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Vita e morte senza miracoli di Celestino VI

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Adriana Zarri mi ha insegnato che in certi momenti il solo modo giusto per restare fedeli al nostro Dio è dire no agli uomini.

Michela Murgia

 

Papa Ratzinger è morto. Il Conclave si riunisce per eleggerne il successore. Passano i giorni, ci sono fazioni opposte e non si trova un accordo. Si arriva alla conclusione che c’è bisogno di qualcuno di nuovo. Così Cardinal Campagna propone l’elezione di un parroco molto erudito.

Perciò occorreva un uomo nuovo, fuori da ogni collocazione e previsione, magari addirittura fuori del sacro collegio e della lista, pur ricca e variegata, dei vescovi: un uomo sconosciuto dalla pubblicistica ma ben conosciuto da Dio, saggio, interiore e anche capace di muoversi tra i problemi del mondo. “Del mondo, non della mondanità” precisò un cardinale non senza, al parer di qualcuno, una larvata critica al defunto pontefice polacco.

Il nuovo papa prenderà il nome di Celestino VI, a memoria di Celestino V, proclamato papa il 5 luglio 1294, che rinunciò al soglio pontificio il 13 dicembre 1294.

Questo romanzo di Adriana Zarri è stato pubblicato nel marzo del 2008. Lei non poteva sapere che la sua “profezia” si sarebbe nuovamente avverata, con la rinuncia di Benedetto XVI al papato.

La Zarri ci racconta la storia di un papa diverso, molto vicino alle persone. Anche qui quindi una visione un po’ profetica, perché all’inizio la somiglianza con Papa Francesco è grande. Anche Papa Celestino VI telefona alle persone, parla con chiunque e desidera una Chiesa più semplice, senza orpelli, mettendo in discussione il celibato dei preti, il controllo delle nascite, la presenza stessa dello Stato del Vaticano.

“Non intendo far pressioni di sorta. L’Italia ha un governo indipendente che non può soggiacere alle richieste vaticane. E io mai mi intrometterò nella politica di uno stato laico e sovrano”.

Un uomo che sceglie di continuare a vivere come quando stava in campagna, con la compagnia di un gatto (la Zarri amava i gatti e le rose, da quanto si legge nella prefazione e, ad un certo punto della sua vita, si ritira in una cascina di campagna come un’eremita).

“È bellissimo!” “Proprio un gatto da papa!” vantò il monsignore. “Come si chiama?” “I nomi li lascio dare a chi li prende”. Celestino ci pensò un poco. Si sovvenne di uno scrittore (non ricordava quale) che, ai suoi gatti, dava nome di santi; e aveva sant’Eusebio, sant’Agata, santa Elisabetta d’Ungheria, e giù giù per l’intero calendario. Bene, decise, lo chiamerò Lutero: un santo protestante, senza canonizzazione perché, tra gli evangelici, saggiamente non usa. Comunicò la scelta al donatore che non fece obiezioni. “Contento lei…”

La teologa ci regala l’immagine di un uomo vicino alle persone, con le sue debolezze e paure. E ci sorprende con due finali per questo romanzo.

Sfogliando i registri parrocchiali il prete vedeva passare la sua gente con le vicende relative: nascite, matrimoni, funerali: era la vita, ivi compresa anche la morte che, della vita, segna il compimento. “Vita, morte e miracoli”, come usa dire; ma di miracoli don Giuseppe non ne aveva mai visti, se non il prodigio quotidiano del sole che nasce ogni mattina e, ogni sera tramonta; e su in cielo si accendono le stelle e, quando è tempo, anche la luna.

Titolo: Vita e morte senza miracoli di Celestino VI
Autore: Adriana Zarri
Editore: Diabasis
ISBN: 9788881035700
Pagine: 179
Prezzo: € 1,99 (formato elettronico)

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Informazioni su Agata (e la tempesta)

Prende il nome dal suo film preferito dove Agata è una libraia che incontra, tra gli scaffali, l'uomo della sua vita. Sarà che non è libraia, ma lei ancora non gli è sbattuta contro. Nel frattempo fa l'im-piegata - per sopravvivenza - e partecipa ad ogni corso le sbarri la strada, purché non faccia venire il fiatone. Così, da ex pianista, ex corista, passa per la calligrafia, la legatoria, il teatro, il clavicembalo. E, in tutti gli spazi possibili, vi infila i libri, con una netta predilezione per i classici. E tanti libri per bambini, che suo figlio - molto allegramente - snobba. Però la ama e la sostiene nel suo diventare adulta.

3 commenti su “Vita e morte senza miracoli di Celestino VI

  1. Agata (e la tempesta)
    14/09/2014

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Letture impreviste.

    Mi piace

  2. polimena
    15/09/2014

    Che bello questo libro!

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 14/09/2014 da in Letteratura italiana con tag .

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