolezze, il tizio si siede – naturalmente! – a capotavola e comincia a pontificare su tutto, con le ragazzine sbavanti e gli occhi a cuore ai lati, ed i loro ragazzi che rosicano, ma anch’essi con gli occhi a cuore. Era facilissimo capire cgi era lì senza sapere perchè, quindi è partito il controcomizio dall’altro lato del tavolo. Comizio che è durato poco, perchè tutta la fazione opposta a metà del primo si è alzata, ed alla sua domanda “andate via così presto? Non vi piace la cena?” gli è arrivato un coro di “la cena è ottima, la compagnia pessima”. Serata conclusa alla birreria lambrate fino alle 3 del mattino, con buona pace del FV che sarà andato a casa a provare le gioie del sesso autonomo 🙂

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  12. moselleorthodoxe
    13/06/2017

    Per me, i libri più brutti che ho letto in vita mia sono:
    la Divina Commedia
    Hannibal
    Wuthering Heights

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  13. ilpyto
    14/06/2017

    Non ho capito se stai cercando di difendere l’indifendibile denigrando altri libri, oppure se stai esprimendo un parere in un contesto inappropriato. Mi illumini?

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Questa voce è stata pubblicata il 27/01/2015 da in Buttiamoli nel Volga.

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