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Piccolo blues – Jean-Patrick Manchette

trecugggine

Piccolo blues Piccolo blues

Come ho potuto trascorre tutti questi anni senza aver mai neppure sentito nominare Jean-Patrick Manchette? Eppure lo scrittore francese è considerato il capostitipite del genere noir d’oltralpe, è nato a Marsiglia pochi anni prima di Izzo, ed è stato anche un giornalista, un editore, un traduttore, un jazzista (e la conoscenza musicale traspare in ogni sua pagina).

Piccolo blues è un titolo che mi ha incuriosito in una delle tante liste di libri preferiti che circolano in questi giorni. E mi ha incuriosito proprio perchè Manchette era un nome a me totalmente sconosciuto.

Piccolo blues è un gioiellino di sole 150 pagine di pura adrenalina. Lo stile è asciutto, chirurgico. Non una parola di troppo. Una storia circolare che torna là dove era iniziata: nella notte parigina.

Non voglio anticipare la trama, fidatevi di me e leggete il libro a scatola chiusa, come ho fatto…

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Informazioni su polimena

Sconvolta dal fatto che nell'interpretazione della canzone dei Tre cowboy dello zecchino le toccasse sempre la parte del Pacioccone, decise di rifugiarsi negli Harmony. Ne lesse talmente tanti da farne indigestione e da non sopportare più l'aroma zuccheroso e scontato. Onnivora con poche eccezioni legge per puro diletto, senza alcun filo logico se non l'ispirazione del momento o il consiglio di pochi fidati amici di letture.

15 commenti su “Piccolo blues – Jean-Patrick Manchette

  1. speranza
    25/09/2014

    me lo segno! grazie.

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  2. speranza
    25/09/2014

    grazie!

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  3. speranza
    12/10/2014

    condivido ogni tua parola. un vero gioiellino!!

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  4. Tatiana Larina
    12/10/2014

    voglio sapere chi te lo ha consigliato… e mi segno pure questo!!

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  5. zaidenoll
    17/10/2014

    Letto ieri! F A V O L O SO !

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  6. Leoni Gianni
    20/10/2014

    L’ho letto domenica e mi è piaciuto,l’ho trovato altrettanto noir quanto picaresco,forse anche troppo, rocambolesco.Mi piaceva come venivano presentati i personaggi,la descrizione e gli aggettivi scelti,inaspettati e spiazzanti.C’è un libro di Simenon simile”Il treno”.Ho preso in prestito un altro libro suo “Piovono morti”

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    • polimena
      20/10/2014

      Qui sul Blog c’è chi ha letto “Fatale”. Io per ora ho letto solo questo. Siamo diventando Manchettiani!

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  7. Leoni Gianni
    20/10/2014

    Ah..dimenticavo,a un certo punto sono certo di aver letto la parola “computer”o me la sono sognata?In un testo del ‘ 77!.RIschio di fare il dottor pignoletti ,ma sono quegli infortuni un po’ inquietanti,un po’ noir nel senso..ma ,allora, tutti quegli aggettivi inaspettati..spiazzanti.Ma dura solo un’attimo vhe.Dello struzzo ci si fida.

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    • polimena
      20/10/2014

      Gianni dovresti prendere il testo francese e leggere cosa scrive in lingua originale al posto di computer; io il francese non lo so e neppure mi sono accorta della parola. Domani faccio una ricerca nel testo e la cerco!

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      • polimena
        21/10/2014

        Gianni, sono fusa, il libro l’ho letto in cartaceo, quindi non posso fare una ricerca nel testo…

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  8. Leoni Gianni
    21/10/2014

    Stai serena è a pag 28 del libro che ho io,ed 2002,cap 5 “Appiccate il fuoco,impallate i computer,impiccate Charançon-suggerì Gerfaut”Ci sarà stato scritto macchine da scrivere o telescriventi e il traduttore giustamente l’ha un po’ aggiornato,in effetti lo si legge come se fosse contemporaneo il testo ,no?L’unica cosa datata a pensarci bene è la figura del postino,l’uso del telegramma,le cartoline da compilare per fare le partite a scacchi per corrispondenza…sigh,sob,mi viene da piangere,mi viene,l’unica cosa datata è il sottoscritto.Leave me alone.Gianni il postino (finchè dura)

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    • polimena
      21/10/2014

      Grande Gianni! Ma non ti lasceremo solo…anzi ti facciamo “russo” ad honorem!

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Questa voce è stata pubblicata il 25/09/2014 da in Dieci piccoli Russi, Russi & Gialli.

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