Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

Libera la mente

 

jpeg«La felicità è felicità e basta, tutto qui. Va e viene. La tristezza non è che tristezza. Tutto qui. Va e viene. Se riesci ad abbandonare il desiderio di vivere sempre cose piacevoli, allora otterrai una mente tranquilla».

Credo che tutti noi abbiamo sperimentato un periodo di stress tale che, anche a letto, i nostri pensieri abbiano la meglio sulla nostra volontà di riposare.

O periodi in cui pensiamo di non farcela, dove dobbiamo essere presenti ed efficienti sempre. Il lavoro, la casa, i figli e mai un momento in cui “tirare il fiato”.

Questo libro è capitato proprio in un momento di quel tipo. Stanca, un po’ depressa e con pensieri che continuavano a mulinarmi in testa, anche se io cercavo di tenerli distanti.

Chiediamo molto a noi stessi. Vorremmo essere sempre al top, felici, sereni, dormire bene, non sentire la stanchezza, aver tempo per la famiglia, gli amici, gli interessi e per noi.

Ma la vita e il “nostro” tempo non ce lo permette.

Questo libro non risolve questi problemi, ma ci aiuta a vederli in una prospettiva diversa.

«È così per tutti» cominciò. «Siamo attratti dalle cose che ci piacciono, e vi restiamo legati. Non vogliamo lasciarle per niente al mondo. L’unico problema è che, più le inseguiamo, più ci appaiono lontane. E più cerchiamo di restare attaccati a quei sentimenti piacevoli, più temiamo di poterli perdere».

«Così come cerchiamo di restare attaccati alle cose buone» proseguì il maestro «ci diamo anche molto da fare per liberarci di quelle spiacevoli. Non importa che si tratti di pensieri, emozioni difficili o di un senso di dolore fisico: è la stessa cosa, significa opporsi. E fintantoché ci si oppone, non c’è spazio per l’accettazione. E se non c’è accettazione, è impossibile avere una mente tranquilla».

L’autore, raccontando la propria esperienza, ci guida attraverso la pratica della meditazione.

Molti di voi ora immagineranno di doversi vestire da monaco buddista, incrociare le gambe e fare “ommm”.

Non è proprio così. Mediante una serie di semplici esercizi, l’autore ci avvicina alla pratica meditativa con la richiesta di provarci almeno per dieci minuti ogni giorno, portando pazienza se all’inizio ci sembrerà che i pensieri siano sempre e ancora lì in agguato (sono un dato di fatto, non possiamo cancellarli), ma provando ad osservarli come se noi fossimo uno spettatore esterno della nostra mente. Per esempio, immaginando che i pensieri siano delle macchine in corsa su una strada e noi li guardiamo sfrecciare al bordo della stessa. Ci saranno ore in cui la strada sarà intasata, altre in cui il “traffico” sarà più scorrevole e sopportabile. Il nostro compito non è avere la strada vuota, ma semplicemente astrarsi dalla situazione di stress per ritrovare un po’ di serenità che ci aiuta a vivere in maniera più consapevole.

Della consapevolezza l’autore parla molto a lungo. Tra gli esercizi consigliati c’è quello di fare attenzione anche alle piccole cose che si fanno durante la giornata. Prestare attenzione vuol dire focalizzare la mente su delle attività semplici che permettono alla mente di riposare, di portarla lontana da quei pensieri che ci fanno sembrare avvitati su noi stessi.

Ancora una volta, mindfulness significa essere presenti, consapevoli di quello che state facendo e di dove vi trovate. Non dovete fare niente in modo diverso dal solito, l’unica cosa importante è essere consapevoli. E il modo più facile per arrivarci è avere un punto focale. Ogni volta che vi renderete conto che la mente si è distratta, riporterete semplicemente l’attenzione al punto focale iniziale.

Uno dei miei esempi preferiti è quello del lavarsi i denti. È un’attività familiare, con un punto focale molto evidente, e, dal momento che è improbabile che duri più di qualche minuto, ci sono tutte le possibilità che riusciate a mantenere un senso di consapevolezza per tutta la durata. Certo, è piuttosto in contrasto con il modo in cui di solito la gente si lava i denti, ovvero il più in fretta possibile e pensando a cosa fare dopo. Per essere compresa appieno, la differenza fra i due scenari deve essere vissuta. Provateci, vedete com’è. Probabilmente troverete più facile essere consapevole di uno solo dei cinque sensi, e usarlo come punto focale. Perciò potrà trattarsi del rumore dello spazzolino contro i denti o della sensazione fisica del braccio che si muove avanti e indietro, del sapore o dell’odore del dentifricio. Concentrandosi su uno solo di questi oggetti alla volta, la mente inizierà a farsi più calma. E in quella calma sarà per voi possibile riuscire a notare la tendenza ad andare alla deriva nei pensieri, o ad affrettarsi per passare alla cosa successiva. Oppure vi accorgerete che state mettendo troppo sforzo, o troppo poco, nella procedura di lavaggio. Può persino capitarvi di sentirvi annoiati. Tutte queste osservazioni, però, risulteranno a loro modo utili, perché vi mostreranno la vostra mente così come è nella realtà. Possedere questa maggior consapevolezza costituisce la differenza fra avere una mente stabile, calma e concentrata, e averne invece una che sembra fuori controllo.

E, per concludere, questa ultima considerazione.

«Ti piace quando qualcuno ti fa ridere?» mi chiese. «Certo» risposi con un sorriso. «E quando qualcuno ti fa piangere? Ti piace?». «No» replicai scuotendo la testa. «OK» proseguì «perciò diciamo che potrei mostrarti come non sentire mai più la tristezza: ti piacerebbe?». «Certamente» annuii convinto. «C’è solo una condizione: perderesti anche la capacità di essere felice» disse, con volto improvvisamente serio. Sembrava che mi leggesse nel pensiero. «È un pacchetto unico» aggiunse «non puoi avere una cosa senza l’altra. Sono come i due lati di una stessa medaglia». Ci pensai. «Smetti di pensarci» disse, a quel punto, ridendo. «È impossibile, non potrei insegnartelo nemmeno se volessi». «Allora cosa dovrei fare?» chiesi. «Se non posso liberarmi di questo senso di tristezza continuo, come potrò mai essere felice?». Il suo atteggiamento si fece più serio. «Stai cercando il tipo sbagliato di felicità» proseguì. «La vera felicità non distingue fra il piacere che ottieni dal divertimento e la tristezza che provi quando qualcosa va storto. La meditazione non ha a che fare col trovare questo genere di felicità. Se la cerchi, allora vai a una festa. Il tipo di felicità di cui parlo è la capacità di sentirti a tuo agio con qualsiasi emozione provi…». «Ma come posso sentirmi a mio agio a essere infelice?» replicai. «Cerca di vedere le cose in questi termini:» proseguì «questi sentimenti fanno parte della natura umana».

Quindi… buon “ommm” a tutti.

 

 

Titolo: Libera la mente
Autore: Andy Puddicombe
Editore: De Agostini
Pag: 238
Euro: 14,90 (7,99 ebook)

 

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

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Questa voce è stata pubblicata il 16/10/2014 da in I saggi russi & Co..

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