Parla della Russia

I took a speed-reading course and read War and Peace in twenty minutes. It involves Russia.

#IT

stephen_king_it

It è una grande libro sui bambini, sulla difficoltà di crescere. Sull’amicizia. E solo in ultimo luogo sulla paura.

Certo, fa paura, e tanta. A tratti è proprio terrificante. Ma la cosa che mi resterà, girata l’ultima pagina (ormai manca poco!) saranno loro. Bill che balbetta, Ben che è grasso, Beverly che il padre la picchia “con amore”, Mike che è l’unico nero in città, Eddie e le sue malattie, Stan serio ed ebreo fino al midollo, Richie inarrestabile.

Questo libro mi ha fatto davvero ricordare cosa voglia dire essere bambini. Ed anche cosa voglia dire essere adulti, e dimenticare piano piano, non in un giorno solo, ma inesorabilmente.

“L’energia che si scialacqua con tanta profusione da ragazzi, l’energia che si ritiene non debba mai esaurirsi, si dilegua fra i diciotto e i ventiquattro anni per essere sostituita da qualcosa di assai più opaco, una sensazione fittizia come quella che ti dà una sniffata: aspirazione, forse, o traguardi, o comunque voglia chiamarla un qualsiasi universitario rampante. Niente di sconvolgente. Non se ne va tutta d’un colpo, con un grande scoppio. E forse è proprio questo l’aspetto più inquietante, pensa adesso. Non si smette di essere piccoli tutt’a un trat- to, con una grande esplosione, come uno di quei palloncini pubblicitari con gli slogan. Il bambino che hai dentro cola fuori, trapela come aria da una foratura in una gomma. E un giorno ti guardi allo specchio e ti trovi a faccia a faccia con un adulto. Puoi continuare a portare i blu jeans, puoi continuare ad andare ai concerti di Springsteen e Seger, ti puoi tingere i capelli, ma la faccia che c’è nello specchio è lo stesso quella di un adulto. Ed è successo tutto mentre dormivi, forse, come la visita della fatina dei denti.”

King è un re, nonostante non sia sempre all’altezza di sé stesso ( e chi lo è? BEEP BEEP ZAIDE!). King è un re e questo lo sapevamo già.

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Informazioni su zaidenoll

Archeologa Preistorica, convinta evoluzionista, militante multiculturalista e lettrice ossessivo compulsiva: dall’etichetta dello sciampo all’ultimo numero di Nature. La sua #sfida2016: curarsi con i libri, che siano premi nobel o robetta terapeutica.

11 commenti su “#IT

  1. polimena
    02/09/2014

    Ma che mi devo leggere pure questo???? siete tremendi amici russi…

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    • zaidenoll
      02/09/2014

      Non è proprio digeribilissimo, eh 🙂 Io ci ho messo due settimane o più! E vedo mostri ovunque! Però è davvero bello.

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  2. Leoni Gianni
    03/09/2014

    Per caso anch’io ho letto King in questi giorni,un romanzo breve,”Dolores Clairbon”e un racconto lungo”1922″ nella traduzione del tuo amato Wu ming credo 1 .Anche a me è piaciuto e tanto più perchè lo alternavo agli strambezzi di Bolagno,E quanto più il nostro mi sembrava scrittore onesto e alla mano ,tanto più quell’altro mi pareva strano ma strano oserei dire nel senso della battuta di Pajetta”Oronzo ,Oronzo quanto sei strano”.(Oronzo Reale era politico del Pri).King mi ha ricordato Lansdale,e tutti e due mi fanno venire in mente il cinematografo,quell’americanese che parlano in molti film di HollYWood doppiati;a tratti sentivo perfino la voce del “vecchietto del West”,quello dove c’è lui che aiuta lo sceriffo John Wayne e c’è pure Dean Martin alcolizzato che fa il vice.L’americanese é un linguaggio colorito ,espressivo,alla Tex willer,che in King (tradotto) si estrinseca in immagini concrete e metafore inaspettate e divertenti sempre col concreto al posto dell’astratto,il corpo al posto dell’anima.Alla fine della lettura la protagonista Dolores clairbone aveva le fattezze di Katharine Hepburn,cosa vuoi di più da una lettura?IT ho deciso di leggerlo anch’io.Aug!Firmato Johnny postman

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  3. zaidenoll
    03/09/2014

    Caro Giovani il postino, grazie mille per il tuo commento 🙂 . Condivido la tua impressione di King come autore da cinematografo e americano quasi da manuale. Ma in questo King di IT c’è qualcosa in più, qualcosa che ha a che fare con una scrittura davvero davvero bella. poi mi dirai!

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  4. Tatiana Larina
    06/09/2014

    non ho mai letto, King e confesso che non mi manca … non cacciatemi,
    però ho visto il film e mi ha fatto un terrore neroooo!! aiutoooo!!

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  5. Leoni Gianni
    07/09/2014

    “Giovani”,eh si, magari . Quand’eravamo giovani dalle mie parti si diceva “C’ha l’aRterIosclerosi”e credo si debba dire l’aterosclerosi;si diceva”Te me fai venir l’arioma” mi fai venire l’arioma per dire mi togli il fiato,mi fai venire l’affanno,col suffisso oma dei dottori.Savinio nel suo libretto su Maupassant fa un refuso proprio all’inizio ,ci ragiona sopra e dice i refusi sono preziosi.Daumal,seguace di Gurdjieff,(a bhe allora..)sostiene “la potenza delle parole e la debolezza del pensiero”.Menti più scientifiche si sono interessate ai refusi:Primo Levi collezionava etimologie popolari:ne ricordo due”le iniezioni INdovinose” e “Matthausen”al posto del corretto “Mautthausen”.Fino all’altro ieri dicevo “Romanzina” per “Ramanzina” e ancora oggi che finalmente mi sono accorto dell’errore “sento” più giusto il primo:non si dice “Mi ha fatto una storia!”?Proprio io che lavoro tantissimo non so ancora se si dice “Stakanov” o “Stankanov”.I filologi scelgono la lezione più difficile di un passo,nell’ipotesi che i copisti tendano a banalizzare,ma in questo caso,dato che l’operaio russo “non era mai stanco”,quale delle due è la più banale?Ciao,dal veneziano schiao,Gianni il pastino.

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  6. zaidenoll
    08/09/2014

    🙂 🙂 🙂

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  7. Agata (e la tempesta)
    10/09/2014

    L’ha ribloggato su LibriPensierie ha commentato:

    Quasi un classico dei thriller, nella bella recensione di Zaidenoll.

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  8. Agata (e la tempesta)
    11/09/2014

    Giovani il pastino. Un nome, una garanzia. Ci vediamo lunedì 🙂

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Questa voce è stata pubblicata il 02/09/2014 da in Da leggere in Transiberiana, Dieci piccoli Russi, Russi & Gialli.

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