Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

L’evoluzione di Calpurnia

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Mi piacciono i romanzi di formazione.

Mi piacciono i ragazzini.

Mi piacciono i LIBRI per ragazzini.

Mi piacciono LE ragazzine un po’ strane.

Mi piacciono i nonni barbuti da Heidi in poi.

Ma sopratutto mi piace l’evoluzione. (Del resto, di tutta questa lista, è l’unica che ho scelto “per lavoro” cioé 24h al giorno e 7 giorni su 7).

Quindi mi sono tuffata su questo libro come un naufrago su un rottame, come un assetato nel deserto, come una lettrice compulsiva sull’ultima scoperta del momento.

 “Estrasse un libro foderato di sontuoso cuoio marocchino verde con bei fregi d’oro. Lo lucidò con la manica, anche se per quanto potevo vedere non era impolverato. Si inchinò con fare cerimonioso e me lo porse. Lo guardai. L’origine delle specie. Qui, in casa mia. Lo ricevetti con entrambe le mani. Lui sorrise. Cominciò così il mio rapporto con Nonno.”

Il libro narra la storia dell’incontro scientifico ed amorevole di Calpurnia detta Callie Vee con il suo Nonno, vecchio naturalista.

“Mi parlò di Linneo e del suo sistema per dare un nome a tutte le cose viventi in Natura, e di come seguivamo ancora questo sistema ogni volta che davamo un nome a una nuova specie. Mi raccontò di Copernico e Keplero e del perché la mela di Newton cadeva in giù anziché in su. Di come la luna ruota sempre in circolo intorno alla terra. Della differenza tra ragionamento deduttivo e ragionamento induttivo, e di come Sir Francis Bacon, con quel nome bizzarro, la comprese. Nonno mi raccontò di quando nel 1888 era andato fino a Washington per entrare in una nuova organizzazione di gentiluomini che si era data il nome di National Geographic Society. Si erano coalizzati per scoprire i posti ancora inesplorati del globo e per tirare fuori il paese dalla palude della superstizione e dell’arretratezza in cui si dibatteva dopo la Guerra di Secessione.”

“«Te l’ho già chiesto una volta e non mi hai mai risposto. Allora di che cosa parli con lui?» «Perdinci, Harry, c’è un sacco di cui parlare. Ci sono insetti e serpenti, gatti e coyote; ci sono alberi e farfalle, e colibrì; ci sono nuvole, clima e vento; ci sono orsi e lontre, anche se da queste parti stanno diventando difficili da trovare. Ci sono baleniere e…» «Va bene». «I Mari del Sud e il Grand Canyon. I pianeti e le stelle». «D’accordo, d’accordo». «Ci sono i principi della distillazione. Lo sai che sta cercando di trasformare le noci pecan in liquore, vero? Anche se non sta andando molto bene, ma non dire che l’ho detto, d’accordo?» «Capito». «Ci sono le leggi di Newton, ci sono prismi e microscopi, ci…» «Capito, ho detto». «Gravità, attrito, lenti, prismi…» «Basta». «La catena alimentare, il ciclo dell’acqua, l’ordine naturale. Harry, dove vai? Ci sono girini e rospi, lucertole e rane. Non andare via. Ci sono delle cose chiamate microbi, germi, sai. Li ho visti con il microscopio.”

La natura abbagliante dell’estate del 1899 in Texas viene quindi fuori dalle pagine, insieme alle esplorazioni di Callie ed alle osservazioni che fa su suo Taccuino.

La vita quotidiana dell’epoca è descritta in modo fresco e presumo realistico. Le personalità della Mamma, della domestica Viola, dei sei fratellni di Calpurnia, emergono  con poche righe o brevi accenni. La trama si movimenta con le avventure amorose del fratello Harry, l’amore di Travis per gli animali, e la scoperta da parte di Callie e del Nonno, di una nuova pianta, anzi una Pianta, che potrebbe essere addirittura una nuova specie ( vi lascio scoprire da soli se lo sarà oppure no).

Essendo stata una io stessa una “Simil-Calpurnia” del XX secolo, mi ha colpito molto per la sua drammaticità il momento in cui la ragazzina realizza di essere una “signorina” e che qualcuno vuole scrivere il suo destino per lei.

“Non mi ero mai catalogata insieme alle altre ragazze. Io ero diversa; non appartenevo alla loro specie. Non avevo mai pensato che il mio futuro sarebbe stato come il loro. Ma in quel momento capii che non era vero, che ero esattamente come le altre ragazze. Era previsto che consegnassi la mia vita a una casa, un marito, dei figli. Ci si aspettava che abbandonassi i miei studi naturalistici, il mio Taccuino, il mio amato fiume. Era questo il perfido scopo di tutto il cucito e la cucina che cercavano di inculcarmi, delle tediose lezioni che avevo disdegnato ed evitato. Mi venne caldo, poi freddo dappertutto. In fondo la mia vita non era con la Pianta. La mia vita era il prezzo da pagare. Perché non l’avevo capito? Ero in trappola. Un coyote con la zampa in una trappola.”

“Mio nonno mi aveva dato da leggere il libro del signor Darwin. Mi aveva dato la possibilità di una vita diversa. Ma queste cose non importavano più. Al loro posto per me c’era La Scienza del Governo della Casa. Ero cieca; ero patetica. Stavamo per cambiare secolo, ma la mia piccola vita non sarebbe cambiata. La mia vita, piccola. Quella cui avrei fatto bene ad abituarmi. Scoppiai di nuovo a piangere come una fontana, una scrosciante ondata di lacrime e moccio che inzuppava il fazzoletto del signor O’Flanagan.”

Il libro si conclude il Primo Gennaio 1900, e non sappiamo se Callie riuscirà a diventare una scienziata. Speriamo di sì.

 «Prima di morire voglio vedere le seguenti cose: l’aurora boreale. Harry Houdini. L’oceano Pacifico o Atlantico. Qualsiasi oceano va bene, non ha importanza. Le cascate del Niagara. Coney Island. Un canguro. Un ornitorinco. La torre Eiffel. Il Grand Canyon. La neve».

Titolo: L’Evoluzione di Calpurnia

Autore: Jacqueline Kelly 
Editore: Salani
Pagine: 287

Un altro parere entusiasta su Calpurnia, da Libri e Marmellata .

 

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Informazioni su zaidenoll

Archeologa Preistorica, convinta evoluzionista, militante multiculturalista e lettrice ossessivo compulsiva: dall’etichetta dello sciampo all’ultimo numero di Nature. La sua #sfida2016: curarsi con i libri, che siano premi nobel o robetta terapeutica.

5 commenti su “L’evoluzione di Calpurnia

  1. Tatiana Larina
    20/10/2014

    brava!! ora che ho finito il libro leggo la tua rece! non volevo anticiparmi la sorpresa dato che questo libro mi ha incuriosita dalla copertina scovata mentre facevo la spesa al supermercato.

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  2. Tatiana Larina
    20/10/2014

    volendo… post coloniale pure lei e proveniente da quella terre di rivelazioni letterarie che è la Nuova Zelanda

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  3. zaidenoll
    20/10/2014

    🙂

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  4. Pingback: L’evoluzione di Calpurnia – Jacqueline Kelly | trecugggine

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